venerdì 11 ottobre 2013

ALITALIA: L'EMBLEMA DEL MALGOVERNO della Redazione di "Perchè la Sinistra"




 Sulle poltrone di ministro si sono seduti tutti, dai demoproletari ai fascisti più neri avvinghiati in un “pensiero unico” governista.

Urge una sinistra comunista, anticapitalista d’opposizione (a Roma come in periferia) per l’alternativa.
Una sinistra tutta da costruire.



La vicenda Alitalia rappresenta un vero e proprio “emblema del malgoverno”. Quel malgoverno che ha caratterizzato la vicenda italiana nel corso degli ultimi 20 anni: una vicenda non certo riducibile al tanto vituperato “berlusconismo”.
La storia di Alitalia e dell’insieme delle cosiddette “privatizzazioni” ha rappresentato un impasto di pressapochismo e di presunzione.
Eguale giudizio può essere fornito, se pensiamo ai temi della semplificazione della pubblica amministrazione e della modifica costituzionale apportata al titolo V sul decentramento dello Stato, ai processi di presunta modernizzazione.
Un disastro, accompagnato da uno stravolgimento di fondo del dettato costituzionale come nel caso della modifica dell’articolo 81 che ha introdotto l’obbligatorietà (strangolatoria) del pareggio di bilancio.
Ma quanto è stato fatto nell’occasione della vicenda Alitalia supera, in gravità, quanto già esposto, se si pensa che Poste, trasformate in S.p.A., sono state “scelte” (senza vergogna) dal governo quale partner pubblico (e allora le privatizzazioni?) della disgraziatissima compagnia aerea di bandiera da accompagnare al matrimonio con i francesi.
Un solo esempio, questo di Alitalia, ma molto significativo.
Tralasciando altri aspetti che pure potrebbero essere ricordati, si può soltanto aggiungere, senza alcun timore di incorrere nel rischio dell’esprimere venature qualunquistiche, che in questi 20 anni hanno governato tutti, non ci siamo fatti mancare nulla: centrodestra, centrosinistra, tecnici, larghe intese e che, egualmente, sulle poltrone di ministro si sono seduti tutti, dai demoproletari ai fascisti più neri avvinghiati in un “pensiero unico” governista.
Urge una sinistra comunista, anticapitalista d’opposizione (a Roma come in periferia) per l’alternativa.
Una sinistra tutta da costruire.

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