Raccontare
una storia così scioccante non è impresa semplice, da quando si è costituito il
nodo Articolo 3 abbiamo stretto un connubio indissolubile con i compagni e le
compagne del comitato 16 novembre, Raffaele è stato tra i primi ad aderire, il
nostro intento è quello di unificare gli sforzi,
E mi esprimo al presente
perché le nostre lotte continueranno, ripeto il nostro intento è quello di
unire varie esperienze tra disabili con problematiche differenti ,
Fin dai primi momenti si è compreso e percepito il valore umano che queste
compagne e questi compagni, nonostante siano colpiti nella loro integrità
fisica, quanto avrebbero potuto fare per la causa di tutti i disabili, troppo
spesso le nostre categorie vagano nel buio, agiscono slacciati da
qualsiasi contatto tra loro , Ognuno a coltivare il loro piccolo interesse ad
orticello, invece loro erano consapevoli che solo unendo le lotte di più
persone con problemi simili si sarebbe potuto arrivare a risposte concrete a
nostro favore.
Arriviamo
alla cronaca, purtroppo non felice, di questi momenti; il Comitato 16 Novembre
invia una lettera al ministero per avanzare una proposta progetto che
avrebbe potuto portare benefici non solo ai malati di SLA ma a tutta la
categoria dei disabili, e non solo, in questa proposta progetto si richiedeva
l'assistenza domiciliare a chi ne facesse richiesta e contemplava inoltre
l'assunzione di circa 200.000 persone che avrebbero dovuto assistere queste
persone quindi un buon impatto occupazionale, e parliamo di posti regolari non
a nero, certo questo comportava una riduzione dei finanziamenti alle RSA, ma
questi finanziamenti, addirittura, avrebbero apportato un buon risparmio alle
casse dello Stato, sempre inascoltati non c'era interesse da parte dei nostri
governanti in quanto le lobby delle residenze sanitarie assistenziali e forte
in Italia, ma i malati SLA non si sono mai tirati indietro e a rischio della
loro vita hanno più volte e ripetutamente manifestato sotto i vari ministeri,
il 12 giugno 2013, penultimo appuntamento prima della data del 22 ottobre, è
sempre per richiedere quello che di diritto dovrebbe essere dato annoi
disabili, I vari governi che si sono succeduti e che hanno avuto contatti con
questi manifestanti eroici non si sono mai fatti scrupolo E chiedersi cosa
rischiano queste persone, non sapevano che i malati SLA sono persone colpite
nella loro integrità da una malattia inesorabile che li debilita col passar del
tempo? Non si sono mai domandati perché mettono a rischio la loro vita per
ottenere quello che è un loro diritto ? Non è bastato un presidio, non il
secondo, ma ben nove nell'arco di 24 mesi e sempre con lo stesso leitmotiv,
dateci quello che ci spetta, Non per capriccio, ma perché questo è contemplato
nelle nostre leggi, sia italiane che della comunità europea. Arriviamo al 22
ottobre, un manipolo di eroi si incontra sotto il ministero economia finanze
per richiedere quello che già vi ho descritto sopra, al ministero vengono
accolti la mattina del 22 e i vari sottosegretari tentano di posporre le loro
richieste ad altri incontri, più in la nel tempo, ma era proprio
Raffaele che al tavolo diceva "fate presto, non c'è tempo" questo lo
ha ripetuto più volte ai vari burocrati governativi, il 22 escono dal ministero
rimanendo in Presidio tutta la notte al freddo dopo aver strappato con i denti
l' incontro del 23, il giorno dopo all'incontro riescono ad ottenere buone
assicurazioni alle loro richieste, i comunicati stampa sono positivi, ma la
lotta è stata dura, provati dal presidio notturno e dall'incontro fiume verso
le 15:30 escono dal ministero e si avviano in albergo, raffaele era felice, si
provato, ma felice e nessuno si sarebbe aspettato che la sera si sarebbe
accasciato al tavolo davanti a tutti i compagni e le compagne.
Questo è
l'epilogo di una storia tragica, Con responsabilità, anche se indiretta, da
parte di governanti cinici che non rispettano I bisogni delle persone più
deboli, si sa bene come ragionano questi burocrati manipolati da un'economia
crudele, Che non lesinano fondi a istituti bancari ho sovvenzionamenti alle
loro caste, di contro fanno sì che persone con pieni diritti costituzionali
arrivino sotto i loro palazzi del potere per ottenere quello che gli spetta.
Adesso Raffaele non c'è più, ma di lui rimarrà il suo sorriso, e il suo esempio
che sarà un faro per tutti coloro che in futuro vorranno rivendicare i
loro Giusti diritti, solo così il suo sacrificio non sarà reso vano.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie