venerdì 1 novembre 2013

LETTERA APERTA AI LEADER E AI MILITANTI DELLA SINISTRA D'OPPOSIZIONE E DEL M5S di Pino A.Quartana presidente del Nuovo Partito d'Azione

Questa Lettera Aperta è rivolta, in primo luogo, ai leader dei soggetti politici organizzati che potrebbero, unendosi, creare un blocco alternativo e coordinato di opposizione in grado potenzialmente anche di vincere le prossime elezioni politiche nazionali e, quindi, di cambiare radicalmente il corso politico del nostro Paese. Mi rivolgo, a nome del Nuovo Partito d'Azione, che nelle ultime elezioni ha partecipato alla lista di coalizione denominata 'Rivoluzione Civile', a Beppe Grillo ed a Gianroberto Casaleggio e quindi al Movimento Cinque Stelle, che, col suo grande successo elettorale, è entrato in grandi forze in Parlamento.

Al di là delle mistificazioni e delle menzogne della stampa di Regime, la situazione dell'Italia è, a dir poco, drammatica. La verità è che siamo sull'orlo di un precipizio e che l'Italia è appesa ad un filo, un filo che diventa, di giorno in giorno, sempre più esile. La verità è che il Paese è già da diversi mesi in stato di pre-default, di fallimento tecnico, e, per quanto riguarda noi nuovi azionisti, siamo purtroppo sicuri di non aver visto ancora il peggio. C'è poco da aggiungere a quello che diciamo e che sentiamo ogni giorno. Tutti gli indicatori macroeconomici volgono al peggio e questo peggio sembra non voler finire mai. Né la crisi italiana può essere circoscritta ai soli confini dell'economia perché essa è crisi ormai globale, indice di un fallimento globale, di tipo finanziario, economico, ma anche sociale, culturale, politico, morale, addirittura spirituale, oserei dire. Di certo, non sarà il governicchio Letta, che sta perdendo mesi per mettere pannicelli caldi, a cambiare il corso degli eventi o ad invertire la drammatica tendenza in atto in Italia.
Certamente, non sarà nemmeno il partito di Enrico Letta, il PD, un partito approdato alla sua condizione attuale ed ormai irreversibile di partito neocentrista e neodemocristiano con fugaci accenni cattocomunisti, a rappresentare la speranza concreta che tanta parte del popolo italiano aspetta ansiosamente. Il PD, non è la soluzione del problema italiano; è parte, anzi, diciamo noi, grande parte del problema italiano, più di quanto comunemente a sinistra e nella vasta area della protesta non si pensi, più dello stesso Berlusconi addirittura, quel Berlusconi con il quale il PD non ha esitato a fare un governo insieme, l'attuale governo in carica, per salvare se stesso ed il suo potere spropositato nella politica e nella società italiana. Rivolgendomi a tutti voi, vi inviterei ad un supplemento di riflessione circa la vera natura di questa crisi, che sembra ormai spaventosa ed irreversibile.
Questa crisi non è ovviamente il frutto dell'opera del governicchio Letta e non è neppure il frutto solo del malgoverno degli ultimi anni. E' qualcosa di più, qualcosa che viene da più lontano ancora. E' una crisi globale causata da ben sessantacinque anni di nefandezze da parte di un Regime, che è il Regime democristiano, dei suoi associati della cosiddetta Prima Repubblica e dei suoi eredi della cosiddetta Seconda Repubblica. Questo Regime non è morto venti anni fa, come tutti finora hanno creduto, ma è sopravvissuto alla scomparsa formale della DC assumendo nuove sembianze e si è dunque perpetuato imperterrito fino ad oggi, nonostante l'apparente rottura di continuità del quasi ventennio berlusconiano. Di quelle nuove sembianze, l'ultima è il superpartito PD-PDL (dove il PDL racchiude le correnti di destra e il PD quelle dorotee e della sinistra della ex DC). La costituzione del governo Letta rappresenta solo la più recente delle sue metamorfosi. E' a questo convitato di pietra, a questo infame Regime che bisogna tornare continuamente a riferirsi, se vogliamo capire veramente il perché oggi il Paese sta in queste pietose condizioni.
Se siamo tutti d'accordo su questo punto basilare, allora, spero vorrete convenire sul fatto che o si riesce ad abbattere questo Regime, oppure sarà l'eterno Regime democristiano, l'eterno, corrotto, reazionario, parassitario e malavitoso Regime democristiano, ad abbattere totalmente l'Italia e gli italiani, cominciando dalle famiglie più povere, dai non-garantiti, praticamente, dalle tante e sempre più numerose famiglie italiane ridotte ormai alla disperazione. Né noi nuovi azionisti crediamo più, e lo dico rivolgendomi particolarmente a quanti fra i dirigenti dei partiti e dei movimenti della disciolta lista-coalizione di 'Rivoluzione Civile' oggi tornano a sperare nella solita alleanza pseudo-riformista o pseudo-riformatrice di centrosinistra imperniata sempre sul PD, che sia più tempo di sperare in forze che sono irriformabili e che sono, anzi, il perno stesso del Regime.
Quindi, cosa resta sul tappeto a questo punto? Resta solo una possibilità, magari stretta, certo non facile, ma assolutamente percorribile con la buona volontà di tutti voi, di tutti noi. Una possibilità niente affatto utopica o fantasiosa poiché se l'avessimo individuata prima delle elezioni di febbraio e l'avessimo voluta percorrere oggi l'Italia avrebbe già cambiato radicalmente pagina. Non sto parlando di sogni e nemmeno di fantasie; se alle elezioni del 25 febbraio scorso le forze politiche a cui è rivolta questa Lettera Aperta, questo appello, si fossero presentate coalizzate, oggi non staremmo di certo ad assistere ancora impotenti a tante porcherie di Regime, non staremmo in Parlamento a fare solo nobile e meritoria opposizione, ma senza alcuna possibilità di incidere sul corso degli eventi, sugli indirizzi di governo, oppure non staremmo fuori dal Parlamento, come è capitato ai partiti ed ai movimenti della ex coalizione di 'Rivoluzione Civile'. Tutto il fronte di opposizione appena disegnato sarebbe oggi al governo. Sicuramente, avrebbe oggi la maggioranza in tutti e due i rami del Parlamento. I mesi seguenti alle elezioni di febbraio non hanno fatto altro che confermare e rafforzare la necessità di un blocco alternativo all'eterno Regime, oggi imperniato sul PD e sul PDL, sui piddini e sui pidiellini. Costoro non cambieranno mai niente.
Sono interessati solo ai fatti del proprio padrone, nel caso del PDL, oppure, solo a mantenere il proprio potere, nel caso, soprattutto, del PD, costi quel che costi, anche se si trattasse della distruzione totale del Paese. Dinanzi a questo quadro disperante, non possiamo né pensare ancora ad alleanze di centrosinistra e neppure a condurre una opposizione in solitario, ognuno per conto proprio. C'è ancora o, forse, solo una cosa da fare, quanto meno, da tentare ed è la costituzione di un blocco, di un Fronte di Liberazione Nazionale, il cui scopo non sia solo quello di conquistare ogni cinque anni deputati e senatori in Parlamento, ma quello di combattere uniti, ogni giorno ed in ogni ambito del vivere associato per determinare la premessa indispensabile ad ogni serio progetto di ricostruzione e di cambiamento del Paese.
Questa premessa è costituita dal crollo vero di questo eterno Regime democristiano, dei suoi associati e dei suoi eredi. Ciò che alcuni di voi chiamano sistema ed altri chiamano Casta. Se tutti noi, se tutti coloro cui è indirizzato questo appello, questa Lettera Aperta, vogliamo veramente liberare l'Italia da questi sfruttatori e da questi devastatori, allora dobbiamo anche ripensare il nostro modo di fare politica, dobbiamo ripensare, prima da soli e poi, auspicabilmente, tutti insieme, le nostre strategie, evitando alcuni perniciosi errori commessi anche nel recente passato. Certamente, non si può pensare che l'opposizione si possa fare ancora secondo i soli canoni politicisti, secondo i canoni della politique politicienne, solo con chiusure autoreferenziali su se stessi, in solitudine oppure solo in occasione delle campagne elettorali o solo per mandare qualcuno in Parlamento.
Continuare in questi errori, mentre il Regime distrugge giorno dopo giorno le vite di milioni di famiglie, mentre toglie il cibo dalla bocca dei figli di lavoratori, di piccoli imprenditori e dei disoccupati per continuare a finanziare i lussi e gli sprechi infiniti delle sue Caste fameliche, è una cosa che non sarebbe più capita da chi ha votato per le liste di opposizione e anche da chi a votare non ci va proprio più in segno di sfiducia e di protesta. Non unirsi in un progetto di liberazione nazionale e di abbattimento del Regime, non unirsi ai fini della realizzazione di questo grande compito storico, sarebbe considerata una cosa da miopi e da incoscienti, una cosa che il sessantacinque per cento degli italiani non potrebbe perdonare a chi avendo la possibilità di unirsi e, dunque, di cambiare davvero le cose, decidesse, però, di non farlo. Mi auguro che, a partire dall'immediato, tutti voi vogliate riflettere su questa ipotesi e lavorare fattivamente per concretizzarla.

NUOVO PARTITO D'AZIONE
Il Presidente Nazionale 
Pino A. Quartana

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