Siamo sicuramente ad un tornante, la crisi economica sarà sempre più pesante
e colpirà classi popolari e ceto medio, con il paradosso che chi si trova ai
margini ha più possibilità di sopravvivere e di tenere psicologogicamente, ma
come ha mostrato la recente analisi/inchiesta della LSE diretta dalla Kaldor, la
crisi e soprattutto politica e coinvolge la fiducia nella democrazia, come
sistema capace di risposte. Il punto è che viene scambiata per democrazia il suo
simulacro, quando da anni si è in presenza di una sua destruttrazione colpendo
gli elementi costitutivi di una democrazia rappresentativa.
A causa della
complessità dei problemi e della loro urgenza si diffonde ad arte l’idea che la
democrazia sia inadeguata per le sue procedure che comportano lungaggini. Quasi
che il problema sia quello di decisioni rapide più che di decisioni giuste.
Naturalmente nei Parlamenti si.. parla.
Ma c’è differenza tra un dibattito
pubblico che precede le decisioni, che come ci insegna Nadia Urbinati è
l’essenza della democrazia rappresentativa e uno sterile bla-bla.
In un paese
dove è possibile modificare alticoli della Costituzione come l’81, il 97 e il
119 in semiclandestinità è un barometro preoccupante.
Lo stesso sta avvenendo
con la legge elettorale dove si trascina un’illustrazione degli emendamenti ben
222 nella sede istituzionale, quando si sa che sono gli incontri informali la
sede decisiva. In tutto il mondo vi è un crescente peso degli esecutivi rispetto
agli organi assembleari elettivi. La ragione è semplice con la crisi dello stato
nazionale viene meno l‘importanza di un territorio come ambito politico.
amministrativo in cui si esercita la sovranità/autorità rispetto ai problemi che
sono in gran parte sovranazionali, quando non planetari( come ha ricordato
Andrea Ermano al Convegno di Genova del gdV), nesun governo potrà regolare lo
scioglimento dei ghiacciai. Ma se viene meno il territorio si tagliano le radici
della rappresentanza che è territoriale, cioè espressione di un territorio e
della popolazione( si badi bene popolazione e non cittadini elettori), che vi
risiede). Nelle organizzazioni internazionali e sovranazionali, che hanno sempre
maggiore importanza gli Stati sono rappresentati dai Governi e questo facilita
il compito dei poteri forti, perchè i comnponenti degli esecutivi sono in numero
ridotto rispetto alle assemblee e i componenti più sensibili individualmente
alle lusinghe del potere, all’esposizione mediatica ed alla corruzione nel
peggiore dei casi. I giochi son fatti se si gurdasse soltanto alle forze in
campo lo spazio democratico sarà ridotto, ma per sfortuna dei normalizzatori,
anche se travestiti da tecnici, ci sono i loro pessimi risultati, che dovrebbero
produrre anticorpi.
Un originale e misconosciuto politologo italiano del secolo
scorso, il Bruni Rocci diceva che i grandi cambiamenti si produconno in
profondità come fenomeni carsici, per questo son più difficili da prevedeere, ma
se lo si sa si cominci a scandagliare in profondità paradossalmente ci diranno
più del futuro la formazione data e quella ritenuta nei bambini ragazzini dai 6
ai 13 anni, delle esternazioni dei personaggi ad alta esposizione mediatica
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