ELEZIONI EUROPEE 2019: ANALISI DEL VOTO A LIVELLO REGIONALE
di Franco Astengo
Crescita dell’astensionismo forse oltre la fisiologicità del
fenomeno in occasione delle elezioni europee, nuova espressione di fortissima
volatilità elettorale, esaurimento del “centro” e della “sinistra” con un
chiaro spostamento a destra come segno dei tempi; forte dispersione di voti a
causa di una soglia di sbarramento molto alta.
Sono questi principali fattori che emergono dall’analisi del
voto italiano al riguardo del Parlamento Europeo svoltesi il 29 maggio 2019 e
che richiamano la necessità di un’analisi disomogenea comprendendo in questa i
dati sia delle due tornate europee sia di quella politica del 2018.
Ne è uscita un’Italia spaccata in due: con la Lega egemone
fino a Campobasso e il M5S che cerca di reggere da Caserta in giù; in mezzo a
questa geografia dai termini bipolari ribaltati rispetto alle politiche 2018
qualche minuscola “enclave” segna, in Emilia e in Toscana, la precaria presenza
del Partito Democratico.
Si evidenzia un passaggio diretto di voti tra Forza Italia e
Fratelli d’Italia (con la seconda che si rafforza evidentemente). Quindi non
appare automatico un passaggio diretto tra Forza Italia e la Lega. La Lega in
diverse situazioni attinge dal serbatoio M5S che sicuramente ha approvvigionato
l’astensione.
Lega e M5S risultano protagonisti della volatilità
elettorale in entrata e in uscita di proporzioni molto spesso superiori al 50%.
Non sono esaminati in questa sede gli sconfortanti dati
della lista della Sinistra che mi riprometto di studiare a parte.
Tutto il resto sembra di contorno.
Per capire meglio però la dislocazione del voto ho lavorato
su i dati regione per regione presentando alcuni raffronti che possono aiutare
un’analisi maggiormente compiuta.
Piemonte
In Piemonte si svolgevano anche le elezioni regionali che
hanno registrato il successo della coalizione di centro destra.
Dal punto di vista della partecipazione al voto hanno
espresso un suffragio valido 2.188.183 piemontesi.
Il dato risulta in flessione sia rispetto al 2014 ( meno
60.674) sia rispetto alle Politiche 2018 ( meno 259.705). Di grande rilievo l’incremento della Lega
passata da 171.119 voti nel 2014 a 553.336 nel 2018 fino ai 813.001 del 2019. Vale la pena esaminare l’incremento avuto
dalla Lega con la flessione accusata da Forza Italia, verificatasi soprattutto
tra le politiche 2018 e le europee 2019. Questo il trend di Forza Italia: 2014:
354.401, 2018: 328.202, 2019 198.721. Tra il 2018 e il 2019 Forza Italia cala
di 129.481 unità. La Lega sale di 259.667, Considerato l’incremento di Fratelli
d’Italia ( da 95.342 a 98.690 fino a 198.721) è evidente che l’incremento della
Lega, in Piemonte, vada ricercato anche fuori dal perimetro del centro destra.
Così è necessario esaminare la flessione del M5S avvenuta tra il 2018 e il
2019. Il M5S aveva ottenuto nel 2014 486.613 voti salendo nel 2018 a 648.710
suffragi e scendendo nel 2019 a 290.141 con una caduta tra il 2018 e il 2019 di
358.565 unità. In questi voti debbono essere ricercate una parte
dell’incremento della Lega, la crescita dell’astensione e anche il piccolo
incremento del PD che sicuramente aveva ceduto ai 5 stelle parte del proprio
patrimonio accumulato nel 2014. PD: 2014, 916.571, 2018. 501.113, 2019. 524.078
(tra il 2014 e il 2019 una caduta di
392.493 voti).
