Il Coordinamento dei detenuti ha iniziato il 10 settembre una mobilitazione nazionale
articolata in 8 giorni di sciopero della fame e 12 di mobilitazioni
autodeterminate.
Nel frattempo 100 direttori di carcere e migliaia di detenuti
aderiscono al digiuno proposto da Papa Francesco al quale anche Marco Pannella
aveva aderito, arricchendolo di significato oltre che sulla pace anche sulla
dignità umana. Le parole d'ordine rivelano una modalità estesa al mondo del
volontariato ed anche a quello dei direttori di carcere: ” Una risposta al
sovraffollamento,che l’art. 27 della Costituzione venga perseguito e non
calpestato ma soprattutto che vengano
abolite le forme di tortura legalizzate quali il 41bis, 14bis e Alta
Sorveglianza. Vengono fatte nostre
inoltre le rivendicazioni degli
ergastolani in lotta. Non possiamo più restare in silenzio e accettare che
migliaia di detenuti vengano trattati come bestie, noi abbiamo una dignità e
vogliamo difenderla." Si chiede ai fratelli detenuti di appoggiare le
rivendicazioni, seguono elenchi di mobilitazioni differenziate a seconda dei
penitenziari e dell loro problematiche.. In un paese dove la Giustizia si
guadagna la cronaca soprattutto per contraddirla, svilirla e piegarla ai voleri
dei potenti, una notizia simile è confortante, degna di tempi alti. La
intelligenza mostrata da chi sa individuare in manifestazioni collettive la
possibilità di evidenziare ferite umane altrimenti ricacciate nel dimenticatoio
è fonte di speranza, e come dicono sia Russo Spena su Manifesto del 12
settembre che Erri De Luca con la sua coerenza, è ora che lotte per i diritti di chi ha
lavorato ed ha prodotto e si è ribellato siano unite alle altre che hanno
maggior visibilità o facilità di organizzazione. Tre firme di Antigone, A buon
diritto ed anche quelle dei Radicali si potrebbero di nuovo legare le
condizioni di vita nelle carceri alla lotta per l'estensione dei diritti come
avveniva negli anni 70 e 80. Esistono molte associazioni che svolgono attività
trattamentali con alto contenuto artistico ed educativo nelle carceri, e coloro
che le portano avanti hanno ben chiaro quanto sia dannoso vanificare questa
crescita nelle condizioni di sovraffollamento e conseguente inoperosità (67.000
persone in luogo di 45.000). E’ possibile che anche il 10 settembre sia un passo
del cammino che va verso il 12 ottobre, per togliere qualsiasi tentazione di
eroismo alle lotte e insegnare quella quotidianità del coinvolgimento che quasi
tutta la sinistra ha dimenticato?
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