“Una testimonianza rassegnata, oltretutto” : così, in
maniera assolutamente condivisibile, Paolo Favilli definisce oggi la posizione
di Vendola all’interno del recinto delle primarie del centrosinistra.
L’articolo, apparso sulle colonne del “Manifesto” contiene
una ricca analisi attorno a due termini “testimonianza” e “minoritarismo”
oggetto, nel corso degli anni, di un’intensa “querelle” all’interno delle forze
del movimento operaio, con un chiaro riferimento all’atteggiamento del PCI su
questa materia e alla polemica sulle cosiddette “anime belle” che non mi
permetto di rammentare nel dettaglio, convinto che tutti noi ricordiamo
benissimo quale fu, al tempo, l’oggetto del contendere.
Oggi la situazione si è completamente rovesciata e, sotto quest’aspetto,
mi permetto una sola semplice chiosa.
“Testimone” (in più rassegnato, secondo la definizione di
Favilli) e “Minoritario” è che si colloca in un campo non proprio, quello del
cosiddetto centrosinistra contrassegnato da un’adesione alle politiche
liberiste (proprio oggi, tra l’altro, fortemente contestate da milioni di
lavoratrici e lavoratori scesi in sciopero in tutta Europa) : un’adesione della
quale abbiamo avuto testimonianza diretta ben oltre il sostegno al governo Monti
(cosa in sé già particolarmente grave ed emblematica) ma soprattutto
nell’adesione – pronta e incondizionata come un tempo facevano i soldatini
davanti agli ordini degli ufficiali – alla modifica costituzionale imposta
all’art.81, in materia di pareggio di bilancio.
Una scelta, quella, che grida e griderà sempre vendetta.
La cosiddetta “Testimonianza” oggi può rappresentare ben
altra cosa: partire cioè da una condizione, sicuramente minoritaria sul piano
dei numeri, ma ispirata a un’idea di Progetto Alternativo, di programma comune
della sinistra complessivamente intesa (penso all’appello arancione, al No
Monti Day, a ciò che rimane, purtroppo, dei disastrati soggetti politici della
sinistra d’alternativa o meglio di quei dirigenti e di quei militanti che non
intendono arrendersi al qualunquismo della resa incondizionata al liberismo).
Spero che nessuno abbia il coraggio di affermare che
all’interno del recinto del centrosinistra ci sia la possibilità di incidere
sulle negative dinamiche in atto e che questo sacrificio è necessario per
fronteggiare la destra.
Ripeto: la situazione, in questo senso, è ben diversa e
andrebbe analizzata fino in fondo con coraggio e realismo, dall’impoverimento
progressivo delle masse popolari, dell’aumento esponenziale della disoccupazione
in ispecie giovanile, della repressione poliziesca, del logoramento della
Costituzione Repubblicana modificata in senso “materiale” dell’instaurazione di
una “diarchia” non eletta del popolo, autoritaria e tecnocratica.
La “Testimonianza” come nuovo progetto della sinistra
d’alternativa: molto più di uno slogan, una vera proposta politica.
Savona, lì 14 Novembre 2012 Franco Astengo
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