martedì 23 ottobre 2012

UN SIMULACRO DI DEMOCRAZIA: UN INTERVENTO DI FELICE BESOSTRI

Siamo sicuramente ad un tornante, la crisi economica sarà sempre più pesante e colpirà classi popolari e ceto medio, con il paradosso che chi si trova ai margini ha più possibilità di sopravvivere e di tenere psicologogicamente, ma come ha mostrato la recente analisi/inchiesta della LSE diretta dalla Kaldor, la crisi e soprattutto politica e coinvolge la fiducia nella democrazia, come sistema capace di risposte. Il punto è che viene scambiata per democrazia il suo simulacro, quando da anni si è in presenza di una sua destruttrazione colpendo gli elementi costitutivi di una democrazia rappresentativa.
 A causa della complessità dei problemi e della loro urgenza si diffonde ad arte l’idea che la democrazia sia inadeguata per le sue procedure che comportano lungaggini. Quasi che il problema sia quello di decisioni rapide più che di decisioni giuste. Naturalmente nei Parlamenti si.. parla.
 Ma c’è differenza tra un dibattito pubblico che precede le decisioni, che come ci insegna Nadia Urbinati è l’essenza della democrazia rappresentativa e uno sterile bla-bla.
 In un paese dove è possibile modificare alticoli della Costituzione come l’81, il 97 e il 119 in semiclandestinità è un barometro preoccupante.
 Lo stesso sta avvenendo con la legge elettorale dove si trascina un’illustrazione degli emendamenti ben 222 nella sede istituzionale, quando si sa che sono gli incontri informali la sede decisiva. In tutto il mondo vi è un crescente peso degli esecutivi rispetto agli organi assembleari elettivi. La ragione è semplice con la crisi dello stato nazionale viene meno l‘importanza di un territorio come ambito politico. amministrativo in cui si esercita la sovranità/autorità rispetto ai problemi che sono in gran parte sovranazionali, quando non planetari( come ha ricordato Andrea Ermano al Convegno di Genova del gdV), nesun governo potrà regolare lo scioglimento dei ghiacciai. Ma se viene meno il territorio si tagliano le radici della rappresentanza che è territoriale, cioè espressione di un territorio e della popolazione( si badi bene popolazione e non cittadini elettori), che vi risiede). Nelle organizzazioni internazionali e sovranazionali, che hanno sempre maggiore importanza gli Stati sono rappresentati dai Governi e questo facilita il compito dei poteri forti, perchè i comnponenti degli esecutivi sono in numero ridotto rispetto alle assemblee e i componenti più sensibili individualmente alle lusinghe del potere, all’esposizione mediatica ed alla corruzione nel peggiore dei casi. I giochi son fatti se si gurdasse soltanto alle forze in campo lo spazio democratico sarà ridotto, ma per sfortuna dei normalizzatori, anche se travestiti da tecnici, ci sono i loro pessimi risultati, che dovrebbero produrre anticorpi.
 Un originale e misconosciuto politologo italiano del secolo scorso, il Bruni Rocci diceva che i grandi cambiamenti si produconno in profondità come fenomeni carsici, per questo son più difficili da prevedeere, ma se lo si sa si cominci a scandagliare in profondità paradossalmente ci diranno più del futuro la formazione data e quella ritenuta nei bambini ragazzini dai 6 ai 13 anni, delle esternazioni dei personaggi ad alta esposizione mediatica

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