martedì 4 dicembre 2012

PRIMARIE - DEMOCRAZIA NEGATA di G.Angelo Billia



La deriva totalitaria che avviluppa buona parte dei paesi europei, fra i quali l’Italia, con le primarie del “centro sinistra” ha aggiunto un mattone al suo consolidamento. 
Onestamente non posso dire quanto gli attori principali ne siano consapevoli, ma ciò non sposta i termini della questione. Democrazia è sinonimo di partecipazione di tutti alle scelte d’interesse collettivo. questo ha fatto gridare al trionfo democratico di fronte alla buona partecipazione al voto. Gli ostili più benevoli hanno liquidato la questione commentando: comunque è un problema loro. Così sarebbe se non fosse che i media le hanno cavalcate veicolando messaggi che tutto sono, meno che reali.
Qualcuno, per gentilezza, vuol dire per cosa tre milioni di elettori hanno votato? Per il “nuovo” Renzi e per il “sicuro” Bersani? Vogliamo dare un contenuto obiettivo alla gioia dei vincitori e allo scorno “signorile” degli sconfitti? E’ mia opinione che chi ha votato l’abbia fatto per due idee riempite soggettivamente, senza nessun riscontro nei contendenti.
Prassi vorrebbe che mi occupassi solo dei voti di “sinistra”, ma sono convinto che in realtà anche questa classificazione sia falsata dal difetto d’origine. Le primarie sono servite a coagulare in termini calcistici due fedi che, in quanto tali, risentono del fatto incontestabile di non avere nessun riferimento più concreto dell’immaginifico individuale o collettivo.
L’Italia di Berlusconi non è servita neppure come esempio negativo, ciò per il semplice fatto che ha conquistato tutti i settori della politica ufficiale, compreso PD e Vendola. Invito chi non concorda con questa valutazione a porsi una domanda. Se il centro-destra riesce a scoprire un candidato, non ufficialmente coinvolto nelle porcherie loro proprie e questo candidato avesse anche un modo accattivante, per portare avanti una parola d’ordine di quelle che hanno reso famose le miss nei concorsi di bellezza, siamo così sicuri che non sarà un altro “trionfo della democrazia” ? I grandi assenti da questo festival dell’assurdo sono le questioni di fondo del nostro paese, la riduzione in povertà, se non indigenza di milioni di uomini.
L’unico messaggio che mi è giunto, assicuro che sono stato attento, è “devono pagare tutti”. Tutti chi, anche quelli che hanno stipendi o pensioni da fame, se ce l’hanno? Monti ha esordito così e Bersani, in quanto suo fervente sostenitore non permette d’immaginare nulla di meglio. I fatti contano più delle parole, ed erano assenti in questo cosiddetto trionfo democratico.

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