Valle d’Aosta
Dal punto di vista della partecipazione al voto la Valle
d’Aosta ha fatto registrare un forte decremento tra il 2018 e il 2019 e un dato
sostanzialmente in linea tra 2014 e 2019. Totale voti validi: 2014, 46.426,
2018 66.370, 2019 49.844.
Anche in questo caso il balzo in avanti della Lega appare di
notevole portata: dai 3.17° voti del 2014 agli 11.588 del 2018 fino ai 18.525
voti del 2019.
Il travaso a favore della Lega in questo caso, considerata
la limitata flessione di Forza Italia (4755 nel 2014, 2.684 nel 2019) può
essere ricercata nel voto sia di M5S, sia di PD. Il M5S aveva avuto nel 2014
9.096 voti per salire nel 2018 fino a 15.999 e scendere nel 2019 a 4.830 (più
di 11.000 voti in meno). Ancor peggio il PD tra il 2014, 21.854 e il 2019 8.084
(con un intermedio nel 2018 di 14.429 voti). Si può dire che in Valle d’Aosta
la Lega potrebbe aver pescato sia dal M5S sia dal PD.
Liguria
In Liguria flessione nei voti validi sia rispetto al 2014,
erano stati 776.812 e al 2018, 860.592. Nel 2019 i voti validi in Liguria sono
stati 742.915.
Il successo della Lega molto vistoso se il riferimento è al
2014 appare meno eclatante se i voti si comparano tra il 2018 e il 2019. Si
passa, infatti, da 43.211 a 171.352 per approdare a 251.696.
Molto netta la flessione di Forza Italia: 2014 107.908 voti,
saliti nel 2018 a 108.907 e calati bruscamente nel 2019 a 57.887 (circa 50.000
voti in meno). La flessione di Forza Italia, particolarità ligure,è
accompagnata da una robusta crescita di Fratelli d’Italia: 22.905 nel 2014,
32.517 nel 2018, 42.118 nel 2019.
Dopo il crollo registrato tra il 2014 e il 2018 il PD (perse
Regione e i comuni capoluogo) con una discesa da 323.728 voti a 169.755, il PD
ha sicuramente fatto registrare un
incremento tra il 2018 e il 2019 salendo a 185.260 voti.
Caduta verticale per il M5S (una parte di questi voti sono
sicuramente confluiti nella crescita del non voto): 2014 201.617, 2018 259.264,
2019 122.536. Tra il 2018 e il 2019 ceduti circa 137.000 voti.
Lombardia
Dal punto di vista della partecipazione al voto il totale
dei suffragi validi appare in linea tra il 2014 e il 2019 con una flessione
rilevante tra il 2018 e il 2019. 2014: 4.890.123; 2018 5.582.469; 2019
4.857.151 (quindi oltre 500.000 voti validi ceduti tra il 2018 e il 2019).
In Lombardia la Lega compie un vero e proprio balzo in
avanti affermando una sicura egemonia : si pensi che il secondo partito, il PD,
risulta quasi doppiato.
La Lega, infatti, nel 2019 totalizza 2.107.080 voti (2014:
714.835, 2018 1.180.909) mentre il PD si ferma a 1.120.933 voti
(2014:1.971.915; 2018 1.180.909: dunque una flessione costante).
Cede Forza Italia,dimezzando o quasi rispetto al 2014 e al
2018: 2014 826.601, 2018 776.007, 2019 430.141 mentre registra un robusto
incremento Fratelli d’Italia da 134.939 (2014) a 226.159 (2018) a 268.414
(2019).
La chiave dello scombussolamento elettorale in Lombardia
però sta tutto nelle oscillazioni del M5S che dai 769.862 voti del 2014 era
salito a 1.195.814 voti nel 2018 (maggioranza relativa) per scendere nel 2019 a
453.863 suffragi, con una perdita del 60% circa del proprio elettorato.
