lunedì 8 ottobre 2012

NON VOTARE ALLE PRIMARIE

 Non votare alle primarie è l’imperativo d’obbligo per quanti pensano che sia possibile realizzare l’obiettivo
di una rappresentanza politica capace di proporre una risposta di carattere anticapitalista alla crisi non
soltanto nel ristretto cortile del “Paese Italia”.

Occorre misurarsi con la necessità di rinnovamento radicale dell’agire politico nel senso del superamento
del meccanismo maggioritario-personalistico-affaristico che ha dominato la scena degli ultimi vent’anni
e porsi nella condizione, prima di tutto, di disporre di una piena autonomia, culturale, ma anche sociale e
politica.

Infatti:

E’ evidente che l’ambito del cosiddetto centro-sinistra italiano non offre spazio politico e culturale perché
alla crisi si risponda in maniera diversa da quella portata avanti, in questi mesi, dal cosiddetto “governo
dei tecnici” capace di aggravare le condizioni materiali dei ceti più deboli, accrescere la disoccupazione,
esaltare i meccanismi del monetarismo insiti nell’ideologia liberista che lo ispira.

Una collocazione politico-elettorale all’interno del centro-sinistra italiano impedirebbe, in più, un
collegamento concreto con quanto, sul terreno europeo, si sta muovendo per contrastare questa deriva
così pericolosa.

Il meccanismo delle primarie italiane rappresenta comunque e nuovamente un punto di esaltazione di
quella “personalizzazione della politica” che è stata alla base, prima di tutto, della tragica ascesa della
destra populista che, nel nostro Paese, ha gravemente danneggiato l’economia e la credibilità delle
istituzioni, smantellando definitivamente quanto era rimasto, dopo la bufera d’inizio secolo, del sistema dei
partiti.

Le primarie rappresentano, infatti, il punto più evidente di accettazione del terreno politico imposto
dall’avversario.

Le primarie di coalizione, oggettivamente rafforzative della logica maggioritaria, intendono addirittura
precludere la possibilità stessa di immaginare la presenza di voci o soggetti posti in alternativa al sistema.

Il “NO” alle primarie significa insomma un “SI” al recupero di un’idea di fondo della presenza politica
di una sinistra d’alternativa adeguata alla realtà dello scontro in atto, in una prospettiva di proposta di
trasformazione radicale del sistema.

Savona, li 7 ottobre 2012

Franco Astengo

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