domenica 30 dicembre 2012

INVITO

Care compagne e cari compagni VENERDI’ 4 GENNAIO 2013, presso la società di Mutuo Soccorso “XXIV Aprile” di Via Verdi Savona alle 20,30 il nostro blog organizza un altro momento di riflessione collettiva sul tema “LA PROSPETTIVA ELETTORALE” al quale siete tutti caldamente invitati a partecipare. Coloro i quali hanno partecipato al primo incontro sono sollecitati, se possibile, a presentare anche proposte di lavoro in vista della costituzione del “LABORATORIO POLITICO PER LA SINISTRA D’ALTERNATIVA”. Grazie per la vostra attenzione.

LE RAGIONI DELL'ASTENSIONISMO (DIMENTICATO?) di Franco Astengo

I risultati delle elezioni amministrative di primavera, in particolare l’esito delle elezioni regionali siciliane, avevano mostrato il fenomeno dell’astensionismo quale vero e proprio “convitato di pietra” all’interno del sistema politico italiano, in grado di fare davvero la differenza tra i diversi schieramenti.

sabato 29 dicembre 2012

LA SESTA DEMOCRAZIA di Franco Astengo


Nell’articolo di fondo apparso sabato 28 Dicembre sulle colonne del “Corriere della Sera”, Michele Ainis fa coincidere il profilo dei cinque “leader” in corsa per le prossime elezioni politiche ad altrettanti modelli di democrazia.

REPORT DELL'INCONTRO TRA CAMBIARE SI PUO' E INGROIA di Chiara Sasso

Siamo scesi nell’oltretomba per renderci conto che siamo vivi. È una soddisfazione.

CAPITALISMO, CORRUZIONE ED ECONOMIA CRIMINALE di Giorgio Cremaschi

Siccome non son mai stato una vittima del nuovo in politica, di quel nuovismo attraverso il quale si sono perpetuate da trenta anni le stesse politiche e le stesse classi dirigenti, non mi scandalizza che la lista del cosiddetto quarto polo sia diventata l'ennesima lista personale, ove il leader è la sostanza della proposta. Né mi sconvolge che i partiti siano alla fine l'architrave della lista. I partiti esistono sempre e chi li rifiuta semplicemente ne sta fondando un altro.

INGROIA: SI RESTA NEL SOLCO DELLA PERSONALIZZAZIONE

La conferenza stampa tenuta da Antonio Ingroia, oggi 29 Dicembre, nel corso della quale ha presentato la candidatura a capo della lista "Rivoluzione Civile" che nel simbolo contiene il suo stesso cognome, non ha sciolto i nodi più importanti relativi alla possibile presentazione elettorale di quello che era stato definito "Quarto Polo", rappresentativo delle istanze presenti in quei diversi settori politici e di nuovi movimenti sociali, collocati all'opposizione non solo del governo Monti, ma anche dell'accettazione delle politiche neo-liberiste da parte di PD e SeL, come nel caso significativo di "Cambiare si può".
Appare del tutto nebuloso il ruolo che, in questo frangente, potrebbero avere i partiti politici, dimostratisi - del resto - attanagliati dalla paura di una irragionevole "anti-politica" e portati a compiere scelte che appaiono dettate dalla "disperazione" e dall'incapacità di esprimere una propria autonomia di proposta politica e di organizzazione, anche sul terreno elettorale.
Rileviamo come nel simbolo presentato oggi si rinnovino i termini di quella personalizzazione della politica, che tanto danno ha fatto anche a sinistra.
Rischiano così di restare escluse dalla campagna elettorale le istanze di identità e di memoria legate al movimento operaio e quelle, più, in generale riferite alle idee di rinnovamento e di trasformazione della società.

PROVOCAZIONI di Lidia Menapace

   A me pare una vera provocazione, quella dell'Osservatore romano che di fatto si schiera con Monti e ne sostiene la candidatura. Benedetto XVI continua la sua insistente spinta verso il "superamento" della laicità dello stato e configura un nuovo periodo di potere temporale . E' un bel guaio. 

QUARTO POLO: UN'IDEA GIUSTA FATTA NEL MODO E NEL MOMENTO SBAGLIATI. COMUNQUE PROVIAMOCI di Aldo Giannuli

 L’idea di una lista che scaturisca da un rimescolamento delle carte della sinistra radicale, coinvolgendo, accanto ai partiti, anche associazioni,  movimenti e singole personalità, è sicuramente l’unica cosa giusta che la sinistra radicale può fare allo stato di cose presente. Il guaio è che ci siamo ridotti a farla fuori tempo massimo.

venerdì 28 dicembre 2012

“LABORATORIO POLITICO PER LA SINISTRA D’ALTERNATIVA” di Franco Astengo


   Si avverte le necessità di riflettere con un respiro più ampio e in funzione di obiettivi che, insieme, siano generali e contingenti, riuscendo anche a produrre riferimenti dal punto di vista teorico, ideale, politico–organizzativo, rilanciando l'analisi della contraddizione di classe, le idee di innovazione nella qualità dell'agire politico, la proposta di trasformazione della società.

UN LABORATORIO POLITICO PER LA SINISTRA D’ALTERNATIVA Documento conclusivo dell’assemblea savonese di “Perché la sinistra d’alternativa ritorni nel parlamento italiano”.




Nel corso dell’assemblea svoltasi a Savona il 27 dicembre 2012 e organizzata dal blog “Perché la sinistra d’alternativa ritorni nel Parlamento italiano”, la discussione si è sviluppata attorno al tema: “Una riflessione sulla presentazione elettorale del Quarto Polo e la sinistra d’alternativa”.
La situazione del Paese è stata giudicata molto grave sia sul piano economico – sociale sia su quello democratico, che risultano strettamente intrecciata in una logica di affrontamento della crisi, da parte dei poteri dominanti rappresentanti dal cosiddetto “governo dei tecnici” appoggiato da PDL, PD e UDC, in chiave di mera restaurazione di classe e di superamento della Repubblica parlamentare, in una forma e in una dimensione che desta vero e proprio allarme sul terreno democratico.
Si è ritenuto di dover proseguire nella riflessione organizzando specifici momenti di confronto per valutare la fase politica, anche sotto l’aspetto elettorale.
Il nostro obiettivo rimane quello di contribuire a proporre la nascita di una nuova forza alternativa a livello nazionale.
A questo proposito è stata avanzata la proposta di costituire un “Laboratorio politico per la sinistra d’alternativa” i cui contorni organizzativi dovranno essere definiti nel corso dei prossimi incontri, ma il cui scopo può già essere individuato nella promozione sul territorio di momenti di dibattito politico, in maniera continuativa e non legate a scadenze pre-definite, in uno spirito di massima apertura sia al riguardo dei contenuti che delle modalità di partecipazione.
Il prossimo appuntamento è stato previsto per i primi giorni del Gennaio 2013, allo scopo di discutere e valutare la prospettiva politica, anche in previsione della scadenza elettorale.

