venerdì 30 novembre 2012

UNA DOMANDA IMPEGNATIVA A "CAMBIARE SI PUO'" di Franco Astengo

Nelle scorse settimane abbiamo promosso l'appello “perché la sinistra d'alternativa ritorni nel Parlamento italiano”.
Oggi riteniamo utile aprire una interlocuzione al riguardo dei temi proposti in vista dell'assemblea di sabato 1° dicembre organizzata dai firmatari del documento “Cambiare si può”.
La prospettiva sembra essere quella della presentazione elettorale di un “quarto polo” posto al di fuori dal recinto del centro-sinistra e dall'alleanza PD-SEL: un fatto politico da rimarcare come importante, all'interno di una fase difficile e complessa.
E' il caso allora di entrare nel merito delle opzioni di fondo che questo possibile “quarto polo” dovrebbe necessariamente presentare all'elettorato.
Dalle scelte che compaiono all'interno dei diversi documenti e articoli fin qui pubblicati ad opera dei promotori dell'assemblea sorge spontaneamente una domanda:
“chi volete rappresentare, e come?”.
Rispondere alla domanda potrebbe significare aprire un autentico processo di riaggregazione di quei settori sociali e di movimento che stanno impegnandosi nelle lotte, privi di adeguata rappresentanza, al fine di ritrovare la smarrita consapevolezza di una piena identità di classe attraverso la quale realizzare sul piano ideale, programmatico, delle scelte politiche un chiaro indirizzo alternativo.
Ci siamo interrogati sulle ragioni dell'assenza di una prospettiva di fondo di trasformazione della società e di una proposta di medio periodo capace di qualificare, pezzo per pezzo, l'iniziativa e la possibile futura presenza istituzionale.
Serve una effettiva opposizione e un'idea di alternativa collocate ben oltre la semplice fuoriuscita dalle politiche liberiste a partire dai temi dell'Europa, i cui parametri economici e politici non possono essere “ri-contrattati” ma che occorre invece ridisegnare completamente.

LETTERA ALLA SINISTRA di Marcello Pesarini


Lettera a tutti coloro che vogliono la sinistra nel paese e la vogliono rappresentata in Parlamento perchè non si vive senza visibilità e senza finanze.

RIFLESSIONI PIU' MEDITATE SULLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA DI Giovanni Lamagna



La prima riflessione è legata ai dati sull’affluenza: hanno votato 3.107.568 cittadini; appena 4.859 cittadini in più di quanti ne votarono nel 2009 (3.102.709), cioè alle primarie che si svolsero per eleggere il segretario del Pd (solo che nel 2009 le primarie erano solo del PD e queste, invece, erano primarie di coalizione); e ben al di sotto dei 4 milioni e passa di partecipanti al voto nelle primarie che incoronarono Prodi nel 2006.

LOBOTAVMIA di Claudio Giorno


Il 25 novembre l’edizione torinese de La Repubblica riporta che «qualche giorno fa il postino ha consegnato a tre famiglie No Tav una lettera dell’assistente sociale Paola Bertolini del Servizio Sociale di Avigliana».

mercoledì 28 novembre 2012

L'IDEA DEL WELFARE STATE E LA SOSTENIBILITA' DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE di Franco Astengo



Ha suscitato molto rumore l’intervento del Presidente del Consiglio, Monti, a Palermo sui temi della sanità e della prevedibile “non sostenibilità” finanziaria del servizio sanitario nazionale: intervento poi chiarito ancor meglio, dal mio punto di vista, con l’aggiunta del “serviranno risorse aggiuntive”.

IL MIO CONDOMINIO NON FA LE PRIMARIE di Marcello Pesarini


.

Il mio condominio è un buon esempio dell'Italia d'oggi. Guai a noi se i governanti se ne accorgessero: avremmo la TV nel cortile tutti i giorni. 

martedì 27 novembre 2012

LA COSCIENZA DEGLI OPERAI DI TARANTO E IL VUOTO DEL PALAZZO di Giorgio Cremaschi





Il precipitare della crisi dell'Ilva e la rivolta degli operai di Taranto contro padron Riva ci riportano alla realtà drammatica del paese dopo le primarie dl centro sinistra.

LA TRAGEDIA DELL'ILVA DI TARANTO di Franco Astengo


L'occupazione, di fatto, di un grande stabilimento come quello dell'ILVA di Taranto ci riporta di colpo indietro nel tempo (per i savonesi, poi, sotto questo aspetto la denominazione dell'impianto suscita poi ricordi molto particolari e precisi).

lunedì 26 novembre 2012

UNA PRIMA ANALISI SULLE PRIMARIE DEL PD di Franco Astengo



Alla fine, evaporati i fumi delle “code”, i numeri hanno ridimensionato la portata della partecipazione al voto alle primarie del PD svoltesi domenica 25 Novembre: nella concitazione delle ultime ore ci si era lasciati andare a una previsione di oltre 4 milioni di partecipanti, ridotta poi al computo finale a circa 3.100.000, più o meno quanti parteciparono nel 2009 alla stessa operazione, riguardante però l’elezione del segretario del Partito e non quella del “capo della coalizione” di centro – sinistra.
Sono stati appena diramati i risultati ufficiali e quindi disponiamo di una base certa di ragionamento.

sabato 24 novembre 2012

CHI PUO' PERMETTERSI DI ANNIENTARE LE DONNE ANNIENTA ANCHE TE


Giusto ed importante il fatto che i riflettori pongano l'attenzione sulla violenza che viene perpetrata nei confronti delle donne, anche attraverso “una giornata dedicata”.
Vittime, assieme ai soggetti più deboli, di atteggiamenti che hanno ormai poca attinenza col sub-strato sociale. Lo dimostra -con successo- la campagna in atto da tempo contro i media che notiziavano gli episodi più efferati come frutto di sentimenti (gelosia, possesso, troppo amore (sic), ecc.). E' finalmente entrato anche in Italia il termine “femminicidio”, non contrapposto all'omicidio ma come espressione cruda con un significato che attiene anche agli aspetti intrinseci del contesto in cui si consuma la violenza stessa.
Eppure non riesco a immaginare una società, così come la vorrei, dove le persone al di là del genere e dell'età non abbiano tutte giusta valorizzazione, importanza, collocazione.
E questo deve essere volontà culturale e crescita politica di tutti: nessuno escluso
Solo quando tutto questo cielo non sarà più vessato, perseguitato, osteggiato, sfruttato, annientato, violentato, immiserito, ebbene solo allora, aldilà della “giornata dedicata” potremo dire di vivere in una società libera.

LUCIO MAGRI : PER IL COMUNISMO di Franco Astengo



A un anno dalla scomparsa è uscito, proprio oggi, in libreria “Alla ricerca di un nuovo comunismo”, raccolta di saggi elaborati nel corso della sua vita politica da Lucio Magri.
Una raccolta, curata da Luciana Castellina, Famiano Crucianelli e Aldo Garzia che può ben essere considerata, come potrebbe semplicisticamente intendersi, un’operazione di testimonianza ma qualcosa, invece, di profondamente diverso.

CHE FARE - PERCHE’ FARLO di Angelo Billia


Nel futuro è prevedibile un’ulteriore accentuazione della politica tesa ad azzerare le conquiste sociali di oltre mezzo secolo di lotte. Ciò sulla base di una valutazione realistica delle forze in campo.

Ho meditato a lungo aspettando che passasse la sbornia d’ira che ho messo insieme in questo periodo, ma la sbornia non passa. In un mondo in cui è normale accettare lo sterminio di bambini con le loro famiglie, attuato dal Governo che si è dato un popolo ex perseguitato, sterminio giustificato dall’ira di essere disturbati dalla lotta di quel popolo, che non accetta di essere a sua
volta perseguitato, non mi sembra giusto impormi un’autocensura. A me stesso puzzerebbe molto di vigliaccheria. Allora eccomi qui, per chi avrà la pazienza di leggermi.
Accordo della produttività senza la CGIL, Monti che gongola avendo messo un altro tassello nell’asservimento del popolo italiano alle banche e ai poteri forti interni ed internazionali di cui egli è emanazione diretta. Potrei fare mille considerazioni “ragionevoli” che sarebbero condivise da tutti, non le voglio fare perché, come ho sempre pensato, un uomo può accettare di morire se ciò
che ha fatto in vita non è in contrasto della morale che ha professato. Non voglio sputarmi in un occhio quando verrà il mio momento, non voglio che qualcuno possa dire: “Hai visto? Predicava ma…”

Dopo un preambolo forse palloso, ma a mio giudizio necessario, aggiungo senza remore che se le mie affermazioni sembreranno troppo, come dire, estremiste, troppo fuori dalla vostra concezione del mondo per bene, non ne sarò scandalizzato e se per questo riterrete di non leggermi più, me ne farò una ragione. L’idea che ho dell’indipendenza, anche intellettuale, ne uscirà rafforzata.
Abbiamo sopportato un quarantennio democristiano nell’ambito del quale il popolo è servito per raccogliere voti suicidi atti a favorire la crescita delle fortune dei soliti noti-ignoti del nostro paese.
Chi si è ribellato in quegli anni l’ha fatto sull’onda degli ideali di uguaglianza e libertà che ai più sembravano impersonati dal PCI. Abbiamo pagato anche in termini di vite umane, lavoratori trucidati dagli sgherri in divisa che tenevano l’ordine per lor signori. Lauro farioli, Ovidio Franchi, Afro Tondelli...c’è ancora, oltre a me, qualcuno che ricorda? Essi sono morti lottando contro una
legge truffa che più tardi gli eredi del PCI avrebbero approvato nel silenzio generale.
Il 68 studentesco, quanti lavoratori e sindacalisti hanno capito che le conquiste dell’”autunno caldo” derivarono dal fermento giovanile? Gli ideali dei giovani del movimento erano davvero così utopistici? Affermo che non lo erano, il movimento venne riassorbito per due ragioni.

Una, interna al movimento stesso, era rappresentata dai “migliori”, quelli che pensavano di avere i numeri per sostituire la mancanza di orientamento e di obiettivi certi con la loro “bravura” e capacità interpretativa del maxismo. Capetti che ebbero vita facile senza contrasti politici credibili com’erano. L’altra era il processo, ormai irreversibile, di conversione del PCI alle esigenze dello
Stato borghese. Il ceto medio era ancora intento a spartirsi le briciole del capitale e ad illudersi di far parte della casta degli “eletti”. Il 77 studentesco, viziato dall’opacizzazione degli stessi ideali sessantotteschi e da un PCI che con il Governo delle astensioni aveva ormai completato la sua riconversione, l’attacco della FIAT con la marcia dei 40.000 e la ritirata del sindacato e del PCI i quali dopo aver osteggiato il movimento giovanile facevano i conti con la solitudine in cui la loro politica li aveva cacciati, ci hanno regalato un triennio di craxismo al potere. Il partito degli affari, pur con qualche soprassalto d’orgoglio sul piano internazionale, mentre poneva le basi per “mani pulite”, iniziava a costruire il “fenomeno” Berlusconi. Quante banche dirette dai socialisti craxiani
hanno aperto le porte a crediti illimitati per questo magliaro che doveva, nelle intenzioni craxiane, dare una televisione al PSI. Furono molte e i crediti tali da rendere impensabile un rientro senza il coinvolgimento delle stesse banche in una bancarotta preannunciata. Per questo, mentre Craxi finiva la sua esperienza travolto dal malaffare, l’uomo di paglia, Berlusconi, attingendo a piene
mani in questi crediti illimitati, usando la televisione come veicolo personale non solo evitava la bancarotta, ma riusciva anche a farsi eleggere nel Parlamento italiano. L’utilizzo dei media gli permise, per quasi un ventennio, di far coltivare, anche nei settori più poveri della popolazione, idee di riscatto sociale individuale, che soprattutto i primi anni si saldarono con le illusioni del ceto
medio, insicuro perchè si sentiva già sotto attacco. Sono gli anni della personalizzazione dei partiti, gli anni in cui la sinistra (tale solo perché in Parlamento siede su quel lato), segue questa deriva senza remore. In quel contesto s’inseriscono i governi Prodi e Dalema. Proprio con il Governo
Dalema l’Italia rinnega ufficialmente la sua Costituzione attaccando militarmente la Serbia. In Parlamento si rafforza il bipolarismo, inteso come ariete per demolire ogni tipo di opposizione ai ducetti di destra e di “sinistra”. Nel paese si rafforza l’idea del ruolo salvifico del capo “illuminato”,
situazione a cui non è sfuggito neppure lo scampolo di sinistra sopravvissuto alla completa trasformazione del PCI e ai residui del ’68 in cerca di collocazione. Si arriva all’obbrobrio di un partito comunista diretto da un segretario divenuto membro del partito proprio per esercitare quella funzione. Nel frattempo i sindacati, dopo l’effimera unità imposta dal ’68 sono tornati ai loro referenti preminenti. Abbiamo così la CGIL che fa fuoco e fiamme con Berlusconi al Governo e CISL e UIL disponibili ad ogni compromesso. All’alternanza nel Governo fa seguito l’inversione dei ruoli. Questo rafforza la disaffezione di settori consistenti di lavoratori rendendo problematico il mantenimento delle stesse strutture dirigenziali. Ecco quindi i CAF che permettono di bipassare sul
piano economico la riduzione delle deleghe. L’appiattimento della CGIL sulle posizioni del PCI DS PD ha fatto sì che il dissenso di sinistra nel sindacato venisse prima emarginato e poi, di fronte ai tentativi organizzativi al di fuori del sindacato stesso, combattuto, negandone la rappresentatività nelle vertenze sindacali.


Oggi la CGIL paga queste scelte e subisce un processo di marginalizzazione partito da
Marchionne, spalleggiato dal governo e dai suoi referenti sindacali CISL e l’UIL. I lavoratori sono
sotto ricatto continuativo dall’arrivo di Monti e quella che appariva sempre più come innaturale
comprensione del sindacato per le “esigenze produttive” del capitale ,si trasforma in un silenzio
assenso per il furore di Monti, condiviso dal PD, nell’azzerare le conquiste sociali dei decenni
precedenti. E’ pesante ciò che affermo, ma è un fatto che la CGIL si è ben guardata da scatenare
una lotta senza quartiere per salvare le pensioni, sarebbe stato in contrasto con il PD che ha
votato la legge. Di tanto in tanto qualche brontolio per dimostrare che non approva, al massimo
qualche scioperello fatto in modo da far capire ai lavoratori che gli scioperi sono “inutili”. Mentre
procede quest’andazzo di apparente contrasto, ma di sostanziale appoggio alla macelleria sociale
di Napolitano, Monti, PD, PDL, all’improvviso, com’era prevedibile scoppia la questione giovani.
Essi scendono in piazza sempre più numerosi e hanno l’ardire di non spaventarsi per le violenze
della polizia. Ciò pone un problema al sindacato, senza una maggiore determinazione contro Monti
e gli industriali rischia di perdere la credibilità residua. Ne consegue un irrigidimento, opportuno
anche alla luce del -non t’appoggio, ma t’appoggio- del PD verso Monti imposto dalla campagna
elettorale.
Alle spalle (forse) abbiamo la strategia della tensione le cui propaggini organizzative erano nel
governo, il fenomeno terrorismo, naturale sbocco delle incongruenze ideologiche presenti nel
movimento del ’68, la “riforma” Biagi che ha aperto la strada all’annientamento di generazioni di
giovani, lo Stato, che a prescindere da chi sedeva a palazzo Chigi invariabilmente rispondeva con il
bastone alle rivendicazioni. Vale appena la pena ricordare che la macelleria messicana di Genova,
marcata Berlusconi-fini è venuta dopo quella effettuata a Napoli ad opera del Governo Dalema di
cui pochissimi hanno parlato, anche a sinistra.
Questo breve passaggio su alcune delle vicende più eclatanti dal dopoguerra ha lo scopo di
evidenziare come la deriva reazionaria, dettata dalla necessità di sostenere le scelte capitalistiche,
anche nel contemporaneo sono andate di pari passo con la copertura, che queste opzioni hanno
avuto, da parte del PD come parte coerente di una politica viziata in questo senso già dal PCI.
A sinistra del PCI prima e del PD attuale una sana volontà di dare corpo ad una forza di classe
non compromessa si è scontrata, -accanto ad un’obiettiva difficoltà derivante dallo smarrimento di
tanti compagni che non capivano fino in fondo le implicazioni della politica del PCI- con i guasti
prodotti in noi stessi dalla sostanziale difficoltà di immaginare anche scelte operative che non
riconducessero verso esperienze passate, già fallite. Pagammo e paghiamo lo scotto di non aver mai
messo in evidenza i motivi che a sinistra hanno portato alla situazione attuale. Alla luce dei fatti
e dell’esperienza dobbiamo dirlo che la scelta di ricostituire il PCI, maggioritaria nel movimento
fondativo di Rifondazione Comunista, era sbagliata. Un’esigenza sentimentale, dettata anche dal
malinteso che ciò avrebbe permesso un legame con gli ideali della resistenza. Il risultato è stato ed è
tutt’ora un vivacchiare di organizzazioni che molto hanno da spartire con la peggiore storia del PCI.

