martedì 30 ottobre 2012

STOP AI DILETTANTISMI di Ugo Tombesi

La richiesta di avere, finalmente, una sinistra rappresentata in parlamento è, non solo, una legittima aspirazione per chi delle grandi idealità della sinistra si è nutrito in questi anni, ma anche per le condizioni materiali di coloro che sono al livello di sussistenza o peggio per le molte centinaia di migliaia che ne sono al di sotto.
Ma per realizzare quella che nelle recenti elezioni è parsa un'utopia, non da ultime le elezioni regionali siciliane, è necessario che tutti i dilettanti della politica (ivi compresi Claudio Fava e Leoluca Orlando) lascino il posto a tecnici, magari oscuri, ma conoscitori della legge elettorale e dei suoi fondamenti. Certo è questione di linea politica e di proposta programmatica, ma non si può lanciare la propria candidatura a Presidente regionale ignorando la propria ineleggibilità e ripiegando su una segretaria della pur lodevole FIOM, il cui radicamento in una terra deindustrializzata come la Sicilia è molto basso, piaccia o no. D'altro canto dopo la grande vittoria di Orlando a Palermo ci si potevano aspettare ben altre performances. E non è la prima volta che quest'area riconducibile alla vecchia Rete fa dei casini in circostanze elettorali.

E' bene, dunque far sapere a questi signori che altri sbagli di questa natura non solo non saranno tollerati, ma neppure verranno commessi. Se per qualche misteriosa alchimia, faccio un esempio, avesse a candidarsi il segretario dei comunisti italiani di Palermo in Liguria, come accadde nella sciagurata dissipazione di voti dell'Arcobaleno la spina dovrebbe essere staccata immediatamente. I candidati, soprattutto se si vota col Porcellum, devono essere condivisi. Nessuno di noi, credo, sia disposto ad una campagna elettorale per qualche pacco postale, proveniente non si sa da dove.

Anche a sinistra ci sono persone competenti in materia, anche se non incarnano, magari una leadership, ma impariamo a diffidare di coloro che di eccellente hanno solo nome e fama.

Questo discorso vale soprattutto per l'Italia dei Valori, resasi responsabile delle candidature più improbabili (De Gregorio, Scilipoti, Razzi, Maruccio e per non allontanarci di quì Palladini, Marylin Fusco). Dei paletti sono necessari, ai candidati bisognerà analizzare dalla punta dei capelli a quella dei piedi e se è il caso far loro la gastroscopia. Confido che De Magistris, che riaggrega quest'area, a conoscenza dei polli sappia muoversi conseguentemente,

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