TORNIAMO A PUBBLICARE, PROPRIO NEI GIORNI PRECEDENTI LO
SVOLGIMENTO DELLE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA, QUESTO ARTICOLO AL FINE DI
CONTRIBUIRE A DISVELARE LA VERA NATURA DI QUESTO TIPO DI CONSULTAZIONE CHE E'
NECESSARIO SIA DISERTATA DA QUANTI RITENGONO NECESSARIA UNA ALTERNATIVA VERA
NEL SISTEMA POLITICO E NELLA SOCIETA.
Non votare alle primarie è l’imperativo d’obbligo per quanti
pensano che sia possibile realizzare l’obiettivo di una rappresentanza politica
capace di proporre una risposta di carattere anticapitalista alla crisi non
soltanto nel ristretto cortile del “Paese Italia”.
Occorre misurarsi con la necessità di rinnovamento radicale dell’agire politico nel senso del superamento del meccanismo maggioritario-personalistico-affaristico che ha dominato la scena degli ultimi vent’anni e porsi nella condizione, prima di tutto, di disporre di una piena autonomia, culturale, ma anche sociale e politica.
Occorre misurarsi con la necessità di rinnovamento radicale dell’agire politico nel senso del superamento del meccanismo maggioritario-personalistico-affaristico che ha dominato la scena degli ultimi vent’anni e porsi nella condizione, prima di tutto, di disporre di una piena autonomia, culturale, ma anche sociale e politica.
Infatti:
E’ evidente che l’ambito del cosiddetto centro-sinistra
italiano non offre spazio politico e culturale perché alla crisi si risponda in
maniera diversa da quella portata avanti, in questi mesi, dal cosiddetto
“governo dei tecnici” capace di aggravare le condizioni materiali dei ceti più
deboli, accrescere la disoccupazione, esaltare i meccanismi del monetarismo
insiti nell’ideologia liberista che lo ispira.
Una collocazione politico-elettorale
all’interno del centro-sinistra italiano impedirebbe, in più, un collegamento
concreto con quanto, sul terreno europeo, si sta muovendo per contrastare
questa deriva così pericolosa.
Il meccanismo delle primarie italiane rappresenta comunque e
nuovamente un punto di esaltazione di quella “personalizzazione della politica”
che è stata alla base, prima di tutto, della tragica ascesa della destra
populista che, nel nostro Paese, ha gravemente danneggiato l’economia e la
credibilità delle istituzioni, smantellando definitivamente quanto era rimasto,
dopo la bufera d’inizio secolo, del sistema dei partiti.
Le primarie
rappresentano, infatti, il punto più evidente di accettazione del terreno
politico imposto dall’avversario.
Le primarie, oggettivamente rafforzative della logica
maggioritaria, finiscono con il precludere, addirittura, la possibilità stessa
di immaginare la presenza di voci o soggetti posti in alternativa al sistema.
Il “NO” alle primarie significa insomma un “SI” al recupero
di un’idea di fondo della presenza politica di una sinistra d’alternativa
adeguata alla realtà dello scontro in atto, in una prospettiva di proposta
unitaria di trasformazione radicale del sistema.
Savona, li 7 ottobre 2012 Franco Astengo
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