venerdì 13 settembre 2013

10 SETTEMBRE - 12 OTTOBRE : MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL COORDINAMENTO DEI DETENUTI di Marcello Pesarini



Il Coordinamento dei detenuti ha iniziato  il 10 settembre una mobilitazione nazionale articolata in 8 giorni di sciopero della fame e 12 di mobilitazioni autodeterminate.
 
 Nel frattempo 100 direttori di carcere e migliaia di detenuti aderiscono al digiuno proposto da Papa Francesco al quale anche Marco Pannella aveva aderito, arricchendolo di significato oltre che sulla pace anche sulla dignità umana. Le parole d'ordine rivelano una modalità estesa al mondo del volontariato ed anche a quello dei direttori di carcere: ” Una risposta al sovraffollamento,che l’art. 27 della Costituzione venga perseguito e non calpestato ma soprattutto  che vengano abolite le forme di tortura legalizzate quali il 41bis, 14bis e Alta Sorveglianza. Vengono fatte  nostre inoltre  le rivendicazioni degli ergastolani in lotta. Non possiamo più restare in silenzio e accettare che migliaia di detenuti vengano trattati come bestie, noi abbiamo una dignità e vogliamo difenderla." Si chiede ai fratelli detenuti di appoggiare le rivendicazioni, seguono elenchi di mobilitazioni differenziate a seconda dei penitenziari e dell loro problematiche.. In un paese dove la Giustizia si guadagna la cronaca soprattutto per contraddirla, svilirla e piegarla ai voleri dei potenti, una notizia simile è confortante, degna di tempi alti. La intelligenza mostrata da chi sa individuare in manifestazioni collettive la possibilità di evidenziare ferite umane altrimenti ricacciate nel dimenticatoio è fonte di speranza, e come dicono sia Russo Spena su Manifesto del 12 settembre che Erri De Luca con la sua coerenza,  è ora che lotte per i diritti di chi ha lavorato ed ha prodotto e si è ribellato siano unite alle altre che hanno maggior visibilità o facilità di organizzazione. Tre firme di Antigone, A buon diritto ed anche quelle dei Radicali si potrebbero di nuovo legare le condizioni di vita nelle carceri alla lotta per l'estensione dei diritti come avveniva negli anni 70 e 80. Esistono molte associazioni che svolgono attività trattamentali con alto contenuto artistico ed educativo nelle carceri, e coloro che le portano avanti hanno ben chiaro quanto sia dannoso vanificare questa crescita nelle condizioni di sovraffollamento e conseguente inoperosità (67.000 persone in luogo di 45.000). E’ possibile che anche il 10 settembre sia un passo del cammino che va verso il 12 ottobre, per togliere qualsiasi tentazione di eroismo alle lotte e insegnare quella quotidianità del coinvolgimento che quasi tutta la sinistra ha dimenticato?


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