lunedì 30 giugno 2014

Ross@ Risoluzione conclusiva del coordinamento politico naz.le (approvato all'unanimità) del 29 giugno 2014


Il Coordinamento politico naz.le di Ross@, aperto ai rappresentanti dei territori, riunito a Roma il 29 giugno ha deciso di convocare per il prossimo mese di settembre l'assempblea nazionale degli iscritti allo scopo:
1) deliberare l'itinerario costituente del soggetto politico;
2) partendo dai sette punti costitutivi presentati all'assemblea di bologna del maggio 2013, occorre proseguire nell'approfondimento dei contenuti riferiti:

RICORDANDO IL LUGLIO'60: ALLORA LA RIVOLTA POPOLARE CONTRO IL FASCISMO. ADESSO L'OPPOSIZIONE CONTRO LA SVOLTA AUTORITARIA. VINSE LA DEMOCRAZIA E ADESSO? di Franco Astengo



Il 30 Giugno 1960 Genova scendeva in piazza per respingere il tentativo fascista di svolgere il proprio congresso nella città medaglia d’oro della Resistenza: seguirono giorni di grande tensione e mobilitazione popolare in tutto il Paese, con una forte repressione poliziesca: vi furono 5 morti a Reggio Emilia, a Roma i carabinieri a cavallo caricarono i partecipanti a una manifestazione antifascista a Porta San Paolo ferendo deputati comunisti e socialisti, vi furono altri morti a Palermo e a Catania.

FAR RIPARTIRE SUBITO ROSS@: INTERVENTO DI VINCENZO FACCIOLO ALLA RIUNIONE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DEL 29 GIUGNO



Prescindendo da ogni altra analisi sulla situazione politica, economica, democratica, morale e civile, che tutti conosciamo alla perfezione, vorrei ritornare al nocciolo del motivo per cui oggi siamo qui.

I POVERI LI AVRETE SEMPRE CON VOI di Giuseppe Florio con una nota introduttiva di MIMMO FILIPPI



Cari amici, (o, se volete, “compagni”, non fa differenza),
un amico carissimo, mi ha inviato lo scritto che vi allego.
L’autore è Giuseppe Florio, ha fondato la onlus Progetto Continenti e, tra mille difficoltà, lavora in Etiopia, Guatemala, Cambogia e Medio Oriente.
E’ anche un biblista di fama, profondamente credente e profondamente laico.

UCCISI I TRE RAGAZZI RAPITI: ISRAELE PREPARA UNA REAZIONE DI GUERRA (dal sito Online news)

PREVEDERE INDISCRIMINATI MASSACRI NON E' SICURAMENTE ESAGERATO. IL DRAMMA PALESTINESE RITORNA, ANCORA UNA VOLTA, ALLA RIBALTA INTERNAZIONALE NELLA MANIERA PIU' NEGATIVA E DRAMMATICA NELLA PREVISIONE DI UN INASPRIMENTO DI CONFLITTO CHE ALLONTANERA' ANCORA DI PIU' UNA SOLUZIONE. DAVVERO UNO SPIRALE SENZA FINE.

Trovati i corpi dei tre ragazzi rapiti. Israele si prepara a reagire

 

 

MIGRANTI SUL MARE: ANCORA INACCETTABILI TRAGEDIE ( dal sito Italiapost.it) con un commento della redazione di Perchè La Sinistra

MIGRANTI /1, AFFONDA BARCONE: 30 CADAVERI IN MARE. Nuova tragedia nel canale di Sicilia, i profughi morti per asfissia. Isolato un caso di malattia infettiva sospetta

Non riusciremo mai ad abituarci a queste tragedie e non rinunceremo mai a interrogarci: che razza di mondo è mai questo? Un mondo dove impera la logica del profitto, dove si accumulano ricchezze immense, dove le diseguaglianze sono incommesurabili , dovute al sistema dominante, quello capitalistico. Comprendiamo che sia necesserio affrontare il concreto della quotidianità, come fanno i governi attraverso l'uso di dosi massiccie di egoismo e di cinismo, ma non riunciamo ad indicare, per superare tutte le tragedie che accompagnano la nostra vita quotidiana, l'obiettivo di una "altra" organizzazione sociale fondata sull'eguaglianza e sulla solidarietà. Retorica da '800 - '900. Non lo crediamo e restiamo fermi sulla nostra idea del mondo, un mondo che abbia il comunismo come orizzonte.
sbarchiUn peschereccio con a bordo oltre 600 profughi e almeno 30 cadaveri, è stato soccorso dai mezzi della Marina militare nel Canale di Sicilia. L’imbarcazione è stata presa a rimorchio per essere portata nel porto di Pozzallo, nel Ragusano. Gli immigrati sarebbero morti per asfissia: i corpi, che si trovano in una parte angusta dell’imbarcazione, saranno recuperati dopo l’arrivo del peschereccio a Pozzallo. ”Altri 30 morti su un barcone. Altri 30 morti sulla coscienza di chi difende Mare Lorum. Fermare le partenze, aiutarli a casa loro, subito! Le camicie di Renzi e Alfano sono sporche di sangue. O no?”. Lo scrive su Facebook il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini.
Ai microfoni di una nota emittente tv, il sincaco di Pozzallo si è dichiarato dispiaciuto per le vittime e ha evidenziato la carenza delle strutture, con la mancanza di un numero adeguato di celle frigo per i cadaveri giunti, in quanto le uniche due sono già occupate e lancia un’appello agli altri sindaci affiché possano metterne a disposizione.
Nel porto di Pozzallo è approdata la nave Chimera della Marina Militare con 353 migranti che erano a bordo del peschereccio sul quale sono stati trovati 27 cadaveri. Gli altri profughi che si trovano ancora sulla nave Grecale e il barcone con le vittime è previsto, invece, che arrivino per martedì a mezzogiorno.
Durante le operazioni di soccorso effettuate domenica dal pattugliatore Orione della Marina Militare è stato identificato su un barcone un caso sospetto di malattia infettiva di interesse per il regolamento internazionale dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il paziente è stato isolato a bordo della nave che è tuttora in navigazione. Lo ha reso noto il ministero della Salute.

venerdì 27 giugno 2014

ROSS@ 29 GIUGNO : DECIDERE SUBITO SUL “MOVIMENTO PER ROSS@ SOGGETTO POLITICO” - di Franco Astengo



La riunione del coordinamento nazionale allargato di Ross@ che si svolgerà domenica prossima 29 Giugno non potrà concludersi con un esito incerto foriero dell’ennesimo rinvio nella definizione di forma e identità di Ross@.
Si impone la scelta di un “Movimento per Ross@ soggetto politico”.

giovedì 26 giugno 2014

OPPOSIZIONE E PARTITO UNICO di Franco Astengo



L’incontro avvenuto ieri 25 Giugno alla Camera dei Deputati tra una delegazione del PD, presente il Segretario e Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del M5S (assente il “leader naturale” Beppe Grillo) ha sancito, di fatto, un mutamento rilevante del quadro politico e portato un “mattoncino” (piccolo ma già significativo) alla costruzione di quel “Partito Unico della Nazione” tanto agognato dallo stesso Renzi. 

LA CANDIDATURA DELL'AVV.BESOSTRI ALLA CORTE COSTITUZIONALE: UN FATTO POSITIVO PER LA DEMOCRAZIA ITALIANA di Patrizia Turchi e Franco AstengoA


La candidatura dell’avv. Felice Carlo Besostri, già senatore della Repubblica, alla corte Costituzionale costituisce sicuramente un fatto positivo per la democrazia italiana.

mercoledì 25 giugno 2014

CONTROSEMESTRE EUROPEO E SOGGETTO POLITICO di Franco Astengo




E' il caso di ritornare brevemente su andamento ed esito della prima manifestazione del "Controsemestre Europeo" che si svolgerà sabato prossimo 28 Giugno a Roma.

Riflessioni, considerazioni e aspettative in vista della riunione nazionale del 29 Giugno. di iRoss@ Parma




Circa venti giorni fa, alla riunione nazionale di Bologna, la discussione sul futuro di Ross@ si è chiusa, nonostante la maggioranza degli interventi indicasse la volontà di dare vita ad un percorso costituente sulla base dei punti suggeriti dalla relazione di apertura di Giorgio Cremaschi, con la presa d'atto della necessità di approfondire il dibattito, in vista di un'ulteriore verifica delle rispettive posizioni da parte soprattutto dei promotori già appartenenti a realtà politiche organizzate.

LETTERA APERTA ALLE COMPAGNE E AI COMPAGNI DI DI ROSS@ di Elio Pescio



Ross@ in forma pseudo-strutturata nasce il 14 dicembre 2013, fatte salve tutte le varie relazioni tenute prima ed ancora in corso.

28 GIUGNO, MANIFESTAZIONE NAZIONALE: CONTROSEMESTRE POPOLARE E DI LOTTA (dal sito di Oltremedia)

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Un Autunno Caldo anticipato al mese di giugno. Sintomo di un malessere sempre più diffuso. Il 28 giugno molte realtà della sinistra antagonista scenderanno in piazza.

Hanno scelto come logo un Gufo – ossessione del governo di Renzi - , hanno convocato un corteo nazionale a Roma per il prossimo 28 giugno e inaugureranno con questa manifestazione un vero e proprio “Controsemestre popolare e di lotta”.

Una coalizione di sindacati, reti e movimenti sociali, organizzazioni politiche della sinistra antagonista scenderà in campo sin dalle prossime settimane in occasione del semestre europeo a presidenza italiana.
Nel mirino le misure adottate e progettate dal governo Renzi, il Jobs Act e le privatizzazioni ad esempio, ma anche e soprattutto l'opposizione ai diktat e ai Trattati dell'Unione Europea (a partire dal Fiscal Compact) ritenuti una gabbia che strangola gli interessi popolari e la democrazia.
Il semestre europeo di Renzi e della Troika (Bce, Ue, Fmi) non corrisponde in alcun modo alle aspettative e alla crescente rabbia popolare contro i vincoli europei e i governi che vi si adeguano.

Tra i promotori del Controsemestre popolare e di lotta ci sono sindacati come l'Usb, la minoranza Cgil, la Cub; reti nazionali di attivisti come “Noi saremo tutto” o gli universitari della campagna “Noi restiamo”, organizzazioni e partiti della sinistra antagonista come Rossa@, Rete dei Comunisti, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista ma le adesioni stanno crescendo.

Sabato 28 giugno sfileranno con una manifestazione nazionale a Roma che partirà da piazza della Repubblica (c'è una trattativa in corso con la Questura sul percorso) e per i sei mesi successivi organizzeranno incontri pubblici, manifestazioni, azioni dirette in tutto il paese su questioni che vanno dal lavoro alle privatizzazioni, dai pericoli di guerra alla denuncia dei Trattati Europei.

Quest'anno "l'Autunno Caldo" potrebbe cominciare già alle soglie dell'estate.

                                                                                                                                               Redazione

martedì 24 giugno 2014

CAPITALISMO FINANZIARIO, GOVERNO RENZI, PROSPETTIVE (NERISSIME) PER LAVORATORI E DISOCCUPATI di Franco Astengo


L’analisi del vero e proprio “mutamento di pelle” verificatosi, nel corso di questi mesi, all’interno del capitalismo italiano nella direzione di un ulteriore salto di qualità nel processo di finanziarizzazione a dimensione internazionale spiega meglio perché il governo Renzi, che è espressione proprio dei settori maggiormente interessati e orientati a questo processo di ulteriore sostituzione della produzione con la finanza, si stia muovendo su temi – al riguardo appunto dell’economia – tutto sommato marginali e si stia concentrando – sotto l’aspetto politico- istituzionale – sulla costruzione di un vero e proprio “regime” a partito pressoché “unico”. L’obiettivo, infatti, è quello di un’ulteriore stretta: altro che “direzione giusta” ma ripresa debole come cianciano a Bruxelles e a Francoforte. Si preparano tempi ancor più cupi per lavoratori e disoccupati.

UN CAMPO APERTO PER LA SINISTRA: DA INIZIATIVA 21 GIUGNO


  
Iniziativa 21 giugno: un campo aperto per la Sinistra.

COMUNICATO
Il 21 Giugno 2014, nella sede romana della Fondazione Nenni, si è svolto un incontro informale tra persone che, a titolo individuale o nella qualità di esponenti di Associazioni, Circoli, movimenti, esprimono realtà ed esperienze facenti parte della Sinistra Italiana, diverse, ma accomunate dal condividere la preoccupazione per lo stato della nostra democrazia e dall’esigenza di operare perché dal vuoto attuale possa emergere una Sinistra moderna e capace di un riformismo volto alla trasformazione della società più che alla sua ordinaria manutenzione. Questo incontro fa seguito a quello tenutosi a Bologna il 17 Maggio.

La quasi totalità dei partecipanti all’incontro ha fatto propri i concetti espressi nel testo col quale l’iniziativa è stata proposta ed avviata (Allegato 1).
Di conseguenza, i sottoscrittori di questo comunicato hanno convenuto sulla necessità di avviare un percorso comune senza che ciò comporti il predefinire forme e strutture organizzative e partecipative. E quindi, ferme restando le esistenti forme associative nelle loro individualità, caratteri culturali e politici, autonomie, hanno stabilito di costituirsi come un gruppo di liberi cittadini, denominato “Iniziativa 21 Giugno – campo aperto per la Sinistra”, aperto a tutti coloro che, individualmente, o a nome di Fondazioni, Associazioni, Circoli, soggetti politici, riviste, condividano quella preoccupazione e quell’esigenza, e ritengano di dovervisi impegnare.

            In tal senso, ed in vista di ulteriori e più larghi confronti e della necessaria articolazione delle comuni iniziative da avviare, si è convenuto sul fatto che compito prioritario ed ineludibile di una forza di sinistra sia quello della tutela e dello sviluppo della democrazia; a maggior ragione in un ciclo culturale e politico nel quale ne vengono manomesse le premesse giuridico-istituzionali della rappresentatività, della tutela delle minoranze, e del principio dei “checks and balances”.
Ma si osserva come la degenerazione della nostra democrazia non si manifesti unicamente nella manomissione di quelle regole ed Istituzioni che ne consentono il funzionamento.
Da oltre due decenni sono state messe in discussione quelle forme partecipative e di democrazia diffusa, che richiedono la presenza, la vitalità, e l’apertura di corpi intermedi quali partiti, sindacati, associazioni; sono state contratte le possibilità di partecipazione dei cittadini alle scelte riguardanti le comunità locali; è venuto meno il concetto che diritti individuali, civili, sociali, seppur configurantisi in ambiti e realtà diverse, costituiscano un corpus inscindibile.
Infine, ma non per ultimo, il ventennio appena trascorso ha visto la progressiva erosione di quelle basi economiche senza le quali la democrazia rischia comunque di restare pura affermazione di principii: infragilite non solo a causa di una crisi finanziaria che, dopo aver colpito le economie di tutto il mondo, vede l’Italia tra i Paesi ancora in fase di stagnazione. Disoccupazione, malaoccupazione, insicurezza e scarsa mobilità sociale, eccessive disparità nella distribuzione della ricchezza, iniquità fiscale, hanno peggiorato le condizioni di vita della maggior parte degli italiani, chiudendo e non aprendo la società, disconoscendo meriti e capacità, vanificando la pienezza dei diritti dei cittadini, pur sanciti in Costituzione.
La struttura ed il funzionamento dell’economia devono quindi esser tali da non render la democrazia un esercizio inutile o privo di effetti: ciò riguarda il peso e l’effetto delle scelte economiche private e pubbliche, che spetta alla politica di indirizzare verso l’utilità comune. Ma non si vedono all’orizzonte politiche capaci di operare in tal senso e ribaltare la situazione.

Ciò premesso, ed in relazione a quanto sopra, quali prime iniziative da condurre immediatamente, si è convenuto di:
·       Dover combattere in ogni modo ed in ogni ambito la manomissione istituzionale rappresentata dal progetto di legge elettorale Berlusconi-Renzi e dalla prevista riforma del Senato: controriforme gravissime in sè nella distruzione della rappresentanza democratica dei cittadini, e gravissime nella loro conseguenza immediata di far venir meno il sistema dei pesi e contrappesi, omologando gli Organi di garanzia all’Esecutivo. A tal fine, avvertendo che la menomazione dei diritti civili dei cittadini italiani comporterà, non molto alla lunga, anche la menomazione dei diritti individuali e sociali, verranno avviate e sostenute tutte le iniziative sviluppabili in ambito politico, nei confronti della pubblica opinione e della società civile, ed in ambito giudiziario, come già è stato fatto nei confronti del “Porcellum” e della legge 40.
     E la designazione parlamentare di un membro della Consulta, in corso in questi giorni, acquista significato non solo simbolico: a tal proposito, si è ritenuto significativo il fatto che la candidatura dell’Avv. Felice Carlo Besostri abbia ottenuto nelle prime votazioni un buon numero di voti. Ci si considera quindi impegnati a sostenerla in tutte le sedi, facendo proprio il comunicato qui avanti allegato (Allegato 2).
·       Sempre in questa logica, si è convenuto di sostenere i quesiti referendari miranti alla modifica della Legge n°243 del 2012 (Disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di Bilancio ai sensi dell’Art.81, comma VI, della Costituzione), e di esser presenti nei relativi costituendi Comitati Promotori.

I firmatari di questo comunicato hanno poi convenuto sulla necessità di allargare e dare concretezza ad “Iniziativa 21 giugno”, avviando laboratori politici territoriali nei quali si ritrovino tutte le esperienze e le realtà associative qui presenti, ed altre che dovessero aggiungervisi, concretamente finalizzati all’indagine ed alla definizione di proposte e politiche territoriali, coinvolgendo e confrontandosi con altre realtà associative e politiche, ed avviando capacità di collegamento, iniziativa, impegno, e presenza politica saldamente connesse alle esigenze più acutamente sentite dai cittadini.

E’ stato infine stabilito di dotarsi di uno strumento di comunicazione interna ed esterna via web, quale l’avvio di un gruppo di Facebook, moderato da un amministratore.

Roma, 21 Giugno 2014

Sottoscrivono:
Enrico Antonioni (Network per il Socialismo Europeo)
Luciano Belli-Paci (Circolo Rosselli – MI)
Alberto Benzoni (Iniziativa Socialista)
Felice C. Besostri (Iniziativa Socialista)
Roberto Biscardini (Iniziativa Socialista)
Maurizio Caserta
Gim Cassano (Presidente di Alleanza Lib-Lab)
Andrea Costa
Critica Liberale
Elena Hileg Iannuzzi (Circolo La Riforma –MI)
Associazione “Il Socialista”
Marco Lang (Network per il Socialismo Europeo)
Claudio Melchiorre
Silvano Mulas (Sinistra d’Azione)
Giancarlo Nobile (Comitato Piero Gobetti – Napoli)
Saro Pettinato (Alleanza Lib-Lab)
Silvana Prosperi
Fabio Quadrana
Giovanni Rebecchi (Rete Socialista)
Nicola Rocco (…………..)
Francesco Somaini (Presidente Circolo Rosselli – MI)
Spazio Lib-lab
Stefano Sylos Labini
Lanfranco Turci (Network per il Socialismo Europeo)
Giovanni Vetritto
Olimpia Volpe (Comitato Piero Gobetti – Napoli)
Paolo Zinna


ALLEGATO 1.

Presentazione incontro 21 giugno.
Crediamo inutile ripetere ragionamenti che, con diverse angolature, tutti stiamo facendo, per spiegare a noi stessi quanto siano preoccupanti lo stato e le prospettive del Paese. Non solo per quanto riguarda le regole di funzionamento della democrazia e la manomissione istituzionale già avviata, ma anche osservando il progressivo degradarsi di quelle basi sociali ed economiche, venendo meno le quali una democrazia degenera verso oligarchia o populismo, ed una società si divide sempre più nettamente tra chi prende e chi da, tra chi può e chi non può. Crediamo anche inutile spender troppe parole per spiegare quanto grande sia il bisogno che il Paese ha di una sinistra nuova, aperta e plurale; e come, per chi ritenga necessaria questa presenza, i partiti attuali -nessuno escluso- non possano più rappresentare un adeguato punto di riferimento. 
Se nelle democrazie industriali la sinistra politica annaspa, in Italia, e più per errori propri che per altrui responsabilità, essa è ridotta ad un campo di macerie, sul quale sia anche stato sparso il sale: senza rivoltare profondamente il terreno, ben poco potrà ricrescervi sopra, anche perché oramai essa parla un linguaggio comprensibile, e non sempre, solo a se stessa.
Quest’opera di dissodamento non può essere avviata dai partiti oggi esistenti: si rende necessario che la composita galassia dei “sans papiers” di una sinistra critica e non irreggimentata, fatta di associazioni, gruppi, circoli, realtà territoriali, tra cui si collocano quelle-i di cui siamo esponenti, nonché da individualità significativamente impegnate, inizi a farlo col cercare una via comune e nuova, dandosi una consistenza culturale, politica, operativa che vada oltre le capacità ed i meriti dei singoli, che devono diventare patrimonio comune e non individuale o di piccoli gruppi sovente litigiosi.
Non è pensabile che un tale patrimonio di idee, tradizioni, esperienze, vada disperso in inutili rivoli, in personalismi, in disquisizioni sul sesso degli angeli e miranti a stabilire il tasso di socialismo, di liberalismo, di comunismo, di questo o di quell’altro dei nostri antenati (i quali probabilmente si sarebbero profondamente annoiati e disinteressati a tali esegesi), in un’attività che, grazie all’avvento dei computer, trova il modo di svolgersi solo sui loro schermi, ma che, in assenza di tali strumenti, sarebbe pressochè nulla.
Esistono, ben più vivaci della sinistra organizzata politicamente, al di fuori di questa, e da questa trascurate, capacità culturali, intellettuali, amministrative, di proposta e di organizzazione, di lavoro politico e nella società, nei campi del diritto, dell’economia, della tutela dei diritti, della comunicazione, insieme alle quali si può ripartire, a condizione che queste vedano in atto percorsi che, in termini di volontà di ripensamento e di aggregazione, siano credibili nell’evitare gli errori e le incomprensioni del passato.

Ricominciare non implica affatto l’abbandono di tradizioni, storie, esperienze, riferimenti culturali e politici che nella storia della sinistra si sono sviluppati attraverso percorsi non di rado in conflitto tra di loro.
Implica però, necessariamente:
      L’attitudine ad una visione critica e relativistica degli stessi come premessa per comprendere le ragioni di un arretramento comune a tutti e per aggiornare e valorizzare quelle esperienze; e, in definitiva, per definire una comune base di partenza da cui muovere.
      La rinunzia a visioni escatologiche ed alle conseguenti “reductiones ad unum” che la storia del secolo scorso ha sconfitto, per riappropriarsi invece del termine di “riformismo”, abbandonato a chi lo ha interpretato in termini di pura manutenzione ordinaria della società, ridandovi il significato di metodo finalizzato alla trasformazione della società e dell’economia che questo termine ha avuto sino a qualche decennio fa.
      Metodi di lavoro culturale e politico atti a superare le vecchie abitudini e le ricorrenti tentazioni al considerarsi depositari del vero, che si concludono in velleitarismi che cercano inutilmente di nascondere frustrazioni soggettive e debolezze oggettive.
      Nella consapevolezza che una sinistra “nuova” non possa oggi realizzarsi attraverso un micropartito, né col perorare l’entrismo nei partiti esistenti, provare a costituire un terreno comune ed una base di partenza a partire dalla quale sia possibile avviare elaborazioni, proposte, confronti, iniziative. E quindi: definire una base concettuale; selezionare le priorità di campagne ed iniziative comuni; avviare laboratori di progettualità politica a livello territoriale.
Avvertendo da un lato le difficoltà dell’oggi, e dall’altro la necessità ed il dovere di avviare una prima esplorazione e verifica in tal senso, abbiamo convenuto di incontrarci a Roma, presso la Fondazione Nenni (Via Alberto Caroncini,19), il 21 Giugno dalle 10,30 alle 16,00, in un incontro non pubblico ed informale. 
Incontro che può avere un senso ove questo:
      Sia concepito e nasca senza primogeniture, come la comune autoconvocazione di gruppi e persone che condividono la necessità di superare frammentazioni e di collegare strategie ed iniziative.
      Non sia concepito come sovrapposizione, contrapposizione, o sconfessione nei confronti di iniziative già in essere o in fase di avviamento.
      Vi si verifichi, tutti insieme, la sussistenza o meno di una comune volontà di confrontare e collegare esperienze, capacità, volontà, linee di indirizzo; e, nel caso, e per chi sia disponibile, le condizioni minime per procedere e le prime iniziative da avviare.


ALLEGATO 2

Riforme elettorali ed istituzionali; elezione membri Corte Costituzionale.
In Italia, la stabilità e l’efficienza del sistema politico sono state ricercate attraverso il mito di una governabilità assicurata formalmente dalle leggi elettorali, quasi che le maggioranze artificiali derivanti da abnormi premi in seggi o dalla elezione diretta dei vertici esecutivi degli Enti Territoriali o delle Regioni potessero sostituire l’omogeneità politica e la coerenza programmatica delle coalizioni, e potessero ovviare alla progressiva scomparsa dei partiti politici intesi come soggetti in grado di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”,  libere associazioni di cittadini e non oligarchie di politici di professione o appendici di un capo, padre e padrone del suo partito.
Malgrado l’obiettivo fallimento delle artificiali scorciatoie maggioritarie nel 2006, nel 2008, e nel 2013, si prosegue l’errore con progetti di riforma elettorale che non tengono conto dei chiari principii affermati nella “storica” sentenza n°1/2014, con la quale la Corte Costituzionale ha annullato le parti più importanti della legge n°270/2005 (il famigerato Porcellum); cioè il premio di maggioranza e le liste bloccate. L’approvazione dell’Italikum in tempi stretti viene spacciata come “democrazia dell’investitura”, che darebbe una forma più moderna ed adatta ai tempi della democrazia rappresentativa, quando la risposta più consona alla crescente disaffezione della popolazione verso il processo democratico è, invece, l’estensione di forme di democrazia partecipativa e diretta, da innestare nella struttura rappresentativa.
L’invadenza dell’esecutivo nel processo di revisione costituzionale, del tutto inusuale in una forma di governo parlamentare, è preoccupante; tanto più quando si combina con un Parlamento di nominati, cui si vuole togliere il divieto di mandato imperativo sancito dall’Art. 67 Cost., e che sarà ancora composto da designati di partito in assenza di una compiuta ed organica legge sui partiti politici, come in Germania, Francia, Spagna, e come richiesto dal combinato disposto degli Artt.2, 39 comma3, e 49 della Costituzione.
La consapevolezza della forzatura costituzionale della legge elettorale all’esame del Senato comporta di modificare gli equilibri della Corte Costituzionale approfittando della scadenza di mandato di 4 giudici: 2 di nomina parlamentare, e 2 di nomina presidenziale, con una procedura assolutamente non trasparente, in assenza di proposte di candidatura.
Se è comprensibile che i partiti che stanno trattando l’accordo istituzionale ed elettorale, ed anche i nomi dei futuri giudici funzionali agli accordi, votino scheda bianca o non partecipino alle votazioni con la maggioranza  qualificata dei 2/3, non è giustificabile l’inerzia o l’indifferenza di chi è estraneo o addirittura contrario agli accordi, a meno che non voglia comunicare una futura disponiobilità.
Per iniziativa di un gruppo politico è stata formulata una rosa di candidati tra i quali è possibile individuare un candidato di bandiera, sul quale far convergere i voti, a far tempo dalla prossima votazione. Anche come segnale e  monito che non vi è unanimità sulle riforme elettorali ed istituzionali volute dal Governo, a cominciare da quella del Senato, se non per la sottrazione del voto di fiducia.
Tra di loro, si segnala, per il carattere simbolico della scelta, quella dell’ Avvocato Felice Besostri, difensore della legalità costituzionale delle leggi elettorali, avendo contribuito, con l’ Avvocato Bozzi, a portare davanti alla Corte Costituzionale prima il Porcellum, e successivamente, con propria iniziativa, la legge elettorale lombarda e, di recente, la legge elettorale italiana per l’elezione dei Parlamentari europei spettanti all’Italia.