Trentino Alto Adige
In questa situazione la Lega fa registrare un exploit
assolutamente notevole strappando la maggioranza relativa all’SVP. La Lega
infatti ottiene 129.795 voti (2014 31.1170, 2018 106.982) mentre i
trentino-sudtirolesi si fermano a 129.795 voti (134.651 nel 2018 e 118.138 nel
2014).
Crollo verticale di Forza Italia: 2014 31.288, 2018 38.938,
2019 17.587 accompagnato, come pare costante a livello nazionale, dalla
crescita di Fratelli d’Italia saliti dai 7.593 voti del 2014, ai 14.660 del
2018 fino ai 16.695 del 2019.
Il calo dei 5 stelle in Trentino tra il 2018 e il 2019 appare sicuramente tra
i più considerevoli sul piano percentuale in tutto il territorio nazionale: da
50.783 voti nel 2014 a 108.686 nel 2018 fino a 31.167 nel 2019. Persi in 12
mesi 77.519 voti pari al 71,32% del proprio (umbroso) elettorato.
Il PD dopo il calo tra il 2014 e il 2018: da 122.982 a
81.679 tiene le posizioni scendendo a 79.329 nel 2019.
Veneto
Come in Lombardia l’egemonia leghista appare assolutamente
preponderante. La Lega infatti assomma nel 2019 1.234.610 voti (2014 384.477,
2018 920.638) mentre il secondo partito in regione è il PD con 468.789 voti,
quindi meno della metà dei voti della Lega (PD 2014 899.723, 2018 478.206).
Accade in Veneto un altro fenomeno di sicuro rilievo: Il
sorpasso di Fratelli d’Italia su Forza Italia. Fratelli d’Italia registrano
167.394 voti ( 2014 79.503, 2018 119.970) mentre Forza Italia scende a quota
149.636 dopo aver toccato i 352.788 nel 2014 e aver resistito fino a 301.496
nel 2018.
M5S in calo netto sia rispetto al 2014 (476.305) sia al
riguardo del 2018 (695.561).Il M5S nel 2019 ha ottenuto 220.429 voti (altra
perdita del 60% dell’elettorato delle politiche).
La partecipazione al voto in Veneto registra un incremento
tra il 2014 e il 2019, da 2.397.744 voti validi a 2.475.148 (in calo ma
contenuto rispetto al 2018 dove si erano espressi validamente 2.856.590
elettrici ed elettori).
Friuli Venezia Giulia
Aumento dei voti validi tra il 2014 e il 2019 (flessione
invece come d’uso tra il 2018 e il 2019). Questo il responso dell’analisi della
partecipazione al voto in Friuli Venezia Giulia. Totale dei voti valdi: 2014
573.152, 2018 689.048, 2019 577.192.
La Lega si afferma come primo partito passando dai 53.337
voti del 2014 ai 178.194 del 2018 fino ai 245.636 del2019 .
Anche in Friuli Venezia Giulia Fratelli d’Italia scavalcano
Forza Italia: Nel 2014 Fratelli d’Italia raccolse 25.457 voti saliti a 36.598
nel 2018 per arrivare a 43.898 nel 2019. La discesa di Forza Italia invece si è
composta di questi numeri: 81.756 voti nel 2014, 73.958 nel 2018, 38.593 nel
2019: quindi meno della metà di cinque anni prima.
Il PD mantiene la quota del dopo – crollo 2014/2018: da
241.970 a 129.261 fino a 128.302 nel 2019.
IL M5S cala seccamente anche tra il 2014 e il 2019 da
108.163 a 55.259. In mezzo il risultato del 2018 che era stato addirittura di
169.299 voti. Tra il 2018 e il 2019 il M5S cede il 68% dell’elettorato
acquisito dodici mesi prima.
Emilia Romagna
Quadro di flessione nei voti validi: da 2.308.559 nel 2014
fino a 2.535.184 nel 2018 per scendere a 2.250.389 nel 2019 con una diminuzione
anche tra il 2014 e il 2019.