mercoledì 26 dicembre 2012

MENTRE MONTI SALE IN POLITICA

MENTRE MARIO MONTI CINGUETTA SU TWITTER LA SUA "SALITA IN POLITICA" LODANDOSI DI AVER SALVATO L'ITALIA, ED IL PD SI INTERROGA ANCORA SUL SUO ESSERE "SUPER PARTES", PER EFFETTO DELLA CONTRORIFORMA FORNERO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI LAVORATORI " A PROGETTO" RISCHIANO, IL PROSSIMO PRIMO GENNAIO, DI PERDERE IL POSTO E DI ESSERE COSTRETTI A LAVORARE PAGATI CON "VOUCHER" GIORNALIERI. INSOMMA: IL CAPOLARATO ESTESO ALLE PROFESSIONI INTELLETTUALI. E' QUESTA LA REALTA' DELL'ITALIA, ALL'INTERNO DELLA CRISI: UNA REALTA' CHE TUTTI, POLITICI, MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA, MAITRE A PENSER CERCANO DI IGNORARE E CHE, INVECE, DRAMMATICAMENTE INCALZA SULLE CONDIZIONI QUOTIDIANE DI VITA DELLE GENTE E, IN PARTICOLARE, DI GIOVANI GENERAZIONI CHE SI VEDONO SFUGGIRE IL LORO FUTURO

ARANCIONI, CHE FARE? di Aldo Giannuli



A quanto pare la lista arancione ci sarà, ma le cose non sono affatto semplici. Conosco molti dei promotori della lista, a cominciare da Antonio Ingroia di cui sono stato consulente e con il quale ho sempre mantenuto un ottimo rapporto personale; per di più, nella lista confluiscono gruppi e forze politiche che sono una parte significativa della mia vita militante, la cultura politica di molte componenti è sicuramente quella più vicina a me, per cui ho ottime ragioni per guardare con simpatia a questa aggregazione ed augurarle il miglior successo possibile.

E' AGGHIACCIANTE, HO PAURA di Adriano Ottaviani




Non so voi ma per me la piega che sta prendendo l’iniziativa arancione ha dei tratti inquietanti, dopo tanti ragionamenti e tante elaborazioni a favore di visioni “alte” e “altre” della politica cosa ci troviamo a fare ?

LISTA ARANCIONE TRA CARTELLO, COALIZIONE, SOGGETTO POLITICO di Franco Astengo




A molti militanti la proposta della presentazione, per le prossime elezioni politiche del 24 Febbraio, di una “Lista Arancione” comprendente diverse soggettività politiche e di movimento, appare come l’occasione per il rientro di una forza alternativa nel Parlamento Italiano: una forza non legata al soffocante schema di alleanze cui costringe un sistema elettorale che prevede un’alta soglia di sbarramento.

martedì 25 dicembre 2012

AGENDA MONTI, CONTRADDIZIONE PRINCIPALE, QUESTIONE DEMOCRATICA di Franco Astengo






La pubblicazione della cosiddetta “Agenda Monti” e la relativa proposta di applicazione concreta utilizzando una certa metodologia di acquisizione del ruolo di governo attraverso la proposizione di un meccanismo di tipo oligarchico, collocato – ormai – del tutto al di fuori da quanto indicato al proposito dalla Costituzione Repubblicana, sta sicuramente rappresentando un momento di formidabile impatto sull’intero sistema politico italiano, ancora impastoiato (è bene ricordarlo) in quella lunghissima fase di transizione, avviatasi nel 1992.

lunedì 24 dicembre 2012

ANTIPOLITCA E ANTIDEMOCRAZIA di Franco Astengo



Non c’è soltanto la cosiddetta “antipolitica”, rappresentato dallo spauracchio “Movimento 5 Stelle” in circolazione all’interno del sistema politico italiano.

MONTI: OVVERO IL SUCCESSO DI CHI SPARIGLIA di Felice Besostri



 Intanto sarà LUI IL PRIMO MINISTRO PER TUTTA LA
CAMPAGNA ELETTORALE, GRAZIE AGLI ERRORI TATTICI DI PdL e PD.

domenica 23 dicembre 2012

INVITO "LA PRESENTAZIONE ELETTORALE DEL "QUARTO POLO": QUALE RIFLESSIONE PER LA SINISTRA D'ALTERNATIVA?" Un confronto collettivo proposto dal blog "Perchè la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento Italiano" L'incontro si svolgerà GIOVEDI' 27 DICEMBRE ALLE ORE 20,30 presso la S.M.S. "XXIV Aprile" di Via Verdi (g.c) a Savona

PARLAR MALE DI GARIBALDI? PER ANTONIO INGROIA SAREBBE MEGLIO UN PASSO INDIETRO UNA PROPOSTA DI CANDIDATURA COLLETTIVA



La candidatura di Antonio Ingroia a “capo della coalizione” (così come indica la legge) che sta per formarsi tra partiti, associazioni, movimenti, comitati per dare vita a una lista definita “antiberlusconiana” e “antimontista” (tralasciando, però, la valutazione circa l’appoggio che il PD ha fornito fino in fondo al “governo dei tecnici”) rischia di rendere ancor più difficile una campagna elettorale che già si preannunzia molto complessa e irta di scogli difficilmente superabili.

SINISTRA D'ALTERNATIVA: REPUBBLICA PRESIDENZIALE, LEGGE ELETTORALE, CULTURA POLITICA di Franco Astengo




La legislatura appena terminata è stata contraddistinta, oltre che da tanti altri fatti ed episodi che davvero sarebbe troppo lungo riassumere, da due elementi di grandissima importanza sul terreno dell’insieme delle relazioni istituzionali.

ARROGANZA di Lidia Menapace




Certamente uno non diventa rettore di una prestigiosa università sia pure non pubblica per caso, anzi trattandosi di una università privata con orientamento ben preciso, si può dire di lui, come si dice dei giornalisti, che certamente é persona affidabile per il suo datore di lavoro.

CAMBIARE SI PUO' SE SI CAMBIA DAVVERO di Franco Ragusa




Cambiare si può, se si cambia davvero

RIFONDAZIONE COMUNISTA E LA PRESENTAZIONE ELETTORALE di Giovanni Caggiati







Sarebbe senz'altro meglio, anzichè un simbolo unico, di coalizione, la copresenza di tutti i simboli, cioè dei simboli di tutte le forze che andrebbero a formare il "quarto polo". Il simbolo di coalizione richiama molto la triste esperienza dell'Arcobaleno.

sabato 22 dicembre 2012

L'ASSEMBLEA DI "CAMBIARE SI PUÒ" di Franco Astengo

Dal punto di vista più strettamente politico l'andamento della riunione ha indicato due elementi che riteniamo possano essere sottolineati

venerdì 21 dicembre 2012

PERCHE' L'OPPOSIZIONE di Franco Astengo



PERCHE’ L’OPPOSIZIONE
Alla vigilia di decisioni importanti che potrebbero anche portare alla presentazione elettorale di un cosiddetto “Quarto Polo” inteso come cartello di forze sociali, di movimento, partiti collocati al di fuori dal centro-sinistra e che, nel corso di questi ultimi anni, hanno condotto, in diverse forme, azioni di contrasto alle politiche populiste e liberiste attuate prima dal governo di centrodestra e, successivamente, da quello dei tecnici appoggiato da PDL.UDC e PD stretti in un’anomala e deleteria maggioranza, è bene, a mio giudizio, ribadire un punto fondamentale.

