Trovo, anzi ritrovo in molti interventi che leggo su questo
sito una nobiltà che nulla ha a che vedere con fasti decaduti, aristocrazie
desuete. Parlo della dignità con cui ci rivolgiamo anche riguardo gli ultimi
degni, coraggiosi, ma comunque tentativi che già sanno di esserlo, verso una
convention o una manifestazione che cerchi di opporsi allo sfascio morale ed
economico del Paese.
Partiamo dal Paese: per me non è uguale per tutti. Io lavoro,
milito nei movimenti e prima l'ho fatto nel partito, pago le tasse, mi adeguo a
tutti i cambiamenti del Modello 730 ed alle norme della Privacy che devo far
rispettare in ufficio e trovo da rispettare in giro. Ma mantengo una discriminante,
fra prodotti utili ed inutili, fra armi invasioni economiche e militari di
paesi che già noi occidentali abbiamo sfruttato, ed a questo stato di cose mi
oppongo. Faccio parte di un Paese che è stato diverso ed opposto a quello
democristiano ieri ed oggi pidiellino e pidino.
Come Rino Gaetano ho anch'io un fratello che è figlio unico,
perchè lavora sodo come operaio metalmeccanico e si ribella alle mancanze di
personale, di materiali sicuri e per un briciolo di reperibilità si rovina
domeniche e sabati. Il poveretto, sai detto senza alcuna pietà, mantiene la sua
dignità, nel voto, nella tessera sindacale, ma vivendo da un po' di tempo
isolato si fa convincere da alcuni amici a prestare la sua auto per ricavarne
piccoli guadagni, tanto lui prende il tram. Più avanti si farà convincere da
altri amici ad investire parte del suo stipendio in titoli, che dovevano
sparire dal mondo dopo il 2008 ed invece sono tutt'ora un cardine di questa
economia di sfruttamento. Sto esagerando, ma il mio fratello alla Rino Gaetano
è un cittadino dalla nostra parte, che ormai non si fida più dei sindacati e
dei partiti, li vota ma non si rivolge più all'unità di classe né alla sua
identità. Eppure fa parte del nostro Paese, e non lo raggiungeremo mai
rivolgendoci alla sola Costituzione, oppure ad essa sola.
C'è un altro hermano, per citare una bellissima canzone di
Mercedes Souza, che mi telefona spesso per aprire un'associazione di
volontariato che si occuperà delle carceri, oppure dell'immigrazione. Ci
vediamo e facciamo il punto, illustro loro i progressi e le nuove leggi,
qualche miglioramento come quello del Governo Letta al cui interno il Ministro
Alfano ha attuato il raddoppio dei posti per rifugiati che chiedono asilo
politico negli SPRAR (molto meglio dei CIE e dei CARA), o il decreto estivo
sulle pene alternative (chiamato pomposamente Svuota Carceri), do le
indicazioni migliori per le attività ludiche che stanno prendendo luogo,
indubbiamente una nuova civiltà che attraversa l'Italia come negli anni 70.
Giorni fa mi sono sorpreso a chiedere ad uno di questi
hermani, ex iscritto di Rifondazione come me:”Ma non sarebbe il caso di rifare
un Partito Comunista?”
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