venerdì 25 settembre 2020

UNA PROPOSTA PER I COLLEGI E LA FORMULA ELETTORALE

UNA PROPOSTA PER I COLLEGI E LA FORMULA ELETTORALE di Franco Astengo


Consummatum est: il voto popolare ha confermato la riduzione del numero di deputati e senatori riducendo la Camera a 400 rappresentanti e il Senato a 200.

La partita della formula elettorale da adottare e il disegno dei nuovi collegi appare ancora tutta da giocare: oggi il Presidente della Repubblica è stato molto chiaro indicando in due mesi da adesso la data entro la quale presentare una proposta di suddivisione geografica del meccanismo di traduzione dei voti in seggi.

Rimangono da sciogliere tutti i nodi proposti da questa improvvisata pseudo - riforma: rappresentanza territoriale, rappresentanza politica, governabilità.

Premesso che sicuramente qualsiasi formula presenta limiti e difetti e non può garantire nessuno al 100% mi azzardo a presentare una proposta che mi permetto di ritenere sufficientemente organica.

1) Il territorio nazionale è suddiviso in 380 collegi uninominali per la Camera e 190 per il Senato , con 8 e 4 rispettivamente eletti all'estero;

2) I collegi dovrebbero comprendere mediamente poco più di 150.000 cittadini per la Camera e di 300.000 per il Senato;

3) Le circoscrizioni per comprendere i collegi dovrebbero essere segnate dai confini regionali (la Val d'Aosta mantiene il collegio uninominale con l'elezione di tipo plurality)

4) I candidati si presentano nei collegi collegati a livello regionale dallo stesso simbolo. In questo modo si può realizzare il massimo possibile di vicinanza con il territorio (certo c'è la controindicazione dei paracadutati ma questo è affare dei partiti, perché in questo modo non ci sono collegi "assolutamente" sicuri);

5) Eseguito il collegamento a livello regionale i voti ottenuti con lo stesso simbolo a livello regionale vengono suddivisi con il metodo d'Hondt assegnando così il numero dei seggi per ogni lista: gli eletti sono scelti attraverso le percentuali più alte ottenute nei collegi (il metodo seguito nelle ultime elezioni dirette per le Province)

6) Non serve soglia di sbarramento perché il metodo d'Hondt favorisce comunque le forze maggioritarie ma permette anche l'espressione delle minoranze

7) Controindicazioni: è possibile che un collegio rimanga senza rappresentanti e un altro collegio ne abbia più d'uno, ma il limite regionale garantisce comunque una rappresentanza territoriale e sarà sufficiente disegnare un numero di collegi inferiore a quello dei seggi; è evidente che in certe situazioni saranno favorite anche liste locali (vedi sistema spagnolo ma in quel caso sono molto forti le rappresentanze delle minoranza etniche) : questo fatto dovrebbe spingere le forze politiche nazionali a radicarsi maggiormente sul territorio.

Si potrebbe provare qualche simulazione.

Grazie per l'attenzione.


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