Il sistema politico italiano rischia il
tracollo soprattutto per responsabilità dei suoi attori, quelli principali e
quelli apparentemente minori
All'interno di un quadro
internazionale molto complicato, stretto tra le inedite caratteristiche della
situazione economica e l'esplosione di una vera e propria questione morale a
livello planetario innescata dalla vicenda relativa alle intercettazioni globali
attuate dai servizi di sicurezza USA, il sistema politico italiano rischia il
tracollo soprattutto per responsabilità dei suoi attori, quelli principali e
quelli apparentemente minori.
Tracollo e non semplice riallineamento
sistemico come accadde nel 1993, quando si pensò che sarebbe bastato mutare il
sistema elettorale e le forme dellofferta politica per risolvere unavanzata e
generalizzata crisi di credibilità.
Questa volta le cose stanno
diversamente, anche perché alla fase appena ricordata è succeduto un ventennio
di eterna transizione con l'intero sistema politico avviluppato attorno alle
sorti di una sola persona, al riguardo della quale tra laltro tutte le tornate
elettorali sono state giocate quasi come si trattasse di un plebiscito a favore
o contro, pur nellalternanza dei risultati.
Perché alla fine, è bene ricordarlo
sempre, hanno governato tutti, estrema destra, estrema sinistra, dall'MSI a DP
più un gran numero di tecnici.
Le cause di questo possibile (anzi
probabile) tracollo complessivo sono, comunque, quasi del tutto provocate dall'interno
del sistema e dovute, in gran parte, alla perspicace volontà degli attori di
mantenere ad ogni costo il proprio ruolo senza concessioni a una minima
parvenza di mobilità democratica da attuarsi in funzione di un ritorno al
collegamento tra vere istanze sociali e la politica.
Non si tratta semplicemente di porre
l'accento sulla" bulimia dell'apparire" che pure ha contato eccome, al punto
che il cosiddetto rottamatore/riciclatore appare del tutto ingordo in quella
direzione usando appunto l'apparire quale unico strumento della sua
resistibile scalata, e altrettanto si può affermare del grande oppositore
che, comunque, a sua difesa può sempre affermare di svolgere davvero il
mestiere di istrione dell'opera buffa.
Il punto vero si colloca, invece,
dalle parti di chi vuol far credere di sviluppare una politica seria, in nome
di non ben precisati "interessi del Paese", considerati come gli ingredienti di
un misterioso minestrone politico, sociale, economico e culturale definito delle
larghe intese assunte come momento essenziale di una vera e propria filosofia
politica.
In questo senso emerge un'insopportabile
discrasia tra il dire e il fare che ormai è stata ben intuita da parti
rilevanti dellopinione pubblica.
Non è tanto, si badi bene, di politica
dell'annuncio perché questa è stata in larga parte praticata anche nel passato
compreso quello meno recente.
Il tema è invece quello di
provvedimenti legislativi assunti in base a presunte pressioni della base
sociale magari avvertite attraverso i sondaggi e poi clamorosamente disattesi
perché inapplicabili in quanto elaborati in forme e contenuti tali da lasciar
aperta la porta alla situazione precedente: oppure, pensiamo ai temi di
carattere istituzionale, rivolgendoci semplicemente agli anelli deboli della
catena, senza alcuna valutazione di carattere strutturale, sia sotto l'aspetto
economico, sia del funzionamento della struttura stessa.
Il vertice dell'incredibilità e del
ridicolo si è poi raggiunto con la bozza attualmente in discussione al riguardo
della Legge di Stabilità: una bozza che, senza entrare nel merito, si qualifica
da sola come la migliore testimonianza dell'assoluta incapacità di questi
governanti, tutti attorcigliati dal filo delle "loro questioni", di vedere la
realtà drammatica e apparentemente senza sbocco delle condizioni morali e
materiali che investe milioni e milioni di persone.
Un sistema politico, governo,
opposizione, forze politiche rimaste loro malgrado (e con grande sconcerto)
extraparlamentari accomunate in questo quadro di totale insipienza rispetto ai
veri e problemi e, per questo motivo, davvero a rischio (a possibilità?) di
tracollo complessivo.
Il tutto mentre, attraverso il
combinato disposto della legge elettorale e delle modifiche costituzionali si
prepara una vera e propria svolta autoritaria.
Gli dei rendono ciechi, chi
vogliono perdere. Sembra proprio così.
E’ assente, in Italia, un' opposizione
di sistema, politicamente organizzata, capace di mettersi in grado di competere
anche sul terreno istituzionale per proporre un'alternativa di società e
insieme un credibile programma di cambiamento.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie