sabato 3 novembre 2012

LA FEDERAZIONE E' MORTA? VIVA LA FEDERAZIONE! di Claudio Grassi


Considero positivo che – nonostante le differenze – non si siano votati dei documenti
Si è svolto il Consiglio Nazionale della Fds. Nei prossimi giorni faremo una valutazione più ponderata. Il dato essenziale è il seguente: si confermano le differenze tra Salvi- Patta e Pdci da una parte e Rifondazione dall’altra a proposito del percorso da costruire per le prossime elezioni politiche. Da un lato una scelta di internità al centrosinistra con conseguente partecipazione alle primarie e dall’altra provare a costruire una coalizione politico elettorale con le forze che si oppongono a Monti. Ovviamente negli interventi vi sono state sfumature diverse tra i compagni intervenuti, sia della prima ipotesi che della seconda. Considero positivo che – nonostante le differenze – non si siano votati dei documenti e che non si consideri conclusa l’esperienza della Federazione della Sinistra che – tra l’altro – dovrebbe presentarsi unita nelle prossime elezioni del Lazio, Lombardia e Molise.
Il mio intervento
Ritengo che questa nostra difficoltà, che si vede anche dal dibattito di oggi, sia certamente determinata da differenze politiche tra di noi. Ma queste differenze ci sono sempre state. Lo sapevamo sin da quando abbiamo deciso di costituire la Fds. Ma credo che l’accentuarsi di queste difficoltà sia stato determinato anche dal nostro funzionamento, e cioè dalla rinuncia fatta dopo il congresso di andare avanti verso la costruzione di un soggetto politico a tutto tondo, accettando di fatto la regressione della Fds a cartello elettorale. Questa scelta, mai discussa ma praticata nei fatti, ha prodotto l’accentuazione delle differenze. Quelle differenze che rischiano oggi di portarci alla separazione.
C’è chi estremizza e ritiene la convivenza impossibile: sbaglia. Faccio notare che altri compagni di strada che acquisiremmo rompendo la Fds sarebbero ancora più problematici.
Se guardiamo allo schieramento del No Monti Day vediamo che stanno insieme chi, come Rifondazione Comunista, lavora a livello locale per alleanze e schieramenti di centro-sinistra e chi con il Pd non vuole neppure discutere.
Viceversa chi vuole fare accordi con il centrosinistra si troverebbe insieme a chi, dentro il Pd, vuole agire in continuità con il governo Monti.
I vari frammenti della sinistra sono tutti inadeguati
La verità è che dovremmo ragionare molto sulle nostre inadeguatezze, se dopo quattro anni stiamo al 2-2,5% e se in Sicilia siamo al 3% insieme a Sel!
Evidentemente c’è qualcosa che non funziona in profondità. Di questo avremmo dovuto discutere tra di noi invece che riunire solo due volte in un anno il Consiglio Politico della Federazione.
Non ho il tempo qui per approfondire questo ragionamento che ritengo il nostro problema principale. Ne annuncio solo il titolo: dobbiamo metterci a disposizione per costruire un nuovo progetto della sinistra d’alternativa. Servono forze, facce, linguaggi e idee nuove. A noi la possibilità di lavorare per fare lievitare una nuova aggregazione. Ma per fare questo dobbiamo avere l’umiltà – viste le nostre debolezze – di metterci a disposizione di questo progetto.
Provare a unire le forze che sono contro Monti
Dobbiamo giocarci al meglio questo passaggio: si può morire perché non si elegge nessuno (e chi sottovaluta altri 5 anni fuori dal Parlamento è politicamente irresponsabile), ma anche perché ti leghi mani e piedi ad una prospettiva che ti fa perdere dignità e prospettiva per il futuro!
Io penso che questo organismo abbia fatto bene a non votare a luglio e farebbe bene anche oggi a non votare nulla. Il quadro politico è in grande movimento. A destra, al centro e a sinistra. La scelta prioritaria della Fds deve essere quella di costruire un percorso e un’alleanza politico-elettorale con le forze che hanno condiviso le nostre lotte più significative di questi mesi: contro la destra, contro Monti, contro Marchionne e che in questi giorni stanno facendo i banchetti per raccogliere le firme per i referendum insieme a noi.
Dentro questo aggregato di forze e movimenti, il quadro è aperto e incerto, ma possono esserci le condizioni per provare a costruire un percorso unitario.
La Sicilia ci dice di una nostra sconfitta, ma anche che se la sinistra si fosse presentata unita avremmo potuto superare lo sbarramento.
Perché dobbiamo rinunciare noi a sollecitare le forze disponibili a provarci? Non parliamo solo del’Idv (che, lo dico per inciso, non penso che verrà stritolata metà nel Pd e metà in Grillo: l’evoluzione potrebbe essere anche molto diversa), ma anche di De Magistris, che oggi ha rilasciato un’ampia e positiva intervista su Repubblica in cui annuncia che il 15 dicembre farà la sua iniziativa politica. E poi ci sono la FIOM, Alba, movimenti. E per quanto riguarda Sel e la sua discussione interna molto dipenderà da come andranno le primarie e da come il Pd si accorderà con l’Udc.
Non si realizzerà questa alleanza? Non ci riusciremo? Al momento opportuno valuteremo. Ma perché non provare a costruire questa strada? Perché in un quadro politico ancora così complesso e frammentato dobbiamo rinunciare a provarci, a lavorarci?
Un quadro di incertezza per tutti
Mi rendo conto che la strada che propongo è incerta e non scontata, ma anche l’altra – quella che ci propone di perseguire subito un accordo con il centro sinistra – la vedo altrettanta incerta e non scontata. Questa seconda strada però ha una aggravante e cioè che ci metterebbe in condizione di prigionia in una coalizione che ci ha già visto capitolare quando avevamo più di 100 parlamentari! E oggi non mi pare ci siano rapporti di forza migliori rispetto ad allora.
Non ho certezze: propongo una ipotesi sulla quale penso possano esserci forze non minoritarie per farla crescere e margini per lavorarci. Quello che io propongo non si realizzerà? Nessuna di queste forze sarà disponibile a costruire questa alleanza? Non lo escludo, ma perché escluderlo in partenza? Già oggi? È chiaro che se non si realizzerà dovremo rivederci e discuterci, ma intanto proviamoci.
Per il resto, per i rapporti tra di noi, concordo con quanto ha detto nella parte finale del suo intervento Diliberto: preserviamo un rapporto e una relazione tra di noi, perché sarebbe da stolti in una situazione di incertezza per tutti far precipitare la situazione. Ci sono a breve le elezioni in Lazio, Lombardia e Molise dove la Fds sarebbe bene si presentasse unita. Un voto oggi non ha alcun senso. Nessun documento avrebbe la maggioranza e quindi non servirebbe a nulla. Senza rimuovere le grandi difficoltà dobbiamo continuare a lavorare assieme.

Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie