SAVONA 2021: ANALISI DEL VOTO E RISVOLTI POLITICI di Franco
Astengo
Il forzato rinvio
del convegno organizzato dal "Laboratorio" per il 16
dicembre nel corso del quale avrebbe dovuto essere sviluppata
un'analisi del voto savonese dello scorso ottobre rende necessario
utilizzare strumenti diversi per avviare comunque un dibattito di
merito propedeutico ad una augurabile ripresa dell'iniziativa a tempi
brevi.
Mi sono così
permesso di rielaborare in forma maggiormente organica gli schemi che
avevo predisposto per quell'iniziativa e mi permetto di proporre il
testo al dibattito e alla riflessione di quanti fossero interessati.
L'ESITO DEL VOTO
Il doppio turno
elettorale del 3/4 ottobre (elezione del Sindaco e del Consiglio
Comunale) e del successivo 17/18 ottobre (ballottaggio per
l'elezione del Sindaco) ha prodotto un esito che sul piano
dell'analisi politologica può essere riassunto in 2 punti:
a) nel primo
turno la coalizione a sostegno della candidatura di Marco Russo ha
ottenuto un voto di sostanziale "tenuta" rispetto a quella
presentata nel 2020 a sostegno della candidatura di Ferruccio Sansa
in occasione delle elezioni regionali;
b) l'aumento
dell'astensione e la forte volatilità elettorale ha reso difficile
lo svolgimento di un'analisi comparata diversamente riferita a quella
riguardante il confronto tra i risultati del 2020 e quelli del 2021.
Inoltre per comprendere gli spostamenti di voti e i flussi tra i
diversi soggetti è obbligatorio riferirci, oltre ai numeri assoluti,
alle percentuali ottenute sul totale degli aventi diritto e non
soltanto sui voti validi. Diversamente si otterrebbe una sorta di
"effetto ottico" distorcente la realtà del risultato, come
-ad esempio - avvenne in passato con il vantato 40% realizzato dal PD
nelle elezioni europee del 2014 che produsse un effetto illusorio
principalmente nell'attività di governo: in realtà si trattava di
un fragilissimo 22% calcolato sull'intero corpo elettorale nel
quale, in quel momento, prevalevano tensioni corporative e di
"scambio politico" che non accolte e soddisfatte
provocarono il terremoto di consensi favorevole al M5S ( patrimonio
poi dilapidato in pochissimo tempo).
LA COMPARAZIONE
TRA IL VOTO COALIZIONALE 2020/2021
Savona Città:
Regionali 2020 espressi complessivamente 23.853 voti validi.
Savona Città.
Comunali 2021 primo turno espressi per le liste complessivamente
23.681 voti validi.
Una situazione di
lieve flessione.
Profonde le
differenze nella composizione delle due coalizioni, nel 2020 quella
a sostegno della candidatura di Ferruccio Sansa; nel 2021 quella a
sostegno di Marco Russo
1) si è
verificato un interscambio tra il M5S presente alle regionali e la
lista "Riformiamo" presente alle comunali: una parte degli
esponenti di "Riformiamo" nelle elezioni regionali aveva
sostenuto la candidatura Massardo che a Savona aveva ottenuto 797
suffragi;
2) è anche
avvenuto un mutamento d'asse tra le liste a sostegno della
candidatura Sansa con 3 liste concorrenti sulla stessa area
d'intervento: Lista Sansa, Verdi, Linea Condivisa e il M5S.
Nella coalizione
a sostegno di Marco Russo abbiamo invece avuto la lista del "Patto
per Savona" posizionata pivotalmente con un dato di forte
affermazione civico - progressista. Forte anche la differenza tra il
2020 e il 2021 nell'impostazione della lista di sinistra, tra Linea
Condivisa e Sinistra per Savona (comprensiva degli ambientalisti).
Verifichiamo
allora i voti dei due schieramenti in Città e nei quartieri.
Nelle elezioni
regionali 2020 si era presentato questo quadro:
Linea Condivisa
1.038 voti; Verdi 418 voti; Partito Democratico 6.234 voti; M5S 2.288
voti; Lista Sansa 1.199 voti per un totale di 11.177 voti
Nelle elezioni
comunali 2021 la coalizione a sostegno di Marco Russo sale a 11.323
voti con un incremento di 146 suffragi e questo andamento:
a) la lista di
sinistra per Savona ha inglobato tutti i voti di Linea Condivisa e
dei Verdi guadagnandone ancora 85;
b) il "Patto
per Savona" ha recuperato la notevole flessione accusata dal PD
inglobando i voti della Lista Sansa e recuperando altri 125 voti.
Patto a 2.794 (Lista Sansa 1.199; PD in calo di 1.470 sceso da 6.234
a 4.764)
c) lieve perdita
di 104 voti della lista "Riformiamo" 2021 (2.184), rispetto
a quella M5S 2020 (2.288).
In sostanza il
dato di tenuta della coalizione è stato quindi dovuto a un fattore
principale: quello dell'affermazione della lista del "Patto per
Savona" come soggetto civico e alla tenuta su 2 fronti evitando
dispersioni sia a sinistra sia al centro. Rispetto a questi passaggi
il M5S si è rivelato sostanzialmente ininfluente.
IL VOTO NEI
QUARTIERI TRA IL 2020 E IL 2021
La suddivisione
del voto nei quartieri fa risaltare meglio il dato di rilevante
tenuta della coalizione di sostegno per Marco Russo.
La coalizione
2021, infatti, cresce rispetto a quella 2020 in 6 quartieri su 10
(percentuali sul totale degli iscritti):
Centro più
0,34%; Villetta più 3,41%, Villapiana più 1,09% (partendo da una
percentuale molto bassa conseguita dalla coalizione alle regionali
con il 17,09%), Lavagnola più 1,34%, Santa Rita più 1,10%, Legino
più 0,24%.
Si registra
invece un calo a: Oltreletimbro meno 0,35%, Fornaci meno 0,76%,
Piazzale Moroni meno 0,71%, Zinola meno 0,66%.
La Città non
offre più, come accadeva un tempo, zone dal "voto bloccato"
attorno ad un soggetto "a coalizione dominante": il PCI
nelle periferie; la DC al Centro e alla Villetta.
Il fenomeno della
dispersione del voto può essere osservato meglio analizzandolo per
singola sezione.
La coalizione
2021 a sostegno di Marco Russo ha superato 1/3 del voto sul totale
degli aventi diritto in 2 sole sezioni : 15 (Villetta) e 58 (Zinola),
non a caso ai lati estremi della cinta urbana, giudicabili "estremi"
anche seguendo le regole tradizionali della distinzione sociologica.
Sempre al
riguardo della coalizione 2021 a sostegno di Marco Russo la media
cittadina del 22,80% è stata superata in 15 sezioni dislocate in
tutti i quartieri della Città:
3 sezioni al
Centro (4-6-9)
2 sezioni alla
Villetta - Valloria (12-16)
2 sezioni a
Villapiana (20-27)
1 sezione a
Lavagnola (30)
2 sezioni
Oltreletimbro (36-43)
1 sezione Santa
Rita (40)
4 sezioni Legino
(49-55-59-60)
Di converso si
sono situate al di sotto della soglia del 20%:
1 sezione al
centro: 10 (la prima ad arrivare al ballottaggio portando chiaro il
messaggio della prevalenza della candidatura Russo che in questo caso
aveva ribaltato lo svantaggio del primo turno)
1 sezione
Villetta - Valloria: 14
1 sezione
Villapiana: 18
2 sezioni
Lavagnola 29 e 33 (la seconda la sezione sita al Santuario i cui
abitanti hanno sofferto i disagi dell'alluvione)
1 sezione Legino:
50
L'AFFERMAZIONE
NEL BALLOTTAGGIO DELLA CANDIDATURA MARCO RUSSO
Se per la
coalizione si può parlare di tenuta, di successo per l'impostazione
civica del "Patto per Savona", di non dispersione a
sinistra dovuta alla presenza della lista "Sinistra per Savona"
e di una presenza di "Riformiamo" che ha neutralizzato la
posizione ostile assunta dal M5S (valutazioni poste esclusivamente
sul piano dei dati) si può,invece, parlare di reale incremento al
riguardo dei risultati ottenuti dalla candidatura di Marco Russo.
Anche in questo
caso le percentuali indicate sono tutte riferite al totale degli
iscritti nelle liste e non sul totale dei voti validi.
Questa analisi ci
dice che, in un quadro di aumento dell'astensione verificatosi tra il
1° e il 2° turno e di sostanziale disimpegno di quella parte
dell'elettorato che aveva scelto al 1° turno altri candidati (nel
complesso i 3 candidati fuori dalle candidature Russo e Schirru
avevano ottenuto 3.645 voti) l'elemento più importante che si è
realizzato nel ballottaggio è stato quello di un flusso di voti in
entrata sulla candidatura Russo da parte di elettrici ed elettori che
in prima istanza avevano scelto la candidatura Schirru.
La tenuta della
coalizione, segnalata nella prima parte di questa relazione, ha
rappresentato il piedistallo su cui si è realizzata l'affermazione
della candidatura Russo: gli 11.371 voti ottenuti rappresentano il
94,54% degli 11.971 voti del candidato.
Nel secondo turno
la percentuale dei voti della coalizione rispetto a quelli del
candidato scendono all'81,61% : si totalizza quindi un 13% sul totale
di suffragi rivolti direttamente alla candidatura Russo nel 2°
turno.
Una situazione
completamente opposta a quella verificatasi nel 2016 dove la
coalizione a sostegno della candidatura Battaglia aveva superato il
totale dei voti ottenuti dalla candidata e aveva continuato a
rappresentare l'86, 51% nel ballottaggio. Da notare che
nell'occasione delle elezioni 2016 era disponibile un ampio ventaglio
di voti recuperabili a sinistra, oltre i più di 7.000 voti raccolti
dal M5S si rilevavano anche 1.454 voti della lista "Noi per
Savona", 787 della lista "Savona Bella"
(ambientalisti) 337 voti al Partito Comunista dei Lavoratori e 1.441
voti a "Rete a Sinistra".
La situazione
verificatasi nel 2016 ha dimostrato nella incapacità di coesione il
vero punto di fallimento della candidatura Battaglia.
I numeri
complessivi dell'elezione del Sindaco sono noti ma li ripetiamo anche
in questa occasione: al primo turno la candidatura Russo ha avuto
11.971 voti pari al 24,10% del totale degli aventi diritto; la
candidatura Schirru 9.346 voti pari al 18,82%.
Nel secondo turno
la candidatura Russo è salita a 13.883 voti pari al 27,95%.
Quest'ultima
percentuale merita particolare attenzione.
Riscontrata una
percentuale di astensione superiore al 50% una candidatura che ha
raggiunto comunque quasi 1/3 dell'intero corpo elettorale deve
essere valutata come molto incisiva sul piano dell'aggregazione e
della raccolta di consenso.
La candidatura
Schirru si è fermata, nel ballottaggio, a quota 8.419 cedendo alla
candidatura opposta l'1,87% del proprio elettorato (825 voti).
Dal punto di
vista della dislocazione territoriale da notare che, in una
situazione di forte difficoltà delle periferie, tra il primo e il
secondo turno la candidatura Russo cresce in tutti i quartieri con
punte di incremento significative a Piazzale Moroni (più 4,57%) e a
Lavagnola (più 4,70%), dove se si esaminano i dati della
partecipazione al voto appare più evidente un passaggio di voti
dalla candidatura Schirru alla candidatura Russo.
La candidatura
Russo è comunque cresciuta in tutti i quartieri:
Centro più 3,81%
Villetta Valloria
più 3,79%
Villapiana più
1,15%
Lavagnola più
4,70%
Oltreletimbro più
3,00%
Santa Rita più
2,70%
Fornaci più
4,23%
Legino più 3,10%
Piazzale Moroni
più 4,57%
Zinola più
2,43%.
L'ASTENSIONE
I dati fin qui
esposti risultano sicuramente confortanti sul piano dell'analisi
riguardante la base di consenso su cui Marco Russo è stato eletto
Sindaco.
Sono dati però
che soffrono dell'indicazione riguardante la mancata partecipazione
al voto: un capitolo che deve essere esaminato con la massima
attenzione.
Al primo turno i
votanti avevano toccato il 52,4%, una quota arretrata con il
ballottaggio al di sotto della soglia del 50% con il 46,3%
L'analisi della
partecipazione al voto nel ballottaggio ci indica inoltre con
chiarezza la forza della disaffezione nelle periferie:
Percentuale dei
votanti al ballottaggio:
Centro Città
47.46%
Villetta Valloria
44,35%
Villapiana 42,01%
Lavagnola 41,83%
Oltreletimbro
45,76%
Santa Rita 48,87%
Fornaci 37,96%
Legino 49,21%
Piazzale Moroni
42,94%
Zinola 47,84%
In coda alla
graduatoria: Fornaci, Lavagnola, Villapiana, Piazzale Moroni mentre
"tiene", anzi a Legino progredisce, la periferia di
Ponente.
Ovviamente siamo
molto lontani dalle percentuali di adesione alle candidature
registrate nelle prime occasioni di elezione diretta del Sindaco dal
1994 al 2011 (sia pure con la partecipazione già in calo) cui ha
fatto seguito la brusca caduta del 2016:
1994: elettori
59.566 votanti 50405
1998: elettori
57.570 votanti 44.085
2002: elettori
55.474 votanti 40.177 (inizio a questo punto il trend discendente sia
demografico, sia elettorale)
2006: elettori
53.317 votanti 36.903 (qui si segnale un vero e proprio punto di
rottura)
2011: elettori
51.822 votanti 35.624
2016: elettori
50.789 (siamo ancora di poco al di sopra della soglia dei 50.000)
31.441 votanti al primo turno e 25.084 al secondo turno, con poco più
di 23.000 voti validi (Caprioglio 12.482, Battaglia 11.138).
Da questa messe
di dati si può dedurre che l'affermazione della candidatura Russo
possa essere giudicata piena e convincente: non realizzata
semplicemente "in discesa" per deficit di contrasto dentro
un quadro di calo generalizzato.
Quali possono
essere allora alcune tracce di considerazioni conclusive:
1) Va ribadita la
fragilità del risultato elettorale soprattutto dal punto di analisi
riguardante i soggetti politici;
2) L'elettorato
savonese appare più influenzato che non in altre fasi dai fenomeni
della volatilità elettorale e dell'astensione. Soltanto un esempio
sotto questo aspetto: alle politiche del 1996 elettrici ed elettori
savonesi ammontavano a 58.688 unità, se ne recarono alle urne
51.319 pari all'87,44%. L'Ulivo raccolse 16.646 voti; il Polo delle
Libertà 16.666, la Lega Nord 4.892; alle politiche del 2018 gli
iscritti nelle liste erano 47.231, i votanti 34.627 pari al 73,31%,
il centrodestra (comprensivo della Lega) ha raccolto 10.853 voti, il
centro-sinistra 8.944, il M5S (al culmine della sua breve parabola
oggi in rovinosa discesa) 10.448: è difficile parlare di "tenuta"
del M5S quando in 3 anni si cala di circa 8.000 voti su di una
partecipazione elettorale passata da 34.627 votanti a 26.035).
3) Il successo
della candidatura Russo con l'evidente egemonia realizzata nel turno
di ballottaggio richiama alla responsabilità decisiva del lavoro
della futura amministrazione. Alle forze politiche di partito e
civiche che hanno formato la coalizione tocca il compito di
consolidare il risultato in Città facendo in modo che il lavoro
compiuto non si disperda e non si smarrisca il senso della coalizione
che si è formata.
4) Va tenuto ben
presente che non si vive soltanto di scadenze elettorali e che,
comunque, le prossime chiamate alle urne non riguarderanno il Comune
e sarà necessario tenere viva la tensione verso le istanze
democratiche e progressiste che sono stzate evidenziate con successo
in questa ultima tornata.
5) Grande
attenzione va rivolta alla ncessità di colmare il divario tra i
risultati delle elezioni generali rispetto a quelle locali. La
crescita di consenso registrata attorno alla candidatura Russo in
tutti i quartieri nell'occasione del ballottaggio indica a tutti la
strada, sicuramente difficile, di una progettualità unitaria e di un
impegno quotidiano attorno ai nodi complessi dell'economia, del
sociale, della sanità.
6) Deve essere
ribadito un concetto di fondo: l'esito è stato positivo ma rimane
fragile e difficile da conservare. I numeri ci indicano con chiarezza
questa situazione di fatto ed è necessario averne piena
consapevolezza.