Il tema dell’autonomia culturale e
politica si colloca, in questa fase, al primo posto di una possibile agenda per
un dibattito volto a riprendere il tema della presenza organizzata dei
comunisti, e dell’insieme delle forze anticapitalistiche, in Italia.
Per porre le basi della costruzione di una nuova soggettività dei comunisti e della sinistra d'alternativa, fondata sui tre elementi che continuiamo a ritenere fondativi di questo progetto: autonomia teorica e d'iniziativa, alternativa di società in termini anti-capitalistici e opposizione allo stato di cose presenti.
lunedì 30 settembre 2013
CI VORREBBERO VERI SINDACATI di Giorgio Cremaschi
Con un
comunicato unitario, ma questa volta senza la firma della Confindustria, CGIL
CISL UIL intervengono nella crisi
politica per chiedere un vero governo.
Il documento
confederale è soltanto uno stanco spot a favore del governo Letta o di chiunque
gli succeda.
MA NON SAREBBE IL CASO DI RIFARE UN PARTITO COMUNISTA? di Marcello Pesarini
Trovo, anzi ritrovo in molti interventi che leggo su questo
sito una nobiltà che nulla ha a che vedere con fasti decaduti, aristocrazie
desuete. Parlo della dignità con cui ci rivolgiamo anche riguardo gli ultimi
degni, coraggiosi, ma comunque tentativi che già sanno di esserlo, verso una
convention o una manifestazione che cerchi di opporsi allo sfascio morale ed
economico del Paese.
domenica 29 settembre 2013
sabato 28 settembre 2013
CRISI DI GOVERNO, CRISI DI SISTEMA, DEFICIT DEMOCRATICO della redazione di "Perchè la Sinistra"
Le dimissioni dei ministri PDL che fanno parte del governo
Letta - Napolitano aprono la strada a una delle più difficili crisi di governo
dell’intera storia repubblicana.
venerdì 27 settembre 2013
ALCUNI PUNTI DI NECESSARIO CHIARIMENTO NEL MERITO DELLA MANIFESTAZIONE DEL PROSSIMO 12 OTTOBRE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE di Franco Astengo
Attraverso le brevi note che seguiranno si svilupperà un
tentativo di demistificazione rispetto ad alcuni elementi presenti nelle
modalità e nella piattaforma di convocazione della manifestazione in difesa
della Costituzione prevista per il prossimo 12 Ottobre e promossa da Rodotà,
Landini, Zagrebelsky, Carlassare, Ciotti ed altri prestigiosi nomi della
sinistra, dell’associazionismo e della cultura giuridica.
Non separiamo Costituzione e questione sociale di Alfonso Gianni
Se quella che fu
sinistra è totalmente incapace di parlare di lavoro e dignità, di diritti dei
migranti e di solidarietà, non ci si lamenti poi se le parole del papa hanno
anche il sapore di una captatio benevolentiae.
giovedì 26 settembre 2013
CI VORREBBE UN LUGLIO’60: LETTA, MARCHIONNE E IL CENTROSINISTRA
Insomma: ce ne sarebbe abbastanza in un “paese normale”, per
proclamare uno sciopero generale politico con la richiesta di caduta del
governo.
In realtà, tanto per essere chiari, servirebbe un luglio’60.
SVENDITA ITALIA, A LORO INSAPUTA di Giorgio Cremaschi
Ora governanti e manager dicono che non lo sapevano,
preferiscono fare la figura dei cretini piuttosto che quella dei complici.
Ma la svendita
di Telecom è solo un
altro atto di un
percorso annunciato e
realizzato da decenni, da parte di una classe politica e imprenditoriale che ha
cercato di salvare se stessa e i suoi fallimenti con la vendita all'incanto dei
beni del paese. E cha ha usato il liberismo, l'Euro e il fiscal compact, La Merkel come scusa e protezione del proprio
potere. Ora dopo la svendita di Telecom alla principale
concorrente, la Telefonica spagnola, assisteremo a qualche giorno di lacrime di
coccodrillo e di compunte dissertazioni sulle politiche industriali e le
riforme. Poi tutto continuerà come prima perché tutta l'Italia è in svendita.
La Grecia dopo
qualche anno di politiche di austerità europea ha conservato di suo il debito
pubblico e la polizia che bastona chi protesta. Tutto il resto è venduto,
appaltato, posto sotto controllo estero. Noi, più lentamente ma altrettanto
inesorabilmente, stiamo percorrendo la stessa strada. Perché abbiamo la stessa
classe dirigente.
Il governo, se
durerà, ha pronto un piano di privatizzazioni che non può che riguardare ciò
che resta del patrimonio produttivo. Ansaldo Energia è già in vendita, seguiranno
Enel, ENI, Finmeccanica, Fincantieri e Trenitalia, che opportunamente è già
stata separata dalla rete delle ferrovie locali e pendolari in disarmo, per le quali non si spende nulla. E per chi non è d'accordo ci sono le truppe di Alfano e i teoremi di
Caselli.
Alitalia è già
francese nonostante il paravento berlusconiano degli imprenditori patriottici, tra cui
Riva, sì proprio lui, e Colaninno grande affondatore della Telecom, che aveva
scalato con la benedizione di Massimo D'Alema. Le banche privatizzate sono state
oggetto e soggetto sia delle svendite sia dei disastri industriali, dalla Fiat
alla Pirelli a tutto il Made in Italy. Ed è bene ricordare che tutta la
politica delle privatizzazioni dissennate degli anni 90 ha come autori
principali Ciampi e Prodi, che Putin ha definito l'altro suo amico italiano
assieme a Berlusconi.
Anche nel
disastro industriale del paese trionfano le larghe intese e non da oggi. La vera differenza tra PDl e PD è
che il primo è il partito di un solo padrone, mentre il secondo vuole
rappresentarli tutti. E tutti assieme controllano la formazione del senso
comune , in modo che anche i cittadini vivano, senza colpa, a loro insaputa.
Sono due mesi
che la casta politica,manageriale e finanziaria ci spiega che c'è la luce
in fondo al tunnel. È una balla, ma come si fa a non crederci visto che il Presidente
della Repubblica invoca e impone stabilità proprio sulla
base di essa.
Intanto i dati
sul reddito di una delle province più ricche d'Italia, Brescia, parlano di
tutta un'altra storia.
Nel 2011, quando
il peggio della crisi doveva ancora venire, il reddito medio della provincia
lombarda è calato dell'11% rispetto all'anno precedente, meno 2500 euro su poco più di
20000. E sappiamo che questa è una media del pollo perché nella crisi
i più ricchi si arricchiscono. Eppure secondo l'Istat la gente vede
rosa e questo ottimismo può essere speso in Borsa e soprattutto per salvare il governo delle larghe intese. Ottimismo diceva
Tonino Guerra in una pubblicità, chi non è ottimista è un disfattista.
Andrà avanti, anzi indietro, così fino
a che ci sarà una
rottura con
le politiche economiche italiane ed europee di questi ultimi trenta anni. E
fino a che la classe politica e imprenditoriale responsabile, anche a sua insaputa, di esse non verrà mandata a casa.
Uno ai
domiciliari, a casa
gli altri responsabili del disastro, a partire dal loro massimo rappresentante Giorgio Napolitano.
PERCHE' L'ANPI NON SARA' IN PIAZZA IL 12 OTTOBRE Comunicato della segretaria nazionale
Non
possiamo aderire a iniziative che, pur legittime, prospettano piattaforme
politicoprogrammatiche.
Resta
fermo il nostro impegno per salvaguardare la Costituzione. Urge un forte
rilancio
delle linee del 2 giugno a Bologna
mercoledì 25 settembre 2013
ALITALIA, TELECOM: ENNESIMA CONFERMA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO di Franco Astengo
In una sola giornata, 24 Settembre 2013, due dei più
importanti “asset” strategici nel campo delle comunicazioni e dei trasporti
sono passati di mano: Alitalia ai francesi (finalmente!) Telecom agli spagnoli.
Questa la sostanza del discorso, al di là delle tecnicalità
relative a quote, forme di passaggio, ruolo del sistema bancario o altro: tutti
temi sui quali evitiamo di intervenire e, del resto, ben noti.
Interessa, invece, costatare direttamente come siamo all’ennesima
conferma di un disastro annunciato, quello della politica industriale italiana.
lunedì 23 settembre 2013
DALLE ELEZIONI TEDESCHE A QUELLE EUROPEE: RILANCIAMO LA NOSTRA PROPOSTA. NON BASTANO LE SOLE FORZE NAZIONALI DELLA SINISTRA D’OPPOSIZIONE - Turchi, Astengo (del Laboratorio Politico della sinistra d'alternativa)
Immagine dal sito: tg24.sky.it
Pubblichiamo un documento, in varie lingue, rivolto alle forze di sinistra di opposizione in occasione delle prossime elezioni per il Parlamento europeo.
L'esito delle elezioni tedesche svoltesi domenica 22 Settembre porterà all'insediamento di un vero e proprio "blocco moderato" (compresa con ogni probabilità l'SPD) al governo nel Paese più importante, il vero e proprio "cuore dell'Europa".
Un "blocco moderato" (con evidenti propaggini anche in Italia) che punterà sul prosieguo della politica di austerità e sull'uso dei mezzi più feroci a disposizone del capitalismo per proseguire nella marcia dentro la crisi nella direzione lucidamente individuata da Elmar Altvater nella sua intervista di domenica scorsa al Manifesto" Il problema fondamentale è quello della forte diseguaglianza in Europa. Negli ultimi 20-30 anni c'è stata una fortissima redistribuzione della ricchezza dal basso verso l'alto, ovunque i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi". E aggiunge "Avremo una soluzione solo quando la direzione di questo processo si invertirà".
Allora, proprio per fornire rappresentanza politica ad una ipotesi di fondo d'inversione di tendenza riteniamo di rilanciare la nostra proposta internazionalista e sovranazionale.
L'esito delle elezioni tedesche svoltesi domenica 22 Settembre porterà all'insediamento di un vero e proprio "blocco moderato" (compresa con ogni probabilità l'SPD) al governo nel Paese più importante, il vero e proprio "cuore dell'Europa".
Un "blocco moderato" (con evidenti propaggini anche in Italia) che punterà sul prosieguo della politica di austerità e sull'uso dei mezzi più feroci a disposizone del capitalismo per proseguire nella marcia dentro la crisi nella direzione lucidamente individuata da Elmar Altvater nella sua intervista di domenica scorsa al Manifesto" Il problema fondamentale è quello della forte diseguaglianza in Europa. Negli ultimi 20-30 anni c'è stata una fortissima redistribuzione della ricchezza dal basso verso l'alto, ovunque i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi". E aggiunge "Avremo una soluzione solo quando la direzione di questo processo si invertirà".
Allora, proprio per fornire rappresentanza politica ad una ipotesi di fondo d'inversione di tendenza riteniamo di rilanciare la nostra proposta internazionalista e sovranazionale.
EUROPA: NON BASTANO LE SOLE FORZE NAZIONALI DELLA SINISTRA D’OPPOSIZIONE
Le elezioni per il Parlamento Europeo, previste per la primavera del 2014, devono rappresentare l’occasione per stabilire un nuovo livello di iniziativa politica autonoma e alternativa, a carattere internazionalista, di dimensione sovranazionale, che connetta tutte le forze anticapitaliste, comuniste, socialiste, ambientaliste e libertarie rappresentative del pensiero critico e dei movimenti di lotta sviluppatisi, nel corso di questi anni, in opposizione alla gestione criminale della crisi portata avanti dalle centrali dominanti della finanza e della politica che detengono il potere nell’Unione Europea.
Un potere nel quale è impossibile riconoscersi.
sabato 21 settembre 2013
IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI: USCIRE DAL MINORITARISMO, VOLARE ALTO di Franco Astengo
Da tempo il cono di visuale della politica, anzi della Politica, si è via via ridotto, sfidando al ribasso persino i concetti di politicismo, di "qui e ora", di manicheismo spicciolo.
E' ora di tornare ad una visione complessiva, che tenga conto della storia della sinistra comunista, del contesto storico che si è andato sviluppando sia a livello nazionale che internazionale, delle gravi omissioni e rinunce ma anche delle opportunità che possiamo/dobbiamo cogliere.
Con questo spirito pubblichiamo un testo che vuol essere stimolo e proposta, di analisi come di progetto, per lanciare una discussione di livello adeguato, sapendo di muoverci controcorrente: porre le basi per la costruzione di un soggetto politico definito, identitario, anticapitalistico, con radici profonde e rivolto al presente e al futuro, con al centro la riconoscibilità e la rappresentanza della classe e del suo irrinunciabile conflitto.
IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI: USCIRE DAL MINORITARISMO, VOLARE ALTO
E' ora di tornare ad una visione complessiva, che tenga conto della storia della sinistra comunista, del contesto storico che si è andato sviluppando sia a livello nazionale che internazionale, delle gravi omissioni e rinunce ma anche delle opportunità che possiamo/dobbiamo cogliere.
Con questo spirito pubblichiamo un testo che vuol essere stimolo e proposta, di analisi come di progetto, per lanciare una discussione di livello adeguato, sapendo di muoverci controcorrente: porre le basi per la costruzione di un soggetto politico definito, identitario, anticapitalistico, con radici profonde e rivolto al presente e al futuro, con al centro la riconoscibilità e la rappresentanza della classe e del suo irrinunciabile conflitto.
IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI: USCIRE DAL MINORITARISMO, VOLARE ALTO
Una proposta rivolta a tutti i soggetti dell’opposizione per
l’alternativa con l’obiettivo di aprire un dibattito di fondo sulle tendenze
della crisi, i suoi riflessi sul sistema politico italiano e le prospettive di
una soggettività comunista, anticapitalista, d’opposizione per l’alternativa
all’altezza della qualità dello scontro.
UNA SINTESI EFFICACE: LA CONTRADDIZIONE DI CLASSE RIMANE AL CENTRO DELLO SCONTRO SOCIALE della Redazione di "Perchè la Sinistra"
Non basta “occupare”, serve prima di tutto demistificare miti e
illusioni dell’ideologia capitalista, serve riconoscere con chiarezza il
permanere costante della “lotta di classe” sulla scena della storia.
LA POSIZIONE DELL'ANPI SULLA MANIFESTAZIONE DEL 12 OTTOBRE PROMOSSA DA LANDINI E RODOTA' riceviamo e pubblichiamo
Ovviamente,
quand’anche per questa volta dovessimo procedere divisi, resta ferma la
disponibilità dell’ANPI a lavorare insieme, come tante volte è avvenuto nel
passato, per obiettivi comuni, che non si prestino ad ambiguità o perplessità
e/o strumentalizzazioni.
AUMENTO DELLE TRUPPE D'OCCUPAZIONE IN VALSUSA E LA LEGGENDA CHIAMATA TERRORISMO di G. Angelo Billia
Alfano, Alfano, lo vedi? A forza di vivere coi delinquenti la tua mente
fallace t’induce a credere siano ovunque. Ieri, grossomodo hai detto: “
i delinquenti NO TAV non s’illudano, la TAV si farà!”.
venerdì 20 settembre 2013
ITALIA: LA PREVEDIBILE INELUTTABILITA' DELLA SCADENZA ELETTORALE di Franco Astengo
Appare prevedibile,
in Italia, un appuntamento a breve con le urne
mercoledì 18 settembre 2013
News dalla Grecia
Migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il paese per dire che non c’è più spazio per Alba Dorata. Ieri notte, un
gruppo di nazisti aveva teso un agguato al noto rapper antifascista
Pavlos Fissas, accoltellandolo a morte sotto gli occhi delle unità DIAS (la
polizia in moto). Un omicidio non casuale, programmato, che arriva
proprio nel momento in cui i movimenti riprendevano slancio, con lo
sciopero a oltranza dei professori (adesioni sopra il 90%) e lo sciopero
generale di 48 ore (oggi e domani) convocato contro gli ennesimi
licenziamenti, di circa 25.000 lavoratori. - See more at:
http://atenecalling.org/in-tutta-la-grecia-manifestazioni-di-massa-contro-alba-dorata/#sthash.T33Mnq6u.dpuf
Si rimanda al link:
In
tutta la Grecia manifestazioni di massa contro Alba Dorata - See more
at:
http://atenecalling.org/in-tutta-la-grecia-manifestazioni-di-massa-contro-alba-dorata/#sthash.T33Mnq6u.dpuf
IN TUTTA LA GRECIA MANIFESTAZIONI CONTRO ALBA DORATA dopo l'omicidio programmato di un noto rapper anti-fascista
In
tutta la Grecia manifestazioni di massa contro Alba Dorata - See more
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SEL, RENZI, LA POLITICA DELLE ALLEANZE di Franco Astengo
Qualche giorno fa il leader di Sel e presidente della Regione Puglia ha dichiarato “con il PD di Renzi saremo alleati comunque”.
Un’indicazione che merita qualche spunto di riflessione proprio intorno al tema della politica delle alleanze, un elemento molto importante nella politica della sinistra e, in particolare, nella storia dei comunisti non solo in Italia.
THE SPIRIT OF '45, FILM DI KEN LOACH del Circolo Rosselli di Milano
THE SPIRIT OF '45. IN USCITA NELLE
SALE IL FILM DOCUMENTARIO DI KEN LOACH SULLA GRANDE VITTORIA LABURISTA DEL 1945.
UNA GRANDE LEZIONE DI STORIA E UNA INDICAZIONE VALIDA ANCHE PER IL NOSTRO
TEMPO
E’ l’8 maggio 1945. Una folla immensa invade Piccadilly, donne e uomini di ogni età, militari in uniforme, famiglie con bambini. Cantano, ballano su una musica che viene da chissà dove, si abbracciano, si baciano. È festa grande, la guerra è finita, la vita ricomincia. Sono le suggestive immagini in bianco e nero che aprono The spirit of '45, il documentario -che Ken Loach ha dedicato al periodo storico più bello, importante e vitale per il progresso dell'Inghilterra.
E’ l’8 maggio 1945. Una folla immensa invade Piccadilly, donne e uomini di ogni età, militari in uniforme, famiglie con bambini. Cantano, ballano su una musica che viene da chissà dove, si abbracciano, si baciano. È festa grande, la guerra è finita, la vita ricomincia. Sono le suggestive immagini in bianco e nero che aprono The spirit of '45, il documentario -che Ken Loach ha dedicato al periodo storico più bello, importante e vitale per il progresso dell'Inghilterra.
lunedì 16 settembre 2013
UNA RIFLESSIONE SULLE PROSPETTIVE ELETTORALI di Franco Astengo
La possibilità di andare a breve nuovamente al
voto appare essere, in questa fase, una carta di assoluta riserva per le forze
politiche impegnate nella maggioranza pro-governo Letta.
Pur tuttavia alcune considerazioni attorno all’ipotesi
elettorale possono essere comunque avanzate considerando che i sondaggi di oggi
confermano e consolidano la tendenza alla tripartizione del sistema e che
nessuno sembra proprio in grado di “asfaltare” nessuno.
domenica 15 settembre 2013
DIARIO POLITICO: L'IDENTITA' DEL PD di Giovanni Lamagna
sabato 14 settembre 2013
Ieri sera Scalfari, il “pregiatissimo” fondatore di “la
Repubblica”, da Lilli Gruber a “Otto e mezzo”, ha sostenuto che “ il PD deve
ricostruire la propria identità politica”.
Mi sono chiesto allora: “Ma da quanti anni esiste il PD?”.
Ricordavo a occhio e croce che era nato più o meno cinque/sei
anni fa.
Ma, per togliermi ogni dubbio, sono andato su internet ed ho
potuto così rinfrescare la mia memoria: il PD è stato fondato esattamente il 14
ottobre del 2007; cioè appena sei anni fa: un’inezia per un partito politico!
Mi chiedo allora: il PD, dopo appena sei anni di vita, deve
già, secondo Scalfari, ricostruire la sua identità politica?
Non viene il dubbio, al “pregiatissimo dottor Scalfari”, che
il PD questa identità non l’abbia mai avuta e che, più che ricostruirla, se la
debba ancora dare?
Ammesso che ci possa riuscire. Cosa che io non credo
possibile, visto lo stato di divisione (e confusione) cronica in cui versa da
quando è nato.
sabato 14 settembre 2013
CINQUE ANNI FA IL FALLIMENTO DELLA LEHMAN AND BROTHERS: L'INIZIO DELLA CRISI nota della REDAZIONE DI PERCHE' LA SINISTRA
Capitalismo da combattere con la stessa feroce lucidità con
il quale attacca, recuperando Marx non tanto e non solo come profeta del
comunismo, quanto come critico radicale di un’artificialità del modo di
esistere e produrre disumano, che si vorrebbe inevitabile come un destino verso
il quale deve essere, invece, affermato con forza “Ribellarsi è giusto”.
RIVA LIBERA I LAVORATORI di Sergio Casanova
Il gruppo Riva sostiene che i sequestri ordinati
dalla magistratura, “impedendo il normale ciclo dei pagamenti
aziendali”, fanno sì che “ non esistano più le condizioni
operative ed economiche per la prosecuzione della normale attività”.
Con questo argomento giustifica la definizione di “atto dovuto” a
proposito della “messa in libertà” di 1.400 lavoratori.
Colpisce il linguaggio anacronistico (ma che bene
palesa la vittoria culturale dell'ideologia liberista, l'ideologia
fondamentalista del Capitale), da tempo fatto proprio anche dai
sindacati, col quale si parla di lavoratori messi in libertà,
anziché sul lastrico e di datori di lavoro anche quando agisco
palesemente come “toglitori di lavoro”!
Ma colpisce ancor di più, pur essendo abituale, la
faccia...tosta dei “moderni” padroni delle ferriere,
dall'ineffabile Marchionne a Riva.
Il sequestro ha riguardato: “beni immobili
per oltre 456 milioni di euro,
disponibilità finanziarie ( NdR: non è chiaro di cosa si
tratti) per oltre 45 milioni di
euro, e azioni e quote societarie per circa 415
milioni di euro. Sono stati sequestrati anche un centinaio di
automezzi, il cui valore complessivo è ancora da
quantificare”.
(http://www.ilsecoloxix.it/p/ italia/2013/09/11/AQgwlVM- ilva_sequestro_patrimonio. shtml
)
I tirapiedi di Riva, come abbiamo visto, sostengono
che ciò ha “impedito il normale ciclo dei pagamenti”. Se ne
dovrebbe dedurre che, nel ciclo dei pagamenti dell'ILVA, si ricorre
“normalmente” alla vendita di immobili o di azioni e quote di
società o di automezzi!
Se ciò fosse vero, secondo il diritto
commerciale vigente, ci sarebbero le condizioni per la dichiarazione
di fallimento dell'azienda.
Naturalmente si tratta
di una dichiarazione fasulla, che avrebbe dovuto essere accolta da
grasse risate, insulti, denunce politiche e sindacali. Nulla di tutto
ciò è accaduto. Il cane da guardia della classe dominante, la
muraglia della manipolazione di massa, ha accreditato la motivazione
del padrone delle ferriere. E i sindacati non sono stati da meno!
Basti citare Landini, il più a sinistra in CGIL tra quelli che hanno
diritto di parola sui media (anche se ha ormai concluso la lunga
marcia che l'ha condotto dall'opposizione, all'ultimo congresso, alla
linea maggioritaria della CGIL, alla confluenza, nel prossimo
congresso, in quella linea, malgrado essa abbia prodotto, nel
frattempo, ulteriori gravi danni a lavoratori e lavoratrici). Egli ha
“reagito” limitandosi a chiedere (come il ministro Zanonato!)
ulteriori commissariamenti, come se questa via non fosse appena
reduce da un palese fallimento.
Si tende a dimenticare
che il sequestro è un atto cautelativo, in attesa dell'accertamento
definitivo della cifra sottratta indebitamente da Riva alle
attività di “ambientalizzazione” e messa in sicurezza degli
impianti, stimata dai periti dell'autorità giudiziaria in 8,1
miliardi!
Così come si rimuove la
scoperta di una struttura ombra della famiglia Riva che, ha agito
in base alle direttive della proprietà, pur non comparendo
nell’organigramma dell’azienda. Da qui l'estendersi della platea
delle persone responsabili delle politiche di disastro ambientale,
insieme alla loro riconducibilità diretta alla famiglia, in qualità di
mandante (ilsecoloxix.it, 06/09/2013).
Soprattutto si vuole
far dimenticare il criminale comportamento dei Riva, causa
diretta, attraverso la produzione del disastro ambientale, della
morte di molti cittadini di Taranto e, a causa della mancanza di
sicurezza, di molti lavoratori.
Non ci sarebbero le
condizioni per togliere ai responsabili di assassinii e rapine di
pubblico denaro la proprietà e la gestione dell'ILVA? Se non ora
quando?
PS: Il caso Riva,
visto da Genova, si arricchisce di altre “anomalie” che possono
apparire incredibili. Qui Riva ha goduto persino della connivenza
(ovviamente mai dichiarata, ma del tutto evidente, pur nel necessario
gioco delle parti) della FIOM locale, anche a seguito del peso
notevole rappresentato da anni nel suo gruppo dirigente da
sindacalisti di Lotta comunista e da altri, loro alleati, in quota
PRC.
venerdì 13 settembre 2013
LAVORO: UNA RIVOLUZIONE NON SOLO IN ECONOMIA di Franco Astengo
Il primo punto da portare avanti è quello delle
nazionalizzazioni, a partire da quelle delle banche di interesse nazionale la
cui ricapitalizzazione deve essere esclusivamente destinata a finanziare la
ripresa produttiva.
10 SETTEMBRE - 12 OTTOBRE : MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL COORDINAMENTO DEI DETENUTI di Marcello Pesarini
Il Coordinamento dei detenuti ha iniziato il 10 settembre una mobilitazione nazionale
articolata in 8 giorni di sciopero della fame e 12 di mobilitazioni
autodeterminate.
giovedì 12 settembre 2013
L'ORIGINE DELLA CRISI, LA LOTTA DI CLASSE E IL SOVVERSIVISMO DELLE CLASSI DIRIGENTI di Franco Astengo
Serve, a sinistra, una diversa soggettività capace di intrecciare ideologia e idealità, svelando l’enormità delle mistificazioni dell’avversario e tornando a chiamare il confronto sociale con il suo vero nome “lotta di classe”.
mercoledì 11 settembre 2013
DUE DOMANDE ALLA SINISTRA DI LANDINI E RODOTA' di Franco Astengo
A Sinistra sono in corso molteplici tentativi di
riaggregazione, ricerca di “nuovi inizi” e di “spazi politici”.
In particolare, proprio in questi giorni, sembra aver
assunto rilievo l’iniziativa di Landini e Rodotà, che sulla base dell’urgenza
di difendere la Costituzione, propongono – in sostanza – l’apertura di uno
“spazio politico” allo scopo di costruire una sorta di “gruppo di pressione”
rivolto a incidere dall’esterno sulla linea dei partiti.
martedì 10 settembre 2013
ARTICOLO 138: DIRITTO COSTITUZIONALE, PRINCIPI SUPREMI di Franco Astengo
L’attacco frontale alla Costituzione da parte della
maggioranza delle “larghe intese” è già stato avviato perseguendo la strada
della modifica dei tempi previsti dall’articolo 138.
LETTERA APERTA A RODOTA', LANDINI E AI PROMOTORI DELL'APPELLO "LA VIA MAESTRA" di Giorgio Cremaschi
Mi rivolgo a tutti i promotori dell'appello per una mobilitazione a difesa
della Costituzione, sperando di essere ascoltato.
La Via Maestra, come titola l'appello,
ci propone un percorso che va subito illuminato dalla luce del rigore,
per allontanare quelle ombre di incertezza e ambiguità che proprio nel nostro
campo, come voi avete ben detto, sono sinora state corresponsabili del degrado
della nostra democrazia.
COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA HANNO BISOGNO DELLA PROPORZIONALE di Raniero La Valle
Sulla base di un documento intitolato “La via maestra” (la Costituzione) firmato da Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelski, Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti e Maurizio Landini e promossa da molte Associazioni, si è tenuta l’8 settembre 2013 a Roma un’“assemblea aperta” intesa a promuovere movimento e iniziative per la difesa e l’attuazione della Costituzione. La partecipazione è stata molto numerosa, tanto che si sono dovute aprire tutte e tre le grandi sale del Centro Congresso di via Frentani. I lavori, presieduti da Sandra Bonsanti di “Libertà e giustizia”, sono stati impostati da una relazione di Stefano Rodotà e si sono conclusi con l’indizione di una grande assemblea popolare a Roma per il 12 ottobre.
Pubblichiamo qui l’intervento di Raniero La Valle, Presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione, che sono tra i promotori e i partecipi di questa complessa azione collettiva.
lunedì 9 settembre 2013
SULL'ASSEMBLEA DI DOMENICA 8 SETTEMBRE 2013 A ROMA di Giovanni Lamagna
Vorrei dire
anch’io qualcosa sull’assemblea di domenica.
domenica 8 settembre 2013
RENZI, GRILLO: LA FALSA ALTERNATIVA E IL FASCISMO COME CULTURA POLITICA di Franco Astengo
Una contrapposizione eventuale, quella tra Renzi e Grillo,
del tutto formale perché gli strumenti ideologici, la pratica politica, i
riferimenti al capitalismo iper –liberista, l’antipolitica esercitata verso
partiti e sindacati risultano del tutto analoghi.
Esiste, nella fattispecie, un possibile paragone molto
inquietante con il fascismo, inteso come cultura politica.
venerdì 6 settembre 2013
CILE LIBERO, CILE ROSSO di Franco Astengo
Quarant’anni fa: l'11 settembre 1973 in Cile
il golpe fascista sostenuto dall'amministrazione USA, dal segretario di stato
Henry Kissinger, col massacro di migliaia di cileni pose fine al Governo di sinistra,
democraticamente eletto, di Unidad Popular guidato dal socialista Salvador
Allende.
LA PUNIZIONE di Raniero La Valle
L’altra volta fu diverso. Gli Stati Uniti bombardavano il Vietnam,
Nixon veniva a Roma per vantarsi del sostegno del papa, Paolo VI aveva
scelto la neutralità e perciò non condannava la guerra americana. Fu
allora che una numerosa schiera di cristiani delle comunità di base,
freschi di Concilio, si misero in cammino verso piazza san Pietro per
chiedere alla Chiesa di opporsi alla guerra e di togliere ogni alibi ai
bombardamenti punitivi sul Vietnam del Nord. Ma arrivati al colonnato,
trovarono la polizia italiana che impedì loro l’accesso alla piazza e li
respinse. Questa volta invece è il papa che convoca a piazza San Pietro
cristiani di base e di vertice, credenti di altre fedi e di nessuna
fede per fermare l’offensiva aerea che gli Stati Uniti e la Francia
hanno indetto contro la Siria, ancora una volta non offrendo al mondo
arabo altro che la guerra.
Dunque il papato è cambiato, la Chiesa
ha capito, così come l’aveva invitata a fare il cardinale Lercaro (ciò
che non gli fu perdonato), che “la sua via non è la neutralità ma la
profezia”: già con Giovanni Paolo II del resto la Chiesa cattolica aveva
trovato il coraggio di rompere il fronte occidentale opponendosi
all’aggressione alla Iugoslavia e ai due conflitti del Golfo.
mercoledì 4 settembre 2013
BENE COMUNE E TRASCENDENZA: L'IMPORTANTE E' NEGARE IL CONFLITTO DI CLASSE di Franco Astengo
Nel presentare il “Festival della Politica” di Mestre (che
si svolgerà senza la presenza di “politici”) Massimo Cacciari ha affrontato la
teoria del “bene comune”( o dei “beni comuni”: ricordate “Italia bene comune”?).
Una teoria oggi intesa da molti come la nuova frontiera della modernità, nel
senso del considerarla la frattura sociale “decisiva” per costruire un “agire
politico” provvisto di obiettivi particolarmente avanzati, sulla base dei quali
poggiare una “nuova sinistra” o almeno una “nuova identità” per sinistra.
QUESTA VOLTA LA FIOM E LA DEMOCRAZIA HANNO VINTO di Alfonso Gianni
Marchionne al fine ha
dovuto cedere. Con un comunicato la Fiat ha annunciato che si adeguerà alla
sentenza della Corte Costituzionale, il che permetterà quindi alla Fiom di non
essere più esclusa dalla vita sindacale di fabbrica e di formare la
rappresentanza sindacale aziendale (RSA).
lunedì 2 settembre 2013
“PATTO DI GENOVA”: SINDACATI E CONFINDUSTRIA UNITI, MENTRE MANCA L’OPPOSIZIONE INTESA COME CONCETTO E PRATICA POLITICA. di Franco Astengo
La notizia di oggi è quella della firma di un documento
comune tra Confindustria, CGIL, CISL, UIL per chiedere al Governo “un cambio di
passo, per affrontare la situazione economica rilanciando lo sviluppo”. La
firma è avvenuta in un albergo di Genova, in precedenza allo svolgimento di un
dibattito alla Festa Democratica.
LARGHE INTESE IN ITALIA di Gianni Marchetto
Larghe intese in Italia = larga
deresponsabilità del centrodestra e del centrosinistra
domenica 1 settembre 2013
SETTANT'ANNI FA: LA SCELTA DELL'8 SETTEMBRE di Franco Astengo
Eventi grandi, eccezionali, pongono i popoli e le donne e
gli uomini che ne fanno parte davanti alla necessità di scelte drastiche e
decisive per l’avvenire della loro nazione, della loro entità collettiva e per loro
stessi.
Si verificano passaggi storici che quasi “costringono” a
prendere coscienza di verità che, in precedenza, apparivano come latenti o la
cui piena consapevolezza sembrava riservata a pochi.
Uno di questi avvenimenti, forse quello davvero decisivo
nella storia d’Italia (almeno per la sua parte più recente) fu rappresentato
dal vuoto istituzionale creatosi con l’armistizio dell’8 settembre 1943.
In quel contesto emerse la necessità, per i singoli, di
compiere scelte cui la gran parte non aveva mai pensato di dover essere
chiamata.
In quel drammatico frangente emerse la necessità di
esplicitamente consentire o dissentire: il sistema stava crollando e gli
obblighi verso lo Stato non costituivano più un sicuro punto di riferimento per
i comportamenti individuali.
Lo Stato non era più in grado di pretendere quei “sacrifici
per amore” di cui parla Jean Paul Sartre nell’intervista rilasciata nel 1969 a
Rossana Rossanda, a proposito della guerra in Vietnam.
A questo proposito Claudio Pavone, nel suo fondamentale “Una
guerra civile, saggio storico sulla moralità della Resistenza” cita
opportunamente Hobbes, riferendolo direttamente all’Italia del 1943: “
L’obbligo dei sudditi verso il sovrano s’intende che dura fino a che dura il
potere, per il quale esso è in grado di proteggerli, e non più a lungo, poiché
il diritto che gli uomini hanno per natura di proteggere se stessi, quando
nessun altro può proteggerli, non può essere abbandonato a nessun patto.” “Il
Leviatano pag.216".
La scomparsa della presenza statale, come si verificò
d’improvviso l’8 settembre 1943, poteva essere avvertita con un senso di
smarrimento o come un’occasione di libertà.
Però quando le truppe tedesche di occupazione cominciarono a
dare un minimo di formalizzazione alla loro violenza e quando, subito dopo, i
fascisti crearono la Repubblica Sociale, quando cioè nell’Italia occupata il
vuoto istituzionale fu in un qualche modo riempito da un diverso sistema di
autorità, la scelta da compiere divenne più dura e drammatica, perché la
spontanea, umana solidarietà “tra scampati” dei primi giorni non poteva essere
più sufficiente.
La scelta doveva, infatti, esercitarsi fra una disobbedienza
per la quale apparivano altissimi i prezzi da pagare e le lusinghe della, pur
tetra, “normalizzazione” nazifascista.
Il primo significato di libertà che assunse la scelta
resistenziale fu implicita nel suo rappresentare un atto di disobbedienza.
Non si trattò tanto di ribellione a un governo legale,
perché su chi detenesse la legalità non c’erano dubbi, ma di ribellione verso
chi disponeva, in quel momento, della forza per farsi obbedire.
Era, cioè (come precisò poi, nel 1986, Franco Venturi nel
corso di un seminario tenuto alla Scuola Normale di Pisa) “una rivolta contro
il potere dell’uomo sull’uomo, una riaffermazione dell’antico principio che il
potere non deve averla vinta sulla virtù”.
Per la prima volta nella storia dell’Italia Unita le
italiane e gli italiani vissero, in forme diverse anche rispetto alle realtà
territoriali nelle quali si trovarono a dover vivere e operare, un’esperienza
di disobbedienza di massa.
Il fatto va ricordato come di particolare rilevanza proprio
per quella generazione che, nella scuola, era stata educata a una sorta di
“culto dell’obbedienza”.
Un secondo elemento da analizzare attentamente è
rappresentato dal fatto che, davanti a scelte prima di tutto individuali, si
presentò il nesso “necessità – libertà”, che proprio nella scelta resistenziale assunse,
insieme, problematicità e limpidezza nello stesso tempo.
Una scelta da compiere ,citando ancora Sartre (“La
repubblica del silenzio”) “nella responsabilità totale e nella solitudine
totale, cercando la rivelazione stessa della nostra libertà”.
La solitudine, cioè la piena responsabilità individuale
della decisione (“ho fatto di mia spontanea volontà, perciò non dovete
piangere” scrive a 19 anni Vito Salmi, partigiano garibaldino, fucilato a Bardi
il 4 Maggio 1944) è come esaltata e insieme riscattata dalla percezione dell’ineliminabile
necessità di scegliere tra comportamenti che recavano iscritti valori che come
ha scritto Massimo Mila portavano a una “rivelazione a se stessi di una nuova
possibilità di vita”.
Questo senso della vita che “ricomincia da capo” (come
scrisse “Risorgimento Liberale” il 23 Novembre 1943) sebbene avesse assunto
sotto tanti aspetti la veste della politica, andava ben oltre quel “correre il
rischio del politico” che Carl Schimtt indica quale conseguenza ineluttabile
del fatto che “tutti i cittadini vengono obbligati a prendere posizione nella
guerra civile”.
Si trattò piuttosto , come scrive Hirschman, “della
percezione improvvisa (o dell’illusione”) che posso agire per cambiare in
meglio la società e che, inoltre, posso unirmi ad altre persone della stessa
opinione”.
La politica irruppe così nella vita partigiana, allorquando
la “banda” nata da un’iniziale spinta di rivolta antistituzionale, o almeno di
supplenza all’eclisse delle istituzioni, evolvette rapidamente e in modi
originali, secondo una linea che la portò a diventare, in termini weberiani, da
una semplice “comunità” o “associazione”, vero e proprio “gruppo sociale” retto
da un ordinamento in cui l’agire era orientato in vista di dotarsi di regole
vincolanti ed esemplari.
Il tramite di quella che, sempre Claudio Pavone, indica come
“la via di una nuova istituzionalizzazione” fu rappresentato dalla presenza dei
partiti che, attraverso il CLN, avevano assunto il ruolo di punto di
riferimento, di vera e propria “guida politica” dell’intero movimento
resistenziale.
L’organizzazione di tipo militare non sarebbe stata da sola
sufficiente a tenere unito un esercito partigiano, tanto variegato e geloso
della propria autonomia.
I legami con i partiti fecero da contrappeso alle spinte
autonomistiche e ribellistiche che pure erano ben presenti, come del resto a quelle
localistiche.
Questi legami resero più omogenee al loro interno le singole
formazioni, differenziandole dalle altre di diverso colore, ma nello stesso
tempo operarono come fattore di unità perché non solo trasmisero alla base la
politica unitaria del CLN, ma alimentarono la convinzione che fosse l’impegno
politico in quanto tale a costituire il cemento sostanziale tra i partigiani.
La scelta individuale compiuta al momento del “prendere o
lasciare” del momento dell’invasione tedesca e della subalternità fascista era
così maturata nella prefigurazione di un futuro diverso dove l’anelito alla
libertà trovava sostanza nei principi fondativi di un’appartenenza politica.
Il radicamento dei partiti nella società italiana del
dopoguerra ebbe certo uno dei suoi presupposti in questa loro presenza
resistenziale e si può affermare ancora adesso, con sicurezza e con orgoglio,
che su queste basi fu possibile poi, nel corso di frangenti quanto mai
difficili, scrivere la Costituzione Repubblicana.
Fu , però nelle scelte difficili e solitarie compiute
all’inizio della lotta di Resistenza che si realizzò la saldatura tra chi aveva
combattuto il fascismo nel Ventennio e chi era salito in montagna dopo l’8
Settembre: una saldatura che avrebbe formato una nuova classe dirigente, una
“generazione lunga” che avrebbe, tra fatiche, contraddizioni, conflitti
ricostruito una convivenza civile e una coscienza collettiva: ciascheduno per
la propria parte, con le proprie convinzioni ma nell’idea di fondo che
attraversò i resistenti italiani: non ci si poteva limitare alla disfatta
tedesca, bisognava ricostruire prima di tutto un senso comune. Come scrisse
Silvio Trentin “Vincere la guerra per vincere la pace”.