Gli argomenti che si utilizzano per giustificare le scelte più incoerenti sono sempre quelli: non si
può fare di più; bisogna sporcarsi le mani; il PD è sempre meglio della destra; la politica dei sogni
quando sei inserito in coalizioni locali -che spesso contraddicono le scelte nazionali- si scontra con
la realtà; bisogna limitare i danni; ecc. Questo stravaccamento ha causato una reazione dei “duri e
puri” che ha portato alla creazione di organizzazioni fermamente “leniniste” completamente avulse
dalla realtà e il cui risultato, se non scopo, è la predica del “verbo” come fatto appagante in sé.
Oggi bisogna prendere atto del fatto che il sindacato CGIL ha perso ogni credibilità come forza
di difesa dei lavoratori. Il credito popolare riscosso dalla FIOM la quale ha il merito di esercitare
ancora una funzione sindacale coerente, in contrasto evidente con la dirigenza CGIL, è una riprova
di quanto sostengo, così come è indicativo della confusione presente a sinistra il desiderio espresso
da molti di “tirare” in politica la stessa FIOM. Abbiamo già dato amici e compagni, non ci sono
alternative al fatto che un sindacato è tale e deve rimanere tale, soprattutto se “buono” e, se si vuole
costruire un soggetto politico alternativo, i “salvatori della patria” non possiamo che essere noi
stessi.
Ciò che accade nel popolo della sinistra alternativa nel rapporto con la FIOM forse meriterebbe
un’analisi approfondita. Ho visto troppi compagni guardare speranzosi a Landini.
Il capo della FIOM è un ottimo sindacalista e dal mio punto di vista è prezioso proprio in questo
ruolo. Smettiamola di cercare il salvatore, l’uomo di “peso” che “tira”. Rendiamoci conto che
questo è un limite che ci portiamo dietro dalla storia del movimento operaio (culto della personalità)
e da quando i partiti sono diventate aziende in cui l’elemento caratterizzante è il capo.
Credo ancora che la caratteristica principale di una formazione politica sia il suo programma. Credo
anche che il miglior programma politico di questo mondo non serva a nulla se non è comprensibile
alle masse. Guardiamoci, pensiamoci, analizziamo se in noi singoli e in noi collettivo queste due
cose sono presenti e qualora lo siano, domandiamoci perché nessuno di noi, individui o collettivo
riesce a farsi capire. Non è solo una questione di accesso ai media, credetemi. A mio giudizio
abbiamo il limite di fondo di non capire le due cose veramente fondamentali in un’analisi realistica
della situazione. La maggior parte degli antagonisti veri, quelli che non hanno nessun interesse
economico morale da spartire con questa società e sono la maggioranza della popolazione, non
sono quelli “più comunisti di tutti”, ma sono in gran parte persone che non sanno neppure cosa
vuol dire essere antagonisti. Senza la capacità di farsi capire da questi settori, con proposte e
linguaggio appropriati, dimentichiamoci di qualsiasi movimento suscettibile di incidere davvero
nelle dinamiche dello scontro di classe.

Nel futuro è prevedibile un’ulteriore accentuazione della politica tesa ad azzerare le conquiste
sociali di oltre mezzo secolo di lotte. Ciò sulla base di una valutazione realistica delle forze in
campo. Il PD fa parte a pieno titolo di questo processo assieme ai partiti di centro destra e sarà
agevolato dalla copertura a sinistra fornita da solerti cacciatori di poltrone. Si accentueranno
ulteriormente le ribellioni spontanee e lo Stato risponderà in due modi: aumentando la repressione
e facendo ulteriormente carta straccia della Costituzione. Schedature e arresti preventivi di
mussoliniana memoria si accompagneranno a repressioni sempre più spietate di qualsiasi dissenso.

Se a tutto questo sapremo opporre qualcosa di diverso dalla semplice riproposizione delle nostre
ragioni, forse riusciremo a costruire una risposta storicamente valida.
G. Angelo Billia

LETTERA APERTA AI DIRIGENTI DI CGIL E FIOM CHE VANNO A VOTARE ALLE PRIMARIE di Giorgio Cremaschi

Care compagne, cari compagni in questi ultimi giorni mi è capitato di leggere molti appelli e prese di posizione da parte vostra a sostegno di Bersani o Vendola nelle primarie del centrosinistra. Naturalmente non è mia intenzione mettere in discussione la legittimità della vostra scelta dicittadin.iCome dirigenti sindacali però trovo necessario rivolgervi alcune domande

venerdì 23 novembre 2012

AL LIMITE DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA (ET ULTRA) di Franco Astengo



L’esercizio della condizione di governo, esercitata dalla diarchia Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio, appare ormai oltre i limiti fissati dalla Costituzione Repubblicana ed è bene, proprio in questi giorni nei quali sta per celebrarsi la “kermesse” delle primarie del centrosinistra, richiamare l’attenzione di tutti ad alcuni aspetti che mi permetto di giudicare molto importanti.

PERCHE' NON VOTERO' ALLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA di Giovanni Lamagna


1)     Perché non mi va  di partecipare a quella che mi sembra una vera e propria orgia di (finta) partecipazione: gente (per la gran parte) che non fa abitualmente e normalmente politica, che non partecipa attivamente alla vita politica e che poi si mette in fila per andare a infilare una scheda in un’urna, illudendosi così di stare a decidere realmente qualcosa; mentre sta vivendo solo un surrogato (mi verrebbe di dire una pantomima) di vera partecipazione; appena un  poco, poco superiore a quella che si esprime ogni cinque anni al momento del voto; la vera partecipazione per me non si realizza una tantum, ma è fatta di spazi e di impegni attivi continui, quasi quotidiani; altrimenti non è vera partecipazione;

LA RICERCA DEL NUOVO E QUELLA DELL'UNITA' di Marcello Pesarini



Ho aderito all’appello “Cambiare si può”immediatamente, e potrei dire che avevo contribuito affinchè uscisse allo scoperto, perché i numerosi e diversi appelli all’unità della sinistra che mi giungevano erano degli ossimori.
 Aderisco anche se non amo il concetto di “nuovo” e di “non addetto ai lavori”. Li trovo figli della seconda repubblica, del levarsi di gente inorridita di fronte a “Mani pulite”. Chi è addetto ai lavori spesso lavora per un mondo diverso, perciò va ascoltato anche quando si fanno le liste.
Ma c’è dell’altro che si fa nella società, senza tanto clamore: si lavora insieme, si fondono esperienze marciando uniti per un po’ e separandosi quando ci sono delle scelte elettorali. Non lo considero sempre negativo, se si lavora. Da anni nel campo dell’immigrazione, del sociale tutto, partecipo e programmo battaglie anche di lunga gittata con compagni e non compagni , con la mira di raggiungere accordi di gestione comune di politiche per la governance, per alleviare le pratiche, per l’accessibilità degli uffici pubblici. Emblematiche le Campagne L’Italia sono anch’io e quella  del Comitato Associazioni Tutela per la difesa dei LEA nelle Marche. Entrambe in mano alle associazioni, entrambe agli utenti come ai malati, entrambe in direzione ostinata e contraria nei confronti del centrosinistra senza Sinistra modello Marche. Dei risultati arrivano, altri arriveranno, ma anche se molti aderenti li ritroverò anche nella battaglia elettorale, tanti altri li ritrovo tutti i giorni, ad esigere i nostri diritti per un futuro di certezze e non di concessioni. Vorrei che questo spirito fosse sempre presente anche nelle aggregazioni che andiamo a costruire.

giovedì 22 novembre 2012

SIAMO TUTTI STUDENTI di Franco Astengo


"SIAMO CITTADINI CHE COMBATTONO PER I PROPRI DIRITTI 
 E PER CAMBIARE UN PAESE SBAGLIATO":
questa la dichiarazione degli studenti in lotta che sabato 24 novembre scenderanno per le strade di Roma, attesi dai loro insegnanti - anch'essi in sciopero - a Piazza del Popolo.
Una dichiarazione impegnativa, che cresce da una nuova consapevolezza per una generazione che, giorno per giorno, si vede privata del proprio futuro da un sistema ormai inaccettabile per chiunque possegga dentro di se' un minimo di coscienza sociale .
Un sistema che, ormai, per continuare la propria azione sopraffatrice sembra proprio aver scelto la strada della repressione poliziesca.
Gli studenti lanciano un messaggio a tutti, in un momento particolarmente difficile, dove la politica - come ci è capitato di affermare più volte - risulta indifferente, raccolta tutta dentro ai giochi del potere, alla vanità del personalismo, alla subalternità ai "poteri forti" che hanno creato la crisi economica, e la stanno facendo pagare ai ceti più deboli.
STARE DALLA PARTE DEGLI STUDENTI E' PER NOI UNA COLLOCAZIONE NATURALE: LA FORMA PIU' EVIDENTE ED INCISIVA, IN QUESTO MONDO, DI STARE DALLA PARTE DI CHI E' ANCORA CAPACE DI PROGETTARE UN DOMANI DIVERSO DALLA MISERIA, MATERIALE E MORALE, DELL'OGGI.

Franco Astengo

PER RIFLETTERE. NON VOTARE ALLA PRIMARIE di Franco Astengo


TORNIAMO A PUBBLICARE, PROPRIO NEI GIORNI PRECEDENTI LO SVOLGIMENTO DELLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA, QUESTO ARTICOLO AL FINE DI CONTRIBUIRE A DISVELARE LA VERA NATURA DI QUESTO TIPO DI CONSULTAZIONE CHE E' NECESSARIO SIA DISERTATA DA QUANTI RITENGONO NECESSARIA UNA ALTERNATIVA VERA NEL SISTEMA POLITICO E NELLA SOCIETA.
Non votare alle primarie è l’imperativo d’obbligo per quanti pensano che sia possibile realizzare l’obiettivo di una rappresentanza politica capace di proporre una risposta di carattere anticapitalista alla crisi non soltanto nel ristretto cortile del “Paese Italia”.


martedì 20 novembre 2012

ACCORDO IMMORALE di Giorgio Cremaschi


Il patto sulla produttività rappresenta un concentrato delle ideologie reazionarie e della  programmata iniquità che è alla base della agenda Monti.
La tesi di fondo che l'ispira è un brutale imbroglio di classe.


IMPEDIRE LA FINE DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA: DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZONE REPUBBLICANA a cura del Gruppo di Volpedo



DEMOCRAZIA E LEGGE ELETTORALE
Il Gruppo di Volpedo ritiene che l’emergenza democratica, determinata dai mercati finanziari, debba finire al più presto con elezioni generali a condizione che una nuova legge elettorale sostituisca  quella vigente, che presenta diversi profili di incostituzionalità:

domenica 18 novembre 2012

E' TEMPO: APRIAMO IL DIBATTITO di Franco Astengo


Appare evidente, analizzando il contesto della situazione sociale e politica, il vuoto progressivamente creatosi sul piano della rappresentatività politica dei comunisti e della sinistra d’alternativa.
Attraverso questo testo intendiamo affrontare questo problema con chiarezza e il massimo rispetto dell’esistente, reclamando però – senza aver paura di apparire fuori tempo – la necessità di costruzione di un partito.

CARI COMPAGNI FRA I PIU' AMATI CHE HO di Marcello Pesarini


Cari compagni fra i più amati che ho,
dopo lo sciopero del 14 mi verrebbe da raccontare la storia delle formichine che combattono fra di loro, mentre il formichiere attende sicuro di restare il padrone della situazione. Ma lo farò in un'altra lettera. 

sabato 17 novembre 2012

VIA IL GOVERNO DELLA FAME, DELLA PAURA, DELLA VIOLENZA



L’inqualificabile episodio del lancio, dall’interno di una sede ministeriale, di lacrimogeni sulla folla inerme ha rappresentato un atto di pura provocazione repressiva di stampo “cileno”, e la sola risposta possibile, in un paese democratico, dovrebbe essere quella delle dimissioni del Governo.
Non accade in Italia dove si aprirà una ridicola “inchiesta interna”.
Ci troviamo, come già era accaduto con il governo precedente, in una situazione di vera e propria “emergenza della democrazia” che richiederebbe uno scatto, una scossa, una risposta adeguata il cui solo modello che è possibile indicare rimane quello del Luglio’60, quando l’impeto delle masse popolari scacciò il governo Tambroni appoggiato dai fascisti.
La CGIL avrebbe dovuto proclamare subito lo sciopero generale; il PD sospendere l’inutile fiera delle vanità delle primarie per predisporre un’iniziativa parlamentare adeguata alla gravità dell’ora; la sinistra d’alternativa riporre gli opportunismi che dividono i suoi residuali dirigenti e lavorare unitariamente per offrire al movimento quella possibilità di proposta politica che potrebbe sollevarlo dall’isolamento e dalla paura.
Tutto ciò non sta avvenendo, si discute di election day e candidature, mentre pare proprio non esserci rimasta altra risorsa che esprimere l’indignazione scrivendo poche, sconsolate, parole.

venerdì 16 novembre 2012

IL DRAMMA DEI PALESTINESI

La situazione a Gaza sta precipitando e c’è chi soffia sul fuoco dell’allargamento del conflitto, è necessaria subito una mobilitazione che indichi la strada di una precisa posizione di condanna al riguardo di ciò che Israele sta provocando, per meri calcoli elettorali della sua classe politica.

"CASO ITALIANO" E QUALITA' DELLA DEMOCRAZIA EUROPEA di Franco Astengo



Il tema della qualità della democrazia europea è stato attentamente analizzato, in un articolo apparso nel numero di Novembre 2012 di “Le Monde diplomatique”, da due ricercatori francesi, Cedric Durand e Razmil Keucheyan, rispettivamente dell’Università “Paris XIII” e della Sorbona.
All’insegna del “Verso un cesarismo europeo” la tesi sostenuta dai due professori riguarda, con particolare riferimento al periodo intercorso tra il 2007 e oggi e coincidente con l’esplosione della crisi finanziaria globale, riguarda la natura di regime politico autoritario sul quale l’Unione Europea si è appoggiata.

PROPOSTA OPERATIVA DI G.Angelo Billia


Bisogna prendere atto del fatto che manifestazioni come il "no Monti day" hanno avuto come tratto caratterizzante due aspetti, da un lato sono state indicative della voglia di lottare di migliaia di antagonisti, dall'altro hanno dato una tribuna a personaggi i quali, evidentemente si sentono paghi del quarto d'ora di notorietà che gli è stato fornito. Novelli condottieri gonfidi certezze rivoluzionarie, ai quali se chiedi cosa bisogna fare fra un'ora ti rispondono come se le guardie rosse fossero pronte per l'assalto al palazzo d'inverno.

giovedì 15 novembre 2012

PER USCIRE DALLA CRISI SENZA UN MASSACRO SOCIALE C'E' BISOGNO DI SINISTRA di Alfonso Gianni

Quando Bersani all’inizio dell’estate disse che spettava a lui unire il campo dei progressisti e dei democratici, mentre affidava a Casini il compito di raccogliere i moderati, apparvero ben chiare tre cose.

mercoledì 14 novembre 2012

SCIOPERO EUROPEO: NUOVO INTERNAZIONALISMO E MISERIE PROVINCIALI DELLA POLIZIA ITALIANA di Franco Astengo


 
Il lungo serpentone dei cortei dello sciopero ha attraversato l’Europa: paralizzate Spagna e Portogallo, i sindacati tedeschi sventolavano le bandiere dei Paesi del Sud (Grecia, Italia, ancora Spagna e Portogallo) colpiti dal monetarismo europeo, dall’assenza di democrazia, dalla crisi affrontata soltanto dal versante delle banche.