Roma, 21 giugno,2014

lunedì 23 giugno 2014

CONTROSEMESTRE EUROPEO, GOVERNO RENZI, MOVIMENTO POLITICO DI OPPOSIZIONE di Franco Astengo



Andamento ed esito della manifestazione di sabato prossimo 28 Giugno rappresenteranno un momento molto importante per lo sviluppo delle iniziative del cosiddetto “Controsemestre europeo”: si dovrà però tener conto della necessità di sviluppare una continuità d’iniziative nel merito lungo tutto l’arco del periodo di presidenza italiana, non legandoci semplicemente a qualche manifestazione centrale utilizzata a uso “spot” ma puntando a ramificare, in tutto il paese, una trama di presenze, d’incontri, di situazioni che rappresentino davvero la concreta operatività e visibilità di un movimento politico di opposizione. 

domenica 22 giugno 2014

PER RICOSTRUIRE LA SINISTRA TORNANDO AI FONDAMENTALI: LA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI CLASSE IN MARX E WEBER E LA CONSEGUENTE NECESSITA' DI UNA RAPPRESENTANZA DELLA SOGGETTIVITA' POLITICA di Franco Astengo



Capita spesso, nell’ansia di molti che provano a ricostruire la sinistra attraverso un recupero di soggettività e d’identità politica di usare una terminologia ormai considerata desueta da coloro che pure in passato si erano peritati di usarla a piene mani e del tutto estranea alle giovani generazioni all’interno delle quali l’esercizio della cultura politica si è verificato in forme affatto diverse da quelle di un passato anche recente.

REINVENTIAMO IL MOVIMENTO di Patrizia Buffa


“La vita è fatta di correnti che scorrono a velocità diverse: alcune (…) mutano di giorno in giorno, altre di anno in anno, altre di secolo in secolo”. E’ quanto sosteneva lo storico francese Braudel, distinguendo i fenomeni di breve durata, quelli transeunti, da quelli di lunga durata, ovvero quelli che permangono nel tempo.

sabato 21 giugno 2014

LA SITUAZIONE IN IRAQ: GLI EFFETTI DELL'ESPORTAZIONE DELLA DEMOCRAZIA ( dal sito Z net Italiy una dichiarazione di Falah Alwan) con un commento della redazione di Perchè la Sinistra

Pubblichiamo di seguito un intervento di  Falah Alwan della Federazione dei Consigli e dei Sindacati dei lavoratori dell'Iraq sulla drammatica situazione nella quale si trova il popolo iracheno stretto dentro ad una guerra civile dai tragici risvolti, con il rischio di una divisione del Paese in tre sfere d'influenza.Il popolo iracheno si trova  davanti alla morte, alla fame, alla miseria. E' questo l'esito concreto dell'operazione "esportazione della democrazia", della logiche di sfruttamento degli imperialisti e della borghesia irachena, di logiche pseudo - religioso che nascondono ovviamente le lotte per il profitto e il dominio delle fonti di petrolio.
E' in occasioni come queste che sale, imperiosa, la richiesta di una ripresa dell'internazionalismo, dell'idea della solidarietà tra le classi lavoratrici, della lotta di classe quale unica via per il riscatto sociale.

 
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venerdì 20 giugno 2014

UNA RISPOSTA VOLANTE SULLE QUESTIONI DI ROSS@ E DELLA SINISTRA D'ALTERNATIVA E DI OPPOSIZIONE di Franco Astengo




L’intervento di Giacomo Casarino appena pubblicato sul nostro sito: http://sinistrainparlamento.blogspot.it merita, per la puntualità delle argomentazioni sostenute, una risposta, sia pure parziale e molto stringata, in modo da chiarire quali sono i punti veri della discussione in Ross@ e più in generale nella sinistra d’alternativa e di opposizione.
Il mio parere è opposto a quello del compagno Casarino su di un punto essenziale e principio ad argomentarlo ponendo un quesito: perché noi di Ross@, attivi e presenti in molti territori con forme politiche aperte e con iniziative fondate essenzialmente sull’abnegazione di compagne e compagni che non intendono darsi per sconfitti, dovremmo rinunciare all'organizzazione politica lasciandola al gruppo opportunista che ha diretto Rifondazione Comunista e SeL.
 Un gruppo dirigente che al di là della questione della doppia tessera, a mio giudizio punto dirimente di tutta la questione, che è sostanzialmente lo stesso che ha portato la sinistra alle sconfitte elettorali dell’Arcobaleno e di Rivoluzione Civile facendo del governativismo e dell’elettoralismo la propria esclusiva cifra di presenza sulla scena politica italiana.
Un gruppo dirigente di burocrati capace di spaccarsi immediatamente per la gestione del potere, mandando per aria anche le speranze che un  po’ di compagne e di compagni avevano ingenuamente alimentato attorno alla lista Tsipras.
 Perché noi, rimasti ancora quasi allo stato liquido e loro a fare da "tappo" burocratico? Perché non comprendere come derivi da subito la necessità di un nuovo soggetto politico che faccia opposizione nel Paese, partendo dalle contraddizioni sociali e non limitandosi a organizzare manifestazioni, sicuramente importanti, ma del tutto insufficienti rispetto alle esigenze della lotta di classe che deve essere riportata al centro, sia in campo nazionale, sia a livello internazionale, in Europa e fuori d’Europa.
 Il minoritarismo sotto quest’aspetto appare proprio lontano mille miglia dall’impostazione che deve essere data al tema della soggettività politica e al rapporto tra questa e i nuovi movimenti sociali.
 La fase richiede urgentemente di misurarsi attorno a due temi, urgenti e decisivi: quello dell’organizzazione politica quello dell’opposizione.
Rinunciare a muoversi in questa direzione soltanto per “paura della politica” rappresenterebbe un errore e una colpa grave.

