Leggo il corposo articolo di Giorgio Cremaschi, e sulle
modalità del primo obiettivo, ovvero il conflitto con Renzi, a me pare che di
conflitto non si possa parlare.
Il conflitto semmai esiste tra le fila della dirigenza CGIL che si
appresta a far politica, perdendo di vista i veri
obiettivi di un sindacato, la difesa e la tutela dei lavoratori, la
conformazione dello stesso in movimento di supporto alle lotte politiche e di
classe che ad oggi dovrebbero essere in corso già da molto tempo, mi chiedo come
mai il Segretario nazionale della CGIL Susanna Camusso, permette anzi gioisce
del testo unico sulle rappresentanze sindacali? Cosa fa di questa “signora” il
deus ex machina supremo dei destini di lavoratori che non intendono più
accodarsi alla liturgia delle RSU ormai diventate tutte RSA e quindi portavoce
della testa pensante unica?
A noi lavoratori ed ex lavoratori ci sembra che questo si possa
definire in due modi:
un grosso errore di valutazione del contesto politico e quindi
grazie Susanna per cortesia esci e andandotene chiudi la porta, oppure un mirato
“occhiolino” ai padroni e a i governanti di qualsivoglia colore, dove in buona
sostanza gli si sussurra alle orecchie, tranquillo padroncino, “hai visto che
dopo Melfi tutto va come vuoi tu”? E li avrei altre idee su dove invitare la
dirigenza sindacale!
Poi c’è Landini, il guerriero senza macchia e senza paura, che
però un po’ di paura se l’è trovata quando la “Signora Susanna” gli ha detto
molto chiaramente, o ti adegui o la pensione (buona) te la dimentichi, e lui
povero super Lando, ha abbozzato e ha deciso di far politica provando a portare
la questione della nazionalizzazione dell’AST di
Terni, ma con scarsi se non invisibili risultati, potrei andare avanti per ore
indicando questo o quel “gerarca” della CGIL che non intende stare dalla parte
dei lavoratori, troppo rischioso.
Di CISL e UIL non ne parlo per principio, è dai tempi di Valletta
in Fiat che la CISL obbedisce al suono delle trombe
del padrone di turno come
un cane da caccia alla volpe(ai tempi fu Fiat che aiutò anche a nascere questo
pseudo sindacato con il sindacato giallo, qualcuno vecchio come se lo
ricorderà).
Quindi noi che abbiamo masticato tanti e tanti anni la CGIL quando questa era il sindacato, dobbiamo trovare il
coraggio e noi per primi, dobbiamo uscire, in modo definitivo e chiaro,
confluire tutti quanti nei sindacati di base, che non saranno composti da cifre
oceaniche e con dirigenti come Di Vittorio, ma almeno hanno la dignità di fare il sindacato per i
lavoratori, e con i lavoratori!
A noi non piace che i lavoratori vadano sulle torri faro, che si
rinchiudano ad esempio nelle ex carceri in Sardegna, noi attivisti politici e
sindacali, tutti quanti, dobbiamo riconquistarci la fiducia del lavoratore, disoccupato, pensionato a basso reddito, la donna lavoratrice che dovrà morire
con la penna in mano, tanto chi se ne frega…. Noi dovremo tornare a tutelare chi
necessita di tutele senza dubbi e senza interpretazioni
opache!
Noi avremmo dovuto dichiarare lo sciopero generale già la prima
volta che si presentò il politico dei politici con la sua corte (insomma Renzi
lo definisce nonno Berlu) a dire che l’.art 18 va cancellato, adesso che
praticamente non esiste più, nessuno mai, con voce
forte e decisa ha mai detto giù le mani dall’art.18, ovviamente parlo dei
Segretari nazionali e dei loro lacchè “babbeizzati” , i lavoratori lo gridano da
anni giù le mani dall’art.18.
Quindi per finire, anche questa cosa la dico da anni, non si aggiusta da dentro una macchina rotta, se
è rotta, si butta via, e se ne costruisce una
nuova!
Tutti fuori dalla CGIL, per un sindacato classista,
internazionalista e conflittuale!
Mi piacerebbe finire questa cosa, con la frase che più identificò
il ’68 tra ombre e dubbi, ma almeno si identificò Ce n’est q’un debut
continuons le combat
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