Sulle poltrone di ministro si sono
seduti tutti, dai demoproletari ai fascisti più neri avvinghiati in un
“pensiero unico” governista.
Urge una sinistra comunista, anticapitalista d’opposizione (a
Roma come in periferia) per l’alternativa.
Una sinistra tutta da costruire.
La vicenda Alitalia rappresenta un vero e proprio “emblema
del malgoverno”. Quel malgoverno che ha caratterizzato la vicenda italiana nel
corso degli ultimi 20 anni: una vicenda non certo riducibile al tanto
vituperato “berlusconismo”.
La storia di Alitalia e dell’insieme delle cosiddette
“privatizzazioni” ha rappresentato un impasto di pressapochismo e di
presunzione.
Eguale giudizio può essere fornito, se pensiamo ai temi
della semplificazione della pubblica amministrazione e della modifica
costituzionale apportata al titolo V sul decentramento dello Stato, ai processi
di presunta modernizzazione.
Un disastro, accompagnato da uno stravolgimento di fondo del
dettato costituzionale come nel caso della modifica dell’articolo 81 che ha
introdotto l’obbligatorietà (strangolatoria) del pareggio di bilancio.
Ma quanto è stato fatto nell’occasione della vicenda
Alitalia supera, in gravità, quanto già esposto, se si pensa che Poste,
trasformate in S.p.A., sono state “scelte” (senza vergogna) dal governo quale
partner pubblico (e allora le privatizzazioni?) della disgraziatissima
compagnia aerea di bandiera da accompagnare al matrimonio con i francesi.
Un solo esempio, questo di Alitalia, ma molto significativo.
Tralasciando altri aspetti che pure potrebbero essere
ricordati, si può soltanto aggiungere, senza alcun timore di incorrere nel
rischio dell’esprimere venature qualunquistiche, che in questi 20 anni hanno
governato tutti, non ci siamo fatti mancare nulla: centrodestra, centrosinistra,
tecnici, larghe intese e che, egualmente, sulle poltrone di ministro si sono
seduti tutti, dai demoproletari ai fascisti più neri avvinghiati in un
“pensiero unico” governista.
Urge una sinistra comunista, anticapitalista d’opposizione (a
Roma come in periferia) per l’alternativa.
Una sinistra tutta da costruire.
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