LOTTO PER IL CAMBIAMENTO di Marcello Pesarini



Vorrei riflettere sugli inganni politici e mediatici che si vanno accrescendo in tempi di elezioni e di crisi. Sono militante di Rifondazione Comunista e convinto attivista di Cambiare si può.

mercoledì 19 dicembre 2012

Lettera ai compagni della Terra di Adriano Ottaviani


... Diciamolo chiaramente , non ci piace la vostra interpretazione di Hegel, no, noi non crediamo che abbiate capito , voi avete volutamente frainteso “ciò che è reale è razionale”, voi volutamente volete fingere di non  sapere che per Lui quello che voi considerate “reale” non sarebbe stato più “reale” di quanto sia “reale” un discorso di Maurizio Gasparri....

martedì 18 dicembre 2012

TIRA UNA CERTA ARIA

TIRA UNA CERTA ARIA...
ALLORA SOLTANTO DUE RIGHE PER RICORDARE, A QUESTO PUNTO, CHE NON E' STATA VOTATA IN PARLAMENTO ALCUNA SFIDUCIA AL GOVERNO, E CHE IL GOVERNO STESSO NON SI E' DIMESSO.
TRA L'ALTRO E' BENE RICORDARE ANCHE I PRECEDENTI IMMEDIATI: MONTI FU NOMINATO SENATORE A VITA AL SABATO, BERLUSCONI DIEDE LE DIMISSIONI SENZA ESSERE SFIDUCIATO DAL PARLAMENTO (EBBE LA FIDUCIA SOTTO QUOTA 316, MA QUANTI GOVERNI DEMOCRISTIANI ANDARONO AVANTI IN QUELLE CONDIZIONI) E MONTI FU INCARICATO, SENZA ALCUNA PROCEDURA PARLAMENTARE PREVENTIVA (RINVIO DEL GOVERNO PRECEDENTE ALLE CAMERE PER LA VERIFICA, ECC,ECC.).
ADESSO SI E' APERTA LA QUESTIONE DELLA DATA DI ELEZIONI ANTICIPATE CHE, APPUNTO, COSTITUZIONE ALLA MANO PER ADESSO NON ESISTONO MANCANDO DUE REQUISITI FONDAMENTALI: LE DIMISSIONI DEL GOVERNO E LA VERIFICA DELL'ASSENZA DI MAGGIORANZE ALTERNATIVE.
INSOMMA: TIRA UNA CERTA ARIA E LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE, DETTATA DALLA COSTITUZIONE, APPARE SEMPRE PIU' UN PALLIDO RICORDO.

IO CI STO: MA PER FARE CHE? di Giorgio Cremaschi



Una benemerita rubrica del mai dimenticato inserto satirico de l'Unita' degli anni 80' titolava: Chi se ne frega. Immagino che quanto sto per scrivere potrebbe incorrere negli strali di quella vecchia rubrica, in fondo a che titolo lo faccio? 

LA SUPPLENZA DELLA MAGISTRATURA di Franco Astengo


Allora il dado sembra proprio tratto: alle prossime elezioni politiche anticipate la sinistra sarà rappresentata dal una “Lista civica nazionale” di colore arancione, rappresentata nei suoi vertici da esponenti della magistratura.

lunedì 17 dicembre 2012

INTERVENTO ALL'ASSEMBLEA NAPOLETANA DI "CAMBIARE SI PUO' " di Giovanni Lamagna




Con questo intervento vorrei pormi alcune domande e provare a darmi le relative risposte, che spero possano aiutare la nostra comune riflessione.
Prima domanda: noi (mi riferisco ovviamente ai firmatari dell’appello “Cambiare si può”) abbiamo già deciso di fare la lista da presentare alle prossime elezioni politiche?
La mia risposta è: no, non abbiamo ancora deciso!

sabato 15 dicembre 2012

A QUALCUNA E A QUALCUNO POTRA’ ESSERE OFFERTA LA POSSIBILITA’ DI INDOSSARE IL LATICLAVIO, MA LA PRESENTAZIONE ELETTORALE DEL MOVIMENTO ARANCIONE SARA’ UTILE ALLE PROSPETTIVE DELLA SINISTRA ITALIANA? di Franco Astengo

Scriviamo nell’immediata vigilia dello svolgimento delle assemblee locali di “Cambiare si può” che dovrebbero fornire un impulso probabilmente decisivo per una presentazione elettorale di liste che, per comodità di discorso, definiremo “arancioni” ma che dovrebbero comprendere sia il movimento dello stesso colore, altri soggetti associativi ed anche alcuni partiti della sinistra alternativa.

giovedì 13 dicembre 2012

LE PRIMARIE DEL PD: UNA NUOVA FORMA DI AZIENDALISMO POLITICO di Franco Astengo



Il PD ha deciso di organizzare le “primarie” anche per la scelta delle candidature al Parlamento: non si conoscono ancora i termini regolamentari e, di conseguenza, non è possibile formulare giudizi di merito sulla fattispecie, ma alcune osservazioni di carattere “sistemico” al riguardo della natura del partito che verrà fuori da questo tipo di metodologia, già seguita per la scelta del candidato a “capo della coalizione” (come recita la legge elettorale) è già possibile svolgerle.

LA DEMOCRAZIA "ALTRA" DEL MOVIMENTO 5 STELLE di Franco Ragusa



[Aggiornamento del 17-11-2012]
Scritto in tempi non sospetti, quando gli ottimi risultati delle elezioni amministrative 2012 non erano neanche lontanamente ipotizzabili, è arrivato il momento di aggiornare l'approfondimento.

RESISTENZA E PACE di Raniero La Valle

Dove nasce la speranza

Mi scrive un lettore che a volte i miei articoli, per troppa verità, fanno soffrire; quando analizzano le cose che non vanno, le ingiustizie, le distrette in cui tanti si trovano, suscitano disappunto e indignazione: come sarebbe bello, invece, poter sognare e sperare!

EMERGENZA NORD AFRICA di Marcello Pesarini



Questa denuncia viene dagli stessi uomini e donne che si sono impegnati negli anni per vivere l'immigrazione come un arricchimento ed un insegnamento perchè la diversa origine e ricchezza sia d'aiuto per il mondo futuro e non da ostacolo.  

mercoledì 12 dicembre 2012

E' GIA' SVANITO "L'EFFETTO PRIMARIE DEL PD": LA PARTITA POLITICA ITALIANA SI GIOCA GIA' SU DI UN'ALTRA SCACCHERA di Franco Astengo




La potenza degli eventi puramente mediatici, nella società moderna, è enorme e dirompente: ma gli effetti concreti sono molto difficili da rendere stabili e strutturali, in particolare in politica, allorquando nell’evocare determinati eventi legati essenzialmente all’immagine, non si possiedono gli strumenti adatti, oppure non si sono analizzate sufficientemente le possibilità a disposizione di attori importanti che non partecipano, almeno immediatamente, al gioco.

martedì 11 dicembre 2012

UN BUON RISULTATO: NON CI SARA' IN COSTITUZIONE IL PAREGGIO DI BILANCIO

NELLA CONFUSIONE DELLA CRISI IN ATTO SI E' REALIZZATO, DAL NOSTRO PUNTO D VISTA, UN OTTIMO RISULTATO. I CAPIGRUPPO DEL SENATO HANNO DECISO CHE NON SARA' ESAMINATA LA LEGGE COSTITUZIONALE, GIACENTE ALLA CAMERA, DI MODIFICA DELL'ARTICOLO 81 DELLA COSTITUZIONE CHE PREVEDEVA L'INSERIMENTO NELLA NOSTRA CARTA FONDAMENTALE DELL'OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO. E' PROPRIO IL CASO DI RALLEGRARCI DI QUESTO ESITO, CHE SPEZZA L'IPOTESI DI UN OBBLIGO VINCOLANTE DAVVERO DIFFICILMENTE SOPPORTABILE. L'AUSPICIO E' CHE, SE NELLA PROSSIMA LEGISLATURA A QUALCUNO VENISSE IN MENTE DI RIPROPORLO COME DEL RESTO AVVERRA', SIA PRESENTE UN GRUPPO DI PARLAMENTARI DELLA SINISTRA D'ALTERNATIVA CHE RIESCANO, SU QUESTO COME SU ALTRI TEMI ANALOGHI, A SPEZZARE L'UNANIMISMO E A CONDURRE, NELLA SEDE ISTITUZIONALE PIù IMPORTANTE, UNA EFFICACE BATTAGLIA POLITICA. L'ASSENZA DI UNA SINISTRA D'ALTERNATIVA PROVVISTA DI UNA PROPRIA IDENTITA' E DI UNA PROPRIA AUTONOMIA SI E' SENTITA IN MANIERA ESIZIALE NEL CORSO DI QUESTI CINQUE ANNI. SARA' BENE CHE QUANTI SI APPRESTANO A TENTARE DI INTERVENIRE IN QUESTO SENSO IN VISTA DELLE ELEZIONI ABBIANO PRESENTE QUESTO TIPO DI INDICAZIONI E SI MUOVANO SUL TERRENO DELL'UNITA', DELL'OPPOSIZIONE, DELLA VERA ALTERNATIVA.

I POPULISTI DELLO SPREAD di Giorgio Cremaschi



Il ruolo dello spread nelle prossime elezioni come in tutto ciò che resta della nostra democrazia è potentemente riemerso. Lo aveva già annunciato Giorgio Napolitano dichiarando di attendere i mercati. Gli hanno fatto eco i mass media e gli attori, da Fiorello a Littizzetto.

lunedì 10 dicembre 2012

LEGGE ELETTORALE: IL PORCELLUM E' ANTICOSTITUZIONALE del Gruppo di Volpedo


Il silenzio dei grandi partiti e dei mezzi di comunicazione sull'illegittimità costitituzionale del porcellum e sui processi in corso ci ha portato in questa situazione con poche vie di uscita 

SPECULAZIONE FINANZIARIA E SOVRANITA' DEMOCRATICA di Franco Astengo

Bisogna impedire alla speculazione finanziaria di continuare ad imporre scelte che debbono toccare alla sovranità democratica.

domenica 9 dicembre 2012

"DOMANI VEDREMO COSA FARANNO I MERCATI" di Franco Astengo

E' stato un anno vissuto pericolosamente. 

ALTERNATIVA, AUTONOMIA, OPPOSIZIONE: TRE PUNTI DA CHIARIRE SUBITO di Franco Astengo



Qualità dei programmi, autorevolezza delle candidature: questi elementi saranno sicuramente indispensabili per far sì che una ancora futuribile lista di “sinistra d’alternativa” ,possa muoversi con ragionevoli probabilità di successo nella prossima campagna elettorale, al fine di realizzare  l’obiettivo di un ritorno nel Parlamento Italiano.
A questi elementi ne vanno però anteposti altri, che debbono rappresentare, con grande chiarezza, un fondamento di indispensabile coerenza politica perché questa possibile presentazione elettorale abbia piena dignità e riesca a convincere il proprio elettorato di riferimento:

LETTERA APERTA AI COMPAGNI DI SEL di Giovanni Lamagna


Care compagne, cari compagni,
ho ricevuto ieri la convocazione per l’assemblea provinciale di Sel, che si svolgerà lunedì 10 prossimo venturo.
Credevo, dalle posizioni che avevo assunto specie negli ultimi mesi, si fosse capito con chiarezza che il sottoscritto si sente oramai fuori da Sel e che, quindi, non parteciperà all’assemblea provinciale del 10.
Ma, dal momento che non ho mai dato una comunicazione formale della conclusione del mio percorso politico in Sel, ho apprezzato la convocazione che mi è stata fatta, in quanto formalmente sono ancora membro della suddetta Assemblea.

sabato 8 dicembre 2012

ROVESCIARE IL VENTENNIO: LA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA SINISTRA D'ALTERNATIVA di Franco Astengo



Il precipitare tumultuoso degli avvenimenti politici potrebbe portare a una campagna elettorale breve, ma particolarmente intensa e per certi versi “bruciante”.
Un elemento di cui debbono tener conto coloro i quali si apprestano a sviluppare un tentativo di presentazione alle urne cercando di colmare il vuoto di rappresentatività lasciato dall’assenza in Parlamento di una sinistra d’alternativa.

A PROPOSITO DELLE DUE SINISTRE: DAL BIG BANG ALLA FUSIONE FREDDA? di Alfonso Gianni


Qualche giorno fa, in questo stesso spazio, compariva un interessante articolo di Emilio Carnevali ( “Oltre le due sinistre”) dedicato al dibattito sul superamento delle due sinistre aperto questa estate da Mario Tronti sull’Unità, cui è seguita una nutrita serie di contributi

giovedì 6 dicembre 2012

SI ACCELERA LA CRISI? UNA LINEA CHIARA PER LA SINISTRA D'ALTERNATIVA di Franco Astengo

A fronte di una ragionevole previsione di accelerazione nei tempi della crisi di governo nella prospettiva di elezioni anticipate e -in ogni caso- del profilarsi di una fase di ulteriore fibrillazione del quadro politico, appare necessario precisare con chiarezza almeno tre punti che riguardano direttamente in questa fase la possibile presenza politica di una sinistra d'alternativa:
1 - il post-primarie del PD ci consegna una situazione di spazio politico oggettivamente più ampio poichè si sono chiarite e definite posizioni, come quella di SEL del tutto interna allo schieramento raccolto attorno al PD;
2 - l'obiettivo politico da affermare è quello relativo ad una posizione di opposizione al quadro che fin qui ha sostenuto il governo Monti. Su questo punto, nella previsione di una possibile futura presenza parlamentare, non possono esserci incertezze e ambiguità. Una collocazione di coerente opposizione costituisce il solo presupposto possibile per conseguire una reale autonomia politica.
3 - in tempi estremamente rapidi deve essere messo in campo un progetto concreto di presentazione elettorale unitaria tra tutte le forze e di soggetti che riterranno doversi muovere nella direzione sin qui indicata, nel rispetto della rappresentatività e dell'identità di ciascuno.

mercoledì 5 dicembre 2012

RESISTENZA E PACE di Raniero La Valle




Oltre il deserto

L’anno che si chiude sul piano politico è stato un anno di passaggio o per meglio dire un anno di esodo. C’è stato un esodo dalla lunga, umiliante stagione berlusconiana, e siamo entrati nel deserto in vista di una futura liberazione. L’errore che abbiamo fatto è stato di pensare che nel deserto il popolo non avesse bisogno di una guida, e
perciò di una politica, ma avesse bisogno di una tecnica, come se far scaturire l’acqua da una roccia o dare alla gente di che sfamarsi in mancanza di pane, o trovare tutti insieme una strada per uscire dal deserto alla città fosse una questione tecnica, e non invece una questione politica e addirittura etica e spirituale. Sicché nel deserto abbiamo avuto ogni sorta di privazioni e di tormenti, qualcuno addirittura ha rimpianto le cipolle del tempo di schiavitù, e per di più abbiamo perso anche la fede: perché a questo punto, se non il miracolo, se non la politica, se non la tecnica, chi mai potrà salvarci?

ALLARME DEMOCRATICO di Franco Astengo

La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso del Presidente della Repubblica, avverso la Procura di Palermo al riguardo dell'ascolto di alcune intercettazioni telefoniche (riguardanti tra l'altro il delicatissimo caso della trattativa Stato - Mafia del '92), nelle quali del tutto casualmente era stata ascoltata la voce del Capo dello Stato.
Ovviamente non entriamo nel merito della sentenza.
Si apre però, in tutta evidenza, un conflitto di natura istituzionale, riguardante il ruolo del Presidente della Repubblica.
Una sentenza politica com’è stata definita quella appena pronunciata dalla Consulta suffraga, infatti, con tutto il peso dell'autorevolezza del consesso che l'ha emessa, un brusco scivolamento verso un presidenzialismo "d'eccezione", da punto di vista dei poteri e delle guarentigie riservate al Presidente.
Un presidenzialismo "d'eccezione" che si colloca già al di fuor dal dettato Costituzionale.
In questo senso lanciamo un allarme, un vero e proprio allarme democratico.
Il pericolo è quello di un assoggettamento della magistratura al potere politico ledendone il principio di indipendenza, come dimostra anche la vicenda del decreto al riguardo del dramma dell'ILVA di Taranto.
In questo senso è in atto un tentativo che trova origine nel documento sulla "Rinascita Nazionale" redatto dalla P2 di Licio Gelli nel 1975 e nel progetto craxiano della "Grande Riforma" e che potrebbe portare allo stravolgimento del concetto di suddivisione dei poteri, fondativo della democrazia liberale.

martedì 4 dicembre 2012

ANCORA UNA RIFLESSIONE SULLE PRIMARIE di Franco Astengo


 Le primarie del PD, erano state definite al momento della loro gestione come la “fiera delle vanità”, un momento di esaltazione della personalizzazione della politica, da respingere seccamente.
Via, via che l’itinerario di questa competizione elettorale si è snodato nel corso del tempo fino al suo esito finale, si è compreso che si stava trattando di qualcosa di ancora diverso, maggiormente negativo, più pericoloso.

QUANTI MORTI SI POSSONO ACCETTARE A TARANTO PER NON DANNEGGIARE LO SPREAD di Giorgio Cremaschi





Il decreto del governo salva Riva ha ottenuto un consenso di unità nazionale, compresi  Camusso e Landini.
Vediamo prima di tutto il fatto.

PRIMARIE - DEMOCRAZIA NEGATA di G.Angelo Billia



La deriva totalitaria che avviluppa buona parte dei paesi europei, fra i quali l’Italia, con le primarie del “centro sinistra” ha aggiunto un mattone al suo consolidamento. 

DIARIO POLITICO di Giovanni Lamagna




venerdì 30 novembre 2012
Leggo su “Pubblico” di ieri la seguente dichiarazione di Susanna Camusso a proposito del governo del professor Monti: “

lunedì 3 dicembre 2012

QUALCHE INDICAZIONE SUI PRIMI DATI FORNITI DALL'ESITO DELLE PRIMARIE DEL PD di Franco Astengo




Scrivo queste brevissime note mentre è ancora in corso lo spoglio relativo ai voti delle Primarie del PD, con il risultato finale già complessivamente delineato.
Mancano all’appello 1.050 sezioni su 9219, all’incirca 325.000 voti validi.

sabato 1 dicembre 2012

UNA PRIMA VALUTAZIONE E UNA PRIMA PROPOSTA POLITICA AL RIGUARDO DELL'ESITO DELL'ASSEMBLEA DI "CAMBIARE SI PUO" di Franco Astengo


1) Valutiamo, prima di tutto, ancora valida la nostra domanda rivolta ai promotori dell’Assemblea rispetto al "chi volete rappresentare e come"? Questo rimane un punto da discutere in maniera davvero approfondita, a tutti i livelli.
2) Purtuttavia consideriamo l’itinerario tracciato nel corso della riunione da seguire con attenzione valutando comunque tutti i limiti che può avere una presentazione elettorale rispetto al disegno di una prospettiva politica complessiva. Nello spirito del nostro appello “Perché la sinistra d’alternativa ritorni nel Parlamento Italiano” l'obiettivo da conseguire dovrà essere quello del massimo di unità delle istanze sociali e politiche di sinistra, schierate all'opposizione del governo dei tecnici e del liberismo. Insieme di forze che considerano - giustamente - l'asse PD-SeL interno al recinto tracciato in questi mesi dal governo Monti. L’opposizione dovrà continuare con grande chiarezza di contenuti e di collocazione politica anche nella prossima legislatura. Non si tratta di ricercare semplicisticamente uno spazio elettorale tra l'area di governo e il Movimento 5 Stelle, ma di lavorare per realizzare una presenza autonoma anche sul piano della prospettiva politica, oltre che dei contenuti programmatici e dei riferimenti sociali.
3) Appare giusta la convocazione di assemblee regionali che debbono però risultare "aperte" nella forma dell'autoconvocazione, senza "riserve" preventive per chi ha firmato o non firmato appelli, appartenga o non appartenga a un partito. La strada migliore sarebbe quella di assemblee regionali che eleggessero liberamente un certo numero di delegati in vista di una futura assemblea nazionale dalle caratteristiche deliberanti.

venerdì 30 novembre 2012

UNA DOMANDA IMPEGNATIVA A "CAMBIARE SI PUO'" di Franco Astengo

Nelle scorse settimane abbiamo promosso l'appello “perché la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento italiano”.
Oggi riteniamo utile aprire una interlocuzione al riguardo dei temi proposti in vista dell'assemblea di sabato 1° dicembre organizzata dai firmatari del documento “Cambiare si può”.
La prospettiva sembra essere quella della presentazione elettorale di un “quarto polo” posto al di fuori dal recinto del centro-sinistra e dall'alleanza PD-SEL: un fatto politico da rimarcare come importante, all'interno di una fase difficile e complessa.
E' il caso allora di entrare nel merito delle opzioni di fondo che questo possibile “quarto polo” dovrebbe necessariamente presentare all'elettorato.
Dalle scelte che compaiono all'interno dei diversi documenti e articoli fin qui pubblicati ad opera dei promotori dell'assemblea sorge spontaneamente una domanda:
“chi volete rappresentare, e come?”.
Rispondere alla domanda potrebbe significare aprire un autentico processo di riaggregazione di quei settori sociali e di movimento che stanno impegnandosi nelle lotte, privi di adeguata rappresentanza, al fine di ritrovare la smarrita consapevolezza di una piena identità di classe attraverso la quale realizzare sul piano ideale, programmatico, delle scelte politiche un chiaro indirizzo alternativo.
Ci siamo interrogati sulle ragioni dell'assenza di una prospettiva di fondo di trasformazione della società e di una proposta di medio periodo capace di qualificare, pezzo per pezzo, l'iniziativa e la possibile futura presenza istituzionale.
Serve una effettiva opposizione e un'idea di alternativa collocate ben oltre la semplice fuoriuscita dalle politiche liberiste a partire dai temi dell'Europa, i cui parametri economici e politici non possono essere “ri-contrattati” ma che occorre invece ridisegnare completamente.

LETTERA ALLA SINISTRA di Marcello Pesarini


Lettera a tutti coloro che vogliono la sinistra nel paese e la vogliono rappresentata in Parlamento perchè non si vive senza visibilità e senza finanze.

RIFLESSIONI PIU' MEDITATE SULLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA DI Giovanni Lamagna



La prima riflessione è legata ai dati sull’affluenza: hanno votato 3.107.568 cittadini; appena 4.859 cittadini in più di quanti ne votarono nel 2009 (3.102.709), cioè alle primarie che si svolsero per eleggere il segretario del Pd (solo che nel 2009 le primarie erano solo del PD e queste, invece, erano primarie di coalizione); e ben al di sotto dei 4 milioni e passa di partecipanti al voto nelle primarie che incoronarono Prodi nel 2006.

LOBOTAVMIA di Claudio Giorno


Il 25 novembre l’edizione torinese de La Repubblica riporta che «qualche giorno fa il postino ha consegnato a tre famiglie No Tav una lettera dell’assistente sociale Paola Bertolini del Servizio Sociale di Avigliana».

mercoledì 28 novembre 2012

L'IDEA DEL WELFARE STATE E LA SOSTENIBILITA' DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE di Franco Astengo



Ha suscitato molto rumore l’intervento del Presidente del Consiglio, Monti, a Palermo sui temi della sanità e della prevedibile “non sostenibilità” finanziaria del servizio sanitario nazionale: intervento poi chiarito ancor meglio, dal mio punto di vista, con l’aggiunta del “serviranno risorse aggiuntive”.

IL MIO CONDOMINIO NON FA LE PRIMARIE di Marcello Pesarini


.

Il mio condominio è un buon esempio dell'Italia d'oggi. Guai a noi se i governanti se ne accorgessero: avremmo la TV nel cortile tutti i giorni. 

martedì 27 novembre 2012

LA COSCIENZA DEGLI OPERAI DI TARANTO E IL VUOTO DEL PALAZZO di Giorgio Cremaschi





Il precipitare della crisi dell'Ilva e la rivolta degli operai di Taranto contro padron Riva ci riportano alla realtà drammatica del paese dopo le primarie dl centro sinistra.

LA TRAGEDIA DELL'ILVA DI TARANTO di Franco Astengo


L'occupazione, di fatto, di un grande stabilimento come quello dell'ILVA di Taranto ci riporta di colpo indietro nel tempo (per i savonesi, poi, sotto questo aspetto la denominazione dell'impianto suscita poi ricordi molto particolari e precisi).

lunedì 26 novembre 2012

UNA PRIMA ANALISI SULLE PRIMARIE DEL PD di Franco Astengo



Alla fine, evaporati i fumi delle “code”, i numeri hanno ridimensionato la portata della partecipazione al voto alle primarie del PD svoltesi domenica 25 Novembre: nella concitazione delle ultime ore ci si era lasciati andare a una previsione di oltre 4 milioni di partecipanti, ridotta poi al computo finale a circa 3.100.000, più o meno quanti parteciparono nel 2009 alla stessa operazione, riguardante però l’elezione del segretario del Partito e non quella del “capo della coalizione” di centro – sinistra.
Sono stati appena diramati i risultati ufficiali e quindi disponiamo di una base certa di ragionamento.

sabato 24 novembre 2012

CHI PUO' PERMETTERSI DI ANNIENTARE LE DONNE ANNIENTA ANCHE TE


Giusto ed importante il fatto che i riflettori pongano l'attenzione sulla violenza che viene perpetrata nei confronti delle donne, anche attraverso “una giornata dedicata”.
Vittime, assieme ai soggetti più deboli, di atteggiamenti che hanno ormai poca attinenza col sub-strato sociale. Lo dimostra -con successo- la campagna in atto da tempo contro i media che notiziavano gli episodi più efferati come frutto di sentimenti (gelosia, possesso, troppo amore (sic), ecc.). E' finalmente entrato anche in Italia il termine “femminicidio”, non contrapposto all'omicidio ma come espressione cruda con un significato che attiene anche agli aspetti intrinseci del contesto in cui si consuma la violenza stessa.
Eppure non riesco a immaginare una società, così come la vorrei, dove le persone al di là del genere e dell'età non abbiano tutte giusta valorizzazione, importanza, collocazione.
E questo deve essere volontà culturale e crescita politica di tutti: nessuno escluso
Solo quando tutto questo cielo non sarà più vessato, perseguitato, osteggiato, sfruttato, annientato, violentato, immiserito, ebbene solo allora, aldilà della “giornata dedicata” potremo dire di vivere in una società libera.

LUCIO MAGRI : PER IL COMUNISMO di Franco Astengo



A un anno dalla scomparsa è uscito, proprio oggi, in libreria “Alla ricerca di un nuovo comunismo”, raccolta di saggi elaborati nel corso della sua vita politica da Lucio Magri.
Una raccolta, curata da Luciana Castellina, Famiano Crucianelli e Aldo Garzia che può ben essere considerata, come potrebbe semplicisticamente intendersi, un’operazione di testimonianza ma qualcosa, invece, di profondamente diverso.

CHE FARE - PERCHE’ FARLO di Angelo Billia


Nel futuro è prevedibile un’ulteriore accentuazione della politica tesa ad azzerare le conquiste sociali di oltre mezzo secolo di lotte. Ciò sulla base di una valutazione realistica delle forze in campo.

Ho meditato a lungo aspettando che passasse la sbornia d’ira che ho messo insieme in questo periodo, ma la sbornia non passa. In un mondo in cui è normale accettare lo sterminio di bambini con le loro famiglie, attuato dal Governo che si è dato un popolo ex perseguitato, sterminio giustificato dall’ira di essere disturbati dalla lotta di quel popolo, che non accetta di essere a sua
volta perseguitato, non mi sembra giusto impormi un’autocensura. A me stesso puzzerebbe molto di vigliaccheria. Allora eccomi qui, per chi avrà la pazienza di leggermi.
Accordo della produttività senza la CGIL, Monti che gongola avendo messo un altro tassello nell’asservimento del popolo italiano alle banche e ai poteri forti interni ed internazionali di cui egli è emanazione diretta. Potrei fare mille considerazioni “ragionevoli” che sarebbero condivise da tutti, non le voglio fare perché, come ho sempre pensato, un uomo può accettare di morire se ciò
che ha fatto in vita non è in contrasto della morale che ha professato. Non voglio sputarmi in un occhio quando verrà il mio momento, non voglio che qualcuno possa dire: “Hai visto? Predicava ma…”

Dopo un preambolo forse palloso, ma a mio giudizio necessario, aggiungo senza remore che se le mie affermazioni sembreranno troppo, come dire, estremiste, troppo fuori dalla vostra concezione del mondo per bene, non ne sarò scandalizzato e se per questo riterrete di non leggermi più, me ne farò una ragione. L’idea che ho dell’indipendenza, anche intellettuale, ne uscirà rafforzata.
Abbiamo sopportato un quarantennio democristiano nell’ambito del quale il popolo è servito per raccogliere voti suicidi atti a favorire la crescita delle fortune dei soliti noti-ignoti del nostro paese.
Chi si è ribellato in quegli anni l’ha fatto sull’onda degli ideali di uguaglianza e libertà che ai più sembravano impersonati dal PCI. Abbiamo pagato anche in termini di vite umane, lavoratori trucidati dagli sgherri in divisa che tenevano l’ordine per lor signori. Lauro farioli, Ovidio Franchi, Afro Tondelli...c’è ancora, oltre a me, qualcuno che ricorda? Essi sono morti lottando contro una
legge truffa che più tardi gli eredi del PCI avrebbero approvato nel silenzio generale.
Il 68 studentesco, quanti lavoratori e sindacalisti hanno capito che le conquiste dell’”autunno caldo” derivarono dal fermento giovanile? Gli ideali dei giovani del movimento erano davvero così utopistici? Affermo che non lo erano, il movimento venne riassorbito per due ragioni.