La Lega si afferma come il primo partito anche se la
distanza con il PD è ridotta.
La Lega è salita, infatti, dai 116.394 voti del 2014 ai
486.997 del 2018 fino ai 759.948 del 2019, mentre il PD è prima calato tra il
2014 e il 2018 da 1.212.392 voti a 668.837 per risalire a 703.131 nel
2019.L’Emilia _ Romagna rappresenta quindi una di quelle regioni nelle quali il
PD fa registrare un incremento reale in cifra assoluta.
Mentre Forza Italia cala, da 271.951 voti nel 2014, a
251.732 nel 2018 fino a 131.992 nel 2019 crescono ancora Fratelli d’Italia da
62.217 nel 2014, a 84.785 nel 2018 a 104.861 nel 2019.
La disponibilità per la crescita dell’astensione e
l’incremento per altre forze politiche arriva, come appare costante in quasi
tutte le situazioni regionali, dal calo del M5S: 443.936 voti nel 2014 saliti
fino a 698.204 nel 2018 (maggioranza relativa) e scesi a 290.019 nel 2019.
Toscana
Tra i voti validi espressi nel 2014 e quelli del 2019 si
registra una flessione moderata: da 1.897.292 a 1.870.391. Secco invece il calo
rispetto al 2018 dove i voti validi in Toscana erano stati 2.134.586.
Il PD mantiene, anche se con margini ridotti, la maggioranza
relativa. Il calo dei democratici tra il 2014, il 2018 e il 2019 è
particolarmente netto. 2014: 1.069.179, 2018: 632.507, 2019: 622.934.
Di converso appare costante l’ascesa della Lega che,
appunto, incalza il PD nel primato regionale: da 48.639 nel 2014 a 371.396 nel
2018 fino a 588.277 nel 2019.
Anche in Toscana si accorciano le distanze tra Forza Italia
e Fratelli d’Italia che dimostrano in sostanza di disporre di elettorati
assolutamente contigui. Forza Italia si trova a quota 222.988 nel 2014, scende
di poco a 212.281 nel 2018 e flette decisamente nel 2019 fino a 108.793. Nel
contempo Fratelli d’Italia sale da 61.229 nel 2014, a 89.093 nel 2018 e a
92.233 nel 2019.
L’altalena del M5S si è concretizzata in Toscana in questa
dimensione: 316.492 voti nel 2014, 527.01e nel 2018,, 237.109 nel 2019. Anche
in questo caso tra il 2018 e il 2019 una perdita superiore alla metà dell’elettorato
acquisito 12 mesi prima.
Marche
Di particolare rilievo, nel quadro marchigiano, la flessione
nell’espressione di voti validi tra il 2014 e il 2019, da 795.238 a 766.303
(nel 2018 se ne erano espressi 889.837).
La Lega assume la maggioranza relativa nelle Marche
attraverso un incremento di voti molto forte, distanziando nettamente il PD.
La Lega sale dai 21.471 voti del 2014 ai 153.742 del 2018
per arrivare ai 291.061 del 2019: laddove il PD si ferma a 170.596 suffragi, in
calo sia rispetto al 2018 (189.847) oltre che, ovviamente, all’irripetibile
2014 (361.463).
Anche in questo caso il M5S flette di oltre la metà
dell’elettorato conquistato nel 2018 quando fece registrare un attivo di
316.417 voti (all’incirca quelli che erano stati assegnati al PD nel 2014). Il
M5S nel 2014 aveva avuto 194.927 voti ridotti nel 2019 a 141.239.
Nelle Marche Forza Italia ha sicuramente ceduto direttamente
suffragi alla Lega: 2014, 104.654, 2018, 88.305, 2019 42.381.
Non si registra infatti una crescita sostenuta di Fratelli
d’Italia che passa da 32.630 voti nel 2014 a 43.289 nel 2018 fino a 44.644 nel
2019
Umbria
Flessione nel totale dei voti validi sia rispetto al 2014,
sia al 2018: 2014 464.550, 2018 511.279, 2019 449.074
Quanto avrà pesato la vicenda della questione morale al
vertice del PD regionale sarà dato valutare in futuro.
Rimane il fatto che la Lega diventa il primo partito anche
in Umbria con 171.458 voti, dopo essere salita dagli 11.673 del 2014 fino ai
103.056 del 2018.
Discesa secca per il PD: 228.329 nel 2014, 126.856 nel 2018,
107.687 nel 2019: più di 120.000 voti ceduti in cinque anni in quella che era
una regione tradizionalmente “rossa”.
Anche in Umbria si registra il sorpasso di Fratelli d’Italia
su Forza Italia: sorpasso che si verifica per una discesa veramente rilevante
nei consensi di Forza Italia: 66.017 voti nel 2014, 57.368 nel 2018, 28.828 nel
2019. Fratelli d’Italia tocca i 29.551 suffragi nel 2019 dopo averne avuti già
29.146 nel 2018 partendo dauna quota rilevante, 25.163 nel 2014.
Il M5S era passato dai 90.492 voti del 2014 a 140.731 nel
2018 per scendere a 65.718 nel 2019.
Lazio
La flessione nei voti validi tra il 2018 e il 2019 nel Lazio
appare di grandi dimensioni: nel 2018 si erano espressi 3.643.287 suffragi
validi, scesi a 2.431.086 nel 2019 (1.200.000 voti in calo). Nel 2014 erano
stati 2.536.572 quindi una quota ancora superiore a quella del 2019.
La Lega si impone nettamente come primo partito del Lazio
dopo il boom del M5S nel 2018.
La Lega ha ottenuto infatti 793.889 voti nel 2019 (410.871
nel 2018 e 40.536 nel 2014, quando era ancora Lega Nord).
Il calo del M5S (che com’è noto governa Roma) è da
segnalare: nel 2014 638.554 voti saliti a 1.025.178 nel 2018 e scesi
bruscamente a 436.102 nel 2019 (64% in meno).
Il PD contiene perfettamente le perdite fatte registrare tra
il 2014 e il 2018 allorquando era sceso da 993.539 voti a 578.828. Nel 2019
578.253.
Nel Lazio si registra ancora il sorpasso tra Fratelli
d’Italia e Forza Italia. Forza Italia scende da 446.904 voti nel 2014 a 406.814
nel 2018 per arenarsi a quota 164.749 nel 2019.
Fratelli d’Italia, salita da 141.770 nel 2014 a 251.114 nel
2018, scende leggermente nel 2019 a 218.875 ma effettua l’operazione “sorpasso”
in discesa.
Abruzzo
Le elezioni europee 2019 hanno fatto registrare in Abruzzo
un forte calo nell’espressione dei voti validi sia rispetto al 2014 sia al
confronto del 2018. 2014, 674.768, 2018 760.188, 2019 581.643.
La Lega è primo partito anche in Abruzzo con largo margine
sul secondo, il M5S.
Nel 2014 la Lega aveva avuto 10.075 voti saliti a 105.449
nel 2018 e poi fino a 205.370 nel 2019.
Il M5S ha mantenuto in Abruzzo tra il 2018 e il 2019 un
trend sfavorevole più contenuto nei numeri rispetto ad altre regioni d’Italia:
dal 200.699 nel 2014, a 303.006 nel 2018 fino a 130.513 nel 2019.
Calo netto per il PD anche tra il 2018 e il 2019: 2014,
218.529, 2018 108.549, 2019 sotto quota centomila a 98.665.
Forza Italia ha mantenuto, in questo caso la supremazia su
Fratelli d’Italia pur calando da 126.144 nel 2014 a 110.427 nel 2018 fino a
54.631 nel 2019.