TESTIMONIANZA E PROGETTO POLITICO di Franco Astengo


“Una testimonianza rassegnata, oltretutto” : così, in maniera assolutamente condivisibile, Paolo Favilli definisce oggi la posizione di Vendola all’interno del recinto delle primarie del centrosinistra.

LA GUERRA DELLE PAROLE di Adriano Ottaviani



Governabilità.
Sono molteplici i mezzi che vengono usati per il dominio, alcuni si rivolgono ai corpi delle persone  come le guerre , la tortura, le carceri, altri , specialmente da quando è stata  inventata la democrazia rappresentativa , si rivolgono alla conquista delle loro menti e nonostante si parli tanto di civiltà delle immagini il mezzo principale per indurre le persone ai comportamenti voluti è ancora quellodelle parole

martedì 13 novembre 2012

LE NOSTRE COLPE NEL MONDO DI X FACTOR di Giorgio Cremaschi



Il simpatico spettacolo televisivo delle primarie del centro sinistra, giustamente ospitato negli studi dove si sfidano i cantanti  di X Factor, ci consegna tutta l'insostenibile leggerezza della politica italiana di fronte alla crisi.

SULLA LOTTA E L'ODIO DI CLASSE di Giovanni Lamagna


Qualche mattina fa mi è ricomparso sotto gli occhi un brano (famoso) di Edoardo Sanguineti. Sanguineti lo scrisse qualche anno fa, non molto tempo prima di morire.
Lo riporterò in maniera letterale e poi proverò a dire in cosa mi trova d’accordo e in cosa, invece, mi trova in dissenso (profondo).
"Bisogna restaurare l’odio di classe. Perché loro ci odiano, dobbiamo ricambiare. Loro sono i capitalisti, noi siamo i proletari del mondo d’oggi: non più gli operai di Marx o i contadini di Mao, ma tutti coloro che lavorano per un capitalista, chi in qualche modo sta dove c’è un capitalista che sfrutta il suo lavoro. A me sta a cuore un punto. Vedo che oggi si rinuncia a parlare di proletariato. Credo invece che non c’è nulla da vergognarsi a riproporre la questione.

lunedì 12 novembre 2012

LA LEGGE ELETTORALE FUORI DAI MITI E LEGGENDE E DALL'INTOSSICAZIONE MEDIATICA (prima parte) di FELICE BESOSTRI


,  La legge elettorale è ancora in discussione in Senato ed anche se si troverà un accordo pasticciato, non è detto che sia approvata in via definitiva. A questa situazione non si è arrivati per caso, ma per ragioni politiche e tecniche.

ARISTOCRAZIA DEMOCRATICA di Franco Astengo



“Aristocrazia Democratica”: il termine con il quale Ilvo Diamanti oggi, lunedì 12 Novembre, sulle colonne di “Repubblica” definisce – con un brutto, davvero brutto, termine giornalistico – il cosiddetto “montismo”, inteso come :” l’élite non elettiva, il ceto degli Eletti non eletti “(le “e” risulta maiuscola o minuscola non a caso).

sabato 10 novembre 2012

SETTARISMO, CULTURA POLITICA, DEMOCRAZIA di Franco Astengo



Settarismo deriva ovviamente da setta “ Termine con cui si designa nel linguaggio religioso un gruppo che rifiuta il cerimoniale liturgico delle chiese istituzionali e se ne separa seguendo dottrine proprie. Etimologicamente “secta” deriva da” sequor”, che sottolinea la dimensione di sequela generalmente spontanea a una scuola, una dottrina, un capo, o da “seco” che enfatizza il carattere di separatezza dal mondo” (Enciclopedia del Pensiero Politico, Laterza 2000).

giovedì 8 novembre 2012

14 NOVEMBRE SINDACATI EUROPEI E CRISI MONDIALE di Franco Astengo


Il prossimo 14 Novembre la Confederazione Europea dei Sindacati ha invitato milioni di lavoratrici e lavoratori del vecchio continente a scendere in piazza per dire “No all’austerità”, combattere per il lavoro e la solidarietà, con la richiesta di un “cambio di rotta” affermando la necessità di un “patto sociale europeo” tale da stimolare una diversa politica economica per una occupazione di qualità, la solidarietà tra i Paesi e la giustizia sociale.

I CRIMINALI SONO TRA NOI di Giorgio Cremaschi



E così tra il fumo dei lacrimogeni e delle bombe carta il parlamento greco ha approvato la nuova quota di tagli sociali, imposta dagli usurai della troika europea per concedere un pò di crediti.

martedì 6 novembre 2012

ALTERNATIVA: "UNA RISPOSTA ROSSA" di Franco Astengo



Metodo, contenuti, qualità soggettiva dei proponenti rendono necessario un alto livello d’interlocuzione al riguardo del documento “Cambiare si può” attraverso il quale viene proposto un impegno per presentare “alle elezioni politiche del 2013 una lista di cittadinanza politica, radicalmente democratica, alternativa al governo Monti, alle politiche liberiste che lo caratterizzano e alle forze che lo sostengono”.

domenica 4 novembre 2012

COSTITUZIONE, PRIMARIE, REGOLAMENTO DI CONTI di Federico Gozzi





Le primarie del prossimo 25 novembre rappresentano la punta avanzata di personalizzazione del nostro sistema politico dove partiti personali e/o “catch all parties” schiavi dei sondaggi e di una dinamica elettorale centripeta mandano avanti il proprio uomo forte a caccia dell'agognata nomination.

