Care compagne e cari compagni VENERDI’ 4 GENNAIO 2013,
presso la società di Mutuo Soccorso “XXIV Aprile” di Via Verdi Savona alle 20,30 il nostro
blog organizza un altro momento di riflessione collettiva sul tema “LA
PROSPETTIVA ELETTORALE” al quale siete tutti caldamente invitati a partecipare.
Coloro i quali hanno partecipato al primo incontro sono sollecitati, se
possibile, a presentare anche proposte di lavoro in vista della costituzione
del “LABORATORIO POLITICO PER LA SINISTRA D’ALTERNATIVA”. Grazie per la vostra
attenzione.
Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto: autonomia teorica e d'iniziativa, alternativa di società in termini anti-capitalistici e opposizione allo stato di cose presenti.
domenica 30 dicembre 2012
LE RAGIONI DELL'ASTENSIONISMO (DIMENTICATO?) di Franco Astengo
I risultati delle elezioni amministrative di primavera, in
particolare l’esito delle elezioni regionali siciliane, avevano mostrato il
fenomeno dell’astensionismo quale vero e proprio “convitato di pietra” all’interno
del sistema politico italiano, in grado di fare davvero la differenza tra i
diversi schieramenti.
sabato 29 dicembre 2012
LA SESTA DEMOCRAZIA di Franco Astengo
Nell’articolo di fondo apparso sabato 28 Dicembre sulle colonne del “Corriere della Sera”, Michele Ainis fa coincidere il profilo dei cinque “leader” in corsa per le prossime elezioni politiche ad altrettanti modelli di democrazia.
REPORT DELL'INCONTRO TRA CAMBIARE SI PUO' E INGROIA di Chiara Sasso
Siamo scesi nell’oltretomba per renderci conto che siamo vivi. È una soddisfazione.
CAPITALISMO, CORRUZIONE ED ECONOMIA CRIMINALE di Giorgio Cremaschi
Siccome non son mai stato una vittima del nuovo in politica, di quel nuovismo attraverso il quale si sono perpetuate da trenta anni le stesse politiche e le stesse classi dirigenti, non mi scandalizza che la lista del cosiddetto quarto polo sia diventata l'ennesima lista personale, ove il leader è la sostanza della proposta. Né mi sconvolge che i partiti siano alla fine l'architrave della lista. I partiti esistono sempre e chi li rifiuta semplicemente ne sta fondando un altro.
INGROIA: SI RESTA NEL SOLCO DELLA PERSONALIZZAZIONE
La conferenza stampa tenuta da Antonio Ingroia, oggi 29 Dicembre, nel corso della quale ha presentato la candidatura a capo della lista "Rivoluzione Civile" che nel simbolo contiene il suo stesso cognome, non ha sciolto i nodi più importanti relativi alla possibile presentazione elettorale di quello che era stato definito "Quarto Polo", rappresentativo delle istanze presenti in quei diversi settori politici e di nuovi movimenti sociali, collocati all'opposizione non solo del governo Monti, ma anche dell'accettazione delle politiche neo-liberiste da parte di PD e SeL, come nel caso significativo di "Cambiare si può".
Appare del tutto nebuloso il ruolo che, in questo frangente, potrebbero avere i partiti politici, dimostratisi - del resto - attanagliati dalla paura di una irragionevole "anti-politica" e portati a compiere scelte che appaiono dettate dalla "disperazione" e dall'incapacità di esprimere una propria autonomia di proposta politica e di organizzazione, anche sul terreno elettorale.
Rileviamo come nel simbolo presentato oggi si rinnovino i termini di quella personalizzazione della politica, che tanto danno ha fatto anche a sinistra.
Rischiano così di restare escluse dalla campagna elettorale le istanze di identità e di memoria legate al movimento operaio e quelle, più, in generale riferite alle idee di rinnovamento e di trasformazione della società.
Appare del tutto nebuloso il ruolo che, in questo frangente, potrebbero avere i partiti politici, dimostratisi - del resto - attanagliati dalla paura di una irragionevole "anti-politica" e portati a compiere scelte che appaiono dettate dalla "disperazione" e dall'incapacità di esprimere una propria autonomia di proposta politica e di organizzazione, anche sul terreno elettorale.
Rileviamo come nel simbolo presentato oggi si rinnovino i termini di quella personalizzazione della politica, che tanto danno ha fatto anche a sinistra.
Rischiano così di restare escluse dalla campagna elettorale le istanze di identità e di memoria legate al movimento operaio e quelle, più, in generale riferite alle idee di rinnovamento e di trasformazione della società.
PROVOCAZIONI di Lidia Menapace
A me pare una vera provocazione, quella
dell'Osservatore romano che di fatto si schiera con Monti e ne sostiene
la candidatura. Benedetto XVI continua la sua insistente spinta verso il
"superamento" della laicità dello stato e configura un nuovo periodo di
potere temporale . E' un bel guaio.
QUARTO POLO: UN'IDEA GIUSTA FATTA NEL MODO E NEL MOMENTO SBAGLIATI. COMUNQUE PROVIAMOCI di Aldo Giannuli
L’idea di una lista che scaturisca da un rimescolamento delle carte
della sinistra radicale, coinvolgendo, accanto ai partiti, anche
associazioni, movimenti e singole personalità, è sicuramente l’unica
cosa giusta che la sinistra radicale può fare allo stato di cose
presente. Il guaio è che ci siamo ridotti a farla fuori tempo massimo.
venerdì 28 dicembre 2012
“LABORATORIO POLITICO PER LA SINISTRA D’ALTERNATIVA” di Franco Astengo
Si avverte le necessità di riflettere con un respiro più ampio e in funzione di obiettivi che, insieme, siano generali e contingenti, riuscendo anche a produrre riferimenti dal punto di vista teorico, ideale, politico–organizzativo, rilanciando l'analisi della contraddizione di classe, le idee di innovazione nella qualità dell'agire politico, la proposta di trasformazione della società.
UN LABORATORIO POLITICO PER LA SINISTRA D’ALTERNATIVA Documento conclusivo dell’assemblea savonese di “Perché la sinistra d’alternativa ritorni nel parlamento italiano”.
Nel corso dell’assemblea svoltasi a Savona il 27 dicembre
2012 e organizzata dal blog “Perché la sinistra d’alternativa ritorni nel
Parlamento italiano”, la discussione si è sviluppata attorno al tema: “Una
riflessione sulla presentazione elettorale del Quarto Polo e la sinistra d’alternativa”.
La situazione del Paese è stata giudicata molto grave sia
sul piano economico – sociale sia su quello democratico, che risultano
strettamente intrecciata in una logica di affrontamento della crisi, da parte
dei poteri dominanti rappresentanti dal cosiddetto “governo dei tecnici”
appoggiato da PDL, PD e UDC, in chiave di mera restaurazione di classe e di
superamento della Repubblica parlamentare, in una forma e in una dimensione che
desta vero e proprio allarme sul terreno democratico.
Si è ritenuto di dover proseguire nella riflessione
organizzando specifici momenti di confronto per valutare la fase politica,
anche sotto l’aspetto elettorale.
Il nostro obiettivo rimane quello di contribuire a proporre
la nascita di una nuova forza alternativa a livello nazionale.
A questo proposito è stata avanzata la proposta di costituire
un “Laboratorio politico per la sinistra d’alternativa” i cui contorni
organizzativi dovranno essere definiti nel corso dei prossimi incontri, ma il
cui scopo può già essere individuato nella promozione sul territorio di momenti
di dibattito politico, in maniera continuativa e non legate a scadenze
pre-definite, in uno spirito di massima apertura sia al riguardo dei contenuti
che delle modalità di partecipazione.
Il prossimo appuntamento è stato previsto per i primi giorni
del Gennaio 2013, allo scopo di discutere e valutare la prospettiva politica,
anche in previsione della scadenza elettorale.
mercoledì 26 dicembre 2012
MENTRE MONTI SALE IN POLITICA
MENTRE MARIO MONTI CINGUETTA SU TWITTER LA SUA "SALITA IN POLITICA" LODANDOSI DI AVER SALVATO L'ITALIA, ED IL PD SI INTERROGA ANCORA SUL SUO ESSERE "SUPER PARTES", PER EFFETTO DELLA CONTRORIFORMA FORNERO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI LAVORATORI " A PROGETTO" RISCHIANO, IL PROSSIMO PRIMO GENNAIO, DI PERDERE IL POSTO E DI ESSERE COSTRETTI A LAVORARE PAGATI CON "VOUCHER" GIORNALIERI. INSOMMA: IL CAPOLARATO ESTESO ALLE PROFESSIONI INTELLETTUALI. E' QUESTA LA REALTA' DELL'ITALIA, ALL'INTERNO DELLA CRISI: UNA REALTA' CHE TUTTI, POLITICI, MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA, MAITRE A PENSER CERCANO DI IGNORARE E CHE, INVECE, DRAMMATICAMENTE INCALZA SULLE CONDIZIONI QUOTIDIANE DI VITA DELLE GENTE E, IN PARTICOLARE, DI GIOVANI GENERAZIONI CHE SI VEDONO SFUGGIRE IL LORO FUTURO
ARANCIONI, CHE FARE? di Aldo Giannuli
A quanto pare la lista arancione ci sarà, ma le cose
non sono affatto semplici. Conosco molti dei promotori della lista, a
cominciare da Antonio Ingroia di cui sono stato consulente e con il quale ho
sempre mantenuto un ottimo rapporto personale; per di più, nella lista
confluiscono gruppi e forze politiche che sono una parte significativa della
mia vita militante, la cultura politica di molte componenti è sicuramente
quella più vicina a me, per cui ho ottime ragioni per guardare con simpatia a
questa aggregazione ed augurarle il miglior successo possibile.
E' AGGHIACCIANTE, HO PAURA di Adriano Ottaviani
Non so voi
ma per me la piega che sta prendendo l’iniziativa arancione ha dei tratti
inquietanti, dopo tanti ragionamenti e tante elaborazioni a favore di visioni
“alte” e “altre” della politica cosa ci troviamo a fare ?
LISTA ARANCIONE TRA CARTELLO, COALIZIONE, SOGGETTO POLITICO di Franco Astengo
A molti militanti la proposta della presentazione, per le
prossime elezioni politiche del 24 Febbraio, di una “Lista Arancione”
comprendente diverse soggettività politiche e di movimento, appare come l’occasione
per il rientro di una forza alternativa nel Parlamento Italiano: una forza non
legata al soffocante schema di alleanze cui costringe un sistema elettorale che
prevede un’alta soglia di sbarramento.
martedì 25 dicembre 2012
AGENDA MONTI, CONTRADDIZIONE PRINCIPALE, QUESTIONE DEMOCRATICA di Franco Astengo
La pubblicazione della cosiddetta “Agenda Monti” e la
relativa proposta di applicazione concreta utilizzando una certa metodologia di
acquisizione del ruolo di governo attraverso la proposizione di un meccanismo
di tipo oligarchico, collocato – ormai – del tutto al di fuori da quanto
indicato al proposito dalla Costituzione Repubblicana, sta sicuramente
rappresentando un momento di formidabile impatto sull’intero sistema politico
italiano, ancora impastoiato (è bene ricordarlo) in quella lunghissima fase di
transizione, avviatasi nel 1992.
lunedì 24 dicembre 2012
ANTIPOLITCA E ANTIDEMOCRAZIA di Franco Astengo
Non c’è soltanto la cosiddetta
“antipolitica”, rappresentato dallo spauracchio “Movimento 5 Stelle” in
circolazione all’interno del sistema politico italiano.
MONTI: OVVERO IL SUCCESSO DI CHI SPARIGLIA di Felice Besostri
Intanto sarà LUI IL PRIMO MINISTRO PER TUTTA LA
CAMPAGNA ELETTORALE, GRAZIE AGLI ERRORI TATTICI DI PdL e PD.
CAMPAGNA ELETTORALE, GRAZIE AGLI ERRORI TATTICI DI PdL e PD.
domenica 23 dicembre 2012
INVITO "LA PRESENTAZIONE ELETTORALE DEL "QUARTO POLO": QUALE RIFLESSIONE PER LA SINISTRA D'ALTERNATIVA?" Un confronto collettivo proposto dal blog "Perchè la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento Italiano" L'incontro si svolgerà GIOVEDI' 27 DICEMBRE ALLE ORE 20,30 presso la S.M.S. "XXIV Aprile" di Via Verdi (g.c) a Savona
PARLAR MALE DI GARIBALDI? PER ANTONIO INGROIA SAREBBE MEGLIO UN PASSO INDIETRO UNA PROPOSTA DI CANDIDATURA COLLETTIVA
La candidatura di Antonio Ingroia a “capo della coalizione”
(così come indica la legge) che sta per formarsi tra partiti, associazioni, movimenti,
comitati per dare vita a una lista definita “antiberlusconiana” e
“antimontista” (tralasciando, però, la valutazione circa l’appoggio che il PD
ha fornito fino in fondo al “governo dei tecnici”) rischia di rendere ancor più
difficile una campagna elettorale che già si preannunzia molto complessa e irta
di scogli difficilmente superabili.
SINISTRA D'ALTERNATIVA: REPUBBLICA PRESIDENZIALE, LEGGE ELETTORALE, CULTURA POLITICA di Franco Astengo
La legislatura appena terminata è stata
contraddistinta, oltre che da tanti altri fatti ed episodi che davvero sarebbe
troppo lungo riassumere, da due elementi di grandissima importanza sul terreno
dell’insieme delle relazioni istituzionali.
ARROGANZA di Lidia Menapace
Certamente
uno non diventa rettore di una prestigiosa università sia pure non pubblica per
caso, anzi trattandosi di una università privata con orientamento ben preciso,
si può dire di lui, come si dice dei giornalisti, che certamente é persona affidabile
per il suo datore di lavoro.
RIFONDAZIONE COMUNISTA E LA PRESENTAZIONE ELETTORALE di Giovanni Caggiati
Sarebbe senz'altro meglio, anzichè un simbolo unico, di coalizione, la
copresenza di tutti i simboli, cioè dei simboli di tutte le forze che
andrebbero a formare il "quarto polo". Il simbolo di coalizione
richiama molto la triste esperienza dell'Arcobaleno.
sabato 22 dicembre 2012
L'ASSEMBLEA DI "CAMBIARE SI PUÒ" di Franco Astengo
Dal punto di vista più strettamente politico l'andamento della riunione
ha indicato due elementi che riteniamo possano essere sottolineati
venerdì 21 dicembre 2012
PERCHE' L'OPPOSIZIONE di Franco Astengo
PERCHE’ L’OPPOSIZIONE
Alla vigilia di decisioni importanti che potrebbero anche
portare alla presentazione elettorale di un cosiddetto “Quarto Polo” inteso
come cartello di forze sociali, di movimento, partiti collocati al di fuori dal
centro-sinistra e che, nel corso di questi ultimi anni, hanno condotto,
in diverse forme, azioni di contrasto alle politiche populiste e liberiste
attuate prima dal governo di centrodestra e, successivamente, da quello dei
tecnici appoggiato da PDL.UDC e PD stretti in un’anomala e deleteria maggioranza,
è bene, a mio giudizio, ribadire un punto fondamentale.
LOTTO PER IL CAMBIAMENTO di Marcello Pesarini
Vorrei riflettere sugli inganni politici e mediatici che si
vanno accrescendo in tempi di elezioni e di crisi. Sono militante di
Rifondazione Comunista e convinto attivista di Cambiare si può.
giovedì 20 dicembre 2012
INVITO "LA PRESENTAZIONE ELETTORALE DEL "QUARTO POLO": QUALE RIFLESSIONE PER LA SINISTRA D'ALTERNATIVA?" Un confronto collettivo proposto dal blog "Perchè la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento Italiano" L'incontro si svolgerà GIOVEDI' 27 DICEMBRE ALLE ORE 20,30 presso la S.M.S. "XXIV Aprile" di Via Verdi (g.c) a Savona
IL PIU' PERICOLOSO di Giorgio Cremaschi
Il clerico
liberismo di Monti, anche sfumato, è l'avversario principale,
INVITO "LA PRESENTAZIONE ELETTORALE DEL "QUARTO POLO": QUALE RIFLESSIONE PER LA SINISTRA D'ALTERNATIVA?" Un confronto collettivo proposto dal blog "Perchè la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento Italiano" L'incontro si svolgerà GIOVEDI' 27 DICEMBRE ALLE ORE 20,30 presso la S.M.S. "XXIV Aprile" di Via Verdi (g.c) a Savona
mercoledì 19 dicembre 2012
Lettera ai compagni della Terra di Adriano Ottaviani
... Diciamolo chiaramente , non ci piace la vostra interpretazione di Hegel, no, noi non crediamo che abbiate capito , voi avete volutamente frainteso “ciò che è reale è razionale”, voi volutamente volete fingere di non sapere che per Lui quello che voi considerate “reale” non sarebbe stato più “reale” di quanto sia “reale” un discorso di Maurizio Gasparri....
martedì 18 dicembre 2012
TIRA UNA CERTA ARIA
TIRA UNA CERTA ARIA...
ALLORA SOLTANTO DUE RIGHE PER RICORDARE, A QUESTO PUNTO, CHE NON E' STATA VOTATA IN PARLAMENTO ALCUNA SFIDUCIA AL GOVERNO, E CHE IL GOVERNO STESSO NON SI E' DIMESSO.
TRA L'ALTRO E' BENE RICORDARE ANCHE I PRECEDENTI IMMEDIATI: MONTI FU NOMINATO SENATORE A VITA AL SABATO, BERLUSCONI DIEDE LE DIMISSIONI SENZA ESSERE SFIDUCIATO DAL PARLAMENTO (EBBE LA FIDUCIA SOTTO QUOTA 316, MA QUANTI GOVERNI DEMOCRISTIANI ANDARONO AVANTI IN QUELLE CONDIZIONI) E MONTI FU INCARICATO, SENZA ALCUNA PROCEDURA PARLAMENTARE PREVENTIVA (RINVIO DEL GOVERNO PRECEDENTE ALLE CAMERE PER LA VERIFICA, ECC,ECC.).
ADESSO SI E' APERTA LA QUESTIONE DELLA DATA DI ELEZIONI ANTICIPATE CHE, APPUNTO, COSTITUZIONE ALLA MANO PER ADESSO NON ESISTONO MANCANDO DUE REQUISITI FONDAMENTALI: LE DIMISSIONI DEL GOVERNO E LA VERIFICA DELL'ASSENZA DI MAGGIORANZE ALTERNATIVE.
INSOMMA: TIRA UNA CERTA ARIA E LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE, DETTATA DALLA COSTITUZIONE, APPARE SEMPRE PIU' UN PALLIDO RICORDO.
ALLORA SOLTANTO DUE RIGHE PER RICORDARE, A QUESTO PUNTO, CHE NON E' STATA VOTATA IN PARLAMENTO ALCUNA SFIDUCIA AL GOVERNO, E CHE IL GOVERNO STESSO NON SI E' DIMESSO.
TRA L'ALTRO E' BENE RICORDARE ANCHE I PRECEDENTI IMMEDIATI: MONTI FU NOMINATO SENATORE A VITA AL SABATO, BERLUSCONI DIEDE LE DIMISSIONI SENZA ESSERE SFIDUCIATO DAL PARLAMENTO (EBBE LA FIDUCIA SOTTO QUOTA 316, MA QUANTI GOVERNI DEMOCRISTIANI ANDARONO AVANTI IN QUELLE CONDIZIONI) E MONTI FU INCARICATO, SENZA ALCUNA PROCEDURA PARLAMENTARE PREVENTIVA (RINVIO DEL GOVERNO PRECEDENTE ALLE CAMERE PER LA VERIFICA, ECC,ECC.).
ADESSO SI E' APERTA LA QUESTIONE DELLA DATA DI ELEZIONI ANTICIPATE CHE, APPUNTO, COSTITUZIONE ALLA MANO PER ADESSO NON ESISTONO MANCANDO DUE REQUISITI FONDAMENTALI: LE DIMISSIONI DEL GOVERNO E LA VERIFICA DELL'ASSENZA DI MAGGIORANZE ALTERNATIVE.
INSOMMA: TIRA UNA CERTA ARIA E LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE, DETTATA DALLA COSTITUZIONE, APPARE SEMPRE PIU' UN PALLIDO RICORDO.
IO CI STO: MA PER FARE CHE? di Giorgio Cremaschi
Una benemerita
rubrica del mai dimenticato inserto satirico de l'Unita' degli anni 80'
titolava: Chi se ne frega. Immagino che quanto sto per scrivere potrebbe
incorrere negli strali di quella vecchia rubrica, in fondo a che titolo lo
faccio?
LA SUPPLENZA DELLA MAGISTRATURA di Franco Astengo
Allora il dado sembra proprio tratto: alle prossime elezioni politiche anticipate la sinistra sarà rappresentata dal una “Lista civica nazionale” di colore arancione, rappresentata nei suoi vertici da esponenti della magistratura.
lunedì 17 dicembre 2012
INTERVENTO ALL'ASSEMBLEA NAPOLETANA DI "CAMBIARE SI PUO' " di Giovanni Lamagna
Con questo intervento vorrei pormi alcune domande e provare a
darmi le relative risposte, che spero possano aiutare la nostra comune
riflessione.
Prima domanda: noi (mi riferisco ovviamente ai firmatari
dell’appello “Cambiare si può”) abbiamo già deciso di fare la lista da
presentare alle prossime elezioni politiche?
La mia risposta è: no, non abbiamo ancora deciso!
domenica 16 dicembre 2012
PRIMARIE LOMBARDIA : DOPO QUINDICI GIORNI SOLTANTO UN TERZO DELLE ELETTRICI E DEGLI ELETTORI SONO TORNATI ALLE URNE
Costante la discesa nella partecipazione al voto delle primarie.
DOPO AVER PARTECIPATO AD UNA ASSEMBLEA REGIONALE DI "CAMBIARE SI PUO'" di Franco Astengo
Dal dibattito sviluppatosi nel corso della assemblea regionale ligure, svoltasi oggi a Genova, di "Cambiare si può" sono emerse alcune indicazioni di carattere generale.
sabato 15 dicembre 2012
A QUALCUNA E A QUALCUNO POTRA’ ESSERE OFFERTA LA POSSIBILITA’ DI INDOSSARE IL LATICLAVIO, MA LA PRESENTAZIONE ELETTORALE DEL MOVIMENTO ARANCIONE SARA’ UTILE ALLE PROSPETTIVE DELLA SINISTRA ITALIANA? di Franco Astengo
Scriviamo nell’immediata vigilia dello svolgimento delle assemblee
locali di “Cambiare si può” che dovrebbero fornire un impulso probabilmente
decisivo per una presentazione elettorale di liste che, per comodità di
discorso, definiremo “arancioni” ma che dovrebbero comprendere sia il movimento
dello stesso colore, altri soggetti associativi ed anche alcuni partiti della
sinistra alternativa.
giovedì 13 dicembre 2012
LE PRIMARIE DEL PD: UNA NUOVA FORMA DI AZIENDALISMO POLITICO di Franco Astengo
Il PD ha deciso di organizzare le “primarie” anche per la
scelta delle candidature al Parlamento: non si conoscono ancora i termini
regolamentari e, di conseguenza, non è possibile formulare giudizi di merito
sulla fattispecie, ma alcune osservazioni di carattere “sistemico” al riguardo
della natura del partito che verrà fuori da questo tipo di metodologia, già
seguita per la scelta del candidato a “capo della coalizione” (come recita la
legge elettorale) è già possibile svolgerle.
RESISTENZA E PACE di Raniero La Valle
Dove nasce la speranza
Mi scrive un lettore che a volte i miei articoli, per troppa verità, fanno soffrire; quando analizzano le cose che non vanno, le ingiustizie, le distrette in cui tanti si trovano, suscitano disappunto e indignazione: come sarebbe bello, invece, poter sognare e sperare!
Mi scrive un lettore che a volte i miei articoli, per troppa verità, fanno soffrire; quando analizzano le cose che non vanno, le ingiustizie, le distrette in cui tanti si trovano, suscitano disappunto e indignazione: come sarebbe bello, invece, poter sognare e sperare!