GIUGNO 1969: ESCE IL PRIMO NUMERO DEL "MANIFESTO" RIVISTA di Franco Astengo (con il testo integrale dell'editoriale di apertura)



Esattamente quarantacinque anni fa, nel Giugno 1969, usciva il primo numero del “Manifesto” rivista: distribuito nelle edicole dalle edizioni Dedalo di Bari, rappresentò, pur in quei tempi di militanza attiva e appassionata di tantissime e tantissimi, un successo strepitoso vendendo 55.000 copie.

FACCIAMO FALLIRE IL GOVERNO RENZI di Giorgio Cremaschi



Dobbiamo deludere il Presidente del Consiglio. Anche se ha ha rinviato il vertice europeo sulla disoccupazione a Torino per non avere la manifestazione contro, saremo in piazza comunque il 28 giugno a Roma per contestare il suo semestre di presidenza UE.  Perché il rinvio del summit dimostra solo  la maggiore astuzia di Renzi rispetto ai suoi predecessori, non certo che pratichi una diversa politica economica. Anzi.

AGIRE POLITICO, ORGANIZZAZIONE, ANTAGONISMO: ROSS@, quadratura del cerchio? di Giacomo Casarino



a)ROSS@: STATO DELL’ARTE
Diciamo che Ross@ ha vissuto, attraverso le tre assemblee  tenute lo scorso anno (Bologna, Milano/Napoli e Roma) un periodo di “prova”, ma non ancora di collaudo della sua ipotesi di “associazione politica”, non esclusiva - nel senso della possibilità di una doppia tessera.

giovedì 19 giugno 2014

CRETINISMO PARLAMENTARE: LA IRRESISTIBILE ATTRAZIONE DI SEL VERSO LA MAGGIORANZA E LE NECESSARIE E URGENTI RAGIONI DELL'OPPOSIZIONE SOCIALE E POLITCA. IL RUOLO DI ROSS@ di Franco Astengo


L'espressione cretinismo parlamentare la si deve a Marx e a Engels che, in "Rivoluzione e controrivoluzione in Germania" del 1852, lo descrivono come una specie d’infermità che colpisce chi crede un po' troppo in quello che succede nelle aule del potere legislativo e perde il contatto con la realtà.
La definizione usata dai due grandi maestri del comunismo può benissimo attagliarsi anche alle vicende di questi giorni che interessano SeL: il suo gruppo parlamentare, infatti, nell’occasione del voto sul decreto IRPEF di questi giorni ha proprio dimostrato di collocarsi in quell’ambito, subendo l’irresistibile attrazione della maggioranza di governo, al punto da spaccarsi e dal far prevedere l’ennesima scissione.
SeL, sia detto soltanto per inciso, soggetto nato su di un’idea sbagliata della personalizzazione della politica si muove, ancora adesso e nonostante tutto, nell’ambito della ricostruzione di un ipotetico centrosinistra : una vera e propria utopia in un quadro, quello del sistema politico italiano, che proprio non prevede più l’eventualità di una formula politica di quel tipo.
Nel contesto che si cercherà di delineare attraverso questo intervento SeL è stata però tirata in ballo perché proprio la sua vicenda richiama, ancora una volta la necessità di costruire di un soggetto politico dell’alternativa, la cui assenza è ben evidente nello scenario politico e che non può principiare che dall’opposizione.
Esistono, concrete e ben evidenti, ragioni necessarie e urgenti per l’opposizione sociale e politica.
Cerchiamo allora di esplorarle queste ragioni.
Da questo punto di vista emerge un’esigenza di vera e propria definizione teorica attorno ad un argomento che costituisce, dopo le negative vicende dell’ultimo decennio, uno dei terreni di confronto dialettico che potrebbe rappresentare anche un punto di divisione tra noi: quello sulle forme della politica.
La novità più importante sotto quest’aspetto è stata determinata dalla risposta fornita dai ceti dominanti al riguardo dell’allargarsi della domanda sociale e all’emergere di un profondo malessere tra classi ormai strette tra l’indebolimento delle tutele sociali e la crisi strutturale del mercato del lavoro capitalistico, posto sotto la pressione dell’internazionalizzazione dei processi produttivi e di un poderoso, ma complicato, fenomeno di finanziarizzazione dell’economia.
Sono nate così, nel vivo delle forme più complesse dello sfrangiamento sociale, forme di vera e propria “rabbia globale” intrecciate  a forme di “rabbia locale”.
Entrambe però pur dimostrandosi in varie maniere paiono non riuscire a realizzare una saldatura di tipo politico, in grado di fare sintesi e prospettiva.
Nascono da qui, prima di tutto, le accezioni populiste emerse con grande forza anche all’interno del sistema politico italiano e non solo sul piano europeo, nel corso degli ultimi anni.
Vale la pena però analizzare ancora la qualità complessiva dei conflitti in atto, esaminandone gli elementi portanti al di là delle insorgenze specifiche: conflitti che non possono essere descritti come di prevalente lotta di classe.
Non si vedono, infatti, ceti emergenti ben distinti che rivendicano una maggiore influenza politica.
Assistiamo piuttosto a mobilitazioni “liquide” in cui le linee di frattura sono piuttosto variegate e le rivendicazioni economiche si mischiano a quelle di natura post materialista.
L’affermarsi del consumismo ha così contribuito a quel fenomeno che Ted Robert Garr  ha chiamato di “deprivazione relativa” cui si risponde da sinistra (più o meno) con le logiche di tipo multitudinario o dei cosiddetti “beni comuni”, abbandonando così’ i concetti fondamenti delle “fratture sociali”.
E’ così che nasce la risposta populistica, la dissoluzione dei corpi intermedi, l’avanzarsi di soluzioni autoritarie frutto del combinato disposto  tra il fenomeno della personalizzazione della politica e del peso crescente della mediatizzazione dello stesso agire politico (un fattore molto diverso da quello della semplice pressione mediatica).
Il “Regime Renzi” si fonda esattamente su questi elementi: la risposta populistica, la dissoluzione dei corpi intermedi, le soluzioni autoritarie.
A questo punto è necessario procedere affrontando quel pericolo che oggi non soltanto nella realtà italiana (inquadrando anche sotto quest’aspetto quel tema che sbrigativamente indico come “europeo”) è ben dimostrato nell’attualità più pregnante.
E’ in pericolo, infatti, quella che Robert Dahl ha definito la caratteristica fondamentale della democrazia: la capacità dei governi a soddisfare in maniera continuativa, le preferenze dei cittadini in un quadro di eguaglianza politica.
La democrazia appare, in questa fase, in pericolo sotto i suoi due aspetti costitutivi: quello del “diritto di opposizione” e quello del “grado di partecipazione”.
Parlo di democrazia, beninteso, in un’accezione opposta a quella di tipo liberaldemocratico e soprattutto a quella “a vocazione maggioritaria” che intende evocare un meccanismo esclusivamente destinato alla funzione di governo.
Parlo di democrazia come espressione di idee, di estensione di diritti sociali e civili e – in  questa fase – della possibilità di fare opposizione, sia sul piano politico immediato, sia su quello più generale di tipo sistemico.
Esattamente il contrario di ciò che sta avvenendo nel concreto in Italia e fuori d’Italia dove diritti di opposizione e partecipazione, intesa come rappresentanza politica, tendono a essere ridotti al minimo, se non cancellati del tutto.
Tutto questo avviene in un’Europa nella quale non ci ritroviamo soltanto i diktat della trojka ma anche il fascismo in Ungheria e il Front National primo partito di Francia.
Per questi motivi occorre partire dal nodo della necessità urgente del costruire l’opposizione politica ponendola in diretta connessione con quella sociale.
E’ in questo senso che emerge il tema della costruzione del soggetto politico.
Si tratta prima di tutto di avviare una riflessione aperta attorno a due punti:
1)      La difficoltà in questa fase a riconoscere corpi intermedi che esistono ma non ricoprono più la funzione dei partiti. Quei partiti che erano stati chiamati a produrre, tra la società e la politica, sintesi e proposta di cambiamento strutturale. I partiti non potranno più esistere se non si recuperano alcuni concetti fondamentali, come quello internazionalista, che debbono tornare a far parte del nostro bagaglio per quanto possano apparire desueti e, in questo momento, financo impopolari;
2)      La proposizione, in una dimensione teorica e altresì di diretta proposta politica, del concetto di “frattura principale” quella della contraddizione tra capitale e lavoro, tra sfruttati e sfruttatori. Una frattura che appare oggi, dobbiamo ammetterlo, difficile da analizzare e da attualizzare per via di alcuni giganteschi processi, primo fra tutti quello dell’assalto indiscriminato all’ambiente e al territorio; poi quello della finanziarizzazione e ancora quello del mutamento  strutturale avvenuto nella relazione tra struttura e sovrastruttura con l’imporsi di una “rivoluzione passiva” che ha portato al fenomeno globale dell’individualismo consumistico intrecciando fattori economici, sociali, culturali. Dal nostro punto di vista dell’analisi marxista e della prospettiva politica che ne deriva la sola strada possibile è quella del porsi al di fuori della logica della “fine della storia”.
E’ la logica della “fine della storia” che si è cercato di imporre per via meramente ideologica che si è costruita quell’idea di “fine dell’ideologia” spinta fino all’annullamento, nell’immaginario collettivo, della distinzione tra destra e sinistra.
E’ stato su questa base, tanto per tornare alle piccole cose di casa nostra, che nascono e si affermano i Renzi, i Grillo, i Vendola.
Tutto quanto qui esposto può apparire utopico e insieme “antico” e appare fondamentale da portare avanti proprio sulla strada della costruzione del soggetto politico.
Egualmente il punto di partenza non potrà essere quello dell’aggregazione realizzata con la Lista Tsipras proprio perché, al di là delle incrostazioni e delle divisioni derivanti dal brutto passato recente.
Ross@ potrebbe fornire un serio contributo in questa direzione a patto di muoversi da subito sul terreno di una costruzione politica autonoma fondandosi sull’attività già portata avanti nei territori e costruendo un riferimento nazionale adeguato alla necessità di proporsi proprio in quella dimensione di ricerca che si è cercato di sviluppare anche in quest’occasione.