TOGLITI QUEL SORRISO DAL VISO, NON HAI NULLA DI CUI GIOIRE di Angelo Billia
Non te ne sei ancora accorto, ma quello che ti è passato vicino col
sacchetto della Caritas in mano sei tu.
Sei tu, che credi la
disoccupazione una cosa seria, da affrontare con il cuore colmo di
solidarietà, ma anche con la certezza che sia cosa d’altri perché in
fondo ti senti garantito.
Sei tu quello che al termine della giornata di
lavoro impegni la tua fantasia ad immaginare fantomatici doppi lavori
in nero che ti permettano di mantenere un livello di vita dignitoso.
Sei
tu che hai accettato, silente, che il tuo stipendio non fosse più, sia
pure in modo truffaldino, ancorato al costo della vita. Sei tu che per
anni hai ascoltato dirigenti sindacali fare il contrappunto alla musica
della borghesia, tanto che ti sei convinto che fosse ragionevole, non è
forse televisivamente riconosciuto che le persone che contano sono tutte
ragionevoli?
Sei tu quello che non sciopera perché non sono più
gli scioperi di una volta, oppure perché transitoriamente perdi, di
punto in bianco, la tua fiducia nei “sindacalisti”, oppure ancora perché
scioperando fai un regalo al padrone.
Sei tu che hai introitato la
convinzione di vivere in un sistema sociale tutto sommato giusto, (non è
forse vero che sei sempre un gradino più su?), sia perché,
materialmente nessuno ha ancora insidiato il tuo posto di lavoro, sia
perché sai far di conto: lo spread per te non ha segreti; ti rassicura
la borsa con le sue volate; i conti in ordine sono divenuti il tuo
credo.
Sei tu che con la tua ragionevole imparzialità lanci strali
contro l’iniquità del sistema pensionistico e mentre programmi la
grigliata di fine settimana pensi che, va beh, in fondo se tutto rimane
così comunque a te non andrà poi tanto male.
Sei tu che credi di
contare mentre scegli fra Renzi e Civati.
Sei tu che programmi i regali
di natale, ma li farai in economia perché c’è la crisi. Sei tu che tuoni
contro i ladri sentendoti rivoluzionario.
Sei tu che non sei razzista,
ma se li lasciamo fare questi ci prendono tutto. Sei tu che sei contro
l’omofobia, ma senti la necessità di specificare sempre, io no, io non
sono gay.
Tu, quando finalmente i padroni del tuo cervello ti
avranno dimostrato che non conti nulla sarai un uomo con il sacchetto
della Caritas in mano, amareggiato, deluso, e schivando un altro come te
penserai tristissimo: mi hanno proprio fregato bene.
Dimostrerai così
di non avere ancora capito che sei tu ad esserti fregato da solo, sei tu
ad aver permesso che altri fossero fregati prima di te e hai ragione,
la tua vita non è servita a nessuno, neanche a te stesso.
1 commento:
Bellissimo, Angelo.
Bello e dolentemente vero.
Dolentemente vero che abbiamo la responsabilità di esserci lasciati ridurre così.
Dolentemente vero che in ritardo ci accorgiamo di aver permesso la colonizzazione del cervello e una sorta di delocalizzazione della coscienza politica.
eva
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