ATTENZIONE: QUESTA E' LA VERSIONE GIUSTA DELL'ANALISI. LA
PRECEDENTE CONTENEVA UN ERRORE DI BATTUTA CHE GIUSTAMENTE MI E' STATO
FATTO RILEVARE DAL COMPAGNO ALFONSO GIANNI CHE RINGRAZIO. SCUSATEMI
MA MI TROVO COSTRETTO A RINNOVARE L'INVIO
REFERENDUM:
NUMERI ASSOLUTI di Franco Astengo
Un
"NO" nordico, metropolitano, da regioni "rosse" e
d 'opinione: questa la sintesi dell'analisi che è stata possibile
sviluppare attorno al voto referendario del 20-21 settembre.
Un
voto sul quale ha inciso, come vedremo, il traino delle elezioni
regionali.
Se
mi può essere consentito ribadirlo ancora una volta: in questo "NO"
ci sono milioni di voti d'opinione (e qualcuno anche di appartenenza)
espressi da elettrici ed elettori che sicuramente anelano a ritrovare
una rappresentanza politica: la sinistra che si è battuta per questo
"NO" avrebbe il dovere di rifletterci sopra ma in termini
completamente inediti rispetto al passato, anche se ben sappiamo come
non siano inediti gli intrecci tra le complesse contraddizioni che,
in questa modernità, ci troviamo a dover affrontare.
Andando
per ordine, ricordo due cose:
1)
Non credo proprio possano essere eseguite improprie comparazioni con
altre consultazioni, politiche e/o referendarie. Il voto in questi
casi è sempre trasversale e gli schieramenti mobili, tanto più in
tempo di forte volatilità elettorale;
2)
Le percentuali che troverete di seguito sono sempre riferite al
totale delle elettrici e degli elettori iscritti nelle liste aventi
diritto.
Un'ultima
annotazione: considerato il livello di astensione al Sud, l'elevata
quota per il SI, l'insediamento realizzato dal M5S in quella parte
del Paese è il caso di interrogarsi su quale tipo di apparato media
il radicamento di questo soggetto e quanto stia perdurando, sul piano
dell'aggregazione del consenso, l'effetto del "voto di scambio"
dovuto all'elargizione del reddito di cittadinanza.
Dunque:
Sul
piano nazionale abbiamo avuto
Iscritti
46.418.642 unità.
Voti
validi 24.653.435 pari al 53,11%
Il
SI ha ottenuto 17.168.494 voti pari al 36,98% dell'intero corpo
elettorale. Quindi la riduzione del numero dei parlamentari è stata
approvata da poco più di un terzo degli aventi diritto.
Sia
consentita anche una comparazione impropria: in Parlamento
l'approvazione ottenne l'88,7% dei voti. In conseguenza applicata
questa percentuale al totale dei voti validi espressi nel referendum
il SI avrebbe dovuto ottenere 21.867.597 voti: un calo di 4.699.103
suffragi, assommati alla crescita dell'astensione (comprensiva del
voto nulla e bianco) salita a 21.765.20t unità. Un segnale
ulteriore di fragilità del sistema.
Ricordo
la cifra assoluta del "NO": 7.484.941 voti pari al 16,12%
dell'intero corpo elettorale.
QUESTI
I DATI REGIONE PER REGIONE
PIEMONTE
Iscritti
3.352.137
Voti
Validi 1.713.521 51,11%
SI
1.172.234 34,96%
NO
541.287 16,14% (più 0,2 sulla media nazionale)
VALLE
D'AOSTA(si votava anche per le regionali)
Iscritti
99.010
Voti
Validi 70.873 71,58%
SI
48.165 48,64%
NO
22.708 22,93% (più 6,81 sulla media nazionale)
LIGURIA
(si votava anche per le regionali)
Iscritti
1.211.053
Voti
Validi 706.158 58,30%
SI
450.354 37,18%
NO
255.804 21,12% (più 5% sulla media nazionale)
LOMBARDIA
Iscritti
7.509.264
Voti
validi 3.830.754 51,01%
SI
2.609.444 34,74%
NO
1.221.310 16,26 (più 0,14 sulla media nazionale)
VENETO
(si votava anche per le regionali)
Iscritti
3.734.565
Voti
Validi 2.487.531 66,60%
SI
1.553.218 41,59%
NO
934.313 25,01 (più 8,89% sulla media nazionale)
TRENTINO
ALTO ADIGE
Iscritti 806.051
Voti
Validi 550.878 68,34%
SI
390.490 48,44%
NO
160.388 19,89% (più 3,77 sulla media nazionale)
FRIULI
VENEZIA GIULIA
Iscritti
946.487
Voti
Validi 471.785 49,84%
SI
281.042 29,69%
NO
190.743 20,15% ( più 4,03 sulla media nazionale)
EMILIA
ROMAGNA
Iscritti
3.328.708
Voti
Validi 1.831.301 55,01%
SI
1.273.585 38,26%
NO
557.716 16,75 (più 0,63% sulla media nazionale)
TOSCANA
(si votava anche per le regionali)
Iscritti
2.838.553
Voti
Validi 1.844.901 64,99%
SI
1.216.953 42,87%
NO
627.948 22,12% (più 6% sulla media nazionale)
MARCHE
(si votava anche per le regionali)
Iscritti
1.179.263
Voti
Validi 771.048 65,38%
SI
533.479 45,23%
NO
237.569 20.14% ( più 4,02% sulla media nazionale)
UMBRIA
Iscritti
667.254
Viti
Validi 323.051 48,41%
SI
221.989 33,26%
NO
101.062 15,14 (meno 0,98% sulla media nazionale)
LAZIO
Iscritti
4.375.924
Voti
Validi 1.984.997 45,36%
SI
1.307.304 29,87%
NO
677.693 15,48 (meno 0,64% sulla media nazionale)
ABRUZZO
Iscritti
1.039.305
Voti
Validi 521.370 50,16%
SI
384.565 37,00%
NO
136.805 13,16(meno 2,96 sulla media nazionale)
MOLISE
Iscritti
248.617
Voti
Validi 116.634 46,91%
SI
93.178 37,47%
NO
23.456 9,43% (meno 3,18 sulla media nazionale)
CAMPANIA
(si votava anche per le regionali)
Iscritti
4.544.826
Voti
Validi 2.696.601 59,32%
SI
2.087.311 45,92%
NO
609.290 13,40% (meno 2,72% sulla media nazionale)
BASILICATA
Iscritti
455.019
Voti
Validi 222.880 48,98%
SI
169.024 37,14%
NO
53.856 11,84% (meno 4,28% rispetto alla media nazionale)
PUGLIA
Iscritti
3.247.854
Voti
Validi: 1.963778 ( 60,46%)
SI
1.477.164 45,48
NO
486.614 14,98% (meno 1,14% sulla media nazionale)
CALABRIA
Iscritti
1.518.789
Voti
Validi 672.582 44,28%
SI
521.444 34,33%
NO
151.138 9,95% (meno 6,17 sulla media nazionale)
SICILIA
Iscritti
3.957.819
Voti
Validi 1.390.748 35,13%
SI
1.055.351 26,66%
NO
335.397 8,47% (meno 7,74% sulla media nazionale)
SARDEGNA
Iscritti
1.357.144
Voti
Validi 482.043 (35,51%)
SI
322.200 23,74%
NO
11,77% (meno 4,35% sulla media nazionale)
RIEPILOGO:
REGIONI
NELLE QUALI LA PERCENTUALE DEI VOTI VALIDI E' STATA SUPERIORE ALLA
MEDIA NAZIONALE (53,11)
Valle
d'Aosta, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna,
Toscana, Marche,Campania, Puglia (ci sono tutte le regioni dove si
votava anche per le regionali)
REGIONI
NELLA QUALI LA PERCENTUALE DEI VOTI VALIDI E' STATA INFERIORE ALLA
MEDIA NAZIONALE
Piemonte
(-2,00%), Lombardia (-2,10%), Umbria (-4,70%) , Lazio (-7,75%),
Abruzzo(-2,95), Molise( -6,20), Basilicata (-4,13%), Calabria
(-8,83%), Sicilia (-17,98), Sardegna ( -17,60%).
REGIONI
NELLA QUALI LA PERCENTUALE DEL NO E' STATA SUPERIORE ALLA MEDIA
NAZIONALE (16,12% ricordando che il calcolo è sul totale degli
aventi diritto)
Piemonte,
Valle D'Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige,
Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche
REGIONI
NELLE QUALI LA PERCENTUALE DEL NO E' STATA INFERIORE ALLA MEDIA
NAZIONALE (16,12%)
Lazio
(salvo Roma al 17,57%), Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata,
Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna.
In
conclusione:
1)
Nonostante le difficoltà della campagna elettorale il NO ha
sicuramente incrementato le posizioni di partenza dimostrando, ancora
una volta, come esista un voto d'opinione fondato su di una capacità
collettiva di riflessione politica (una posizione minoritaria che
dispone però di una sua presenza sul territorio e che merita di
essere considerata sul piano della prospettiva politica)
2)
Il Paese , su questo punto, è apparso assolutamente spaccato in due
tra Nord e Sud: non si tratta di una spaccatura di secondaria
importanza. In questa spaccatura emerge un'altra differenziazione
territoriale, quella riguardante le Città metropolitane del Centro -
Nord nelle quali il "NO" ha superato largamente la media
nazioonale:Torino 18,92%, Milano 19,55%,Genova22,03%, Venezia22,98,
Bologna 23,07%, Firenze 30,42 .
3)
L'election day ha sicuramente giocato a favore del SI trainando
significativamente la partecipazione nelle regioni dove si votava con
due schede.