sabato 30 novembre 2013

IL PARTITO DEMOCRATICO COME LA DEMOCRAZIA CRISTIANA? UN ABBOZZO DI ANALISI SUL SISTEMA POLITICO ITALIANO di Franco Astengo


La frantumazione del centrodestra, ormai in atto da tempo, si è completata nei giorni scorsi con la formazione del nuovo soggetto politico composto dagli esponenti “ministeriali” dell’ex- PDL che, per diversi motivi, hanno rifiutato di confluire nella rigenerata Forza Italia.
Un atto politico di grande importanza per l’intero sistema, scarsamente valutato finora dagli analisti più importanti: per certi versi provvede oggi, partendo però da un altro cono di visuale, Ernesto Galli della Loggia dalle colonne del “Corriere della Sera”.

Egitto, arrestato Abdel Fatah, volto della rivolta 2011. E parte la campagna in Rete: "liberatelo" (da RAI.it)



Il suo fermo giovedì sera nel quadro della repressione in atto nel silenzio general. E' stato malmenato assieme alla moglie

PSI: USCIRE POLITICAMENTE DA UN CONGRESSO PARTITO MALE di Felice Besotri


Il nostro Congresso è l’ultimo della Seconda Repubblica, ma non deve essere l’ultimo di una formazione socialista all’altezza dei compiti chela grave crisi politica, economica, sociale e persino morale impone. Impone ad una sinistra, che non è stata capace di risolvere, addirittura di affrontare, la questione socialista, che non è la questione dei destini personali dei socialisti, ma la questione di tutta la sinistra, incapace di costruire un partito socialista maggioritario ed egemone a sinistra, come nel resto d’Europa e nei paesi, che ne sono stati la proiezione culturale e politica negli altri continenti.

DEL...CRETINISMO PARLAMENTARE (?) di Gianni Marchetto


In questo nostro paese, la mia impressione è che per la stragrande maggioranza degli elettori di centrosinistra e di sinistra, sia in atto una grande contraddizione con punte di vera e propria schizofrenia.
Più diminuisce e si dirada la democrazia, il suo tessuto di partecipazione, dalle assemblee elettive, dai comuni sino al parlamento, più aumenta la “corsa” a voler esserci, con le primarie, con la nascita di nuovi partiti o movimenti, tutti però con un unico fine: quello di stare dentro in una qualche assemblea elettiva.

venerdì 29 novembre 2013

LA COSTRUZIONE DEL PARTITO COMUNISTA D'ITALIA: LE TESI DI LIONE 1926. UN ESEMPIO DAL PASSATO E UN MONITO PER L'OGGI a cura della Redazione di "Perchè la Sinistra"



Nel momento in cui appare impossibile affrontare il tema della polverizzazione e della incapacità di incidenza politica che segnano, in questa difficilissima fase, la presenza ( o meglio: la non- presenza) dei comunisti in Italia, abbiamo pensato di pubblicare una parte delle tesi presentate al III congresso del Partito Comunista d'Italia svoltosi in clandestinità a Lione. Le tesi, elaborate da Antonio Gramsci, rappresentarono un momento di svolta nella vita di un piccolo partito perseguitato dal fascismo (4.000 condannati per 23.000 anni di carcere) che cercava di uscire dal minoritarismo subalterno attraverso analisi assolutamente profetiche: si pensi all'intuizione del fascismo come "movimento reazionario di massa" o all'analisi riguardante il Risorgimento.
Non abbiamo pensato a questa pubblicazione semplicemente per rievocare il passato, ma come momento di stimolo perchè, a tutti i livelli, si rifletta nuovamente, oggi, sulla necessità della presenza organizzata dei comunisti anche in Italia: una presenza organizzata all'altezza delle grandi tradizioni storiche, innervate però da una analisi adeguata alle grandi trasformazioni dell'oggi

mercoledì 27 novembre 2013

NON E’ FINITO IL VENTENNIO BERLUSCONIANO PERCHE’ IN QUESTI ANNI E’ STATA DISTRUTTA LA CULTURA POLITICA di Franco Astengo




La decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di Senatore della Repubblica non coincide con la fine del cosiddetto “ventennio berlusconiano” come molti stanno incautamente dichiarando in queste ore: prima di tutto perché. se ci riferiamo al cattivo governo di questo Paese c’ò da ricordare sempre come, in questi vent’anni, abbiamo governato tutti e per periodi piuttosto lunghi, dal nero più nero Alemanno al demoproletario Ferrero, in secondo luogo perché il tema dominante di questo ventennio è stato quello della progressiva distruzione, in questo Paese, della cultura politica e di una stupida ricerca di una presunta “modernità comunque” che ha tragicamente rovinato un minimo di rapporto sociale che le istituzioni ed i soggetti politici pur avevano conservato dopo la temperie della Tangentopoli anni’90.

martedì 26 novembre 2013

LO STATO DELLE COSE.CRISI DI UNA DEMOCRAZIA di Fabio Vander con una nota di presentazione della redazione di "PERCHE' LA SINISTRA"



Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo interessante intervento di Fabio Vander che dimostra come sia in corso, nell’ambito del centrosinistra, anche un dibattito nel merito delle valutazioni politiche e non soltanto rivolto alla contesa interna al “personalismo dell’apparire e dell’individualismo competitivo”.
Dal nostro punto di vista, comunque, ribadiamo e restiamo pienamente convinti della necessità di presenza strutturata di una sinistra fondata su 3 principi fondamentali: 1) autonomia teorica e d'iniziativa 2) alternativa di società in termini anti-capitalistici 3) opposizione allo stato di cose presenti.


Lo stato delle cose. Crisi di una democrazia


Il sistema politico italiano è terremotato. Precisamente lo sono i soggetti politici della Seconda Repubblica. Quelli che avrebbero dovuto essere i Träger della nuova democrazia finalmente compiuta, dell’alternanza, del bipolarismo, del Nuovo Millennio. 

lunedì 25 novembre 2013

FAME di Angelo Billia

Ci sono bimbi che alla mensa scolastica riprendono a mangiare dopo l’interruzione (dei loro pasti) il fine settimana. Notizia vecchia di anni, ma sempre nuova perché altri si aggiungono. A casa mancano i soldi per mangiare.
Alzo lo sguardo dalla notizia e vedo il delinquente sulla “mia” televisione, la RAI, che farnetica di nuove testimonianze.

IN MORTE DI COSTANZO PREVE

domenica 24 novembre 2013

LA NOSTRA POSIZIONE RISPETTO A ROSS@ IN ESITO AL SEMINARIO NAZIONALE DEL 24 NOVEMBRE di Franco Astengo



Il dibattito emerso al seminario nazionale di ROSS@, molto narrante, non coglie l'obiettivo di fondo che una analisi, seppur condivisa, meriterebbe:
quello dell'esigenza di soggettività politica di opposizione e di alternativa che emerge dalle condizioni in cui si trova la sinistra italiana 


sabato 23 novembre 2013

VERTENZA GENOVA: C’E’ UNA RAGIONE DI FONDO NELLA SCARSITA’ DI CONSENSO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE di Franco Astengo



Seguiremo oggi gli sviluppi dell’assemblea dei lavoratori delle aziende partecipate del Comune di Genova in lotta ormai da molti giorni per contrastare il piano di privatizzazioni decise dalla giunta di centrosinistra guidata dal Sindaco Doria, vicino a SeL. 

venerdì 22 novembre 2013

A MEMORIA ATTUALE E FUTURA : RIPUBBLICHIAMO IL PIANO DI RINASCITA NAZIONALE DELLA P2 DI LICIO GELLI Redazione di “Perché la Sinistra




Nel quadro di una forte difficoltà nel rapporto tra le istituzioni, la politica e i cittadini, mentre è in corso un tentativo di vera e propria stretta autoritaria e repressiva ed emergono gravissime commistioni tra potere politico e potere burocratico, del resto già evidenziatesi negli anni scorsi, ed emergono ancora una volta corruzione e malaffare che coinvolgono i mondi dell’amministrazione pubblica e la politica, con i prefetti che lasciano il servizio per finire a libro paga di Riva e Ligresti tanto per citare i casi meno eclatanti e la “questione morale” coinvolge i maggiori partiti abbiamo pensato di ripubblicare una delle sorgenti primarie dei misteri e delle crisi d’Italia.
E’ necessario risvegliare la memoria e l’attenzione del presente su quelli che erano gli obiettivi del “Piano di Rinascita Nazionale” elaborato dalla P2 di Licio Gelli confrontandoli con la realtà attuale.
Il nostro obiettivo è quello di risvegliare e rendere attive le coscienze , ben oltre la mera difesa formale di una Costituzione  già modificata in alcuni punti essenziali in senso autoritario come nel caso dell’articolo 81 e dell’imposizione del pareggio di bilancio, mentre è in atto quella “Costituzione Materiale” impostata sul presidenzialismo della quale è sicuro interprete il capo dello stato Giorgio Napolitano.
Pensiamo così, con questa ripubblicazione, di aver reso un servizio concreto alla necessità di non arretrare ulteriormente dai limiti già esigui della democrazia repubblicana.
Ecco il testo di seguito:

UN ALTRO CAPITOLO DI "SVENDITA ITALIA" di Giorgio Cremaschi



Lanciare oggi un piano di privatizzazioni per migliorare l'economia è una operazione reazionaria. 

giovedì 21 novembre 2013

LE REAZIONI DELLA CITTADINANZA ALLO SCIOPERO DEI TRASPORTI A GENOVA: NE’ SOLIDARIETA’, NE’ PROTESTE MA DISCREDITO PER GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI ED I “POLITICI”. di Franco Astengo



Tanta acqua è passata sotto i ponti  da quando i “politici” erano i carcerati come oppositori del fascismo. Erano “politici” Gramsci e Pertini, Terracini e Camilla Ravera, Amendola e “Drin” Aglietto, sindaco della Liberazione di Savona.

mercoledì 20 novembre 2013

L’ESORDIO DI RENZI: NAPOLITANO E LA MISERIA DELLA “RAGION DI STATO” della redazione di "PERCHE' LA SINISTRA"



Parturiunt montes, nascitur ridiculus mus: dopo una settimana di roboanti dichiarazioni i gruppi parlamentari del PD hanno estratto dal cilindro il coniglio del voto di fiducia, rivolto non tanto all’ormai impresentabile prefetto Cancellieri, ma all’interno governo.

Ancora una volta è il trionfo del presidenzialismo esercitato fuori dalla Costituzione da Giorgio Napolitano che intende andare avanti con questo governo sostenuto dall’estrema destra teo-con legata alle gerarchie di Ratzinger e a Comunione e Liberazione: il governo dell’impoverimento generale, della disoccupazione, della ferocia capitalistica.

A questa logica di una vera e propria “miseria della ragion di Stato” si sono piegati rinnovatori e rottamatori dopo aver, appunto, proclamato tutto e il contrario di tutto: mozioni di sfiducia, “non metterci la faccia”, ecc, ecc.

Un partito, questo PD, dimostratosi ancora una volta senza anima e senza logica: tenuto assieme soltanto dai brandelli di un potere residuo in una Repubblica che si avvia melanconicamente sulla strada del definitivo declino.

Forse, per salvarsi, tenteranno ancora la strada di una stretta autoritaria attraverso la riforma della Costituzione: del resto l’episodio che stiamo commentando non si risolve altro che in una “blindatura” di una governabilità senza presa effettiva sulla società italiana e al riguardo delle condizioni materiali di vita di milioni di persone: una “governabilità” anch’essa alla deriva.

Peggior esordio da segretario in pectore Matteo Renzi non poteva pensarlo: un viatico molto duro in vista dei gazebo dell’8 Dicembre.

Il “caso” del prefetto Cancellieri testimonia come ci si trovi in un sistema politico – istituzionale sospeso nel vuoto, assenti maggioranza e opposizione, privato di volontà politica un Parlamento sulla cui composizione l’elettorato da sette anni non riesce più a esprimersi, al punto che molti non riescono nemmeno a ricordare come si faceva.

Tutto questo, è bene sottolinearlo sempre, ha un effetto sulle condizioni materiali di vita per milioni e milioni di persone: non si tratta di un fatto ininfluente avvolto nell’empireo dell’alta politica.

Anzi ci troviamo proprio in una condizione di assenza di politica: ed è questo il messaggio che ci piacerebbe raggiungesse gli esponenti della sinistra italiana sbattuti fuori dal Parlamento.

Quando si potrà cominciare a rifletterci su?


IL SACROSANTO SCIOPERO DEI TRANVIERI di Giorgio Cremaschi



Il lavoro di conducente di mezzi pubblici nelle grandi città è oggi uno dei più duri e ingrati: vediamo tutti i giorni gli autisti impazzire nel traffico caotico. Noi diventiamo furiosi se veniamo bloccati per un'ora con la macchina nel traffico cittadino, immaginiamo chi deve guidare in quell'ingorgo per molte ore al giorno tutti i giorni. Oggi un autista pubblico è soggetto all'aggressione delle dure condizioni del suo lavoro. Discopatie, reumi, malattie cardiocircolatorie, intossicazioni da inquinamento e soprattutto i danni fisici e psichici dello stress continuo, tutte queste nocività colpiscono e logorano pesantemente la salute di questi lavoratori. 

martedì 19 novembre 2013

TOGLITI QUEL SORRISO DAL VISO, NON HAI NULLA DI CUI GIOIRE di Angelo Billia

Non te ne sei ancora accorto, ma quello che ti è passato vicino col sacchetto della Caritas in mano sei tu. 
Sei tu, che credi la disoccupazione una cosa seria, da affrontare con il cuore colmo di solidarietà, ma anche con la certezza che sia cosa d’altri perché in fondo ti senti garantito. 

JEAN PAUL SARTRE /ROSSANA ROSSANDA: un frammento "COSCIENZA DI CLASSE, PARTITO, EGEMONIA"



 Tratto da :Quando si pensava in grande. Tracce di un secolo  (Einaudi editore)
….Il vero luogo della coscienza rivoluzionaria non sono né la classe nella sua immediatezza, né il partito ma la lotta.

IL SINDACATO È UN'ALTRA COSA bozza non corretta del documento alternativo al congresso CGIL







RivendicAZIONI per una Cgil indipendente, democratica, che lotta 

domenica 17 novembre 2013

CASO VENDOLA: FORMA PARTITO E DEGENERAZIONE MORALE di Franco Astengo

 La questione sollevata dal clamoroso “errore politico” (definizione di Norma Rangeri) commesso da Presidente della Regione Puglia e segretario di SeL (doppio incarico davvero “a rischio”) si colloca però ben oltre il dato della colpevole “commistione” con la controparte.

venerdì 15 novembre 2013

CANCELLIERI E VENDOLA: DIMISSIONI IMMEDIATE della redazione di "Perchè la Sinistra" e di Giorgio Cremaschi.



Poche parole, quelle di Giorgio Cremaschi, sottoriportate che riassumono con grande efficacia la situazione di assoluto sfacelo morale che attraversa le istituzioni della Repubblica e il sistema politico italiano

INCOSTITUZIONALITÀ PORCELLUM-LOMBARDELLUM di Carlo Felice Besostri

Videomessaggio sulle impugnazioni per incostituzionalità delle leggi elettorali (PORCELLUM-LOMBARDELLUM- LEGGE ELETTORALE EUROPEA)
On line sul canale "OPINIONI RIFLESSIONI" al seguente indirizzo:
INCOSTITUZIONALITA' - VIDEO - ON. BESOSTRI

DOPO IL “SOCIALISMO DI STATO”, VERSO LA TRANSIZIONE POST-CAPITALISTICA - di Giacomo Casarino

Rimandiamo al link per leggere l'articolo che ci è stato segnalato dall'Autore

“E’ davvero finito il comunismo ?”: un quesito drastico, a risposta chiusa (sì/no), una domanda apparentemente monistica che rischia di confondere il piano di un’intuizione “desiderante” con quello di un ragionamento articolato e motivatamente fondato, dotato comunque della forte virtù del dubbio. - See more at: http://fondazionepintor.net/dibattito/comunismo/Casarino/#sthash.OUYtZuFZ.dpuf
http://fondazionepintor.net/dibattito/comunismo/Casarino/
“E’ davvero finito il comunismo ?”: un quesito drastico, a risposta chiusa (sì/no), una domanda apparentemente monistica che rischia di confondere il piano di un’intuizione “desiderante” con quello di un ragionamento articolato e motivatamente fondato, dotato comunque della forte virtù del dubbio. - See more at: http://fondazionepintor.net/dibattito/comunismo/Casarino/#sthash.OUYtZuFZ.dpuf

giovedì 14 novembre 2013

BIPOLARISMO ALL’ITALIANA: IL PD DEL POST-PRIMARIE REGGERA’ IL CONFRONTO INTERNO /ESTERNO? di Franco Astengo



Il tentativo di ridurre al bipolarismo il sistema politico italiano appare ormai quasi definitivamente tramontato.

NOTAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE DELL'ANPI CARLOI SMURAGLIA SULLA LEGGE DI STABILITA'



► Ciò che è scritto nella legge di stabilità ci sembra attenere più alla sfera dei
palliativi che non a quella di un rilancio vero della attività produttiva e del lavoro,
compreso quello degli autonomi, oltre al sostegno alla difficile posizione di chi
viene a subire – suo malgrado – il peso di una crisi che sembra irreversibile
In questi giorni ci sono stati forniti tre dati, sui quali occorre, ancora una volta, riflettere. Il
primo riguarda il livello, terribile e costante, della disoccupazione; il secondo si riferisce alla
notizia che 350.0000 lavoratori resteranno senza aiuti di sorta, perché la Cassa integrazione
in deroga è rimasta senza fondi; il terzo riporta un’altra notizia significativa e grave: in cinque
anni, ci sono state 400.000 partite IVA in meno.
Tre dati estremamente preoccupanti che riguardano il lavoro dipendente, la disoccupazione e
quella fase, cosiddetta intermedia, che dovrebbe essere la Cassa integrazione.
Che commenti si possono fare? Ben pochi: andiamo male, anzi malissimo. E quello che è più
grave è che non si capisce cosa si intenda fare per diminuire la disoccupazione e la
precarietà, per aiutare coloro che perdono il lavoro, per rilanciare il lavoro autonomo,
evidentemente in crisi.
Ciò che è scritto nella legge di stabilità ci sembra attenere più alla sfera dei palliativi che non
a quella di un rilancio vero della attività produttiva e del lavoro, compreso quello degli
autonomi, oltre al sostegno alla difficile posizione di chi viene a subire – suo malgrado – il
peso di una crisi che sembra irreversibile.
Ci si dirà che ci sono dei limiti di bilancio, che non possiamo sottrarci al famoso “rigore”, alle
regole dell’Unione europea e così via: ma sono cose che sappiamo e che ci sentiamo dire da
tempo.
Occorre una svolta, una vera svolta, nella politica economica e nella politica del lavoro (di
tutto il lavoro, di qualunque tipo o settore); quella svolta attesa e promessa da tempo, ma
che non arriva mai. E, purtroppo, si ha l’impressione che ci si occupi di più di vicende
politiche e di questioni personali e dei contrasti interni ai partiti, che non della sofferenza
quotidiana di milioni di persone e del dramma di tantissime famiglie, alle prese con una crisi
di cui, nonostante certi ottimismi di maniera, non si intravede la fine.
E’ lecito dire, dunque che è ora di cambiare, di ristabilire l’uguaglianza, il diritto al lavoro, la
dignità, di restituire ai cittadini i loro diritti, così come sono costituzionalmente (e spesso solo
virtualmente) garantiti dalla Costituzione.
Siamo davvero stanchi di sentir parlare delle vicende personali di Berlusconi, dei problemi del
Pdl (o di Forza Italia) e delle primarie del PD, con relativi contrasti. Ci vuole una politica
nuova, che sappia sacrificare tutto all’unico interesse che conti davvero, che è quello dei
cittadini e della collettività nazionale.

martedì 12 novembre 2013

A CINQUANT’ANNI DALL’ASSASSINIO DI DALLAS: UN RICORDO DELL’EPOCA KENNEDYANA di Franco Astengo

Soviet Premier Nikita Khrushchev with
US President John F. Kennedy,
taken June 3, 1961.
(U. S. Department of State
in the John F. Kennedy Presidential
Library and Museum, Boston)
dal sito: http://www.cigionline.org



22 Novembre 1963, cinquant’anni fa, a Dallas restava ucciso in un attentato il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. 

Nassiriya, dieci anni dopo - di Angelo Billia

Sento i commenti pelosi dei rappresentanti di una classe dirigente che passa il suo tempo a costruirsi l’aureola leggittimatrice, li sento e mi sale il sangue alla testa. Criminali, delinquenti, feccia dell’umanità in doppiopetto che infioretta ogni bassezza con racconti che hanno l’unico scopo di falsificare la realtà delle cose. Secondo loro ogni intervento armato all’estero è una missione di pace, ogni caduto italiano un martire eroico. In occasioni come questa, essendo trascorso qualche anno dai fatti non sentono nemmeno la necessità di ammannirci la storiella dei danni collaterali. 

domenica 10 novembre 2013

ALCUNI PUNTI DI RIFLESSIONE SULLO STATO DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA della RED

Tutti gli indicatori confermano un fenomeno d’impoverimento generale, un altissimo tasso di disoccupazione connesso alla crescita dei dati oggettivi di diseguaglianza in una dimensione insopportabile. Crisi finanziaria, crescita esponenziale della pressione fiscale e della simmetrica crescita dell’evasione, asservimento alle politiche liberiste e monetarista dell’Unione Europa: il quadro generale così si completa certificando una drammatica situazione economica e sociale mentre la situazione politica italiana appare di grandissima confusione, al punto da far prevedere seri pericoli per la stessa tenuta democratica.

sabato 9 novembre 2013

SOTTO IL PESO DELL’INCREDIBILITA’ E DELLO SCETTICISMO GENERALE STA PER DEFLAGRARE IL SISTEMA POLITICO ITALIANO? di Franco Astengo




Tra gli analisti politici si sta diffondendo una valutazione relativa al futuro prossimo del sistema politico italiano che prefigura piuttosto che un “riallineamento” dell’offerta nella dimensione più o meno che si verificò nel 1993 una vera e propria “deflagrazione”.

Non ci troviamo, infatti, nella condizione di una ristrutturazione dall’interno del sistema dei partiti, ma a un passaggio di vero e proprio “rimescolamento delle carte” nei confronti dell’assetto sociale del Paese e dell’insieme dell’opinione pubblica.

venerdì 8 novembre 2013

UN POSSIBILE CAMPO DI RICERCA PER I COMUNISTI: IL DECLINO DELLE CONTRADDIZIONI POST-MATERIALISTE di Franco Astengo




Abbiamo davanti a noi la necessità di aprire un campo di ricerca particolarmente “largo” al fine di definire al meglio possibile i punti teorici sulla base dei quali costruire un’adeguata identità politica dei comunisti, alla luce delle grandi trasformazioni tecnologiche, culturali, sociali e politiche in atto da alcuni decenni.

mercoledì 6 novembre 2013

Un comunista a New York di Alfonso Gianni





Bill de Blasio è quindi sindaco di New York. Non è una notizia di ordinaria amministrazione. Non si tratta della solita alternanza tra repubblicani, a lungo al comando nella città-mondo americana, e democratici che prima o poi accade. Qui siamo di fronte ad un fatto politicamente e socialmente nuovo  assolutamente rilevante, indicativo di sommovimenti profondi che stanno avvenendo nella società americana e negli orientamenti politici. 

LA FORMA E' SOSTANZA: BISOGNO DI COMUNISMO di Marcello Pesarini




Quello che segue non è un saggio; è un tentativo, fatto da un militante comunista al momento senza partito,  di dimostrare che la necessità di riportare il comunismo al centro delle nostre iniziative non è dovuto ad una fascinazione nominale né nostalgica, ma deriva da una richiesta di civiltà che nasce dallo stato di ignoranza e di abbandono in cui siamo immersi.

martedì 5 novembre 2013

POLITICA INDUSTRIALE: NEGLI USA TORNA LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA di Franco Astengo




 Il processo è quello definito del “reshoring”, del rimpatrio, cioè, di attività industriali e di servizi, che sta assumendo dimensioni consistenti creando una vera e propria inversione di tendenza nel trend occupazionale.

domenica 3 novembre 2013

DATI ISTAT: AL GOVERNO CI SONO O CI FANNO? di Giorgio Cremaschi



Dopo la pubblicazione degli ultimi dati Istat, che aggravano la portata della crisi rispetto alle previsioni del governo, è legittimo chiedersi se i nostri governanti siano soprattutto incompetenti o soprattutto bugiardi.
Per me sono soprattutto bugiardi, perché è davvero difficile credere che dopo tre anni nei quali l'intreccio tra crisi e austerità ha prodotto il disastro sociale in cui viviamo, essi possano ancora sbagliarsi nelle previsioni e nelle decisioni.

MACALUSO, TOGLIATTI, LA “VIA ITALIANA AL SOCIALISMO” E LA RADIAZIONE DEL MANIFESTO di Franco Astengo




Emanuele Macaluso in suo agile ma denso e molto documentato volumetto affronta il tema della “via italiana al socialismo” quale punto alto dell’elaborazione togliattiana e dell’autonomia teorica dei comunisti italiani.

Nel corso di questo suo lavoro emerge come mai in altre ricostruzioni storico – politiche elaborate da dirigenti del PCI la vicenda della radiazione del gruppo del “Manifesto” che Macaluso considera, ancora adesso a quarantaquattro anni di distanza (il CC conclusivo si svolse il 24 – 25 novembre 1969) un errore: inoltre nello stesso lavoro è concessa un’ampia citazione del convegno organizzato dal PdUP nel 1975, appunto sulla figura dello stesso Togliatti.

sabato 2 novembre 2013

LA “QUESTIONE MORALE” NON E’ PIU’ LA “QUESTIONE POLITICA”: E’ “LA POLITICA” di Franco Astengo




Negli anni’80-’90 analizzando la “questione morale”, partita dai casi Biffi Gentili a Torino e Teardo a Savona, e sviluppando l’analisi dell’intreccio tra questa e la “questione politica” avevamo approssimato per difetto, non riuscendo a immaginare (ma sarebbe stato comunque molto difficile) cosa sarebbe accaduto in futuro.

venerdì 1 novembre 2013

“FARE COME IN RUSSIA”: LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE E LE ANALISI DELLA SINISTRA ITALIANA della redazione di "Perchè la Sinistra"


Nell’occasione del novantaseiesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre abbiamo ritenuto opportuno ripubblicare due documenti dell’epoca che testimoniane del livello di analisi che la sinistra italiana aveva elaborato nel corso di quella drammatica fase storica.
Si troveranno così di seguito riprodotti l’articolo di Antonio Gramsci “La rivoluzione contro il capitale” apparso sull’Avanti, edizione di Torino il 24 Novembre del 1917 e poi ripubblicato dal “Grido del Popolo” il 5 Gennaio 1918, ed il testo integrale dell’intervento di Filippo Turati svolto nel corso del XVII congresso del PSI a Livorno nel Gennaio 1921, il congresso che segnò la scissione del PSI e la nascita del Partito Comunista d’Italia.

L'ACCOGLIENZA AI MIGRANTI di Sergio Briguglio



LETTERA APERTA AI LEADER E AI MILITANTI DELLA SINISTRA D'OPPOSIZIONE E DEL M5S di Pino A.Quartana presidente del Nuovo Partito d'Azione

Questa Lettera Aperta è rivolta, in primo luogo, ai leader dei soggetti politici organizzati che potrebbero, unendosi, creare un blocco alternativo e coordinato di opposizione in grado potenzialmente anche di vincere le prossime elezioni politiche nazionali e, quindi, di cambiare radicalmente il corso politico del nostro Paese. Mi rivolgo, a nome del Nuovo Partito d'Azione, che nelle ultime elezioni ha partecipato alla lista di coalizione denominata 'Rivoluzione Civile', a Beppe Grillo ed a Gianroberto Casaleggio e quindi al Movimento Cinque Stelle, che, col suo grande successo elettorale, è entrato in grandi forze in Parlamento.

Al di là delle mistificazioni e delle menzogne della stampa di Regime, la situazione dell'Italia è, a dir poco, drammatica. La verità è che siamo sull'orlo di un precipizio e che l'Italia è appesa ad un filo, un filo che diventa, di giorno in giorno, sempre più esile. La verità è che il Paese è già da diversi mesi in stato di pre-default, di fallimento tecnico, e, per quanto riguarda noi nuovi azionisti, siamo purtroppo sicuri di non aver visto ancora il peggio. C'è poco da aggiungere a quello che diciamo e che sentiamo ogni giorno. Tutti gli indicatori macroeconomici volgono al peggio e questo peggio sembra non voler finire mai. Né la crisi italiana può essere circoscritta ai soli confini dell'economia perché essa è crisi ormai globale, indice di un fallimento globale, di tipo finanziario, economico, ma anche sociale, culturale, politico, morale, addirittura spirituale, oserei dire. Di certo, non sarà il governicchio Letta, che sta perdendo mesi per mettere pannicelli caldi, a cambiare il corso degli eventi o ad invertire la drammatica tendenza in atto in Italia.
Certamente, non sarà nemmeno il partito di Enrico Letta, il PD, un partito approdato alla sua condizione attuale ed ormai irreversibile di partito neocentrista e neodemocristiano con fugaci accenni cattocomunisti, a rappresentare la speranza concreta che tanta parte del popolo italiano aspetta ansiosamente. Il PD, non è la soluzione del problema italiano; è parte, anzi, diciamo noi, grande parte del problema italiano, più di quanto comunemente a sinistra e nella vasta area della protesta non si pensi, più dello stesso Berlusconi addirittura, quel Berlusconi con il quale il PD non ha esitato a fare un governo insieme, l'attuale governo in carica, per salvare se stesso ed il suo potere spropositato nella politica e nella società italiana. Rivolgendomi a tutti voi, vi inviterei ad un supplemento di riflessione circa la vera natura di questa crisi, che sembra ormai spaventosa ed irreversibile.
Questa crisi non è ovviamente il frutto dell'opera del governicchio Letta e non è neppure il frutto solo del malgoverno degli ultimi anni. E' qualcosa di più, qualcosa che viene da più lontano ancora. E' una crisi globale causata da ben sessantacinque anni di nefandezze da parte di un Regime, che è il Regime democristiano, dei suoi associati della cosiddetta Prima Repubblica e dei suoi eredi della cosiddetta Seconda Repubblica. Questo Regime non è morto venti anni fa, come tutti finora hanno creduto, ma è sopravvissuto alla scomparsa formale della DC assumendo nuove sembianze e si è dunque perpetuato imperterrito fino ad oggi, nonostante l'apparente rottura di continuità del quasi ventennio berlusconiano. Di quelle nuove sembianze, l'ultima è il superpartito PD-PDL (dove il PDL racchiude le correnti di destra e il PD quelle dorotee e della sinistra della ex DC). La costituzione del governo Letta rappresenta solo la più recente delle sue metamorfosi. E' a questo convitato di pietra, a questo infame Regime che bisogna tornare continuamente a riferirsi, se vogliamo capire veramente il perché oggi il Paese sta in queste pietose condizioni.
Se siamo tutti d'accordo su questo punto basilare, allora, spero vorrete convenire sul fatto che o si riesce ad abbattere questo Regime, oppure sarà l'eterno Regime democristiano, l'eterno, corrotto, reazionario, parassitario e malavitoso Regime democristiano, ad abbattere totalmente l'Italia e gli italiani, cominciando dalle famiglie più povere, dai non-garantiti, praticamente, dalle tante e sempre più numerose famiglie italiane ridotte ormai alla disperazione. Né noi nuovi azionisti crediamo più, e lo dico rivolgendomi particolarmente a quanti fra i dirigenti dei partiti e dei movimenti della disciolta lista-coalizione di 'Rivoluzione Civile' oggi tornano a sperare nella solita alleanza pseudo-riformista o pseudo-riformatrice di centrosinistra imperniata sempre sul PD, che sia più tempo di sperare in forze che sono irriformabili e che sono, anzi, il perno stesso del Regime.
Quindi, cosa resta sul tappeto a questo punto? Resta solo una possibilità, magari stretta, certo non facile, ma assolutamente percorribile con la buona volontà di tutti voi, di tutti noi. Una possibilità niente affatto utopica o fantasiosa poiché se l'avessimo individuata prima delle elezioni di febbraio e l'avessimo voluta percorrere oggi l'Italia avrebbe già cambiato radicalmente pagina. Non sto parlando di sogni e nemmeno di fantasie; se alle elezioni del 25 febbraio scorso le forze politiche a cui è rivolta questa Lettera Aperta, questo appello, si fossero presentate coalizzate, oggi non staremmo di certo ad assistere ancora impotenti a tante porcherie di Regime, non staremmo in Parlamento a fare solo nobile e meritoria opposizione, ma senza alcuna possibilità di incidere sul corso degli eventi, sugli indirizzi di governo, oppure non staremmo fuori dal Parlamento, come è capitato ai partiti ed ai movimenti della ex coalizione di 'Rivoluzione Civile'. Tutto il fronte di opposizione appena disegnato sarebbe oggi al governo. Sicuramente, avrebbe oggi la maggioranza in tutti e due i rami del Parlamento. I mesi seguenti alle elezioni di febbraio non hanno fatto altro che confermare e rafforzare la necessità di un blocco alternativo all'eterno Regime, oggi imperniato sul PD e sul PDL, sui piddini e sui pidiellini. Costoro non cambieranno mai niente.
Sono interessati solo ai fatti del proprio padrone, nel caso del PDL, oppure, solo a mantenere il proprio potere, nel caso, soprattutto, del PD, costi quel che costi, anche se si trattasse della distruzione totale del Paese. Dinanzi a questo quadro disperante, non possiamo né pensare ancora ad alleanze di centrosinistra e neppure a condurre una opposizione in solitario, ognuno per conto proprio. C'è ancora o, forse, solo una cosa da fare, quanto meno, da tentare ed è la costituzione di un blocco, di un Fronte di Liberazione Nazionale, il cui scopo non sia solo quello di conquistare ogni cinque anni deputati e senatori in Parlamento, ma quello di combattere uniti, ogni giorno ed in ogni ambito del vivere associato per determinare la premessa indispensabile ad ogni serio progetto di ricostruzione e di cambiamento del Paese.