DEMOCRAZIA E LEGGE ELETTORALE
Il Gruppo di Volpedo ritiene che l’emergenza democratica, determinata
dai mercati finanziari, debba finire al più presto con elezioni generali a
condizione che una nuova legge elettorale sostituisca quella vigente, che presenta diversi profili
di incostituzionalità:
1- premio
di maggioranza svincolato da ogni soglia in voti o seggi, censurato dalla Corte
Costituzionale fin dal 2008( sentenze n. 15 e 16) e riconfermato nel
2012(sentenza n. 13) in violazione dell’art.48 Cost.
2- liste
bloccate in assenza di una legge sui partiti politici prevista dall’art.49
Cost. e pertanto con violazione dell’art. 51 Cost.
3- nome
del capo politico della lista o coalizione sulla scheda elettorale in
violazione delle prerogative del Capo
dello Stato e della forma di governo parlamentare disegnato dalla nostra Carta
costituzionale
4)- assenza
di ogni previsione di controllo giurisdizionale sulle operazioni elettorali
preparatorie e preliminari: in violazione del diritto di difesa nei confronti
della pubblica amministrazione sancito dall’ art. 113 Cost., che nel caso di
processi elettorali toglie ogni tutela al popolo, unico detentore della
sovranità ai sensi dell’art. 1 Cost.. La Corte di Cassazione deciderà il 30
gennaio 2013 sul rinvio alla Corte
Costituzionale della legge elettorale vigente, ritardata oltre ogni decenza
dalla magistratura e dal complice silenzio dei mezzi di comunicazione e della
maggioranza dei costituzionalisti, compresi quelli democratici.
In attesa della legge sui partiti politici, che sono un diritto
garantito ai cittadini per concorrere a determinare con metodo democratico la
politica nazionale e che avendo statuti democratici assicurano trasparenza
delle designazioni alle cariche elettive, è opportuno estendere i diritti dei
cittadini ad eleggere i propri rappresentanti con una combinazione e/o
alternativa di elezioni primarie, voto di preferenza e/o collegi uninominali,
con preferenza netta per un doppio turno, con ballottaggio eventuale.
In linea di principio il Gruppo di Volpedo è contrario a premi di maggioranza eccessivi, superiori al 11%, e
dati in assenza di una percentuale di partecipazione elettorale più che
consistente (ad es.66%).
FINANZIAMENTO DELLA POLITICA
Il
Gruppo di Volpedo è contrario al tentativo in atto di delegittimare il sistema
di finanziamento pubblico delle attività politiche, con particolare riferimento
al costo di partecipazione alle elezioni. in quanto è l’unico sistema che
garantisce la parità di accesso all’attività politica di tutti cittadini,
ricchi o poveri che siano Tuttavia gli abusi registrati impongono che il
finanziamento pubblico vada meglio regolamentato e profondamente modificato,
nei suoi presupposti.
Allo stesso modo delle elezioni comunali, che vanno ripetute nel caso
che la partecipazione sia inferiore al 50%+1 degli aventi diritto, vanno
studiati meccanismi che vincolino i rimborsi elettorali e la misura delle
indennità dei consiglieri regionali e dei parlamentari alla percentuale di
partecipazione dei cittadini alle elezioni.
Le leggi elettorali devono garantire una vera competizione tra soggetti con pari opportunità per
garantire un fisiologico ricambio della classe politica e rappresentanza dei
mutamenti politici e sociali nella società.
Pertanto, in caso di soglia di accesso al riparto dei seggi, esclusione
di ogni commistione tra soglia di accesso per la rappresentanza e soglia percentuale per aver diritto al
rimborso delle spese elettorali: la normativa tedesca è da prendere come
esempio, in quanto ha una soglia di accesso al 5%, ma limitata allo 0,5% per
aver diritto al rimborso delle spese elettorali.
I rimborsi elettorali devono essere parametrati ai voti validi
effettivi conseguiti e non eccedere comunque le spese effettivamente sostenute
e fiscalmente documentate. Per favorire la democrazia i rimborsi elettorali non
devono essere concentrati al centro, ma distribuiti alle strutture regionali
e/o sub-regionali, cioè dove i voti sono concretamente raccolti.
Le finanze di partiti politici che ricevono contributi pubblici, così
come i gruppi presenti nelle istituzioni, devono essere soggetti ad un
controllo da parte della Corte dei Conti e con erogazione periodica in tranche
subordinate ad una rendicontazione.
DEMOCRAZIA ED ENTI LOCALI
Il Gruppo di Volpedo richiede l’estensione ad ogni livello
amministrativo territoriale, comune, città metropolitana, provincia e regione,
delle competenze degli organi assembleari, con particolare riferimento a quelli
di programmazione e controllo, con esclusione di ogni forma di pressione e
indirizzo da parte degli organi esecutivi, specialmente se monocratici,
pertanto, se si vuol mantenere l’elezione diretta, bisogna scegliere con
chiarezza una forma di governo presidenziale.
Le vicende politiche e personali dei vertici esecutivi, anche se eletti
direttamente, non devono incidere sulla durata degli organi assembleari, che
hanno una loro diretta legittimazione democratica.
Fin da subito i partiti se non vogliono estraniarsi del tutto dagli elettori per rinchiudersi al proprio
interno possono autoriformarsi applicando i propri statuti, eleggendo a
scrutinio segreto e periodicamente i propri organi e i candidati nelle
istituzioni, senza nascondersi dietro l’alibi della mancanza di una legge sui
partiti.
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