mercoledì 24 ottobre 2012

PRIMARIE E PRIMARIE

Ho cominciato a far le primarie una sessantina di anni fa e le Suore della Neve e i Padri Scolopi mi insegnarono, laicamente bene, a leggere scrivere e far di conto.   Ugo Tombesi Nuovo Partito d'Azione

Ora abbiamo altre primarie che, dal punto di vista dell'alfabetizzazione politica serviranno molto a poco.

Se si ha infatti un'idea che la politica e i soggetti che la fanno (partiti e movimenti indifferentemente) siano strumenti di formazione ed elaborazione di una domanda, presente nel paese, queste primarie si limitano ad essere un festival persistente della personalizzazione, in un vuoto o nel migliore dei casi in una genericità programmatica, oscurata da un attivismo frenetico (neanche poi tanto) nella raccolta delle firme per i rispettivi supporter. Confesso, che mentre non ho nessuna nostalgia per partiti di quadri di matrice leninista, mi mancano i partiti di massa, teorizzate da Maurice Duverger nelle sue fondamentali opere.

Qualcuno obietterà che con la caduta del muro di Berlino, le formazioni politiche che aggregano, non vuoti e occasionali consensi sul tal candidato o sul talaltro, caddero in disuso, ma questo non avvenne e non avviene dovunque. Non mi risulta che la socialdemocrazia francese li abbia dismessi e così si può dire delle grandi democrazie del Nord Europa.

Certo la fama dei partiti, legata ad ingenti costi di apparato, non era buona e la prima tangentopoli spazzò via qualche cosa, anche la critica durissima di quella che viene chiamata impropriamente antipolitica e che non si era ancora sviluppata, anche se i pochi che seguivano il pensiero tagliente di Ernesto Rossi, sulle colonne de "Il Mondo" e dell'"Astrolabio", la masticavano settimanalmente e non è un caso che alcuni scritti di Rossi siamo stati ri pubblicati da Chiare Lettere recentemente.

Critica giustissima e serrata alla forma partito, gravida di funzionari, ma senza buttar via il bambino con l'acqua sporca. Elaborazione critica dei problemi strategici e di fase, concorso alle impostazioni programmatiche alle classi sociali di riferimento. Et last but not least, modelli di sobrietà di vita e di consumo, i cui, senza fare del moralismo, i propri riferimenti possano rispecchiarsi.

Non di questo sono preoccupati, al momento, gli improvvidi tecnici che ci governano e con ogni probalilmente ci governeranno. Arnesi arroganti apologeti del proprio successo sociale, E non sarà poi vero quanto sostenne Heidegger e in casa nostra Emanuele Severino e Umberto Galimberti e cioè che è la tecnica che è andata inesorabilmente al potere. Qui ci governa col troppo responsabile appoggio di un ceto politico che proprio dalle primarie avrebbe bisogno di farsi supportare, senza alcune spazio all'agire comunicativo di habermasiana memoria.

In direzione ostinata e contraria, continuerò a credere, con Hannah Arendt, che la politica sia una forma di moralità superiore, capace, quando non degrada in scimmiottature americaneggianti, di far fronte davvero ai bisogni delle persone, mettendo al prmo posto il contributo ad una parziale e praticabile soluzione ai problemi di quella seconda società (esodata, senza alcun reddito perchè disoccupata e/o in cerca di primo lavoro ad esempio).Di reddito di cittadinanza a queste primarie non si parla o si parla pochissimo per non disturbare il tecnico manovratore. Vota Antonio !

 
 

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