Una, interna al movimento stesso, era rappresentata dai “migliori”, quelli che pensavano di avere i numeri per sostituire la mancanza di orientamento e di obiettivi certi con la loro “bravura” e capacità interpretativa del maxismo. Capetti che ebbero vita facile senza contrasti politici credibili com’erano. L’altra era il processo, ormai irreversibile, di conversione del PCI alle esigenze dello
Stato borghese. Il ceto medio era ancora intento a spartirsi le briciole del capitale e ad illudersi di far parte della casta degli “eletti”. Il 77 studentesco, viziato dall’opacizzazione degli stessi ideali sessantotteschi e da un PCI che con il Governo delle astensioni aveva ormai completato la sua riconversione, l’attacco della FIAT con la marcia dei 40.000 e la ritirata del sindacato e del PCI i quali dopo aver osteggiato il movimento giovanile facevano i conti con la solitudine in cui la loro politica li aveva cacciati, ci hanno regalato un triennio di craxismo al potere. Il partito degli affari, pur con qualche soprassalto d’orgoglio sul piano internazionale, mentre poneva le basi per “mani pulite”, iniziava a costruire il “fenomeno” Berlusconi. Quante banche dirette dai socialisti craxiani
hanno aperto le porte a crediti illimitati per questo magliaro che doveva, nelle intenzioni craxiane, dare una televisione al PSI. Furono molte e i crediti tali da rendere impensabile un rientro senza il coinvolgimento delle stesse banche in una bancarotta preannunciata. Per questo, mentre Craxi finiva la sua esperienza travolto dal malaffare, l’uomo di paglia, Berlusconi, attingendo a piene
mani in questi crediti illimitati, usando la televisione come veicolo personale non solo evitava la bancarotta, ma riusciva anche a farsi eleggere nel Parlamento italiano. L’utilizzo dei media gli permise, per quasi un ventennio, di far coltivare, anche nei settori più poveri della popolazione, idee di riscatto sociale individuale, che soprattutto i primi anni si saldarono con le illusioni del ceto
medio, insicuro perchè si sentiva già sotto attacco. Sono gli anni della personalizzazione dei partiti, gli anni in cui la sinistra (tale solo perché in Parlamento siede su quel lato), segue questa deriva senza remore. In quel contesto s’inseriscono i governi Prodi e Dalema. Proprio con il Governo
Dalema l’Italia rinnega ufficialmente la sua Costituzione attaccando militarmente la Serbia. In Parlamento si rafforza il bipolarismo, inteso come ariete per demolire ogni tipo di opposizione ai ducetti di destra e di “sinistra”. Nel paese si rafforza l’idea del ruolo salvifico del capo “illuminato”,
situazione a cui non è sfuggito neppure lo scampolo di sinistra sopravvissuto alla completa trasformazione del PCI e ai residui del ’68 in cerca di collocazione. Si arriva all’obbrobrio di un partito comunista diretto da un segretario divenuto membro del partito proprio per esercitare quella funzione. Nel frattempo i sindacati, dopo l’effimera unità imposta dal ’68 sono tornati ai loro referenti preminenti. Abbiamo così la CGIL che fa fuoco e fiamme con Berlusconi al Governo e CISL e UIL disponibili ad ogni compromesso. All’alternanza nel Governo fa seguito l’inversione dei ruoli. Questo rafforza la disaffezione di settori consistenti di lavoratori rendendo problematico il mantenimento delle stesse strutture dirigenziali. Ecco quindi i CAF che permettono di bipassare sul
piano economico la riduzione delle deleghe. L’appiattimento della CGIL sulle posizioni del PCI DS PD ha fatto sì che il dissenso di sinistra nel sindacato venisse prima emarginato e poi, di fronte ai tentativi organizzativi al di fuori del sindacato stesso, combattuto, negandone la rappresentatività nelle vertenze sindacali.


Oggi la CGIL paga queste scelte e subisce un processo di marginalizzazione partito da
Marchionne, spalleggiato dal governo e dai suoi referenti sindacali CISL e l’UIL. I lavoratori sono
sotto ricatto continuativo dall’arrivo di Monti e quella che appariva sempre più come innaturale
comprensione del sindacato per le “esigenze produttive” del capitale ,si trasforma in un silenzio
assenso per il furore di Monti, condiviso dal PD, nell’azzerare le conquiste sociali dei decenni
precedenti. E’ pesante ciò che affermo, ma è un fatto che la CGIL si è ben guardata da scatenare
una lotta senza quartiere per salvare le pensioni, sarebbe stato in contrasto con il PD che ha
votato la legge. Di tanto in tanto qualche brontolio per dimostrare che non approva, al massimo
qualche scioperello fatto in modo da far capire ai lavoratori che gli scioperi sono “inutili”. Mentre
procede quest’andazzo di apparente contrasto, ma di sostanziale appoggio alla macelleria sociale
di Napolitano, Monti, PD, PDL, all’improvviso, com’era prevedibile scoppia la questione giovani.
Essi scendono in piazza sempre più numerosi e hanno l’ardire di non spaventarsi per le violenze
della polizia. Ciò pone un problema al sindacato, senza una maggiore determinazione contro Monti
e gli industriali rischia di perdere la credibilità residua. Ne consegue un irrigidimento, opportuno
anche alla luce del -non t’appoggio, ma t’appoggio- del PD verso Monti imposto dalla campagna
elettorale.
Alle spalle (forse) abbiamo la strategia della tensione le cui propaggini organizzative erano nel
governo, il fenomeno terrorismo, naturale sbocco delle incongruenze ideologiche presenti nel
movimento del ’68, la “riforma” Biagi che ha aperto la strada all’annientamento di generazioni di
giovani, lo Stato, che a prescindere da chi sedeva a palazzo Chigi invariabilmente rispondeva con il
bastone alle rivendicazioni. Vale appena la pena ricordare che la macelleria messicana di Genova,
marcata Berlusconi-fini è venuta dopo quella effettuata a Napoli ad opera del Governo Dalema di
cui pochissimi hanno parlato, anche a sinistra.
Questo breve passaggio su alcune delle vicende più eclatanti dal dopoguerra ha lo scopo di
evidenziare come la deriva reazionaria, dettata dalla necessità di sostenere le scelte capitalistiche,
anche nel contemporaneo sono andate di pari passo con la copertura, che queste opzioni hanno
avuto, da parte del PD come parte coerente di una politica viziata in questo senso già dal PCI.
A sinistra del PCI prima e del PD attuale una sana volontà di dare corpo ad una forza di classe
non compromessa si è scontrata, -accanto ad un’obiettiva difficoltà derivante dallo smarrimento di
tanti compagni che non capivano fino in fondo le implicazioni della politica del PCI- con i guasti
prodotti in noi stessi dalla sostanziale difficoltà di immaginare anche scelte operative che non
riconducessero verso esperienze passate, già fallite. Pagammo e paghiamo lo scotto di non aver mai
messo in evidenza i motivi che a sinistra hanno portato alla situazione attuale. Alla luce dei fatti
e dell’esperienza dobbiamo dirlo che la scelta di ricostituire il PCI, maggioritaria nel movimento
fondativo di Rifondazione Comunista, era sbagliata. Un’esigenza sentimentale, dettata anche dal
malinteso che ciò avrebbe permesso un legame con gli ideali della resistenza. Il risultato è stato ed è
tutt’ora un vivacchiare di organizzazioni che molto hanno da spartire con la peggiore storia del PCI.

Gli argomenti che si utilizzano per giustificare le scelte più incoerenti sono sempre quelli: non si
può fare di più; bisogna sporcarsi le mani; il PD è sempre meglio della destra; la politica dei sogni
quando sei inserito in coalizioni locali -che spesso contraddicono le scelte nazionali- si scontra con
la realtà; bisogna limitare i danni; ecc. Questo stravaccamento ha causato una reazione dei “duri e
puri” che ha portato alla creazione di organizzazioni fermamente “leniniste” completamente avulse
dalla realtà e il cui risultato, se non scopo, è la predica del “verbo” come fatto appagante in sé.
Oggi bisogna prendere atto del fatto che il sindacato CGIL ha perso ogni credibilità come forza
di difesa dei lavoratori. Il credito popolare riscosso dalla FIOM la quale ha il merito di esercitare
ancora una funzione sindacale coerente, in contrasto evidente con la dirigenza CGIL, è una riprova
di quanto sostengo, così come è indicativo della confusione presente a sinistra il desiderio espresso
da molti di “tirare” in politica la stessa FIOM. Abbiamo già dato amici e compagni, non ci sono
alternative al fatto che un sindacato è tale e deve rimanere tale, soprattutto se “buono” e, se si vuole
costruire un soggetto politico alternativo, i “salvatori della patria” non possiamo che essere noi
stessi.
Ciò che accade nel popolo della sinistra alternativa nel rapporto con la FIOM forse meriterebbe
un’analisi approfondita. Ho visto troppi compagni guardare speranzosi a Landini.
Il capo della FIOM è un ottimo sindacalista e dal mio punto di vista è prezioso proprio in questo
ruolo. Smettiamola di cercare il salvatore, l’uomo di “peso” che “tira”. Rendiamoci conto che
questo è un limite che ci portiamo dietro dalla storia del movimento operaio (culto della personalità)
e da quando i partiti sono diventate aziende in cui l’elemento caratterizzante è il capo.
Credo ancora che la caratteristica principale di una formazione politica sia il suo programma. Credo
anche che il miglior programma politico di questo mondo non serva a nulla se non è comprensibile
alle masse. Guardiamoci, pensiamoci, analizziamo se in noi singoli e in noi collettivo queste due
cose sono presenti e qualora lo siano, domandiamoci perché nessuno di noi, individui o collettivo
riesce a farsi capire. Non è solo una questione di accesso ai media, credetemi. A mio giudizio
abbiamo il limite di fondo di non capire le due cose veramente fondamentali in un’analisi realistica
della situazione. La maggior parte degli antagonisti veri, quelli che non hanno nessun interesse
economico morale da spartire con questa società e sono la maggioranza della popolazione, non
sono quelli “più comunisti di tutti”, ma sono in gran parte persone che non sanno neppure cosa
vuol dire essere antagonisti. Senza la capacità di farsi capire da questi settori, con proposte e
linguaggio appropriati, dimentichiamoci di qualsiasi movimento suscettibile di incidere davvero
nelle dinamiche dello scontro di classe.

Nel futuro è prevedibile un’ulteriore accentuazione della politica tesa ad azzerare le conquiste
sociali di oltre mezzo secolo di lotte. Ciò sulla base di una valutazione realistica delle forze in
campo. Il PD fa parte a pieno titolo di questo processo assieme ai partiti di centro destra e sarà
agevolato dalla copertura a sinistra fornita da solerti cacciatori di poltrone. Si accentueranno
ulteriormente le ribellioni spontanee e lo Stato risponderà in due modi: aumentando la repressione
e facendo ulteriormente carta straccia della Costituzione. Schedature e arresti preventivi di
mussoliniana memoria si accompagneranno a repressioni sempre più spietate di qualsiasi dissenso.

Se a tutto questo sapremo opporre qualcosa di diverso dalla semplice riproposizione delle nostre
ragioni, forse riusciremo a costruire una risposta storicamente valida.
G. Angelo Billia

LETTERA APERTA AI DIRIGENTI DI CGIL E FIOM CHE VANNO A VOTARE ALLE PRIMARIE di Giorgio Cremaschi

Care compagne, cari compagni in questi ultimi giorni mi è capitato di leggere molti appelli e prese di posizione da parte vostra a sostegno di Bersani o Vendola nelle primarie del centrosinistra. Naturalmente non è mia intenzione mettere in discussione la legittimità della vostra scelta dicittadin.iCome dirigenti sindacali però trovo necessario rivolgervi alcune domande

venerdì 23 novembre 2012

AL LIMITE DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA (ET ULTRA) di Franco Astengo



L’esercizio della condizione di governo, esercitata dalla diarchia Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio, appare ormai oltre i limiti fissati dalla Costituzione Repubblicana ed è bene, proprio in questi giorni nei quali sta per celebrarsi la “kermesse” delle primarie del centrosinistra, richiamare l’attenzione di tutti ad alcuni aspetti che mi permetto di giudicare molto importanti.

PERCHE' NON VOTERO' ALLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA di Giovanni Lamagna


1)     Perché non mi va  di partecipare a quella che mi sembra una vera e propria orgia di (finta) partecipazione: gente (per la gran parte) che non fa abitualmente e normalmente politica, che non partecipa attivamente alla vita politica e che poi si mette in fila per andare a infilare una scheda in un’urna, illudendosi così di stare a decidere realmente qualcosa; mentre sta vivendo solo un surrogato (mi verrebbe di dire una pantomima) di vera partecipazione; appena un  poco, poco superiore a quella che si esprime ogni cinque anni al momento del voto; la vera partecipazione per me non si realizza una tantum, ma è fatta di spazi e di impegni attivi continui, quasi quotidiani; altrimenti non è vera partecipazione;

LA RICERCA DEL NUOVO E QUELLA DELL'UNITA' di Marcello Pesarini



Ho aderito all’appello “Cambiare si può”immediatamente, e potrei dire che avevo contribuito affinchè uscisse allo scoperto, perché i numerosi e diversi appelli all’unità della sinistra che mi giungevano erano degli ossimori.
 Aderisco anche se non amo il concetto di “nuovo” e di “non addetto ai lavori”. Li trovo figli della seconda repubblica, del levarsi di gente inorridita di fronte a “Mani pulite”. Chi è addetto ai lavori spesso lavora per un mondo diverso, perciò va ascoltato anche quando si fanno le liste.
Ma c’è dell’altro che si fa nella società, senza tanto clamore: si lavora insieme, si fondono esperienze marciando uniti per un po’ e separandosi quando ci sono delle scelte elettorali. Non lo considero sempre negativo, se si lavora. Da anni nel campo dell’immigrazione, del sociale tutto, partecipo e programmo battaglie anche di lunga gittata con compagni e non compagni , con la mira di raggiungere accordi di gestione comune di politiche per la governance, per alleviare le pratiche, per l’accessibilità degli uffici pubblici. Emblematiche le Campagne L’Italia sono anch’io e quella  del Comitato Associazioni Tutela per la difesa dei LEA nelle Marche. Entrambe in mano alle associazioni, entrambe agli utenti come ai malati, entrambe in direzione ostinata e contraria nei confronti del centrosinistra senza Sinistra modello Marche. Dei risultati arrivano, altri arriveranno, ma anche se molti aderenti li ritroverò anche nella battaglia elettorale, tanti altri li ritrovo tutti i giorni, ad esigere i nostri diritti per un futuro di certezze e non di concessioni. Vorrei che questo spirito fosse sempre presente anche nelle aggregazioni che andiamo a costruire.