mercoledì 5 novembre 2014

UNA RISPOSTA ALL'INTERVENTO DI GIORGIO CREMASCHI: PROVINO I COMPAGNI A CACCIARE I BUROCRATI DELLA CGIL DALLA CGIL di Elio Pescio

Leggo il corposo articolo di Giorgio Cremaschi, e sulle modalità del primo obiettivo, ovvero il conflitto con Renzi, a me pare che di conflitto non si possa parlare.
Il conflitto semmai esiste tra le fila della dirigenza CGIL che si  appresta a far politica, perdendo di vista i veri obiettivi di un sindacato, la difesa e la tutela dei lavoratori, la conformazione dello stesso in movimento di supporto alle lotte politiche e di classe che ad oggi dovrebbero essere in corso già da molto tempo, mi chiedo come mai il Segretario nazionale della CGIL Susanna Camusso, permette anzi gioisce del testo unico sulle rappresentanze sindacali? Cosa fa di questa “signora” il deus ex machina supremo dei destini di lavoratori che non intendono più accodarsi alla liturgia delle RSU ormai diventate tutte RSA e quindi portavoce della testa pensante unica?
 
A noi lavoratori ed ex lavoratori ci sembra che questo si possa definire in due modi:
un grosso errore di valutazione del contesto politico e quindi grazie Susanna per cortesia esci e andandotene chiudi la porta, oppure un mirato “occhiolino” ai padroni e a i governanti di qualsivoglia colore, dove in buona sostanza gli si sussurra alle orecchie, tranquillo padroncino, “hai visto che dopo Melfi tutto va come vuoi tu”? E li avrei altre idee su dove invitare la dirigenza sindacale!
Poi c’è Landini, il guerriero senza macchia e senza paura, che però un po’ di paura se l’è trovata quando la “Signora Susanna” gli ha detto molto chiaramente, o ti adegui o la pensione (buona) te la dimentichi, e lui povero super Lando, ha abbozzato e ha deciso di far politica provando a portare  la questione della nazionalizzazione dell’AST di Terni, ma con scarsi se non invisibili risultati, potrei andare avanti per ore indicando questo o quel “gerarca” della CGIL che non intende stare dalla parte dei lavoratori, troppo rischioso.
Di CISL e UIL non ne parlo per principio, è dai tempi di Valletta in Fiat che la CISL obbedisce  al suono delle trombe del padrone di turno  come un cane da caccia alla volpe(ai tempi fu Fiat che aiutò anche a nascere questo pseudo sindacato con il sindacato giallo, qualcuno vecchio come se lo ricorderà).
Quindi noi che abbiamo masticato tanti e tanti anni  la CGIL quando questa era il sindacato, dobbiamo trovare il coraggio e noi per primi, dobbiamo uscire, in modo definitivo e chiaro, confluire tutti quanti nei sindacati di base, che non saranno composti da cifre oceaniche e con dirigenti come  Di Vittorio, ma almeno hanno la dignità di fare il sindacato per i lavoratori, e con i lavoratori!
A noi non piace che i lavoratori vadano sulle torri faro, che si rinchiudano ad esempio nelle ex carceri in Sardegna, noi attivisti politici e sindacali, tutti quanti, dobbiamo riconquistarci la fiducia del  lavoratore,  disoccupato,   pensionato a basso reddito, la donna lavoratrice che dovrà morire con la penna in mano, tanto chi se ne frega…. Noi dovremo tornare a tutelare chi necessita di tutele senza dubbi e senza interpretazioni opache!
Noi avremmo dovuto dichiarare lo sciopero generale già la prima volta che si presentò il politico dei politici con la sua corte (insomma Renzi lo definisce nonno Berlu) a dire che l’.art 18 va cancellato, adesso che praticamente non esiste più, nessuno mai,  con voce forte e decisa ha mai detto giù le mani dall’art.18, ovviamente parlo dei Segretari nazionali e dei loro lacchè “babbeizzati” , i lavoratori lo gridano da anni giù le mani dall’art.18.
Quindi per finire, anche questa cosa  la dico da anni, non si aggiusta da dentro una macchina rotta, se è rotta, si butta via, e se ne costruisce una nuova!
Tutti fuori dalla CGIL, per un sindacato classista, internazionalista e conflittuale!
Mi piacerebbe finire questa cosa, con la frase che più identificò il ’68 tra ombre e dubbi, ma almeno si identificò Ce n’est q’un debut continuons le combat

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