EMERGENZA NORD AFRICA di Marcello Pesarini
Questa denuncia viene dagli stessi uomini e donne che si
sono impegnati negli anni per vivere l'immigrazione come un arricchimento ed un
insegnamento perchè la diversa origine e ricchezza sia d'aiuto per il mondo
futuro e non da ostacolo.
mercoledì 12 dicembre 2012
E' GIA' SVANITO "L'EFFETTO PRIMARIE DEL PD": LA PARTITA POLITICA ITALIANA SI GIOCA GIA' SU DI UN'ALTRA SCACCHERA di Franco Astengo
La potenza degli eventi puramente mediatici, nella società
moderna, è enorme e dirompente: ma gli effetti concreti sono molto difficili da
rendere stabili e strutturali, in particolare in politica, allorquando
nell’evocare determinati eventi legati essenzialmente all’immagine, non si possiedono
gli strumenti adatti, oppure non si sono analizzate sufficientemente le
possibilità a disposizione di attori importanti che non partecipano, almeno
immediatamente, al gioco.
martedì 11 dicembre 2012
UN BUON RISULTATO: NON CI SARA' IN COSTITUZIONE IL PAREGGIO DI BILANCIO
NELLA CONFUSIONE DELLA CRISI IN ATTO SI E' REALIZZATO, DAL NOSTRO PUNTO D VISTA,
UN OTTIMO RISULTATO. I CAPIGRUPPO DEL SENATO HANNO DECISO CHE NON SARA'
ESAMINATA LA LEGGE COSTITUZIONALE, GIACENTE ALLA CAMERA, DI MODIFICA
DELL'ARTICOLO 81 DELLA COSTITUZIONE CHE PREVEDEVA L'INSERIMENTO NELLA NOSTRA
CARTA FONDAMENTALE DELL'OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO. E' PROPRIO IL CASO DI
RALLEGRARCI DI QUESTO ESITO, CHE SPEZZA L'IPOTESI DI UN OBBLIGO VINCOLANTE
DAVVERO DIFFICILMENTE SOPPORTABILE. L'AUSPICIO E' CHE, SE NELLA PROSSIMA
LEGISLATURA A QUALCUNO VENISSE IN MENTE DI RIPROPORLO COME DEL RESTO AVVERRA',
SIA PRESENTE UN GRUPPO DI PARLAMENTARI DELLA SINISTRA D'ALTERNATIVA CHE
RIESCANO, SU QUESTO COME SU ALTRI TEMI ANALOGHI, A SPEZZARE L'UNANIMISMO E A
CONDURRE, NELLA SEDE ISTITUZIONALE PIù IMPORTANTE, UNA EFFICACE BATTAGLIA
POLITICA. L'ASSENZA DI UNA SINISTRA D'ALTERNATIVA PROVVISTA DI UNA PROPRIA
IDENTITA' E DI UNA PROPRIA AUTONOMIA SI E' SENTITA IN MANIERA ESIZIALE NEL CORSO
DI QUESTI CINQUE ANNI. SARA' BENE CHE QUANTI SI APPRESTANO A TENTARE DI
INTERVENIRE IN QUESTO SENSO IN VISTA DELLE ELEZIONI ABBIANO PRESENTE QUESTO TIPO
DI INDICAZIONI E SI MUOVANO SUL TERRENO DELL'UNITA', DELL'OPPOSIZIONE, DELLA
VERA ALTERNATIVA.
I POPULISTI DELLO SPREAD di Giorgio Cremaschi
Il ruolo dello
spread nelle prossime elezioni come in tutto ciò che resta della nostra
democrazia è potentemente riemerso. Lo aveva già annunciato Giorgio Napolitano
dichiarando di attendere i mercati. Gli hanno fatto eco i mass media e gli
attori, da Fiorello a Littizzetto.
lunedì 10 dicembre 2012
LEGGE ELETTORALE: IL PORCELLUM E' ANTICOSTITUZIONALE del Gruppo di Volpedo
Il silenzio dei grandi partiti e dei mezzi di comunicazione sull'illegittimità costitituzionale del porcellum e sui processi in corso ci ha portato in questa situazione con poche vie di uscita
SPECULAZIONE FINANZIARIA E SOVRANITA' DEMOCRATICA di Franco Astengo
Bisogna impedire alla speculazione finanziaria di continuare ad imporre scelte che debbono toccare alla sovranità democratica.
domenica 9 dicembre 2012
ALTERNATIVA, AUTONOMIA, OPPOSIZIONE: TRE PUNTI DA CHIARIRE SUBITO di Franco Astengo
Qualità dei programmi, autorevolezza delle candidature:
questi elementi saranno sicuramente indispensabili per far sì che una ancora
futuribile lista di “sinistra d’alternativa” ,possa muoversi con ragionevoli
probabilità di successo nella prossima campagna elettorale, al fine di
realizzare l’obiettivo di un ritorno nel
Parlamento Italiano.
A questi elementi ne vanno però anteposti altri, che debbono
rappresentare, con grande chiarezza, un fondamento di indispensabile coerenza
politica perché questa possibile presentazione elettorale abbia piena dignità e
riesca a convincere il proprio elettorato di riferimento:
LETTERA APERTA AI COMPAGNI DI SEL di Giovanni Lamagna
Care compagne, cari compagni,
ho ricevuto ieri la convocazione
per l’assemblea provinciale di Sel, che si svolgerà lunedì 10 prossimo venturo.
Credevo, dalle posizioni che avevo
assunto specie negli ultimi mesi, si fosse capito con chiarezza che il
sottoscritto si sente oramai fuori da Sel e che, quindi, non parteciperà
all’assemblea provinciale del 10.
Ma, dal momento che non ho mai
dato una comunicazione formale della conclusione del mio percorso politico in
Sel, ho apprezzato la convocazione che mi è stata fatta, in quanto formalmente
sono ancora membro della suddetta Assemblea.
sabato 8 dicembre 2012
ROVESCIARE IL VENTENNIO: LA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA SINISTRA D'ALTERNATIVA di Franco Astengo
Il precipitare tumultuoso degli avvenimenti politici
potrebbe portare a una campagna elettorale breve, ma particolarmente intensa e
per certi versi “bruciante”.
Un elemento di cui debbono tener conto coloro i quali si
apprestano a sviluppare un tentativo di presentazione alle urne cercando di
colmare il vuoto di rappresentatività lasciato dall’assenza in Parlamento di
una sinistra d’alternativa.
A PROPOSITO DELLE DUE SINISTRE: DAL BIG BANG ALLA FUSIONE FREDDA? di Alfonso Gianni
Qualche
giorno fa, in questo stesso spazio, compariva un interessante articolo di
Emilio Carnevali ( “Oltre le due sinistre”) dedicato al dibattito sul
superamento delle due sinistre aperto questa estate da Mario Tronti sull’Unità, cui è seguita una nutrita serie
di contributi
giovedì 6 dicembre 2012
SI ACCELERA LA CRISI? UNA LINEA CHIARA PER LA SINISTRA D'ALTERNATIVA di Franco Astengo
A fronte di una ragionevole previsione di accelerazione nei tempi della crisi di governo nella prospettiva di elezioni anticipate e -in ogni caso- del profilarsi di una fase di ulteriore fibrillazione del quadro politico, appare necessario precisare con chiarezza almeno tre punti che riguardano direttamente in questa fase la possibile presenza politica di una sinistra d'alternativa:
1 - il post-primarie del PD ci consegna una situazione di spazio politico oggettivamente più ampio poichè si sono chiarite e definite posizioni, come quella di SEL del tutto interna allo schieramento raccolto attorno al PD;
2 - l'obiettivo politico da affermare è quello relativo ad una posizione di opposizione al quadro che fin qui ha sostenuto il governo Monti. Su questo punto, nella previsione di una possibile futura presenza parlamentare, non possono esserci incertezze e ambiguità. Una collocazione di coerente opposizione costituisce il solo presupposto possibile per conseguire una reale autonomia politica.
3 - in tempi estremamente rapidi deve essere messo in campo un progetto concreto di presentazione elettorale unitaria tra tutte le forze e di soggetti che riterranno doversi muovere nella direzione sin qui indicata, nel rispetto della rappresentatività e dell'identità di ciascuno.
1 - il post-primarie del PD ci consegna una situazione di spazio politico oggettivamente più ampio poichè si sono chiarite e definite posizioni, come quella di SEL del tutto interna allo schieramento raccolto attorno al PD;
2 - l'obiettivo politico da affermare è quello relativo ad una posizione di opposizione al quadro che fin qui ha sostenuto il governo Monti. Su questo punto, nella previsione di una possibile futura presenza parlamentare, non possono esserci incertezze e ambiguità. Una collocazione di coerente opposizione costituisce il solo presupposto possibile per conseguire una reale autonomia politica.
