Nei giorni scorsi l'Assemblea Legislativa delle Marche ha approvato lo Ius Soli alla marchigiana, cioè con forte opzione a favore delle due proposte di legge per cui ha raccolto le firme la Campagna” l'Italia sono anch'io”. Tre giorni dopo i fascisti di Forza Nuova hanno celebrato il funerale alla loro sconfitta, ponendo un water con l'indicazione “IUS SOLI” davanti alla sede della Regione. La lapide è stata ritirata dagli operatori ecologici senza neanche l'onore di una foto.
Si potrebbe parlare di vittoria di Pirro, considerando che il Governo di una regione al centro del centro (il modello marchigiano di centrosinistra con UDC senza sinistra è nato da queste parti nel 2010) non ha voluto ricevere i rappresentanti della Campagna” L’Italia sono anch’io”, che pur avevano raccolto più di 4000 firme, ed ha optato per una Delibera alle camere basata sul semplice diritto ai nuovi nati dopo 5 anni di residenza. Altre cinque regioni italiane avevano aderito direttamente alla campagna, facendo sperare in un impatto forte nei confronti del governo centrale. Ascoltiamo i racconti della raccolta di firme: si è partiti in tutt'Italia nel 2011 su una piattaforma di 19 organizzazioni. La raccolta correva il rischio di scontrarsi con la distribuzione non omogenea sul territorio nazionale delle organizzazioni stesse, e con la stanchezza di dover riproporre testi già arenati alle camere dal 1996 in poi. Nelle Marche si devono ringraziare alcuni vecchi e nuovi leoni della militanza organizzata, che si sono sforzati di trovare un linguaggio comune che superasse diffidenze e pigrizie, tenendo i collegamenti fra i comitati provinciali, raccogliendo le firme utilizzando tutti gli spazi, dalle giornate di Occupy Ancona all'impegno del testimonial Papa Waigo calciatore dell'Ascoli. Lo stesso coinvolgimento dei partiti è stato tardivo ed accomodato sulle uscite del Presidente Napolitano, anche lui schiacciato sullo ius soli per le nuove generazioni. Ben altro coinvolgimento si è avuto nelle giornate di lavoro, perché le ragioni della cittadinanza e del voto sono ben comprese dai migranti, che vedono nei loro diritti una risposta non emergenziale alla crisi. Raccogliere le firme con Libera al fianco della CGIL, con Antigone al fianco del Centro Culturale Islamico e delle donne di Se Non Ora Quando è fare società, mentre quanto viene riportato nelle aule è spesso paternalistico. Stessa immagine si ha dal Piemonte di Tutticolori, Carlo Masoero (PRC), del consiglio regionale del Piemonte (Monica Cerutti, SEL) dalla Toscana, dalla Puglia: molto entusiasmo nella raccolta, molto senso di future garanzie da parte degli immigrati. Il diritto al voto è infatti stato compreso dalle associazioni del mondo dell’immigrazione non come libertà di votare un partito o l’altro, ma come superamento di rappresentanze come i consiglieri aggiunti e le consulte, veri ministri senza portafoglio.
Si potrebbe parlare di vittoria di Pirro, considerando che il Governo di una regione al centro del centro (il modello marchigiano di centrosinistra con UDC senza sinistra è nato da queste parti nel 2010) non ha voluto ricevere i rappresentanti della Campagna” L’Italia sono anch’io”, che pur avevano raccolto più di 4000 firme, ed ha optato per una Delibera alle camere basata sul semplice diritto ai nuovi nati dopo 5 anni di residenza. Altre cinque regioni italiane avevano aderito direttamente alla campagna, facendo sperare in un impatto forte nei confronti del governo centrale. Ascoltiamo i racconti della raccolta di firme: si è partiti in tutt'Italia nel 2011 su una piattaforma di 19 organizzazioni. La raccolta correva il rischio di scontrarsi con la distribuzione non omogenea sul territorio nazionale delle organizzazioni stesse, e con la stanchezza di dover riproporre testi già arenati alle camere dal 1996 in poi. Nelle Marche si devono ringraziare alcuni vecchi e nuovi leoni della militanza organizzata, che si sono sforzati di trovare un linguaggio comune che superasse diffidenze e pigrizie, tenendo i collegamenti fra i comitati provinciali, raccogliendo le firme utilizzando tutti gli spazi, dalle giornate di Occupy Ancona all'impegno del testimonial Papa Waigo calciatore dell'Ascoli. Lo stesso coinvolgimento dei partiti è stato tardivo ed accomodato sulle uscite del Presidente Napolitano, anche lui schiacciato sullo ius soli per le nuove generazioni. Ben altro coinvolgimento si è avuto nelle giornate di lavoro, perché le ragioni della cittadinanza e del voto sono ben comprese dai migranti, che vedono nei loro diritti una risposta non emergenziale alla crisi. Raccogliere le firme con Libera al fianco della CGIL, con Antigone al fianco del Centro Culturale Islamico e delle donne di Se Non Ora Quando è fare società, mentre quanto viene riportato nelle aule è spesso paternalistico. Stessa immagine si ha dal Piemonte di Tutticolori, Carlo Masoero (PRC), del consiglio regionale del Piemonte (Monica Cerutti, SEL) dalla Toscana, dalla Puglia: molto entusiasmo nella raccolta, molto senso di future garanzie da parte degli immigrati. Il diritto al voto è infatti stato compreso dalle associazioni del mondo dell’immigrazione non come libertà di votare un partito o l’altro, ma come superamento di rappresentanze come i consiglieri aggiunti e le consulte, veri ministri senza portafoglio.
