martedì 20 novembre 2012

IMPEDIRE LA FINE DELLA DEMOCRAZIA IN ITALIA: DIFENDERE E ATTUARE LA COSTITUZONE REPUBBLICANA a cura del Gruppo di Volpedo



DEMOCRAZIA E LEGGE ELETTORALE
Il Gruppo di Volpedo ritiene che l’emergenza democratica, determinata dai mercati finanziari, debba finire al più presto con elezioni generali a condizione che una nuova legge elettorale sostituisca  quella vigente, che presenta diversi profili di incostituzionalità:

1-      premio di maggioranza svincolato da ogni soglia in voti o seggi, censurato dalla Corte Costituzionale fin dal 2008( sentenze n. 15 e 16) e riconfermato nel 2012(sentenza n. 13) in violazione dell’art.48 Cost.
2-      liste bloccate in assenza di una legge sui partiti politici prevista dall’art.49 Cost. e pertanto con violazione dell’art. 51 Cost.
3-      nome del capo politico della lista o coalizione sulla scheda elettorale in violazione delle prerogative del  Capo dello Stato e della forma di governo parlamentare disegnato dalla nostra Carta costituzionale
4)-     assenza di ogni previsione di controllo giurisdizionale sulle operazioni elettorali preparatorie e preliminari: in violazione del diritto di difesa nei confronti della pubblica amministrazione sancito dall’ art. 113 Cost., che nel caso di processi elettorali toglie ogni tutela al popolo, unico detentore della sovranità ai sensi dell’art. 1 Cost.. La Corte di Cassazione deciderà il 30 gennaio 2013 sul rinvio  alla Corte Costituzionale della legge elettorale vigente, ritardata oltre ogni decenza dalla magistratura e dal complice silenzio dei mezzi di comunicazione e della maggioranza dei costituzionalisti, compresi quelli democratici.
In attesa della legge sui partiti politici, che sono un diritto garantito ai cittadini per concorrere a determinare con metodo democratico la politica nazionale e che avendo statuti democratici assicurano trasparenza delle designazioni alle cariche elettive, è opportuno estendere i diritti dei cittadini ad eleggere i propri rappresentanti con una combinazione e/o alternativa di elezioni primarie, voto di preferenza e/o collegi uninominali, con preferenza netta per un doppio turno, con ballottaggio eventuale.
In linea di principio il Gruppo di Volpedo è contrario a premi  di maggioranza eccessivi, superiori al 11%, e dati in assenza di una percentuale di partecipazione elettorale più che consistente (ad es.66%).
FINANZIAMENTO DELLA POLITICA
Il Gruppo di Volpedo è contrario al tentativo in atto di delegittimare il sistema di finanziamento pubblico delle attività politiche, con particolare riferimento al costo di partecipazione alle elezioni. in quanto è l’unico sistema che garantisce la parità di accesso all’attività politica di tutti cittadini, ricchi o poveri che siano Tuttavia gli abusi registrati impongono che il finanziamento pubblico vada meglio regolamentato e profondamente modificato, nei suoi presupposti.
Allo stesso modo delle elezioni comunali, che vanno ripetute nel caso che la partecipazione sia inferiore al 50%+1 degli aventi diritto, vanno studiati meccanismi che vincolino i rimborsi elettorali e la misura delle indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari alla percentuale di partecipazione dei cittadini alle elezioni.
Le leggi elettorali devono garantire una vera competizione  tra soggetti con pari opportunità per garantire un fisiologico ricambio della classe politica e rappresentanza dei mutamenti politici e sociali nella società.
Pertanto, in caso di soglia di accesso al riparto dei seggi, esclusione di ogni commistione tra soglia di accesso per la rappresentanza e  soglia percentuale per aver diritto al rimborso delle spese elettorali: la normativa tedesca è da prendere come esempio, in quanto ha una soglia di accesso al 5%, ma limitata allo 0,5% per aver diritto al rimborso delle spese elettorali.
I rimborsi elettorali devono essere parametrati ai voti validi effettivi conseguiti e non eccedere comunque le spese effettivamente sostenute e fiscalmente documentate. Per favorire la democrazia i rimborsi elettorali non devono essere concentrati al centro, ma distribuiti alle strutture regionali e/o sub-regionali, cioè dove i voti sono concretamente raccolti.
Le finanze di partiti politici che ricevono contributi pubblici, così come i gruppi presenti nelle istituzioni, devono essere soggetti ad un controllo da parte della Corte dei Conti e con erogazione periodica in tranche subordinate ad una rendicontazione.
DEMOCRAZIA ED ENTI LOCALI
Il Gruppo di Volpedo richiede l’estensione ad ogni livello amministrativo territoriale, comune, città metropolitana, provincia e regione, delle competenze degli organi assembleari, con particolare riferimento a quelli di programmazione e controllo, con esclusione di ogni forma di pressione e indirizzo da parte degli organi esecutivi, specialmente se monocratici, pertanto, se si vuol mantenere l’elezione diretta, bisogna scegliere con chiarezza una forma di governo presidenziale.
Le vicende politiche e personali dei vertici esecutivi, anche se eletti direttamente, non devono incidere sulla durata degli organi assembleari, che hanno una loro diretta legittimazione democratica.

Fin da subito i partiti se non vogliono estraniarsi del tutto  dagli elettori per rinchiudersi al proprio interno possono autoriformarsi applicando i propri statuti, eleggendo a scrutinio segreto e periodicamente i propri organi e i candidati nelle istituzioni, senza nascondersi dietro l’alibi della mancanza di una legge sui partiti.



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