Fratelli d’Italia salita da 31.397 a 37.605 fra il 201r4 e
il 2018 è ancora crescita nel 2019 fino a 40.724 suffragi.
Molise
Il totale dei voti validi si è mantenuto stabile, in Molise,
tra il 2014 e il 2019 anche se in flessione rispetto alle politiche 2018 con
questi numeri: 2014. 150.066, 2018 174.329, 2019 150.646.
Il M5S mantiene la maggioranza relativa nella regione pur
facendo registrare un calo sensibile: 41.043 nel 2014, 78.093 nel 2018 e 43.330
nel 2019.
La Lega però si dimostra in sicura crescita anche in questa
situazione: 1.535 voti nel 2014 saliti a 15.129 nel 2018 e ancora a 36.544 nel
2019.
Forza Italia mantiene il terzo posto: 2014 35.167, 2018
28.079, 2019 23.060, mentre il PD prosegue il calo già fatto registrare (in
dimensioni ben più massicce) tra il 2014 e il 2018: 2014, 46.838, 2018, 26.499,
2019, 22.058.
Fratelli d’Italia in questo caso non insidia la posizione di
Forza Italia pur crescendo tra il 2018 e il 2019: 5.983 voti nel 2014, 5.390
nel 2018, 9.534 nel 2019.
Campania
Forte flessione nell’espressione di voti validi tra il 2018
e il 2019 (con un calo anche rispetto al 2014): 2014 2.303.894, 2018 3.010.297,
2019 2.184.604.
Il M5S dimezza praticamente i suffragi tra le politiche del
2018 e le europee del 2019 ma mantiene largamente il primato regionale
doppiando le liste competitrici, con la Lega che supera di misura il PD.
In sostanza: M5S 2014, 528.371, 2018, 1.487.505, 2019
739.541. Lega 2014, 15.235, 2018 129.432, 2019 419.623. PD 2014 832.183, 2018
396.864, 2018 417.396. PD quindi in tenuta attiva.
Forza Italia dopo aver mantenuto i suffragi tra il 2014 e il
2018 ha fatto registrare in questa occasione un considerevole calo: 2014
551.729, 2018 549.063, 2019 298.254.
Nella situazione campana Fratelli d’Italia si mantiene
lontana dalla quota di Forza Italia e anzi dimostra margini ridotti di
miglioramento: 2014, 104.030, 2018 104.797, 2019 127.211.
La Campania appare rappresentare un’altra di quelle
situazioni nelle quali il calo delM5S alimenta sia la Lega, sia
l’astensionismo.
BASILICATA
Tenuta del totale dei voti validi tra il 2014 e il 2019 con
flessione verso il 2018: 2014, 241.644, 2018 313.719, 2019 237.840
IL M5S mantiene il primato regionale anche se, pure in
questo caso, dimezza i voti tra le politiche 2018 e le europee 2019: 2014
51.149, 2018, 139.158, 2019 70.559.
Al secondo posto la Lega supera il PD (coinvolto nella
vicenda Pittella).
La Lega parte nel 2014 con 1.718 voti per salire nel 2018
19.704 e ascendere nel 2019 a 55.453.
Il calo del PD invece si concretizza in questo modo: 2014
102.007, 2018 50.653, 2019 41.307.
Nella Basilicata Fratelli d’Italia si avvicina molto a Forza
Italia. Forza Italia 2014, 33.926, 2018 38.906, 2019 22.360. Fratelli d’Italia
2014 10.427, 2018 11.587, 2019 19.964. Si conferma anche in questo caso un
passaggio diretto di voti tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Puglia
Significativo il calo dei voti validi in Puglia non solo tra
il 2018 e il 2019 fisiologicamente accertato tra politiche e europee ma anche tra
2014 e 2019. 2014, 1.637.959; 2018 2.184.160; 2019 1.595.373
Il M5S mantiene il primato regionale ma a stretto contatto
con la Lega.