3 - in tempi estremamente rapidi deve essere messo in campo un progetto concreto di presentazione elettorale unitaria tra tutte le forze e di soggetti che riterranno doversi muovere nella direzione sin qui indicata, nel rispetto della rappresentatività e dell'identità di ciascuno.
mercoledì 5 dicembre 2012
RESISTENZA E PACE di Raniero La Valle
Oltre il deserto
L’anno che si chiude sul piano politico è stato un anno di passaggio o per meglio dire un anno di esodo. C’è stato un esodo dalla lunga, umiliante stagione berlusconiana, e siamo entrati nel deserto in vista di una futura liberazione. L’errore che abbiamo fatto è stato di pensare che nel deserto il popolo non avesse bisogno di una guida, e
perciò di
una politica, ma avesse bisogno di una tecnica, come se far scaturire l’acqua
da una roccia o dare alla gente di che sfamarsi in mancanza di pane, o trovare
tutti insieme una strada per uscire dal deserto alla città fosse una questione
tecnica, e non invece una questione politica e addirittura etica e spirituale.
Sicché nel deserto abbiamo avuto ogni sorta di privazioni e di tormenti,
qualcuno addirittura ha rimpianto le cipolle del tempo di schiavitù, e per di
più abbiamo perso anche la fede: perché a questo punto, se non il miracolo, se
non la politica, se non la tecnica, chi mai potrà salvarci?
ALLARME DEMOCRATICO di Franco Astengo
La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso del Presidente della Repubblica, avverso la Procura di Palermo al riguardo dell'ascolto di alcune intercettazioni telefoniche (riguardanti tra l'altro il delicatissimo caso della trattativa Stato - Mafia del '92), nelle quali del tutto casualmente era stata ascoltata la voce del Capo dello Stato.
Ovviamente non entriamo nel merito della sentenza.
Si apre però, in tutta evidenza, un conflitto di natura istituzionale, riguardante il ruolo del Presidente della Repubblica.
Una sentenza politica com’è stata definita quella appena pronunciata dalla Consulta suffraga, infatti, con tutto il peso dell'autorevolezza del consesso che l'ha emessa, un brusco scivolamento verso un presidenzialismo "d'eccezione", da punto di vista dei poteri e delle guarentigie riservate al Presidente.
Un presidenzialismo "d'eccezione" che si colloca già al di fuor dal dettato Costituzionale.
In questo senso lanciamo un allarme, un vero e proprio allarme democratico.
Il pericolo è quello di un assoggettamento della magistratura al potere politico ledendone il principio di indipendenza, come dimostra anche la vicenda del decreto al riguardo del dramma dell'ILVA di Taranto.
In questo senso è in atto un tentativo che trova origine nel documento sulla "Rinascita Nazionale" redatto dalla P2 di Licio Gelli nel 1975 e nel progetto craxiano della "Grande Riforma" e che potrebbe portare allo stravolgimento del concetto di suddivisione dei poteri, fondativo della democrazia liberale.
Ovviamente non entriamo nel merito della sentenza.
Si apre però, in tutta evidenza, un conflitto di natura istituzionale, riguardante il ruolo del Presidente della Repubblica.
Una sentenza politica com’è stata definita quella appena pronunciata dalla Consulta suffraga, infatti, con tutto il peso dell'autorevolezza del consesso che l'ha emessa, un brusco scivolamento verso un presidenzialismo "d'eccezione", da punto di vista dei poteri e delle guarentigie riservate al Presidente.
Un presidenzialismo "d'eccezione" che si colloca già al di fuor dal dettato Costituzionale.
In questo senso lanciamo un allarme, un vero e proprio allarme democratico.
Il pericolo è quello di un assoggettamento della magistratura al potere politico ledendone il principio di indipendenza, come dimostra anche la vicenda del decreto al riguardo del dramma dell'ILVA di Taranto.
In questo senso è in atto un tentativo che trova origine nel documento sulla "Rinascita Nazionale" redatto dalla P2 di Licio Gelli nel 1975 e nel progetto craxiano della "Grande Riforma" e che potrebbe portare allo stravolgimento del concetto di suddivisione dei poteri, fondativo della democrazia liberale.
martedì 4 dicembre 2012
ANCORA UNA RIFLESSIONE SULLE PRIMARIE di Franco Astengo
Le primarie del PD,
erano state definite al momento della loro gestione come la “fiera delle
vanità”, un momento di esaltazione della personalizzazione della politica, da
respingere seccamente.
Via, via che l’itinerario di questa competizione elettorale
si è snodato nel corso del tempo fino al suo esito finale, si è compreso che si
stava trattando di qualcosa di ancora diverso, maggiormente negativo, più
pericoloso.
QUANTI MORTI SI POSSONO ACCETTARE A TARANTO PER NON DANNEGGIARE LO SPREAD di Giorgio Cremaschi
Il decreto del governo salva Riva
ha ottenuto un consenso di unità nazionale, compresi Camusso e Landini.
Vediamo prima di tutto il fatto.
PRIMARIE - DEMOCRAZIA NEGATA di G.Angelo Billia
La deriva totalitaria che avviluppa buona parte dei paesi europei, fra i quali l’Italia, con le primarie del “centro sinistra” ha aggiunto un mattone al suo consolidamento.
DIARIO POLITICO di Giovanni Lamagna
venerdì 30
novembre 2012
Leggo su “Pubblico” di ieri la seguente dichiarazione di
Susanna Camusso a proposito del governo del professor Monti: “
lunedì 3 dicembre 2012
QUALCHE INDICAZIONE SUI PRIMI DATI FORNITI DALL'ESITO DELLE PRIMARIE DEL PD di Franco Astengo
Scrivo queste brevissime note mentre è ancora in corso lo
spoglio relativo ai voti delle Primarie del PD, con il risultato finale già
complessivamente delineato.
Mancano all’appello 1.050 sezioni su 9219, all’incirca
325.000 voti validi.
sabato 1 dicembre 2012
UNA PRIMA VALUTAZIONE E UNA PRIMA PROPOSTA POLITICA AL RIGUARDO DELL'ESITO DELL'ASSEMBLEA DI "CAMBIARE SI PUO" di Franco Astengo
1) Valutiamo, prima di tutto, ancora valida la nostra domanda rivolta ai promotori dell’Assemblea rispetto al "chi volete rappresentare e come"? Questo rimane un punto da discutere in maniera davvero approfondita, a tutti i livelli.
2) Purtuttavia consideriamo l’itinerario tracciato nel corso della riunione da seguire con attenzione valutando comunque tutti i limiti che può avere una presentazione elettorale rispetto al disegno di una prospettiva politica complessiva. Nello spirito del nostro appello “Perché la sinistra d’alternativa ritorni nel Parlamento Italiano” l'obiettivo da conseguire dovrà essere quello del massimo di unità delle istanze sociali e politiche di sinistra, schierate all'opposizione del governo dei tecnici e del liberismo. Insieme di forze che considerano - giustamente - l'asse PD-SeL interno al recinto tracciato in questi mesi dal governo Monti. L’opposizione dovrà continuare con grande chiarezza di contenuti e di collocazione politica anche nella prossima legislatura. Non si tratta di ricercare semplicisticamente uno spazio elettorale tra l'area di governo e il Movimento 5 Stelle, ma di lavorare per realizzare una presenza autonoma anche sul piano della prospettiva politica, oltre che dei contenuti programmatici e dei riferimenti sociali.
3) Appare giusta la convocazione di assemblee regionali che debbono però risultare "aperte" nella forma dell'autoconvocazione, senza "riserve" preventive per chi ha firmato o non firmato appelli, appartenga o non appartenga a un partito. La strada migliore sarebbe quella di assemblee regionali che eleggessero liberamente un certo numero di delegati in vista di una futura assemblea nazionale dalle caratteristiche deliberanti.
venerdì 30 novembre 2012
UNA DOMANDA IMPEGNATIVA A "CAMBIARE SI PUO'" di Franco Astengo
Nelle scorse settimane abbiamo promosso l'appello “perché la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento italiano”.
Oggi
riteniamo utile aprire una interlocuzione al riguardo dei temi proposti
in vista dell'assemblea di sabato 1° dicembre organizzata dai firmatari
del documento “Cambiare si può”.
La
prospettiva sembra essere quella della presentazione elettorale di un
“quarto polo” posto al di fuori dal recinto del centro-sinistra e
dall'alleanza PD-SEL: un fatto politico da rimarcare come importante,
all'interno di una fase difficile e complessa.
E'
il caso allora di entrare nel merito delle opzioni di fondo che questo
possibile “quarto polo” dovrebbe necessariamente presentare
all'elettorato.
Dalle
scelte che compaiono all'interno dei diversi documenti e articoli fin
qui pubblicati ad opera dei promotori dell'assemblea sorge
spontaneamente una domanda:
“chi volete rappresentare, e come?”.
Rispondere
alla domanda potrebbe significare aprire un autentico processo di
riaggregazione di quei settori sociali e di movimento che stanno
impegnandosi nelle lotte, privi di adeguata rappresentanza, al fine di
ritrovare la smarrita consapevolezza di una piena identità di classe
attraverso la quale realizzare sul piano ideale, programmatico, delle
scelte politiche un chiaro indirizzo alternativo.
Ci
siamo interrogati sulle ragioni dell'assenza di una prospettiva di
fondo di trasformazione della società e di una proposta di medio periodo
capace di qualificare, pezzo per pezzo, l'iniziativa e la possibile
futura presenza istituzionale.
Serve
una effettiva opposizione e un'idea di alternativa collocate ben oltre
la semplice fuoriuscita dalle politiche liberiste a partire dai temi
dell'Europa, i cui parametri economici e politici non possono essere
“ri-contrattati” ma che occorre invece ridisegnare completamente.
LETTERA ALLA SINISTRA di Marcello Pesarini
Lettera a tutti
coloro che vogliono la sinistra nel paese e la vogliono rappresentata in
Parlamento perchè non si vive senza visibilità e senza finanze.
RIFLESSIONI PIU' MEDITATE SULLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA DI Giovanni Lamagna
La prima riflessione è legata ai dati sull’affluenza: hanno
votato 3.107.568 cittadini; appena 4.859 cittadini in più di quanti ne votarono
nel 2009 (3.102.709), cioè alle primarie che si svolsero per eleggere il
segretario del Pd (solo che nel 2009 le primarie erano solo del PD e queste,
invece, erano primarie di coalizione); e ben al di sotto dei 4 milioni e passa
di partecipanti al voto nelle primarie che incoronarono Prodi nel 2006.
LOBOTAVMIA di Claudio Giorno
Il 25
novembre l’edizione torinese de La
Repubblica riporta
che «qualche giorno fa il postino ha consegnato a tre famiglie No Tav una
lettera dell’assistente sociale Paola Bertolini del Servizio Sociale di
Avigliana».
mercoledì 28 novembre 2012
L'IDEA DEL WELFARE STATE E LA SOSTENIBILITA' DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE di Franco Astengo
Ha suscitato molto rumore l’intervento del Presidente del Consiglio, Monti, a Palermo sui temi della sanità e della prevedibile “non sostenibilità” finanziaria del servizio sanitario nazionale: intervento poi chiarito ancor meglio, dal mio punto di vista, con l’aggiunta del “serviranno risorse aggiuntive”.
IL MIO CONDOMINIO NON FA LE PRIMARIE di Marcello Pesarini
.
Il mio condominio è un buon esempio dell'Italia d'oggi. Guai
a noi se i governanti se ne accorgessero: avremmo la TV nel cortile tutti i
giorni.
martedì 27 novembre 2012
LA COSCIENZA DEGLI OPERAI DI TARANTO E IL VUOTO DEL PALAZZO di Giorgio Cremaschi
Il precipitare della crisi dell'Ilva e la rivolta degli operai di Taranto contro padron Riva ci riportano alla realtà drammatica del paese dopo le primarie dl centro sinistra.
LA TRAGEDIA DELL'ILVA DI TARANTO di Franco Astengo
L'occupazione, di fatto, di un grande stabilimento come quello dell'ILVA di Taranto ci riporta di colpo indietro nel tempo (per i savonesi, poi, sotto questo aspetto la denominazione dell'impianto suscita poi ricordi molto particolari e precisi).
lunedì 26 novembre 2012
UNA PRIMA ANALISI SULLE PRIMARIE DEL PD di Franco Astengo
Alla fine, evaporati i fumi delle “code”, i numeri hanno
ridimensionato la portata della partecipazione al voto alle primarie del PD
svoltesi domenica 25 Novembre: nella concitazione delle ultime ore ci si era
lasciati andare a una previsione di oltre 4 milioni di partecipanti, ridotta
poi al computo finale a circa 3.100.000, più o meno quanti parteciparono nel
2009 alla stessa operazione, riguardante però l’elezione del segretario del
Partito e non quella del “capo della coalizione” di centro – sinistra.
Sono stati appena diramati i risultati ufficiali e quindi
disponiamo di una base certa di ragionamento.
sabato 24 novembre 2012
CHI PUO' PERMETTERSI DI ANNIENTARE LE DONNE ANNIENTA ANCHE TE
Giusto ed importante
il fatto che i riflettori pongano l'attenzione sulla violenza che viene
perpetrata nei confronti delle donne, anche attraverso “una giornata
dedicata”.
Vittime, assieme ai
soggetti più deboli, di atteggiamenti che hanno ormai poca attinenza col
sub-strato sociale. Lo dimostra -con successo- la campagna in atto da tempo
contro i media che notiziavano gli episodi più efferati come frutto di
sentimenti (gelosia, possesso, troppo amore (sic), ecc.). E' finalmente entrato
anche in Italia il termine “femminicidio”, non contrapposto all'omicidio ma come
espressione cruda con un significato che attiene anche agli aspetti intrinseci
del contesto in cui si consuma la violenza stessa.
Eppure non riesco a
immaginare una società, così come la vorrei, dove le persone al di là del genere
e dell'età non abbiano tutte giusta valorizzazione, importanza,
collocazione.
E questo deve essere
volontà culturale e crescita politica di tutti: nessuno escluso
Solo quando tutto
questo cielo non sarà più vessato, perseguitato, osteggiato, sfruttato,
annientato, violentato, immiserito, ebbene solo allora, aldilà della “giornata
dedicata” potremo dire di vivere in una società libera.
LUCIO MAGRI : PER IL COMUNISMO di Franco Astengo
A un anno dalla scomparsa è uscito, proprio oggi, in
libreria “Alla ricerca di un nuovo comunismo”, raccolta di saggi elaborati nel
corso della sua vita politica da Lucio Magri.
Una raccolta, curata da Luciana Castellina, Famiano
Crucianelli e Aldo Garzia che può ben essere considerata, come potrebbe semplicisticamente
intendersi, un’operazione di testimonianza ma qualcosa, invece, di
profondamente diverso.
CHE FARE - PERCHE’ FARLO di Angelo Billia
Nel futuro è prevedibile un’ulteriore
accentuazione della politica tesa ad azzerare le conquiste sociali di oltre mezzo secolo di lotte.
Ciò sulla base di una valutazione realistica delle forze in campo.
Ho meditato a lungo aspettando che
passasse la sbornia d’ira che ho messo insieme in questo periodo, ma la sbornia non passa. In un
mondo in cui è normale accettare lo sterminio di bambini con le loro famiglie, attuato dal
Governo che si è dato un popolo ex perseguitato, sterminio giustificato dall’ira di essere
disturbati dalla lotta di quel popolo, che non accetta di essere a
sua
volta perseguitato, non mi sembra
giusto impormi un’autocensura. A me stesso puzzerebbe molto di vigliaccheria. Allora eccomi qui, per
chi avrà la pazienza di leggermi.
Accordo della produttività senza la
CGIL, Monti che gongola avendo messo un altro tassello nell’asservimento del popolo italiano
alle banche e ai poteri forti interni ed internazionali di cui egli è emanazione diretta. Potrei fare
mille considerazioni “ragionevoli” che sarebbero condivise da tutti, non le voglio fare perché,
come ho sempre pensato, un uomo può accettare di morire se ciò
che ha fatto in vita non è in
contrasto della morale che ha professato. Non voglio sputarmi in un occhio quando verrà il mio momento,
non voglio che qualcuno possa dire: “Hai visto? Predicava ma…”
Dopo un preambolo forse palloso, ma
a mio giudizio necessario, aggiungo senza remore che se le mie affermazioni sembreranno troppo,
come dire, estremiste, troppo fuori dalla vostra concezione del mondo per bene, non ne sarò
scandalizzato e se per questo riterrete di non leggermi più, me ne farò una ragione. L’idea che ho
dell’indipendenza, anche intellettuale, ne uscirà rafforzata.
Abbiamo sopportato un quarantennio
democristiano nell’ambito del quale il popolo è servito per raccogliere voti suicidi atti a
favorire la crescita delle fortune dei soliti noti-ignoti del nostro
paese.
Chi si è ribellato in quegli anni l’ha
fatto sull’onda degli ideali di uguaglianza e libertà che ai più sembravano impersonati dal PCI.
Abbiamo pagato anche in termini di vite umane, lavoratori trucidati dagli sgherri in divisa che
tenevano l’ordine per lor signori. Lauro farioli, Ovidio Franchi, Afro Tondelli...c’è ancora, oltre a
me, qualcuno che ricorda? Essi sono morti lottando contro una
legge truffa che più tardi gli eredi
del PCI avrebbero approvato nel silenzio generale.
Il 68 studentesco, quanti lavoratori e
sindacalisti hanno capito che le conquiste dell’”autunno caldo” derivarono dal fermento giovanile? Gli
ideali dei giovani del movimento erano davvero così utopistici? Affermo che non lo erano,
il movimento venne riassorbito per due ragioni.
Una, interna al movimento stesso,
era rappresentata dai “migliori”, quelli che pensavano di avere i
numeri per sostituire la mancanza di orientamento
e di obiettivi certi con la loro “bravura” e capacità interpretativa del maxismo. Capetti che
ebbero vita facile senza contrasti politici credibili com’erano. L’altra era il processo,
ormai irreversibile, di conversione del PCI alle esigenze dello
Stato borghese. Il ceto medio era
ancora intento a spartirsi le briciole del capitale e ad illudersi di far parte della casta degli “eletti”.
Il 77 studentesco, viziato dall’opacizzazione degli stessi ideali sessantotteschi e da un PCI che con il
Governo delle astensioni aveva ormai completato la sua riconversione, l’attacco della FIAT
con la marcia dei 40.000 e la ritirata del sindacato e del PCI i quali dopo aver osteggiato il movimento
giovanile facevano i conti con la solitudine in cui la loro politica li aveva cacciati, ci hanno
regalato un triennio di craxismo al potere. Il partito degli affari, pur con qualche soprassalto d’orgoglio
sul piano internazionale, mentre poneva le basi per “mani pulite”, iniziava a costruire il
“fenomeno” Berlusconi. Quante banche dirette dai socialisti
craxiani
hanno aperto le porte a crediti
illimitati per questo magliaro che doveva, nelle intenzioni craxiane, dare una televisione al PSI. Furono
molte e i crediti tali da rendere impensabile un rientro senza il coinvolgimento delle stesse banche in
una bancarotta preannunciata. Per questo, mentre Craxi finiva la sua esperienza travolto dal
malaffare, l’uomo di paglia, Berlusconi, attingendo a piene
mani in questi crediti illimitati,
usando la televisione come veicolo personale non solo evitava la bancarotta, ma riusciva anche a farsi
eleggere nel Parlamento italiano. L’utilizzo dei media gli permise, per quasi un ventennio, di far
coltivare, anche nei settori più poveri della popolazione, idee di riscatto sociale individuale, che
soprattutto i primi anni si saldarono con le illusioni del ceto
medio, insicuro perchè si sentiva già
sotto attacco. Sono gli anni della personalizzazione dei partiti, gli anni in cui la sinistra (tale solo
perché in Parlamento siede su quel lato), segue questa deriva senza remore. In quel contesto
s’inseriscono i governi Prodi e Dalema. Proprio con il Governo
Dalema l’Italia rinnega ufficialmente
la sua Costituzione attaccando militarmente la Serbia. In Parlamento si rafforza il bipolarismo,
inteso come ariete per demolire ogni tipo di opposizione ai ducetti di destra e di “sinistra”.
Nel paese si rafforza l’idea del ruolo salvifico del capo
“illuminato”,
situazione a cui non è sfuggito
neppure lo scampolo di sinistra sopravvissuto alla completa trasformazione del PCI e ai residui del
’68 in cerca di collocazione. Si arriva all’obbrobrio di un partito comunista diretto da un
segretario divenuto membro del partito proprio per esercitare quella funzione. Nel frattempo i sindacati,
dopo l’effimera unità imposta dal ’68 sono tornati ai loro referenti preminenti. Abbiamo così la
CGIL che fa fuoco e fiamme con Berlusconi al Governo e CISL e UIL disponibili ad ogni
compromesso. All’alternanza nel Governo fa seguito l’inversione dei ruoli. Questo rafforza la
disaffezione di settori consistenti di lavoratori rendendo
problematico il mantenimento delle stesse strutture
dirigenziali. Ecco quindi i CAF che permettono di bipassare sul
piano economico la riduzione delle
deleghe. L’appiattimento della CGIL sulle posizioni del PCI DS PD ha fatto sì che il dissenso di
sinistra nel sindacato venisse prima emarginato e poi, di fronte ai tentativi organizzativi al di fuori del
sindacato stesso, combattuto, negandone la rappresentatività nelle vertenze sindacali.
Oggi la CGIL paga queste scelte e
subisce un processo di marginalizzazione partito da
Marchionne, spalleggiato dal governo e
dai suoi referenti sindacali CISL e l’UIL. I lavoratori sono
sotto ricatto continuativo dall’arrivo
di Monti e quella che appariva sempre più come innaturale
comprensione del sindacato per le
“esigenze produttive” del capitale ,si trasforma in un silenzio
assenso per il furore di Monti,
condiviso dal PD, nell’azzerare le conquiste sociali dei decenni
precedenti. E’ pesante ciò che
affermo, ma è un fatto che la CGIL si è ben guardata da scatenare
una lotta senza quartiere per salvare
le pensioni, sarebbe stato in contrasto con il PD che ha
votato la legge. Di tanto in tanto
qualche brontolio per dimostrare che non approva, al massimo
qualche scioperello fatto in modo da
far capire ai lavoratori che gli scioperi sono “inutili”. Mentre
procede quest’andazzo di apparente
contrasto, ma di sostanziale appoggio alla macelleria sociale
di Napolitano, Monti, PD, PDL,
all’improvviso, com’era prevedibile scoppia la questione giovani.
Essi scendono in piazza sempre più
numerosi e hanno l’ardire di non spaventarsi per le violenze
della polizia. Ciò pone un problema al
sindacato, senza una maggiore determinazione contro Monti
e gli industriali rischia di perdere la
credibilità residua. Ne consegue un irrigidimento, opportuno
anche alla luce del -non t’appoggio,
ma t’appoggio- del PD verso Monti imposto dalla campagna
elettorale.
Alle spalle (forse) abbiamo la
strategia della tensione le cui propaggini organizzative erano nel
governo, il fenomeno terrorismo,
naturale sbocco delle incongruenze ideologiche presenti nel
movimento del ’68, la “riforma”
Biagi che ha aperto la strada all’annientamento di generazioni di
giovani, lo Stato, che a prescindere da
chi sedeva a palazzo Chigi invariabilmente rispondeva con il
bastone alle rivendicazioni. Vale
appena la pena ricordare che la macelleria messicana di Genova,
marcata Berlusconi-fini è venuta dopo
quella effettuata a Napoli ad opera del Governo Dalema di
cui pochissimi hanno parlato, anche a
sinistra.
Questo breve passaggio su alcune delle
vicende più eclatanti dal dopoguerra ha lo scopo di
evidenziare come la deriva reazionaria,
dettata dalla necessità di sostenere le scelte capitalistiche,
anche nel contemporaneo sono andate di
pari passo con la copertura, che queste opzioni hanno
avuto, da parte del PD come parte
coerente di una politica viziata in questo senso già dal PCI.
A sinistra del PCI prima e del PD
attuale una sana volontà di dare corpo ad una forza di classe
non compromessa si è scontrata,
-accanto ad un’obiettiva difficoltà derivante dallo smarrimento di
tanti compagni che non capivano fino in
fondo le implicazioni della politica del PCI- con i guasti
prodotti in noi stessi dalla
sostanziale difficoltà di immaginare anche scelte operative che non
riconducessero verso esperienze
passate, già fallite. Pagammo e paghiamo lo scotto di non aver mai
messo in evidenza i motivi che a
sinistra hanno portato alla situazione attuale. Alla luce dei fatti
e dell’esperienza dobbiamo dirlo che
la scelta di ricostituire il PCI, maggioritaria nel movimento
fondativo di Rifondazione Comunista,
era sbagliata. Un’esigenza sentimentale, dettata anche dal
malinteso che ciò avrebbe permesso un
legame con gli ideali della resistenza. Il risultato è stato ed è
tutt’ora un vivacchiare di
organizzazioni che molto hanno da spartire con la peggiore storia del
PCI.
Gli argomenti che si utilizzano per
giustificare le scelte più incoerenti sono sempre quelli: non si
può fare di più; bisogna sporcarsi le
mani; il PD è sempre meglio della destra; la politica dei sogni
quando sei inserito in coalizioni
locali -che spesso contraddicono le scelte nazionali- si scontra con
la realtà; bisogna limitare i danni;
ecc. Questo stravaccamento ha causato una reazione dei “duri e
puri” che ha portato alla creazione
di organizzazioni fermamente “leniniste” completamente avulse
dalla realtà e il cui risultato, se
non scopo, è la predica del “verbo” come fatto appagante in sé.
Oggi bisogna prendere atto del fatto
che il sindacato CGIL ha perso ogni credibilità come forza
di difesa dei lavoratori. Il credito
popolare riscosso dalla FIOM la quale ha il merito di esercitare
ancora una funzione sindacale coerente,
in contrasto evidente con la dirigenza CGIL, è una riprova
di quanto sostengo, così come è
indicativo della confusione presente a sinistra il desiderio espresso
da molti di “tirare” in politica la
stessa FIOM. Abbiamo già dato amici e compagni, non ci sono
alternative al fatto che un sindacato è
tale e deve rimanere tale, soprattutto se “buono” e, se si vuole
costruire un soggetto politico
alternativo, i “salvatori della patria” non possiamo che essere
noi
stessi.
Ciò che accade nel popolo della
sinistra alternativa nel rapporto con la FIOM forse meriterebbe
un’analisi approfondita. Ho visto
troppi compagni guardare speranzosi a Landini.
Il capo della FIOM è un ottimo
sindacalista e dal mio punto di vista è prezioso proprio in questo
ruolo. Smettiamola di cercare il
salvatore, l’uomo di “peso” che “tira”. Rendiamoci conto
che
questo è un limite che ci portiamo
dietro dalla storia del movimento operaio (culto della personalità)
e da quando i partiti sono diventate
aziende in cui l’elemento caratterizzante è il capo.
Credo ancora che la caratteristica
principale di una formazione politica sia il suo programma. Credo
anche che il miglior programma politico
di questo mondo non serva a nulla se non è comprensibile
alle masse. Guardiamoci, pensiamoci,
analizziamo se in noi singoli e in noi collettivo queste due
cose sono presenti e qualora lo siano,
domandiamoci perché nessuno di noi, individui o collettivo
riesce a farsi capire. Non è solo una
questione di accesso ai media, credetemi. A mio giudizio
abbiamo il limite di fondo di non
capire le due cose veramente fondamentali in un’analisi realistica
della situazione. La maggior parte
degli antagonisti veri, quelli che non hanno nessun interesse
economico morale da spartire con questa
società e sono la maggioranza della popolazione, non
sono quelli “più comunisti di
tutti”, ma sono in gran parte persone che non sanno neppure cosa
vuol dire essere antagonisti. Senza la
capacità di farsi capire da questi settori, con proposte e
linguaggio appropriati, dimentichiamoci
di qualsiasi movimento suscettibile di incidere davvero
nelle dinamiche dello scontro di
classe.
Nel futuro è prevedibile un’ulteriore
accentuazione della politica tesa ad azzerare le conquiste
sociali di oltre mezzo secolo di lotte.
Ciò sulla base di una valutazione realistica delle forze in
campo. Il PD fa parte a pieno titolo di
questo processo assieme ai partiti di centro destra e sarà
agevolato dalla copertura a sinistra
fornita da solerti cacciatori di poltrone. Si accentueranno
ulteriormente le ribellioni spontanee e
lo Stato risponderà in due modi: aumentando la repressione
e facendo ulteriormente carta straccia
della Costituzione. Schedature e arresti preventivi di
mussoliniana memoria si accompagneranno
a repressioni sempre più spietate di qualsiasi dissenso.
Se a tutto questo sapremo opporre
qualcosa di diverso dalla semplice riproposizione delle nostre
ragioni, forse riusciremo a costruire
una risposta storicamente valida.
G. Angelo Billia
LETTERA APERTA AI DIRIGENTI DI CGIL E FIOM CHE VANNO A VOTARE ALLE PRIMARIE di Giorgio Cremaschi
Care compagne, cari compagni in questi ultimi giorni mi è capitato di leggere molti appelli e prese di posizione da parte vostra a sostegno di Bersani o Vendola nelle primarie del centrosinistra. Naturalmente non è mia intenzione mettere in discussione la legittimità della vostra scelta dicittadin.iCome dirigenti sindacali però trovo necessario rivolgervi alcune domande
venerdì 23 novembre 2012
AL LIMITE DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA (ET ULTRA) di Franco Astengo
L’esercizio della condizione di governo, esercitata dalla
diarchia Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio, appare ormai
oltre i limiti fissati dalla Costituzione Repubblicana ed è bene, proprio in
questi giorni nei quali sta per celebrarsi la “kermesse” delle primarie del
centrosinistra, richiamare l’attenzione di tutti ad alcuni aspetti che mi
permetto di giudicare molto importanti.
PERCHE' NON VOTERO' ALLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA di Giovanni Lamagna
1) Perché non mi va di partecipare a quella che mi sembra una
vera e propria orgia di (finta) partecipazione: gente (per la gran parte) che
non fa abitualmente e normalmente politica, che non partecipa attivamente alla
vita politica e che poi si mette in fila per andare a infilare una scheda in
un’urna, illudendosi così di stare a decidere realmente qualcosa; mentre sta
vivendo solo un surrogato (mi verrebbe di dire una pantomima) di vera
partecipazione; appena un poco, poco
superiore a quella che si esprime ogni cinque anni al momento del voto; la vera
partecipazione per me non si realizza una tantum, ma è fatta di spazi e di
impegni attivi continui, quasi quotidiani; altrimenti non è vera
partecipazione;
LA RICERCA DEL NUOVO E QUELLA DELL'UNITA' di Marcello Pesarini
Ho aderito all’appello “Cambiare si può”immediatamente, e
potrei dire che avevo contribuito affinchè uscisse allo scoperto, perché i
numerosi e diversi appelli all’unità della sinistra che mi giungevano erano degli
ossimori.
Aderisco anche se non amo il concetto di “nuovo” e di “non addetto ai
lavori”. Li trovo figli della seconda repubblica, del levarsi di gente
inorridita di fronte a “Mani pulite”. Chi è addetto ai lavori spesso lavora per
un mondo diverso, perciò va ascoltato anche quando si fanno le liste.
Ma c’è dell’altro che si fa nella società, senza tanto
clamore: si lavora insieme, si fondono esperienze marciando uniti per un po’ e
separandosi quando ci sono delle scelte elettorali. Non lo considero sempre
negativo, se si lavora. Da anni nel campo dell’immigrazione, del sociale tutto,
partecipo e programmo battaglie anche di lunga gittata con compagni e non
compagni , con la mira di raggiungere accordi di gestione comune di politiche
per la governance, per alleviare le pratiche, per l’accessibilità degli uffici
pubblici. Emblematiche le Campagne L’Italia sono anch’io e quella del Comitato Associazioni Tutela per la difesa
dei LEA nelle Marche. Entrambe in mano alle associazioni, entrambe agli utenti
come ai malati, entrambe in direzione ostinata e contraria nei confronti del
centrosinistra senza Sinistra modello Marche. Dei risultati arrivano, altri
arriveranno, ma anche se molti aderenti li ritroverò anche nella battaglia
elettorale, tanti altri li ritrovo tutti i giorni, ad esigere i nostri diritti
per un futuro di certezze e non di concessioni. Vorrei che questo spirito fosse
sempre presente anche nelle aggregazioni che andiamo a costruire.