L'EUROPA E LA CRISI intervento di Felice Besostri pronunciato alla Casa della Cultura di Milano



La questione della trasparenza delle scelte è tanto più complicata da quando esiste una dimensione europea, cioè l’appartenenza alla UE, che costituisce un ordinamento giuridico. L’ordinamento giuridico europeo si sovrappone a quello nazionale dello Stato membro Italia e prevale su di esso grazie ad un’interpretazione molto estensiva degli articoli 10 e 11 della nostra Costituzione

AL SERVIZIO DI CHI? di Marcello Pesarini


 

Circa trenta anni fa, anche prima, si viveva in un'altra era geologica. Non sto parlando di come fosse  verde la mia valle, o di quanto fosse esaltante portare capelli lunghi e minigonne. Dico piuttosto che non voglio fare della nostalgia fine a se stessa. Ma non conosco altri usi utili della nostalgia se non quello di farsi forza e convincersi che esista un altro mondo migliore di quello presente, e ricavarne energie per lottare affinchè almeno in parte si torni a stare bene.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MARIO MONTI di G.Angelo Billia


·        Egregio dottor Monti,
sento la necessità di scriverle, dopo aver subito la quotidiana saturazione di notizie sul suo operato in qualità di Capo del Governo del mio paese.

sabato 3 novembre 2012

Franco Astengo: PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO

 A questo punto del dibattito, considerate le diverse posizioni, riproponiamo il testo del nostro appello, nella convinzione che possa costituire un punto di riferimento per l'avvio di iniziative concrete nella direzione proposta: inviatiamo quindi le Compagne ed i Compagni ad attivarsi allo scopo di sviluppare momenti di verifica e di riflessione.

E' IL MOMENTO DELLE SCELTE di Giorgio Cremaschi


Si definiscano e diffondano a breve i punti di una piattaforma sociale ed economica alternativa al riformismo montiano in tutte le sue versioni. Le forze e le persone che hanno costruito il no monti day siano consapevoli che contano davvero solo stando assieme.

LA FEDERAZIONE E' MORTA? VIVA LA FEDERAZIONE! di Claudio Grassi


Considero positivo che – nonostante le differenze – non si siano votati dei documenti

LETTERA DI ADESIONE NPA AL POLO DELLA SINISTRA ALTERNATIVA di Pino A. Quartana

E' con questo bagaglio che racchiude le specificità del partito orange che entriamo nel nuovo polo da te proposto con la convinzione che l'obiettivo più immediato, il ritorno della sinistra d'opposizione in Parlamento

MARCHIONNE, IL PRIMO OTTOCENTO, IL FASCISMO di Maria Grazia Meriggi



L'indignazione per l'ultima mossa di Marchionne - che al tempo stesso contrappone 19 operai della Fiom e altri 19 "disorganizzati" (avrebbero detto gli organizzatori di un tempo) e viola ostensibilmente una legge di cui non gli basta la recente sterilizzazione - è tale da spingere ad analogie quali il primo Ottocento, quando la minaccia della fame bastava a piegare i lavoratori poveri, o il Fascismo del patto di palazzo Vidoni

IL REBUS DELLA LEGGE ELETTORALE di Alfonso Gianni


Riuscirà a vedere la luce una nuova legge elettorale entro i tempi utili per votare nell’aprile del 2013? E’ da parecchio che il quadro politico si avvita attorno a questa domanda. Più tempo passa e più salgono le quotazioni di una sopravvivenza di un (apparentemente) odiato Porcellum.

venerdì 2 novembre 2012

IKEA: IN AZIONE I MANGANELLI di Franco Astengo

Mentre si discute di accordi o non accordi per arrivare , in qualche modo, al Parlamento la polizia manganella gli inermi lavoratori dell'Ikea. E' la sempiterna logica padronale dello sfruttamento e dell'imposizione con la forza delle proprie logiche, con l'ausilio, sempre pronto, delle cosiddette "forze dell'ordine". Ecco, se mai ce ne fosse ancora bisogno, un motivo di riflessione sulla feroce logica di classe e sull'idea di repressione del conflitto che emerge, con grande forza, particolarmente in questa fase. Servono opposizione sociale e opposizione politica, richiamando sempre - in questo Paese martoriato- i principi fondamentali della Costituzione Repubblicana.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: UNA SCELTA DI RESPONSABILITA' di Franco Astengo

        La Direzione Nazionale della FdS nella riunione di domani sabato 3 novembre non potrà che affrontare la scelta relativa alla prossima fase politica, con particolare riferimento alla scadenza elettorale.
        Alla luce del complesso dibattito sviluppatosi in questi mesi le opzioni possibili appaiono essere:

giovedì 1 novembre 2012

ASTENSIONISMO E LEGGE ELETTORALE di FRANCO ASTENGO

Per fortuna le analisi relative al risultato elettorale scaturito dalle urne siciliane domenica scorsa riguardano prevalentemente il fenomeno dell’astensionismo-record registrato nell’occasione, piuttosto dell’esito della competizione fra i candidati e i partiti.
Ho scritto per fortuna perché finalmente si cercherà di indagare su di un elemento di rilevanti proporzioni e impatto politico che finora, nonostante il suo progressivo svilupparsi, era stato tenuto da parte quasi esorcizzato, nella logica di affermazione della governabilità rispetto a quella della rappresentatività politica.