mercoledì 31 ottobre 2012

UN COMMENTO AL "NO MONTI DAY" di Furio Mocco


Commentare politicamente il No Monti Day di sabato 27 Ottobre a Roma non è assolutamente facile.
Una moltitudine di persone, di bandiere, di associazioni,la sinistra extraparlamentare,il sindacalismo di base, gli studenti,i precari, hanno sfilato insieme sabato 27 ottobre uniti sotto motto ‘No Monti’

PSICOLOGIA E ANTROPOLOGIA DEL CETO POLITICO di Giovanni Lamagna



La persona che rientra nella categoria del “ceto politico” ha alcune caratteristiche psicologiche e, potremmo dire, antropologiche specifiche, particolari, che lo distinguono da tutti gli altri ceti.
Provo ad individuarne alcune:

martedì 30 ottobre 2012

STOP AI DILETTANTISMI di Ugo Tombesi

La richiesta di avere, finalmente, una sinistra rappresentata in parlamento è, non solo, una legittima aspirazione per chi delle grandi idealità della sinistra si è nutrito in questi anni, ma anche per le condizioni materiali di coloro che sono al livello di sussistenza o peggio per le molte centinaia di migliaia che ne sono al di sotto.

UNA LUNGA COSTRUZIONE POLITICA DI MARIA GRAZIA MERIGGI

IL SENSO DI UNA SCONFITTA di Alfonso Gianni

Non abbiamo perso solo noi, come con generosità ha commentato Fava assumendosene la responsabilità, hanno perso tutti, seppure in modi e gradazioni diverse in Sicilia. Se non è mai vero, malgrado le dichiarazioni televisive, che dalle elezioni possono uscire tutti vincenti, può accadere il contrario, che siano tutti perdenti, con buona pace di Bersani che dichiara storico il suo risultato. Lo è, ma in senso negativo. L’astensione ha sfondato abbondantemente il muro del 50%. L’elezione dell’assemblea siciliana e del suo presidente riguarda cioè la minoranza (senza contare schede bianche e nulle) degli aventi diritto al voto. Non è e non sarà in ogni caso rappresentativa.

lunedì 29 ottobre 2012

ELEZIONI SICILIANE: UN ANTICIPO DI ANALISI di Franco Astengo


A scrutinio in via di ultimazione mi permetto di anticipare alcune valutazioni politiche di massima, attorno all’esito delle elezioni siciliane.

CHIARIAMOCI di G.Angelo Billia


   La situazione a sinistra è indubbiamente complicata, ognuno ha da difendere le proprie legittime convinzioni e le scelte organizzative conseguenti. Bene, non è un problema, è giusto partire da qui, dall’esistente. Sul versante opposto la borghesia procede, pur con le sue contraddizioni interne, a sviluppare un’azione unitaria per demolire lo stato sociale e assicurarsi la continuità del potere neutralizzando qualsiasi istanza d’emancipazione

27 OTTOBRE SIAMO TORNATI IN EUROPA di Giorgio Cremaschi

MARCHE: LO IUS SOLIS APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE Di Marcello Pesarini

Nei giorni scorsi l'Assemblea Legislativa delle Marche ha approvato lo Ius Soli alla marchigiana, cioè con forte opzione a favore delle due proposte di legge per cui ha raccolto le firme la Campagna” l'Italia sono anch'io”. Tre giorni dopo i fascisti di Forza Nuova hanno celebrato il funerale  alla loro sconfitta, ponendo un water con l'indicazione “IUS SOLI” davanti alla sede della Regione. La lapide è stata ritirata dagli operatori ecologici senza neanche l'onore di una foto.

ESISTONO ANCORA LE CLASSI SUBALTERNE? di Adriano Ottaviani


Prima questione : esistono ancora le classi subalterne ?
A noi figli remoti di tutte le rivoluzioni la risposta sembra ovvia : certo che esistono , e chi lo nega ci sembra far parte di un lucido complotto egemonico, “L’uomo nasce libero ma dappertutto è in catene”, il nostro pensiero echeggia ancora quello straordinario incipit di Rousseau.
Ma questi nostri compagni di vita, queste donne e questi uomini del secondo millennio cosa ne pensano ? Sentono di avere al collo queste pesanti catene ? O piuttosto le hanno interiorizzate come un dato di natura, come moderni schiavi ?

sabato 27 ottobre 2012

LA CRISI DI UN MODELLO: IL PARTITO PERSONALE


LA CRISI DI UN MODELLO: IL PARTITO PERSONALE            Franco Astengo

L’uscita dalla scena politica, certificata anche dai giudici di Milano, di Silvio Berlusconi porta con sé, rispetto alla complessa realtà del sistema politico italiano, alcune novità del tutto fondamentali: prima fra tutte l’evidente necessità di quello che l’editoriale del “Corriere della Sera” di venerdì 27 Ottobre definiva “rimescolamento delle carte” (in termine tecnico “riallineamento sistemico”) e, inoltre, la crisi del modello del “partito personale” imposto proprio da Berlusconi nel 1994 e risultato dominante fino ad oggi.

giovedì 25 ottobre 2012

27 OTTOBRE: “NO-MONTI-DAY” RILANCIAMO L’OPPOSIZIONE POLITICA E SOCIALE


27 OTTOBRE: “NO-MONTI-DAY” RILANCIAMO L’OPPOSIZIONE POLITICA E SOCIALE

Franco Astengo


Le politiche del governo dei cosiddetti “tecnici” hanno affrontato la crisi attraverso una espressione di feroce ideologia di classe, attaccando direttamente le condizioni materiali di vita di milioni di cittadine e cittadini.

Una politica sviluppata sotto la regia di coloro che hanno provocato la situazione nella quale stiamo drammaticamente trovandoci, in un’Europa governata dal monetarismo ed approvata, nel Parlamento Italiano, dai tre principali partiti di quello che fu il “bipolarismo”: PDL, UDC, PD.

La mobilitazione sociale contro queste politiche è necessaria ed indispensabile, ma è necessario andare oltre alla pura indignazione, lavorando seriamente per rendere le classi subalterne protagoniste di una proposta politica radicalmente alternativa.

La partecipazione all’iniziativa del “No Monti-day” del prossino 27 Ottobre a Roma, deve così essere assunta come uno dei punti di partenza perché si apra finalmente anche in Italia una concreta prospettiva di unità d’intenti e di adeguata rappresentanza politica per una sinistra d’alternativa che esiste e non può essere ridotta a mera subalternità o a semplice movimentismo.

ANCORA LA LEGGE TRUFFA

Giovanni Caggiati
E' una vera truffa quella che i vertici dei partiti, a cominciare da PD e PdL, stanno per realizzare con la nuova legge elettorale, il "porcellum bis", una legge ad hoc, su misura, di pura convenienza innanzitutto per i due partiti maggiori e le coalizioni che si formano attorno ad essi, in spregio alla Costituzione della Repubblica, al Parlamento, ai cittadini e al loro diritto di essere rappresentati

mercoledì 24 ottobre 2012

RIALLINEAMENTO SISTEMICO


RIALLINEAMENTO SISTEMICO       Franco Astengo
Oggi il primo atto di questa nuova fase di riallineamento si è consumata attraverso un atto formale: Silvio Berlusconi si è ritirato dalla guida del PDL e ha annunciato, nero su bianco, la sua non candidatura alle prossime elezioni politiche.


PRIMARIE E PRIMARIE

Ho cominciato a far le primarie una sessantina di anni fa e le Suore della Neve e i Padri Scolopi mi insegnarono, laicamente bene, a leggere scrivere e far di conto.   Ugo Tombesi Nuovo Partito d'Azione

martedì 23 ottobre 2012

UN SIMULACRO DI DEMOCRAZIA: UN INTERVENTO DI FELICE BESOSTRI

Siamo sicuramente ad un tornante, la crisi economica sarà sempre più pesante e colpirà classi popolari e ceto medio, con il paradosso che chi si trova ai margini ha più possibilità di sopravvivere e di tenere psicologogicamente, ma come ha mostrato la recente analisi/inchiesta della LSE diretta dalla Kaldor, la crisi e soprattutto politica e coinvolge la fiducia nella democrazia, come sistema capace di risposte. Il punto è che viene scambiata per democrazia il suo simulacro, quando da anni si è in presenza di una sua destruttrazione colpendo gli elementi costitutivi di una democrazia rappresentativa.

SULLA SINISTRA D'ALTERNATIVA: UNA LETTERA DI FAUSTO TENTI

Sulla situazione a sinistra, prendo atto con rammarico della sostanziale deflagrazione della FdS: non è che ci avessi creduto tantissimo (visti i precedenti del PDCI) però mi ero dato da fare sin dal 2009, ad Arezzo e provincia, per darle gambe e prospettiva. Risulta evidente a tutti quelli che non hanno il prosciutto sugli occhi che la fregola di tornare in Parlamento (naturalmente non nei termini, modi e metodi che propugni con la tua bella iniziativa...) sta giocando brutti scherzi a Salvi, Patta e Diliberto...

lunedì 22 ottobre 2012

A NOVANT'ANNI DALLA MARCIA SU ROMA: NON SMARRIRE LA MEMORIA STORICA


A NOVANT’ANNI DALLA MARCIA SU ROMA: NON SMARRIRE LA MEMORIA STORICA
Franco Astengo

Domenica prossima 28 Ottobre 2012 ricorrono novant’anni dalla “Marcia su Roma”, un momento di snodo fondamentale nella storia d’Italia, un data nella quale si registrò il crollo definitivo della vecchia Italia liberale e l’avvento al potere del fascismo: un vero e proprio momento di “eversione della classi dirigenti” come lo definì Antonio Gramsci, il cui lasciato politico, culturale, morale influenza ancora adesso la vita pubblica ed i costumi sociali del nostro Paese.

Il mio intento, in questa occasione, è quello di alimentare una necessaria memoria storica su ciò che il fascismo è stato ed ha rappresentato nella storia d'Italia, al fine di evitare per quanto possibile quei fenomeni di pericoloso revisionismo storico che pure si stanno manifestando con intensità, in particolare negli ultimi tempi, prendendo soprattutto a bersaglio la Resistenza.

IL 27 OTTOBRE E IL REGIME


L'adesione al No Monti Day si sta diffondendo ovunque. Assemblee, riunioni, messaggi per la rete, tutto fa pensare che sabato ci sarà un evento in un paese che finora è stato  il più passivo d'Europa. Ma la notizia della manifestazione non esiste per l'informazione ufficiale. Un convegno di 30 persone di qualche organizzazione con agganci nel palazzo ha molto più spazio, per noi nulla perché?   Giorgio Cremaschi

MERITOCRAZIA O DEMOCRAZIA?


Meritocrazia o Democrazia? Marcello Pesarini

 
Non è per autocompiacimento che inizio il mio intervento contrapponendo mettendo in antitesi quelli che per me sono due opposti; per gran parte della popolazione italiana, e forse occidentale,, il binomio Meritocrazia e Democrazia è una delle fondamenta della società moderna, che ha sconfitto la corruzione ma non ha sconfitto le cause della stessa, che potrebbero essere l'insicurezza e l'ingiustizia sociale.

sabato 20 ottobre 2012

LA DESTRUTTURAZIONE DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO

Stiamo assistendo, in Italia, alla costruzione di un regime personale e illiberale di tipo nuovo, senza precedenti né confronti nella storia, che è il frutto di molteplici fattori di svuotamento della rappresentanza politica - Franco Astengo

venerdì 19 ottobre 2012

TUTTI I COLORI DELLA VITTORIA

Non esistono dimensioni analitiche in grado di contribuire alla formazione ed all’arricchimento di culture politiche senza  un reticolo di riferimenti a forze politiche reali. - di Paolo Favilli

giovedì 18 ottobre 2012

GRECIA

Il consueto vertice europeo sta spostando i termini materiali della crisi, per l'ennesima volta, a favore delle banche mentre dalle piazze e dalla strade di Grecia si leva il grido di rabbia e di indignazione di un intero popolo, lanciando un messaggio anche all'attonita ed autoreferenziale sinistra italiana, tutta impegnata nelle sue manovre politiciste: RIBELLARSI E' GIUSTO !!

martedì 16 ottobre 2012

domenica 14 ottobre 2012

LA DEMOCRAZIA REGRESSIVA

Se esaminiamo l’intreccio tra la proposta di legge elettorale licenziata dalla Prima Commissione del Senato, il cui orizzonte pare proprio delineato dal “bis” per il governo dei tecnici, e le dichiarazioni del Capo dello Stato, al riguardo della necessità di formare “coalizioni coese adatte per governare”, ritroviamo preciso il quadro di una limitazione di qualità nell’agire politico – istituzionale che potremmo definire proprio di “democrazia regressiva”.

venerdì 12 ottobre 2012

LEGGE ELETTORALE, SINISTRA IN PARLAMENTO


In realtà, al riguardo della proposta di legge elettorale, se si lavorasse con una qualche capacità di aggregazione potrebbe essere possibile trovare dei varchi,

giovedì 11 ottobre 2012

CENTRALITA' DELLA QUESTIONE MORALE

Nel corso di questi anni e con l’evidenziarsi di determinati, eclatanti, fenomeni abbiamo discettato molto sulle possibili analogie tra ciò che stava avvenendo nell’attualità e la questione morale degli anni'90 del secolo scorso (la famosa “Tangentopoli”): esistono, però, elementi di diversità che rendono la situazione attuale affatto diversa da quella di allora.

martedì 9 ottobre 2012

ASTENSIONISMO ED EMANCIPAZIONE POLITICA DEL MOVIMENTO OPERAIO


Il titolo di questo intervento vorrebbe richiamare il discorso della ricostruzione storica del processo di emancipazione del movimento operaio, in particolare in Occidente, riprendere il significato della lotta per il suffragio universale, maschile e femminile, come momento decisivo della capacità di imporre la forma “moderna” della rappresentatività politica, al di là anche della stessa definizione leniniana della “Duma come tribuna rivoluzionaria” oggi sappiamo bene, in questa fase di vera e propria “Controriforma della democrazia” come il significato profondo di quella frase risultasse molto più complesso della sua semplice espressione.

lunedì 8 ottobre 2012

NON VOTARE ALLE PRIMARIE

 Non votare alle primarie è l’imperativo d’obbligo per quanti pensano che sia possibile realizzare l’obiettivo
di una rappresentanza politica capace di proporre una risposta di carattere anticapitalista alla crisi non
soltanto nel ristretto cortile del “Paese Italia”.

Occorre misurarsi con la necessità di rinnovamento radicale dell’agire politico nel senso del superamento
del meccanismo maggioritario-personalistico-affaristico che ha dominato la scena degli ultimi vent’anni
e porsi nella condizione, prima di tutto, di disporre di una piena autonomia, culturale, ma anche sociale e
politica.

Infatti:

E’ evidente che l’ambito del cosiddetto centro-sinistra italiano non offre spazio politico e culturale perché
alla crisi si risponda in maniera diversa da quella portata avanti, in questi mesi, dal cosiddetto “governo
dei tecnici” capace di aggravare le condizioni materiali dei ceti più deboli, accrescere la disoccupazione,
esaltare i meccanismi del monetarismo insiti nell’ideologia liberista che lo ispira.

Una collocazione politico-elettorale all’interno del centro-sinistra italiano impedirebbe, in più, un
collegamento concreto con quanto, sul terreno europeo, si sta muovendo per contrastare questa deriva
così pericolosa.

Il meccanismo delle primarie italiane rappresenta comunque e nuovamente un punto di esaltazione di
quella “personalizzazione della politica” che è stata alla base, prima di tutto, della tragica ascesa della
destra populista che, nel nostro Paese, ha gravemente danneggiato l’economia e la credibilità delle
istituzioni, smantellando definitivamente quanto era rimasto, dopo la bufera d’inizio secolo, del sistema dei
partiti.

Le primarie rappresentano, infatti, il punto più evidente di accettazione del terreno politico imposto
dall’avversario.

Le primarie di coalizione, oggettivamente rafforzative della logica maggioritaria, intendono addirittura
precludere la possibilità stessa di immaginare la presenza di voci o soggetti posti in alternativa al sistema.

Il “NO” alle primarie significa insomma un “SI” al recupero di un’idea di fondo della presenza politica
di una sinistra d’alternativa adeguata alla realtà dello scontro in atto, in una prospettiva di proposta di
trasformazione radicale del sistema.

Savona, li 7 ottobre 2012

Franco Astengo

PERCHE’ LA SINISTRA D’ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO di Patrizia Turchi e Franco Astengo


Lanciamo un appello rivolto ad un obiettivo politico chiaro: la sinistra italiana d’alternativa deve tornare in Parlamento.La situazione si presenta oggi in maniera completamente diversa da quella che produsse la disastrosa esperienza della lista arcobaleno nel 2008: allora si usciva da una negativa esperienza di governo e l'accordo per arrivare alla lista fu semplicemente il frutto di un patto di potere tra gruppi “dirigenti” che realizzò il clamoroso risultato dell'esclusione dal Parlamento.La prospettiva più credibile, in questa fase, appare essere quella di una tornata elettorale basata su di una legge proporzionale con sbarramento e premio di maggioranza chiamando necessariamente ciascheduna soggettività politica ad esprimersi attraverso una propria autonoma identità sul piano ideale e programmatico.Si tratta di un passaggio difficile ma necessario, che dovrà anche essere considerato come propedeutico – in queste condizioni generali così complesse – alla possibilità successiva di ricostituzione di una soggettività politica unitaria, adeguata ad affrontare le contraddizioni, sia sul piano interno, sia sul piano internazionale.Quando parliamo di “sinistra d’alternativa” delimitiamo già con grande chiarezza il campo: alternativa all’insieme dell’area politica che ha gestito, attraverso il governo dei cosiddetti “tecnici”, il disastro economico–sociale registratosi in questa fase; una gestione che ha riguardato sia quanti hanno sostenuto, in passato, il governo populista di estrema destra che è rimasto in carica tra il 2008 e il 2011; sia coloro che, dopo aver avversato quel governo, hanno sostenuto l'attuale soluzione autoritaria-liberista-antipopolare. In questa direzione non possono essere possibili malintesi propositi unitari.Una campagna elettorale che dovrà essere sostenuta con grande forza attorno all’idea della denuncia di un “esito-truffa” volto, comunque, a perpetuare surrettiziamente la situazione di limitazione della democrazia che stiamo vivendo, ormai, da molto tempo.Il ritorno in Parlamento della sinistra italiana d’alternativa deve poggiarsi su alcuni presupposti molto precisi:1) L’autonomia politica e programmatica;2) Una collocazione di opposizione all’attuale quadro politico, intesa come punto di partenza per lo sviluppo di un’alternativa di egemonia, con l'obiettivo dell'apertura di una fase di transizione;3) Esistono, a nostro giudizio, in quest’area diversi soggetti politici: a ciascuno - senza alcuna rinuncia al proprio patrimonio politico- deve essere chiesta una presentazione unitaria, sotto un simbolo comune, evidenziando un’idea di sforzo collettivo per raggiungere un risultato assolutamente fondamentale;4) Egualmente dovrà essere condotta una campagna elettorale in totale controtendenza all’idea prevalente del personalismo politico;5) Dovranno essere reperiti alcuni punti sia sul piano dell’analisi, sia sul terreno del programma, da considerarsi comuni e prioritari, lasciando il resto al dibattito post-elettorale;• I punti fondamentali di analisi appaiono essere quelli della crisi (nel senso classico di krisis) dello stato-nazione, la qualità nuova del quadro economico e dei suoi specifici risvolti europei, il mutamento di paradigma nella concezione dell’agire politico -con uno spostamento secco e pericoloso verso la cosiddetta “democrazia di competenza” e l’ideologia della “politica tecnica”, con l’Italia considerata laboratorio di questo esperimento a livello internazionale. E’ evidente lo spostamento e l’allargamento della condizione di “classe” all’insieme dei soggetti colpiti dall’intreccio delle contraddizioni che agiscono in questa società segmentata e, artificiosamente, “separata” attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione di massa.• Dovrà essere impostato un programma di annullamento dei provvedimenti assunti nel corso di questi anni, sul terreno, in nome di una deleteria politica neo-liberista, avanzando contestualmente una proposta di quadro politico-legislativo capace di produrre una trasformazione radicale degli equilibri politici, sociali, economici e culturali.1) Infine dovrà essere tenuta in considerazione una questione di metodo a nostro giudizio assolutamente decisiva. L’obiettivo del superamento della soglia di sbarramento potrebbe essere possibile attraverso una presentazione unitaria di un solo simbolo se si parte dalla considerazione che è assai maggiore la quantità di voti potenzialmente acquisibili al di fuori dal recinto dei partiti organizzati, in questo momento presenti nel panorama di una possibile sinistra d’alternativa;2) E’ necessario partire da un’autoconvocazione dal basso, aperta a tutti coloro i quali intendono partecipare. Il web potrà essere usato come strumento di diffusione e di allargamento della conoscenza di questo appello e di queste tematiche, ma per l’attuazione del progetto sarà necessario procedere secondo gli usati canoni della partecipazione diretta e diffusa sul territorio.Questo testo è rivolto a tutti coloro che, al di là della loro attuale collocazione, condividono questo obiettivo chiedendo una adesione, con l’obiettivo di realizzare – per l’appunto –l’obiettivo di una assemblea nazionale autoconvocata, che si misuri con un unico punto all’ordine del giorno: quello di costruire le condizioni politiche e organizzative perché una rappresentanza della sinistra d’alternativa rientri in Parlamento, nella prossima legislatura, attraverso una iniziativa che ne segnali – prima di tutto – la più completa autonomia sul piano politica, quale espressione di una identità plurale legata strettamente ad una storia che non deve assolutamente essere cancellata.Cerchiamo allora di compiere un passo avanti tutti assieme sul terreno della critica serrata ai fallimenti di questi anni ma – soprattutto – nella capacità di prospettare una seria e credibile prospettiva unitaria per il futurro.


AUTONOMIA A SINISTRA: UNA SPIEGAZIONE ELEMENTARE MA NECESSARIA


La proposta di una presentazione autonoma delle forze della sinistra italiana non è dovuta a un rigurgito massimalista e/o meramente identitario (anche se la questione dell’identità è seria e non può essere sottovalutata) ma a una analisi, che mi permetto di ritenere sufficientemente compiuta, riguardante lo stato dell’arte del sistema politico italiano.
L’Italia rimane un “caso”, nel contesto internazionale e specificatamente europeo, laddove, all’interno della confusa fase di transizione apertasi attraverso la furia iconoclasta che aveva distrutto, nel 1993, la Repubblica dei Partiti si sono verificati tre fenomeni molto particolari: l’assoluta inefficacia del meccanismo dell’alternanza di governo pur realizzatasi attraverso l’assunzione di un profilo bipolare a livello sistemico, esauritosi nel 2006 con l’adozione di un nuovo sistema elettorale e la disastrosa prova di governo realizzata dalla cosiddetta “Unione” (prova di governo che, nella sua effettualità di “disastro” minaccia apertamente di ripetersi in caso di successo nelle prossime elezioni, del variegato schieramento raccoltosi attorno al balzano meccanismo delle “primarie” indette dal PD); la lunga assunzione di un ruolo di governo, rivelatosi assolutamente esiziale per l’economia e la credibilità internazionale del Paese, da parte di una destra populista composta, da una parte, da un soggetto di tipo personalistico del tutto privo di una qualche capacità politica complessiva che non fosse legata agli interessi diretti del suo padrone e dall’altro dal tentativo di mettere in discussione la stessa tenuta unitaria dello Stato, già messa a dura prova dalla crisi dello “Stato-nazione” dovuta, nello specifico, dell’affermarsi dei meccanismi europei; l’attuale situazione di “democrazia sospesa” dovuta all’avvento del cosiddetto “governo dei tecnici” sorto in una situazione border-line sul piano della legittimità costituzionale e in grado di portare avanti una feroce politica anti-popolare in chiave meramente ideologica attorno alla riproposizione, dal punto di vista padronale dell’antico ma sempre moderno “concetto di classe”.
Il provvedimento emblematico assunto surrettiziamente in questa fase e assolutamente indicativo di questa situazione è stato sicuramente quello della modifica dell’articolo 81 della Costituzione Repubblicana, con l’imposizione del pareggio di bilancio.
Ecco: più ancora che attraverso il referendum sulle modifiche all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, la riscossa di una sinistra nuovamente parlamentare passerebbe, a mio modesto avviso, attraverso una battaglia di abolizione delle modifiche apportate – appunto – all’articolo 81 della nostra carta fondamentale e, quindi, con una riconsiderazione anche a livello teorico del concetto di “deficit spendig” e di primato della politica sull’economia.
In quest’ambito la sinistra, di tradizione comunista e socialista, è rimasta fuori dal Parlamento e non faccio qui la storia delle ragioni di questo crollo. Dovrebbero riuscire a farla, serenamente, i dirigenti dei partiti e dei soggetti politici attivi in campo nel corso di questi ultimi 15 anni e principali protagonisti di questa sconfitta storica.
Quello che interessa affermare in questo momento può essere ridotto a due punti:
1) Non esiste, al momento, uno schieramento di centrosinistra che possa garantire, attraverso un normale meccanismo di competizione elettorale, una efficace alternanza di governo, anche semplicemente posto sul piano della socialdemocrazia classica come avviene in altri Paesi d’Europa. Questo elemento accade perché la trasformazione/riaggregazione dei partiti della sinistra storica, segnata nel nostro Paese per un lungo periodo dalla “diversità” del PCI, non è stata compiuta nel segno di una alternativa se non di sistema almeno di diverso riferimento complessivo sul piano programmatico al riguardo del quadro internazionale, dell’economia, del rapporto con i temi del “sociale”, della qualità della democrazia. L’introiettamento dell’ideologia liberista da parte del soggetto principale di questo campo, il PD, rende vano un tentativo, eventuale, di affermazione di un meccanismo di alternanza/alternativa e del tutto minoritaria, perdente, subalterna la presenza di soggetti che intendano misurarsi, in questo campo, con una tematica di governo alternativo. Tanto più che il quadro complessivo è, a questo proposito, reso ancor più opaco dal peso di una situazione europea che andrebbe ben diversamente affrontata (fiscal compact, ecc). Il recinto di quello che, anche non è così, continuiamo a chiamare impropriamente centro-sinistra, non garantisce assolutamente una qualche possibilità di fuoriuscita dalle politiche liberiste fin qui perseguite e appoggiate, ben al di là della cosiddetta “agenda Monti”;
2) La sola possibilità di ripresa sul piano politico, oltre ovviamente alla continuità nell’iniziativa sociale, risiede in questo momento in un afflato unitario di tutti i soggetti di sinistra, al di là della loro tradizione e della loro attuale collocazione all’interno del quadro politico, per tentare, in piena autonomia (l’autonomia politica da altri schieramenti “conditio sine qua non” di un possibile recupero di presenza anche istituzionale, che in altre condizioni si rivelerebbe semplicemente una collocazione personalistica di qualche dirigente, del resto già protagonista, con ogni probabilità del fallimento del Governo Prodi e, successivamente, della Lista Arcobaleno). E’ evidente, in queste condizioni, come un’eventuale, possibile, rappresentanza parlamentare non possa collocarsi che in una condizione di opposizione, significando la prospettiva di una concreta alternativa.
Il mio auspicio, in chiusura, è quello del moltiplicarsi di iniziative attorno al nodo di una presentazione elettorale unitaria e autonoma: una esigenza ineludibile e urgente da affrontare attraverso una metodologia di pieno coinvolgimento dal basso di quella base militante, all’interno della quale – inutile negarlo, si sono verificati evidenti fenomeni di distacco che debbono essere assolutamente recuperati.
Savona, lì 3 ottobre 2012 Franco Astengo