Ecco perché il risultato ottenuto grazie alla mobilitazione di associazioni e sindacati nelle Marche non è da sottostimare: una volta raccolte le 215.000 firme, nella primavera con la consegna delle stesse, la Campagna sembrava segnare il passo. Dopo un incontro con le massime istituzioni dello Stato alla Camera il 6 giugno, nonostante le dichiarazioni forti di molte cariche dello Stato, il 25 dello stesso mese il dibattito delle varie proposte di legge giacenti alle camere era partito subito male, con i veti delle destre. I vari disegni di legge sono ancora giacenti in commissione. Avvicinandosi le scadenze elettorali, la particolarità del dibattito marchigiano potrebbe ridare nuova linfa al livello nazionale. Un segnale per tutti era già venuto a luglio, quando l’Università della Pace, associazione a livello marchigiano, ha chiesto ed ottenuto la sospensione dell’iter della delibera alle camere richiedendo maggiore approfondimento rispetto alla proposta della Campagna. La campagna infatti intende andare avanti allargando il proprio impegno a livello europeo, nonchè impegnando i comitati locali nel mondo della scuola e intervenendo con una iniziativa specifica anche in questa lunga campagna elettorale per richiamare i partiti ad un impegno preciso per la prossima legislatura. L’esperienza delle Marche, dove su una popolazione di oltre 1.565.335 persone, nel 2010 gli immigrati regolarmente censiti risultano 110.801, può insegnare: un'immigrazione che era presto diventata familiare, si era occupata nel terziario come nell'industria e nel commercio, si era sindacalizzata. Le consulte, una delle prime leggi regionali in Italia che data 1998, col contributo delle comunità e delle associazioni, vedevano le Marche all'avanguardia in Italia. Così anche negli anni 2000 con l’introduzione del voto amministrativo e decentramento delle pratiche dalle Questura ai Comuni, poi invalidati dalla corte Costituzionale. Il voto, oltre a riconoscere la partecipazione all'amministrazione dei beni comuni, è ormai richiesto dalle seconde generazioni per sentirsi meno sospese fra due nazionalità parziali. Ricordiamo infine come i due soli due consiglieri di sinistra, SEL e Federazione della Sinistra, hanno inciso sul dibattito in aula in maniera da riuscire a far approvare l’ordine del giorno che richiamava le due proposte di legge di iniziativa popolare, che resteranno agli atti della Camera anche per la prossima legislatura. Qui si comincia a comprendere la portata del risultato ottenuto nelle Marche dalla sinistra e dagli attivisti: la regolarizzazione dei migranti che vivono da anni in Italia è anche un passaggio legale per difenderli, con le loro famiglie, dalla condanna alla clandestinità a cui li sospinge la crisi economica. Sarebbe giusto che anche i migranti non dovessero incorrere, oltre che nella disoccupazione, anche nel rischio di espulsione, né nel continuo rinnovo del permesso di soggiorno, con le conseguenti tasse che neanche il governo “tecnico” ed il ministro “sociale” si sono sognati di togliere.
La notizia è: la Campagna, continua, con altri mezzi e non vuole essere strumentalizzata neanche nella competizione elettorale.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie