Intanto Presidente del Consiglio e ministri sproloquiano di
cenni di ripresa e preparano una legge di stabilità che servirà ancora una
volta a dare ai ricchi e a togliere ai poveri, in un inaccettabile balletto di
dichiarazioni e di comparsate televisive.
Le cifre sulla disoccupazione fornite oggi dall’ISTAT, sia
al riguardo dei dati relativi alle fasce d’età giovanili sia complessivamente,
forniscono la rappresentazione immediata di un Paese in rovina.
Siamo ormai al livello dell’immediato dopoguerra con la
differenza che allora esisteva una prospettiva di ricostruzione che oggi manca.
E’ assente l’idea di una politica industriale, di un
riassetto dei principali servizi, di recupero del patrimonio edilizio, d’investimenti
per le infrastrutture: la politica di rapina che ha visto uniti il mondo
politico e le centrali capitalistiche sta fornendo copiosamente i suoi frutti
avvelenati, impoverendo milioni e milioni di persone e togliendo ai giovani
qualsiasi possibilità per il futuro.
Intanto Presidente del Consiglio e ministri sproloquiano di
cenni di ripresa e preparano una legge di stabilità che servirà ancora una
volta a dare ai ricchi e a togliere ai poveri, in un inaccettabile balletto di
dichiarazioni e di comparsate televisive.
Oggi l’Italia è il paese dove la discussione politica appare
incentrata sulle sottigliezze del voto palese e del voto segreto in Senato , la
signora Ministra della Giustizia si dà da fare per far scarcerare una signora
dell’alta finanza che, guarda caso, pare sia imparentata con i datori di lavoro
del figlio e il “capitano coraggioso” di Massimo D’Alema, Colaninno abbandona
la barca dell’Alitalia ormai completamente rovinata dopo che lo stesso si era
già prodigato per azzerare Telecom (a proposito di” asset” strategici).
Le notizie della manifestazione per la casa di Roma, laddove
la polizia si è di nuovo esercitata in una davvero inqualificabile opera di violenta
repressione appare al sesto o al settimo posto nella gerarchia dei telegiornali
a dimostrazione della totale insensibilità del “Palazzo” verso i problemi
reali, concreti di questa drammatica quotidianità.
Qualcuno dirà: così va il mondo.
Rispondiamo: così non deve andare e serve la lotta per dire “no”
e “basta”.
1 commento:
Nell'anniversario della morte di Pasolini "Io so chi è stato ma non ho le prove..." le sue famose e forse certamente ultime parole, o della parabola finale. Ebbene serve rimestare la "storia" di ieri? Quid prodest? Turati & Gramsci, ma sono passati. E il fatto di recuperare il passato, come ultima zattera la dice lunga. E' oziosa opera, studiare è un conto: quid facere?
Tutti sanno tutto, e il cerino della "scintilla" si rimanda. Non oggi, domani neanche certo dopodomani. Ebbene sino a quanto la disonestà dovrà ergersi a spostare l'asticella? Possibile che ci sia come in "Toy story" un infinito e pure oltre? Quanto altro sangue andrà sparso: verso l'infinito e oltre? Le parole qualcuno ha lasciato detto (non certo l'Ecclesiate) sono pietre. E allora? Pietre angolari, pietre del Davide contro Golia? Usque tandem...
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