Lettera a tutti
coloro che vogliono la sinistra nel paese e la vogliono rappresentata in
Parlamento perchè non si vive senza visibilità e senza finanze.
Dopo una simile introduzione,degna dei titoli che usava il
manifesto ai tempi d'oro, potrei considerare concluso il mio intervento, che
intende supportare quanto detto da Turchi e Astengo rivolgendosi a “Cambiare si
può”. Mi permetto di insistere, preso dalla foga della fede politica. Ho
firmato l'appello quasi subito, pensando che potesse essere l'ultima spiaggia
per i comunisti, per la sinistra. Nei giorni successivi ho avuto, per
l'ennesima volta, la sensazione che coloro che parlano di novità, di non
addetti ai lavori pensino a tutti fuorchè a loro stessi, as usual. Stalinista è
l'altro, movimentista pure, ed anche opportunista. Io invece penso che servano
tutte le intelligenze, come diceva Gramsci. Gli operai che vogliono lavorare
difendendo la salute ci sono; è spesso la convergente visione caricaturale che
ne fanno il governo da una parte e gli intellettuali non organici dall'altra, a
ridurre gli operai nell'angolo. La sinistra va ricostruita, ma sui bisogni
basilari, e se di beni comuni si parla, cari compagni di ALBA, ricordatevi che
il camion che trasporta la immondizia è guidato da un autista, e che a
difendere il funzionamento delle discariche ci sono stati spesso gli operai. Le
lotte per l'ambiente che hanno funzionato sono
quelle in cui cittadini ed operatori si sono parlati, ed ho vissuto
pagine emozionanti in difesa delle municipalizzate, ed anche della nostra salute. Scusatemi la
foga, ma mi sembra assurdo sia rinunciare a strumenti come possono essere i
partiti di sinistra, ed i sindacati, che al sostentamento che viene da poter
contare sugli eletti. Lo dirò più forte: non finanziare i partiti di sinistra
significa esporli alla corruzione o all'immobilità. Per cui vorrei dire da
queste colonne, poiché mi sembra che “Cambiare si può” sia blindato a simili
discorsi, non abbiamo paura della contaminazione. Ci sono idee? Abbiamo aderito
in tanti? Allora restiamo in tanti. Ricordo la morte di tanti compagni che, in
questi ultimi anni ci hanno lasciato da comunisti anzi tempo, magari orgogliosi
di essersi consumati per la causa. Eppure erano sempre pronti alla risata, al
lazzo, anche nei momenti più difficili e polemici. Non potremmo tentare anche
noi di essere più semplici, più schietti, proprio in nome di quei beni comuni
che ci dovrebbero insegnare ad essere così, comuni.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie