lunedì 30 settembre 2013

OGGI, COMUNISTI IN ITALIA: L'AUTONOMIA DELLA SINTESI di Franco Astengo




Il tema dell’autonomia culturale e politica si colloca, in questa fase, al primo posto di una possibile agenda per un dibattito volto a riprendere il tema della presenza organizzata dei comunisti, e dell’insieme delle forze anticapitalistiche, in Italia.

CI VORREBBERO VERI SINDACATI di Giorgio Cremaschi



Con un comunicato unitario, ma questa volta senza la firma della Confindustria, CGIL CISL UIL  intervengono nella crisi politica per chiedere un vero governo.
Il documento confederale è soltanto uno stanco spot a favore del governo Letta o di chiunque gli succeda. 

MA NON SAREBBE IL CASO DI RIFARE UN PARTITO COMUNISTA? di Marcello Pesarini





Trovo, anzi ritrovo in molti interventi che leggo su questo sito una nobiltà che nulla ha a che vedere con fasti decaduti, aristocrazie desuete. Parlo della dignità con cui ci rivolgiamo anche riguardo gli ultimi degni, coraggiosi, ma comunque tentativi che già sanno di esserlo, verso una convention o una manifestazione che cerchi di opporsi allo sfascio morale ed economico del Paese.

sabato 28 settembre 2013

CRISI DI GOVERNO, CRISI DI SISTEMA, DEFICIT DEMOCRATICO della redazione di "Perchè la Sinistra"




Le dimissioni dei ministri PDL che fanno parte del governo Letta - Napolitano aprono la strada a una delle più difficili crisi di governo dell’intera storia repubblicana.

venerdì 27 settembre 2013

ALCUNI PUNTI DI NECESSARIO CHIARIMENTO NEL MERITO DELLA MANIFESTAZIONE DEL PROSSIMO 12 OTTOBRE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE di Franco Astengo



 Attraverso le brevi note che seguiranno si svilupperà un tentativo di demistificazione rispetto ad alcuni elementi presenti nelle modalità e nella piattaforma di convocazione della manifestazione in difesa della Costituzione prevista per il prossimo 12 Ottobre e promossa da Rodotà, Landini, Zagrebelsky, Carlassare, Ciotti ed altri prestigiosi nomi della sinistra, dell’associazionismo e della cultura giuridica.

Non separiamo Costituzione e questione sociale di Alfonso Gianni

Se quella che fu sinistra è totalmente incapace di parlare di lavoro e dignità, di diritti dei migranti e di solidarietà, non ci si lamenti poi se le parole del papa hanno anche il sapore di una captatio benevolentiae.

giovedì 26 settembre 2013

CI VORREBBE UN LUGLIO’60: LETTA, MARCHIONNE E IL CENTROSINISTRA

Insomma: ce ne sarebbe abbastanza in un “paese normale”, per proclamare uno sciopero generale politico con la richiesta di caduta del governo.

In realtà, tanto per essere chiari, servirebbe un luglio’60.

SVENDITA ITALIA, A LORO INSAPUTA di Giorgio Cremaschi



Ora governanti e manager dicono che non lo sapevano, preferiscono fare la figura dei cretini piuttosto che quella dei complici.
Ma la svendita di Telecom è solo un altro atto  di un percorso annunciato e realizzato da decenni, da parte di una classe politica e imprenditoriale che ha cercato di salvare se stessa e i suoi fallimenti con la vendita all'incanto dei beni del paese. E cha ha usato il liberismo, l'Euro e il  fiscal compact,  La Merkel come scusa e protezione del proprio potere. Ora dopo la svendita di Telecom alla principale concorrente, la Telefonica spagnola, assisteremo a qualche giorno di lacrime di coccodrillo e di compunte dissertazioni sulle politiche industriali e le riforme. Poi tutto continuerà come prima perché tutta l'Italia è in svendita.
La Grecia dopo qualche anno di politiche di austerità europea ha conservato di suo il debito pubblico e la polizia che bastona chi protesta. Tutto il resto è venduto, appaltato, posto sotto controllo estero. Noi, più lentamente ma altrettanto inesorabilmente, stiamo percorrendo la stessa strada. Perché abbiamo la stessa classe dirigente.
Il governo, se durerà, ha pronto un piano di privatizzazioni che non può che riguardare ciò che resta del patrimonio produttivo. Ansaldo Energia è già in vendita, seguiranno Enel, ENI, Finmeccanica, Fincantieri e Trenitalia, che opportunamente è già stata separata dalla rete delle ferrovie locali e pendolari in disarmo, per le quali non si spende nulla. E per chi non è d'accordo ci sono le truppe di Alfano e i teoremi di Caselli.
Alitalia è già francese nonostante il paravento berlusconiano degli imprenditori patriottici, tra cui Riva, sì proprio lui, e Colaninno grande affondatore della Telecom, che aveva scalato con la benedizione di Massimo D'Alema. Le banche privatizzate sono state oggetto e soggetto sia delle svendite sia dei disastri industriali, dalla Fiat alla Pirelli a tutto il Made in Italy. Ed è bene ricordare che tutta la politica delle privatizzazioni dissennate degli anni 90 ha come autori principali Ciampi e Prodi, che Putin ha definito l'altro suo amico italiano assieme a Berlusconi.
Anche nel disastro industriale del paese trionfano le larghe intese e non da oggi. La vera differenza tra PDl e PD è che il primo è il partito di un solo padrone, mentre il secondo vuole rappresentarli tutti. E tutti assieme controllano la formazione del senso comune , in modo che anche i cittadini vivano, senza colpa, a loro insaputa.
Sono due mesi che la casta politica,manageriale e finanziaria ci spiega che c'è la luce in fondo al tunnel. È una balla, ma come si fa a non crederci visto che il Presidente della Repubblica  invoca e impone  stabilità proprio sulla base di essa.
Intanto i dati sul reddito di una delle province più ricche d'Italia, Brescia, parlano di tutta un'altra storia.
Nel 2011, quando il peggio della crisi doveva ancora venire, il reddito medio della provincia lombarda è calato dell'11% rispetto all'anno precedente, meno 2500 euro su poco più di 20000. E sappiamo che questa è una media del pollo perché nella crisi i più ricchi si arricchiscono. Eppure secondo l'Istat la gente vede rosa e questo ottimismo può essere speso in Borsa e soprattutto per  salvare il governo delle larghe intese. Ottimismo diceva Tonino Guerra in una pubblicità, chi non è ottimista è un disfattista.
Andrà avanti, anzi indietro, così fino a che  ci sarà una rottura con le politiche economiche italiane ed europee di questi ultimi trenta anni. E fino a che la classe politica e imprenditoriale responsabile, anche a sua insaputa, di esse non verrà mandata a casa.
Uno ai domiciliari, a casa gli altri responsabili del disastro, a partire dal loro massimo rappresentante Giorgio Napolitano.



PERCHE' L'ANPI NON SARA' IN PIAZZA IL 12 OTTOBRE Comunicato della segretaria nazionale


Non possiamo aderire a iniziative che, pur legittime, prospettano piattaforme politicoprogrammatiche.
Resta fermo il nostro impegno per salvaguardare la Costituzione. Urge un forte
rilancio delle linee del 2 giugno a Bologna

mercoledì 25 settembre 2013

ALITALIA, TELECOM: ENNESIMA CONFERMA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO di Franco Astengo




In una sola giornata, 24 Settembre 2013, due dei più importanti “asset” strategici nel campo delle comunicazioni e dei trasporti sono passati di mano: Alitalia ai francesi (finalmente!) Telecom agli spagnoli.
Questa la sostanza del discorso, al di là delle tecnicalità relative a quote, forme di passaggio, ruolo del sistema bancario o altro: tutti temi sui quali evitiamo di intervenire e, del resto, ben noti.
Interessa, invece, costatare direttamente come siamo all’ennesima conferma di un disastro annunciato, quello della politica industriale italiana.

lunedì 23 settembre 2013

DALLE ELEZIONI TEDESCHE A QUELLE EUROPEE: RILANCIAMO LA NOSTRA PROPOSTA. NON BASTANO LE SOLE FORZE NAZIONALI DELLA SINISTRA D’OPPOSIZIONE - Turchi, Astengo (del Laboratorio Politico della sinistra d'alternativa)

Immagine dal sito: tg24.sky.it
Pubblichiamo un documento, in varie lingue, rivolto alle forze di sinistra di opposizione in occasione delle prossime elezioni per il Parlamento europeo.

L'esito delle elezioni tedesche svoltesi domenica 22 Settembre porterà all'insediamento di un vero e proprio "blocco moderato" (compresa con ogni probabilità l'SPD) al governo nel Paese più importante, il vero e proprio "cuore dell'Europa".
Un "blocco moderato" (con evidenti propaggini anche in Italia) che punterà sul prosieguo della politica di austerità e sull'uso dei mezzi più feroci a disposizone del capitalismo per proseguire nella marcia dentro la crisi nella direzione lucidamente individuata da Elmar Altvater nella sua intervista di domenica scorsa al Manifesto" Il problema fondamentale è quello della forte diseguaglianza in Europa. Negli ultimi 20-30 anni c'è stata una fortissima redistribuzione della ricchezza dal basso verso l'alto, ovunque i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi". E aggiunge "Avremo una soluzione solo quando la direzione di questo processo si invertirà".
Allora, proprio per fornire rappresentanza politica ad una ipotesi di fondo d'inversione di tendenza riteniamo di rilanciare la nostra proposta internazionalista e sovranazionale.

EUROPA: NON BASTANO LE SOLE FORZE NAZIONALI DELLA SINISTRA D’OPPOSIZIONE
Le elezioni per il Parlamento Europeo, previste per la primavera del 2014, devono rappresentare l’occasione per stabilire un nuovo livello di iniziativa politica autonoma e alternativa, a carattere internazionalista, di dimensione sovranazionale, che connetta tutte le forze anticapitaliste, comuniste, socialiste, ambientaliste e libertarie rappresentative del pensiero critico e dei movimenti di lotta sviluppatisi, nel corso di questi anni, in opposizione alla gestione criminale della crisi portata avanti dalle centrali dominanti della finanza e della politica che detengono il potere nell’Unione Europea.
Un potere nel quale è impossibile riconoscersi.

sabato 21 settembre 2013

IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI: USCIRE DAL MINORITARISMO, VOLARE ALTO di Franco Astengo

Da tempo il cono di visuale della politica, anzi della Politica, si è via via ridotto, sfidando al ribasso persino i concetti di politicismo, di "qui e ora", di manicheismo spicciolo.
E' ora di tornare ad una visione complessiva, che tenga conto della storia della sinistra comunista, del contesto storico che si è andato sviluppando sia a livello nazionale che internazionale,  delle gravi omissioni e rinunce ma anche delle opportunità che possiamo/dobbiamo cogliere.
Con questo spirito pubblichiamo un testo che vuol essere stimolo e proposta, di analisi come di progetto, per lanciare una discussione di livello adeguato, sapendo di muoverci controcorrente: porre le basi per la costruzione di un soggetto politico definito, identitario, anticapitalistico, con radici profonde e rivolto al presente e al futuro, con al centro la riconoscibilità e la rappresentanza della classe e del suo irrinunciabile conflitto.

IL SENSO PROFONDO DELLA CRISI: USCIRE DAL MINORITARISMO, VOLARE ALTO
Una proposta rivolta a tutti i soggetti dell’opposizione per l’alternativa con l’obiettivo di aprire un dibattito di fondo sulle tendenze della crisi, i suoi riflessi sul sistema politico italiano e le prospettive di una soggettività comunista, anticapitalista, d’opposizione per l’alternativa all’altezza della qualità dello scontro.

UNA SINTESI EFFICACE: LA CONTRADDIZIONE DI CLASSE RIMANE AL CENTRO DELLO SCONTRO SOCIALE della Redazione di "Perchè la Sinistra"



Non basta “occupare”, serve prima di tutto demistificare miti e illusioni dell’ideologia capitalista, serve riconoscere con chiarezza il permanere costante della “lotta di classe” sulla scena della storia.

LA POSIZIONE DELL'ANPI SULLA MANIFESTAZIONE DEL 12 OTTOBRE PROMOSSA DA LANDINI E RODOTA' riceviamo e pubblichiamo

 Ovviamente, quand’anche per questa volta dovessimo procedere divisi, resta ferma la disponibilità dell’ANPI a lavorare insieme, come tante volte è avvenuto nel passato, per obiettivi comuni, che non si prestino ad ambiguità o perplessità e/o strumentalizzazioni.

AUMENTO DELLE TRUPPE D'OCCUPAZIONE IN VALSUSA E LA LEGGENDA CHIAMATA TERRORISMO di G. Angelo Billia


Alfano, Alfano, lo vedi? A forza di vivere coi delinquenti la tua mente fallace t’induce a credere siano ovunque. Ieri, grossomodo hai detto: “ i delinquenti NO TAV non s’illudano, la TAV si farà!”.

mercoledì 18 settembre 2013

News dalla Grecia

Migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il paese per dire che non c’è più spazio per Alba Dorata. Ieri notte, un gruppo di nazisti aveva teso un agguato al noto rapper antifascista Pavlos Fissas, accoltellandolo a morte sotto gli occhi delle unità DIAS (la polizia in moto). Un omicidio non casuale, programmato, che arriva proprio nel momento in cui i movimenti riprendevano slancio, con lo sciopero a oltranza dei professori (adesioni sopra il 90%) e lo sciopero generale di 48 ore (oggi e domani) convocato contro gli ennesimi licenziamenti, di circa 25.000 lavoratori. - See more at: http://atenecalling.org/in-tutta-la-grecia-manifestazioni-di-massa-contro-alba-dorata/#sthash.T33Mnq6u.dpuf
Si rimanda al link:
In tutta la Grecia manifestazioni di massa contro Alba Dorata - See more at: http://atenecalling.org/in-tutta-la-grecia-manifestazioni-di-massa-contro-alba-dorata/#sthash.T33Mnq6u.dpuf
IN TUTTA LA GRECIA MANIFESTAZIONI CONTRO ALBA DORATA dopo l'omicidio programmato di un noto rapper anti-fascista


In tutta la Grecia manifestazioni di massa contro Alba Dorata - See more at: http://atenecalling.org/in-tutta-la-grecia-manifestazioni-di-massa-contro-alba-dorata/#sthash.T33Mnq6u.dpuf
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SEL, RENZI, LA POLITICA DELLE ALLEANZE di Franco Astengo


Qualche giorno fa il leader di Sel e presidente della Regione Puglia ha dichiarato “con il PD di Renzi saremo alleati comunque”.
Un’indicazione che merita qualche spunto di riflessione proprio intorno al tema della politica delle alleanze, un elemento molto importante nella politica della sinistra e, in particolare, nella storia dei comunisti non solo in Italia.

THE SPIRIT OF '45, FILM DI KEN LOACH del Circolo Rosselli di Milano

THE SPIRIT OF '45. IN USCITA NELLE SALE IL FILM DOCUMENTARIO DI KEN LOACH SULLA GRANDE VITTORIA LABURISTA DEL 1945. UNA GRANDE LEZIONE DI STORIA E UNA INDICAZIONE VALIDA ANCHE PER IL NOSTRO TEMPO

E’ l’8 maggio 1945. Una folla immensa invade Piccadilly, donne e uomini di ogni età, militari in uniforme, famiglie con bambini. Cantano, ballano su una musica che viene da chissà dove, si abbracciano, si baciano. È festa grande, la guerra è finita, la vita ricomincia. Sono le suggestive immagini in bianco e nero che aprono The spirit of '45, il documentario -che Ken Loach ha dedicato al periodo storico più bello, importante e vitale per il progresso dell'Inghilterra.

Sabra e Shatila, il racconto di una sopravvissuta di Moe Ali Nayel - The Electronic Intifada dal sito Nena News

Sabra e Shatila nell'opera dell'artista palestinese Adnan Yahya
"Hanno ucciso mio padre con un colpo alla testa": intervista con una ragazza scampata al massacro di Sabra e Shatila.
 

Sabra e Shatila nell'opera dell'artista palestinese Adnan Yahya 
 
 
di Moe Ali Nayel - The Electronic Intifada

lunedì 16 settembre 2013

UNA RIFLESSIONE SULLE PROSPETTIVE ELETTORALI di Franco Astengo

La possibilità di andare a breve nuovamente al voto appare essere, in questa fase, una carta di assoluta riserva per le forze politiche impegnate nella maggioranza pro-governo Letta.
 Pur tuttavia alcune considerazioni attorno all’ipotesi elettorale possono essere comunque avanzate considerando che i sondaggi di oggi confermano e consolidano la tendenza alla tripartizione del sistema e che nessuno sembra proprio in grado di “asfaltare” nessuno.

GIOVEDI' 19 SETTEMBRE ASSEMBLEA DI ROSS@ SAVONA "EMERGENZA LAVORO"


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domenica 15 settembre 2013

DIARIO POLITICO: L'IDENTITA' DEL PD di Giovanni Lamagna



sabato 14 settembre 2013

Ieri sera Scalfari, il “pregiatissimo” fondatore di “la Repubblica”, da Lilli Gruber a “Otto e mezzo”, ha sostenuto che “ il PD deve ricostruire la propria identità politica”.

Mi sono chiesto allora: “Ma da quanti anni esiste il PD?”.

Ricordavo a occhio e croce che era nato più o meno cinque/sei anni fa.

Ma, per togliermi ogni dubbio, sono andato su internet ed ho potuto così rinfrescare la mia memoria: il PD è stato fondato esattamente il 14 ottobre del 2007; cioè appena sei anni fa: un’inezia per un partito politico!

Mi chiedo allora: il PD, dopo appena sei anni di vita, deve già, secondo Scalfari, ricostruire la sua identità politica?

Non viene il dubbio, al “pregiatissimo dottor Scalfari”, che il PD questa identità non l’abbia mai avuta e che, più che ricostruirla, se la debba ancora dare?

Ammesso che ci possa riuscire. Cosa che io non credo possibile, visto lo stato di divisione (e confusione) cronica in cui versa da quando è nato.

sabato 14 settembre 2013

CINQUE ANNI FA IL FALLIMENTO DELLA LEHMAN AND BROTHERS: L'INIZIO DELLA CRISI nota della REDAZIONE DI PERCHE' LA SINISTRA

Capitalismo da combattere con la stessa feroce lucidità con il quale attacca, recuperando Marx non tanto e non solo come profeta del comunismo, quanto come critico radicale di un’artificialità del modo di esistere e produrre disumano, che si vorrebbe inevitabile come un destino verso il quale deve essere, invece, affermato con forza “Ribellarsi è giusto”.

RIVA LIBERA I LAVORATORI di Sergio Casanova


Il gruppo Riva sostiene che i sequestri ordinati dalla magistratura, “impedendo il normale ciclo dei pagamenti aziendali”, fanno sì che “ non esistano più le condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale attività”. Con questo argomento giustifica la definizione di “atto dovuto” a proposito della “messa in libertà” di 1.400 lavoratori.
Colpisce il linguaggio anacronistico (ma che bene palesa la vittoria culturale dell'ideologia liberista, l'ideologia fondamentalista del Capitale), da tempo fatto proprio anche dai sindacati, col quale si parla di lavoratori messi in libertà, anziché sul lastrico e di datori di lavoro anche quando agisco palesemente come “toglitori di lavoro”!
Ma colpisce ancor di più, pur essendo abituale, la faccia...tosta dei “moderni” padroni delle ferriere, dall'ineffabile Marchionne a Riva.
Il sequestro ha riguardato: “beni immobili per oltre 456 milioni di euro, disponibilità finanziarie ( NdR: non è chiaro di cosa si tratti) per oltre 45 milioni di euro, e azioni e quote societarie per circa 415 milioni di euro. Sono stati sequestrati anche un centinaio di automezzi, il cui valore complessivo è ancora da quantificare”. (http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/09/11/AQgwlVM-ilva_sequestro_patrimonio.shtml )
I tirapiedi di Riva, come abbiamo visto, sostengono che ciò ha “impedito il normale ciclo dei pagamenti”. Se ne dovrebbe dedurre che, nel ciclo dei pagamenti dell'ILVA, si ricorre “normalmente” alla vendita di immobili o di azioni e quote di società o di automezzi!
Se ciò fosse vero, secondo il diritto commerciale vigente, ci sarebbero le condizioni per la dichiarazione di fallimento dell'azienda.
Naturalmente si tratta di una dichiarazione fasulla, che avrebbe dovuto essere accolta da grasse risate, insulti, denunce politiche e sindacali. Nulla di tutto ciò è accaduto. Il cane da guardia della classe dominante, la muraglia della manipolazione di massa, ha accreditato la motivazione del padrone delle ferriere. E i sindacati non sono stati da meno! Basti citare Landini, il più a sinistra in CGIL tra quelli che hanno diritto di parola sui media (anche se ha ormai concluso la lunga marcia che l'ha condotto dall'opposizione, all'ultimo congresso, alla linea maggioritaria della CGIL, alla confluenza, nel prossimo congresso, in quella linea, malgrado essa abbia prodotto, nel frattempo, ulteriori gravi danni a lavoratori e lavoratrici). Egli ha “reagito” limitandosi a chiedere (come il ministro Zanonato!) ulteriori commissariamenti, come se questa via non fosse appena reduce da un palese fallimento.
Si tende a dimenticare che il sequestro è un atto cautelativo, in attesa dell'accertamento definitivo della cifra sottratta indebitamente da Riva alle attività di “ambientalizzazione” e messa in sicurezza degli impianti, stimata dai periti dell'autorità giudiziaria in 8,1 miliardi!
Così come si rimuove la scoperta di una struttura ombra della famiglia Riva che, ha agito in base alle direttive della proprietà, pur non comparendo nell’organigramma dell’azienda. Da qui l'estendersi della platea delle persone responsabili delle politiche di disastro ambientale, insieme alla loro riconducibilità diretta alla famiglia, in qualità di mandante (ilsecoloxix.it, 06/09/2013).
Soprattutto si vuole far dimenticare il criminale comportamento dei Riva, causa diretta, attraverso la produzione del disastro ambientale, della morte di molti cittadini di Taranto e, a causa della mancanza di sicurezza, di molti lavoratori.
Non ci sarebbero le condizioni per togliere ai responsabili di assassinii e rapine di pubblico denaro la proprietà e la gestione dell'ILVA? Se non ora quando?



PS: Il caso Riva, visto da Genova, si arricchisce di altre “anomalie” che possono apparire incredibili. Qui Riva ha goduto persino della connivenza (ovviamente mai dichiarata, ma del tutto evidente, pur nel necessario gioco delle parti) della FIOM locale, anche a seguito del peso notevole rappresentato da anni nel suo gruppo dirigente da sindacalisti di Lotta comunista e da altri, loro alleati, in quota PRC.

venerdì 13 settembre 2013

LAVORO: UNA RIVOLUZIONE NON SOLO IN ECONOMIA di Franco Astengo



 Il primo punto da portare avanti è quello delle nazionalizzazioni, a partire da quelle delle banche di interesse nazionale la cui ricapitalizzazione deve essere esclusivamente destinata a finanziare la ripresa produttiva.

10 SETTEMBRE - 12 OTTOBRE : MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL COORDINAMENTO DEI DETENUTI di Marcello Pesarini



Il Coordinamento dei detenuti ha iniziato  il 10 settembre una mobilitazione nazionale articolata in 8 giorni di sciopero della fame e 12 di mobilitazioni autodeterminate.

giovedì 12 settembre 2013

L'ORIGINE DELLA CRISI, LA LOTTA DI CLASSE E IL SOVVERSIVISMO DELLE CLASSI DIRIGENTI di Franco Astengo


Serve, a sinistra, una diversa soggettività capace di intrecciare ideologia e idealità, svelando l’enormità delle mistificazioni dell’avversario e tornando a chiamare il confronto sociale con il suo vero nome “lotta di classe”.

mercoledì 11 settembre 2013

DUE DOMANDE ALLA SINISTRA DI LANDINI E RODOTA' di Franco Astengo


A Sinistra sono in corso molteplici tentativi di riaggregazione, ricerca di “nuovi inizi” e di “spazi politici”.

In particolare, proprio in questi giorni, sembra aver assunto rilievo l’iniziativa di Landini e Rodotà, che sulla base dell’urgenza di difendere la Costituzione, propongono – in sostanza – l’apertura di uno “spazio politico” allo scopo di costruire una sorta di “gruppo di pressione” rivolto a incidere dall’esterno sulla linea dei partiti.

martedì 10 settembre 2013

ARTICOLO 138: DIRITTO COSTITUZIONALE, PRINCIPI SUPREMI di Franco Astengo



L’attacco frontale alla Costituzione da parte della maggioranza delle “larghe intese” è già stato avviato perseguendo la strada della modifica dei tempi previsti dall’articolo 138.

LETTERA APERTA A RODOTA', LANDINI E AI PROMOTORI DELL'APPELLO "LA VIA MAESTRA" di Giorgio Cremaschi




Mi rivolgo a tutti i promotori dell'appello per una mobilitazione a difesa della Costituzione, sperando di essere ascoltato.
La Via Maestra, come titola l'appello,  ci propone un percorso che va subito illuminato dalla luce del rigore, per allontanare quelle ombre di incertezza e ambiguità che proprio nel nostro campo, come voi avete ben detto, sono sinora state corresponsabili del degrado della nostra democrazia.

COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA HANNO BISOGNO DELLA PROPORZIONALE di Raniero La Valle




Sulla base di un documento intitolato “La via maestra” (la Costituzione) firmato da Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelski, Lorenza Carlassare, don Luigi Ciotti e Maurizio Landini e promossa da molte Associazioni, si è tenuta l’8 settembre 2013 a Roma un’“assemblea aperta” intesa a promuovere movimento e iniziative per la difesa e l’attuazione della Costituzione. La partecipazione è stata molto numerosa, tanto che si sono dovute aprire tutte e tre le grandi sale del Centro Congresso di via Frentani. I lavori, presieduti da Sandra Bonsanti di “Libertà e giustizia”, sono stati impostati da una relazione di Stefano Rodotà e si sono conclusi con l’indizione di una grande assemblea popolare a Roma per il 12 ottobre.
Pubblichiamo qui l’intervento di Raniero La Valle, Presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione, che sono tra i promotori e i partecipi di questa complessa azione collettiva.

domenica 8 settembre 2013

RENZI, GRILLO: LA FALSA ALTERNATIVA E IL FASCISMO COME CULTURA POLITICA di Franco Astengo


Una contrapposizione eventuale, quella tra Renzi e Grillo, del tutto formale perché gli strumenti ideologici, la pratica politica, i riferimenti al capitalismo iper –liberista, l’antipolitica esercitata verso partiti e sindacati risultano del tutto analoghi.
Esiste, nella fattispecie, un possibile paragone molto inquietante con il fascismo, inteso come cultura politica.

venerdì 6 settembre 2013

CILE LIBERO, CILE ROSSO di Franco Astengo


 Quarant’anni fa: l'11 settembre 1973 in Cile il golpe fascista sostenuto dall'amministrazione USA, dal segretario di stato Henry Kissinger, col massacro di migliaia di cileni  pose fine al Governo di sinistra, democraticamente eletto, di Unidad Popular guidato dal socialista Salvador Allende.

LA PUNIZIONE di Raniero La Valle


L’altra volta fu diverso. Gli Stati Uniti bombardavano il Vietnam, Nixon veniva a Roma per vantarsi del sostegno del papa, Paolo VI aveva scelto la neutralità e perciò non condannava la guerra americana. Fu allora che una numerosa schiera di cristiani delle comunità di base, freschi di Concilio, si misero in cammino verso piazza san Pietro per chiedere alla Chiesa di opporsi alla guerra e di togliere ogni alibi ai bombardamenti punitivi sul Vietnam del Nord. Ma arrivati al colonnato, trovarono la polizia italiana che impedì loro l’accesso alla piazza e li respinse. Questa volta invece è il papa che convoca a piazza San Pietro cristiani di base e di vertice, credenti di altre fedi e di nessuna fede per fermare l’offensiva aerea che gli Stati Uniti e la Francia hanno indetto contro la Siria, ancora una volta non offrendo al mondo arabo altro che la guerra. 

Dunque il papato è cambiato, la Chiesa ha capito, così come l’aveva invitata a fare il cardinale Lercaro (ciò che non gli fu perdonato), che “la sua via non è la neutralità ma la profezia”: già con Giovanni Paolo II del resto la Chiesa cattolica aveva trovato il coraggio di rompere il fronte occidentale opponendosi all’aggressione alla Iugoslavia e ai due conflitti del Golfo. 

mercoledì 4 settembre 2013

BENE COMUNE E TRASCENDENZA: L'IMPORTANTE E' NEGARE IL CONFLITTO DI CLASSE di Franco Astengo



Nel presentare il “Festival della Politica” di Mestre (che si svolgerà senza la presenza di “politici”) Massimo Cacciari ha affrontato la teoria del “bene comune”( o dei “beni comuni”: ricordate “Italia bene comune”?). Una teoria oggi intesa da molti come la nuova frontiera della modernità, nel senso del considerarla la frattura sociale “decisiva” per costruire un “agire politico” provvisto di obiettivi particolarmente avanzati, sulla base dei quali poggiare una “nuova sinistra” o almeno una “nuova identità” per sinistra.

QUESTA VOLTA LA FIOM E LA DEMOCRAZIA HANNO VINTO di Alfonso Gianni





Marchionne al fine ha dovuto cedere. Con un comunicato la Fiat ha annunciato che si adeguerà alla sentenza della Corte Costituzionale, il che permetterà quindi alla Fiom di non essere più esclusa dalla vita sindacale di fabbrica e di formare la rappresentanza sindacale aziendale (RSA). 

lunedì 2 settembre 2013

“PATTO DI GENOVA”: SINDACATI E CONFINDUSTRIA UNITI, MENTRE MANCA L’OPPOSIZIONE INTESA COME CONCETTO E PRATICA POLITICA. di Franco Astengo




La notizia di oggi è quella della firma di un documento comune tra Confindustria, CGIL, CISL, UIL per chiedere al Governo “un cambio di passo, per affrontare la situazione economica rilanciando lo sviluppo”. La firma è avvenuta in un albergo di Genova, in precedenza allo svolgimento di un dibattito alla Festa Democratica.

LARGHE INTESE IN ITALIA di Gianni Marchetto



Larghe intese in Italia = larga deresponsabilità del centrodestra e del centrosinistra

domenica 1 settembre 2013

SETTANT'ANNI FA: LA SCELTA DELL'8 SETTEMBRE di Franco Astengo

Eventi grandi, eccezionali, pongono i popoli e le donne e gli uomini che ne fanno parte davanti alla necessità di scelte drastiche e decisive per l’avvenire della loro nazione, della loro entità collettiva e per loro stessi.
Si verificano passaggi storici che quasi “costringono” a prendere coscienza di verità che, in precedenza, apparivano come latenti o la cui piena consapevolezza sembrava riservata a pochi.
Uno di questi avvenimenti, forse quello davvero decisivo nella storia d’Italia (almeno per la sua parte più recente) fu rappresentato dal vuoto istituzionale creatosi con l’armistizio dell’8 settembre 1943.
In quel contesto emerse la necessità, per i singoli, di compiere scelte cui la gran parte non aveva mai pensato di dover essere chiamata.
In quel drammatico frangente emerse la necessità di esplicitamente consentire o dissentire: il sistema stava crollando e gli obblighi verso lo Stato non costituivano più un sicuro punto di riferimento per i comportamenti individuali.
Lo Stato non era più in grado di pretendere quei “sacrifici per amore” di cui parla Jean Paul Sartre nell’intervista rilasciata nel 1969 a Rossana Rossanda, a proposito della guerra in Vietnam.
A questo proposito Claudio Pavone, nel suo fondamentale “Una guerra civile, saggio storico sulla moralità della Resistenza” cita opportunamente Hobbes, riferendolo direttamente all’Italia del 1943: “ L’obbligo dei sudditi verso il sovrano s’intende che dura fino a che dura il potere, per il quale esso è in grado di proteggerli, e non più a lungo, poiché il diritto che gli uomini hanno per natura di proteggere se stessi, quando nessun altro può proteggerli, non può essere abbandonato a nessun patto.” “Il Leviatano pag.216".
La scomparsa della presenza statale, come si verificò d’improvviso l’8 settembre 1943, poteva essere avvertita con un senso di smarrimento o come un’occasione di libertà.
Però quando le truppe tedesche di occupazione cominciarono a dare un minimo di formalizzazione alla loro violenza e quando, subito dopo, i fascisti crearono la Repubblica Sociale, quando cioè nell’Italia occupata il vuoto istituzionale fu in un qualche modo riempito da un diverso sistema di autorità, la scelta da compiere divenne più dura e drammatica, perché la spontanea, umana solidarietà “tra scampati” dei primi giorni non poteva essere più sufficiente.
La scelta doveva, infatti, esercitarsi fra una disobbedienza per la quale apparivano altissimi i prezzi da pagare e le lusinghe della, pur tetra, “normalizzazione” nazifascista.
Il primo significato di libertà che assunse la scelta resistenziale fu implicita nel suo rappresentare un atto di disobbedienza.
Non si trattò tanto di ribellione a un governo legale, perché su chi detenesse la legalità non c’erano dubbi, ma di ribellione verso chi disponeva, in quel momento, della forza per farsi obbedire.
Era, cioè (come precisò poi, nel 1986, Franco Venturi nel corso di un seminario tenuto alla Scuola Normale di Pisa) “una rivolta contro il potere dell’uomo sull’uomo, una riaffermazione dell’antico principio che il potere non deve averla vinta sulla virtù”.
Per la prima volta nella storia dell’Italia Unita le italiane e gli italiani vissero, in forme diverse anche rispetto alle realtà territoriali nelle quali si trovarono a dover vivere e operare, un’esperienza di disobbedienza di massa.
Il fatto va ricordato come di particolare rilevanza proprio per quella generazione che, nella scuola, era stata educata a una sorta di “culto dell’obbedienza”.
Un secondo elemento da analizzare attentamente è rappresentato dal fatto che, davanti a scelte prima di tutto individuali, si presentò il nesso “necessità – libertà”, che  proprio nella scelta resistenziale assunse, insieme, problematicità e limpidezza nello stesso tempo.
Una scelta da compiere ,citando ancora Sartre (“La repubblica del silenzio”) “nella responsabilità totale e nella solitudine totale, cercando la rivelazione stessa della nostra libertà”.
La solitudine, cioè la piena responsabilità individuale della decisione (“ho fatto di mia spontanea volontà, perciò non dovete piangere” scrive a 19 anni Vito Salmi, partigiano garibaldino, fucilato a Bardi il 4 Maggio 1944) è come esaltata e insieme riscattata dalla percezione dell’ineliminabile necessità di scegliere tra comportamenti che recavano iscritti valori che come ha scritto Massimo Mila portavano a una “rivelazione a se stessi di una nuova possibilità di vita”.
Questo senso della vita che “ricomincia da capo” (come scrisse “Risorgimento Liberale” il 23 Novembre 1943) sebbene avesse assunto sotto tanti aspetti la veste della politica, andava ben oltre quel “correre il rischio del politico” che Carl Schimtt indica quale conseguenza ineluttabile del fatto che “tutti i cittadini vengono obbligati a prendere posizione nella guerra civile”.
Si trattò piuttosto , come scrive Hirschman, “della percezione improvvisa (o dell’illusione”) che posso agire per cambiare in meglio la società e che, inoltre, posso unirmi ad altre persone della stessa opinione”.
La politica irruppe così nella vita partigiana, allorquando la “banda” nata da un’iniziale spinta di rivolta antistituzionale, o almeno di supplenza all’eclisse delle istituzioni, evolvette rapidamente e in modi originali, secondo una linea che la portò a diventare, in termini weberiani, da una semplice “comunità” o “associazione”, vero e proprio “gruppo sociale” retto da un ordinamento in cui l’agire era orientato in vista di dotarsi di regole vincolanti ed esemplari.
Il tramite di quella che, sempre Claudio Pavone, indica come “la via di una nuova istituzionalizzazione” fu rappresentato dalla presenza dei partiti che, attraverso il CLN, avevano assunto il ruolo di punto di riferimento, di vera e propria “guida politica” dell’intero movimento resistenziale.
L’organizzazione di tipo militare non sarebbe stata da sola sufficiente a tenere unito un esercito partigiano, tanto variegato e geloso della propria autonomia.
I legami con i partiti fecero da contrappeso alle spinte autonomistiche e ribellistiche che pure erano ben presenti, come del resto a quelle localistiche.
Questi legami resero più omogenee al loro interno le singole formazioni, differenziandole dalle altre di diverso colore, ma nello stesso tempo operarono come fattore di unità perché non solo trasmisero alla base la politica unitaria del CLN, ma alimentarono la convinzione che fosse l’impegno politico in quanto tale a costituire il cemento sostanziale tra i partigiani.
La scelta individuale compiuta al momento del “prendere o lasciare” del momento dell’invasione tedesca e della subalternità fascista era così maturata nella prefigurazione di un futuro diverso dove l’anelito alla libertà trovava sostanza nei principi fondativi di un’appartenenza politica.
Il radicamento dei partiti nella società italiana del dopoguerra ebbe certo uno dei suoi presupposti in questa loro presenza resistenziale e si può affermare ancora adesso, con sicurezza e con orgoglio, che su queste basi fu possibile poi, nel corso di frangenti quanto mai difficili, scrivere la Costituzione Repubblicana.
Fu , però nelle scelte difficili e solitarie compiute all’inizio della lotta di Resistenza che si realizzò la saldatura tra chi aveva combattuto il fascismo nel Ventennio e chi era salito in montagna dopo l’8 Settembre: una saldatura che avrebbe formato una nuova classe dirigente, una “generazione lunga” che avrebbe, tra fatiche, contraddizioni, conflitti ricostruito una convivenza civile e una coscienza collettiva: ciascheduno per la propria parte, con le proprie convinzioni ma nell’idea di fondo che attraversò i resistenti italiani: non ci si poteva limitare alla disfatta tedesca, bisognava ricostruire prima di tutto un senso comune. Come scrisse Silvio Trentin “Vincere la guerra per vincere la pace”.