Anche nel caso della Puglia i penta stellati dimezzano il
risultato del 2018: 2014, 403.180, 2018 981.580, 2019 419.344
La Lega sale in Puglia dai 9.095 voti del 2014 ai 135.125
del 2018 fino ai 403.424 del 2019.
Il PD nel 2019 non tampona il buco creatosi tra il 2014 e il
2018 e cala ulteriormente: 2014, 550.086, 2018 298.772, 2019 265.412.
Anche Forza Italia nell’arco di tempo preso in esame da
questa analisi dimezza: 2014 385.382, 2018 409.401 per scendere a 177.304 nel
2019
Fratelli d’Italia invece tra il 2014 e il 2019 raddoppia e
oltre. 2014, 60.080, 2018 82.098, 2019 141.865
Calabria
Anche in Calabria calo nell’espressione dei voti validi tra
il 2014 e il 2019 da 747.917 a 729.337. Nel 2018 impennata fino a 937.710 voti.
In Calabria il M5S mantiene il primo posto con 194.695
suffragi, pur subendo un calo superiore al dimezzamento: nel 2018 infatti i
voti erano 406.684 (nel 2014 160.828, quindi tra il 2014 e il 2019 permane un
margine in attivo).
La Lega fa registrare anche in questo caso una crescita
esponenziale: da 5.526 voti nel 2014, a 52.676 nel 2018, a 164.915 nel 2019.
Il PD mantiene le posizioni dopo aver subito anch’esso tra
il 2014 e il 2018 un salasso pari alla metà dei voti in allora conseguiti:
267.736 nel 2014, 134.511 nel 2018, 133.136 voti nel 2019.
Forza Italia scende dai 146.677 voti del 2014 poi risaliti a
188.667 nel 2018 fino a 97.135 nel 2019.
Sempre in crescita Fratelli d’Italia: 2014 27.076, 2018
42.733, 2019 74.885
Sicilia
Forte calo nell’espressione di voti validi anche nel
raffronto tra elezioni omogenee: 2014 1.704.959, 2019 1.537.935 (nel 2018
2.423.262).
Da segnalare per quel che riguarda la situazione siciliana
il dato nel rapporto tra M5S e Lega, primo e secondo partito in regione.
Nel 2014 il M5S ottiene 448.539 voti saliti a 1.181.357 nel
2018 e bruscamente ridiscesi a 479.562 (poco più della quota originaria).
La crescita della Lega parte da 14.848 voti nel 2014 (quindi
oltre 400.000 voti di distacco dal M5S) sale a 123.911 voti nel 2018 per
ottenere 319.439 voti nel 2019 con il distacco dal M5S ridotto a circa 160.000
voti.
Forza Italia era risalita dai 362.415 voti del 2014 ai
500.662 del 2018 ripiombando bruscamente a 261.340 nel 2019.
Sempre in ascesa il trend di Fratelli d’Italia: 2014 55.162,
2018 88.356, 2019 117.131.
Sardegna
Anche in Sardegna calo nell’espressione dei voti validi tra
il 2014 e il 2019 da 564.449 a 491.454 (2018: 869.000)
Lega primo partito con 135.496 voti (7.892 nel 2014, 93.771
nel 2018).
Il M5S cala anche rispetto al 2014 8 e si riduce ad un terzo
tra il 2018 e il 2019): 2014: 172.216, 2018 369.196, 2019 126.301.
Anche in Sardegna il PD contiene, anche se a stento, la
botta presa tra il201r4 e il 2019: 2014 218.703, 2018 128.884, 2019 119.260.
Vero e proprio tracollo per Forza Italia: 2014 92.670 voti,
poi crescita nel 2018 fino a 128.053 per scendere nel 2019 a 38.389.
Fratelli d’Italia fa registrare invece un calo tra il 2018 e
il 2019: 19.867 nel 2014, 34.963 nel 2018, 30.681 nel 2019