Ho
cominciato a far le primarie una sessantina di anni fa e le Suore della Neve e i
Padri Scolopi mi insegnarono, laicamente bene, a leggere scrivere e far di
conto. Ugo Tombesi Nuovo Partito d'Azione
Ora
abbiamo altre primarie che, dal punto di vista dell'alfabetizzazione politica
serviranno molto a poco.
Se
si ha infatti un'idea che la politica e i soggetti che la fanno (partiti e
movimenti indifferentemente) siano strumenti di formazione ed elaborazione di
una domanda, presente nel paese, queste primarie si limitano ad essere un
festival persistente della personalizzazione, in un vuoto o nel migliore dei
casi in una genericità programmatica, oscurata da un attivismo frenetico
(neanche poi tanto) nella raccolta delle firme per i rispettivi supporter.
Confesso, che mentre non ho nessuna nostalgia per partiti di quadri di matrice
leninista, mi mancano i partiti di massa, teorizzate da Maurice Duverger nelle
sue fondamentali opere.
Qualcuno
obietterà che con la caduta del muro di Berlino, le formazioni politiche che
aggregano, non vuoti e occasionali consensi sul tal candidato o sul talaltro,
caddero in disuso, ma questo non avvenne e non avviene dovunque. Non mi risulta
che la socialdemocrazia francese li abbia dismessi e così si può dire delle
grandi democrazie del Nord Europa.
Certo
la fama dei partiti, legata ad ingenti costi di apparato, non era buona e la
prima tangentopoli spazzò via qualche cosa, anche la critica durissima di quella
che viene chiamata impropriamente antipolitica e che non si era ancora
sviluppata, anche se i pochi che seguivano il pensiero tagliente di Ernesto
Rossi, sulle colonne de "Il Mondo" e dell'"Astrolabio", la masticavano
settimanalmente e non è un caso che alcuni scritti di Rossi siamo stati
ri pubblicati da Chiare Lettere recentemente.
Critica
giustissima e serrata alla forma partito, gravida di funzionari, ma senza buttar
via il bambino con l'acqua sporca. Elaborazione critica dei problemi strategici
e di fase, concorso alle impostazioni programmatiche alle classi sociali di
riferimento. Et last but not least, modelli di sobrietà di vita e di consumo, i
cui, senza fare del moralismo, i propri riferimenti possano rispecchiarsi.
Non
di questo sono preoccupati, al momento, gli improvvidi tecnici che ci governano
e con ogni probalilmente ci governeranno. Arnesi arroganti apologeti del proprio
successo sociale, E non sarà poi vero quanto sostenne Heidegger e in casa nostra
Emanuele Severino e Umberto Galimberti e cioè che è la tecnica che è andata
inesorabilmente al potere. Qui ci governa col troppo responsabile appoggio di un
ceto politico che proprio dalle primarie avrebbe bisogno di farsi supportare,
senza alcune spazio all'agire comunicativo di habermasiana memoria.
In
direzione ostinata e contraria, continuerò a credere, con Hannah Arendt, che la
politica sia una forma di moralità superiore, capace, quando non degrada in
scimmiottature americaneggianti, di far fronte davvero ai bisogni delle persone,
mettendo al prmo posto il contributo ad una parziale e praticabile soluzione ai
problemi di quella seconda società (esodata, senza alcun reddito perchè
disoccupata e/o in cerca di primo lavoro ad esempio).Di reddito di cittadinanza
a queste primarie non si parla o si parla pochissimo per non disturbare il
tecnico manovratore. Vota Antonio !
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