A me pare una vera provocazione, quella
dell'Osservatore romano che di fatto si schiera con Monti e ne sostiene
la candidatura. Benedetto XVI continua la sua insistente spinta verso il
"superamento" della laicità dello stato e configura un nuovo periodo di
potere temporale . E' un bel guaio.
Soprattutto perchè si mostra come
un potere dispotico e capriccioso: si occupa della candidatura della
presidenza del consiglio della Repubblica italiana e non del parroco che
considera provocatorio il comportamento delle donne che abbandonano o
si separano dai mariti compagni fidanzati ecc. e vengono per questo
uccise: quasi una apologia di reato, quella forma di arcaico pensiero
patriarcale che considerando la donna un pezzo della proprietà, la vuole
"nuova", cioé vergine e sua : non sarebbe il caso che il detto prete
venga ridotto allo stato taicale e impedito di esercitare il ministero
CON ANNESSO POTERE, nella messa e nel confessionale? possibile mai che
sostenga che una eventuale provocazione femminile, come dice, scusi
addirittura la morte inferta violentemente? Non credevo alle mie
orecchie quando ho sentito la notizia in Tv; ma peggio ancora quando ho
visto che vescovi cardinali stampa vaticana o di chiesa invece di dare
un giudizio preciso di rifiuto e condanna, esprimono trisezza, che anime
belle! Se le donne mollano la Chiesa, poco resta.
Che intorno al
femminicidio e alla storia della famiglia si stia giocando una
pericolosa partita é evidente. Le donne autonome, libere, cittadine di
pieno diritto disturbano, fanno paura o disordine e allora perchè non
ripristinare il discorso che era così chiaro nel codice Rocco? un uomo,
padre, marito, fratello, figlio, che vede la propria congiunta con un
altro uomo perde il ben dell'intelletto giusto il tempo per ammazzarla
con raptus e poi torna "razionale", ma non può essere punito per aver
commesso un delitto che si chiamava addirttura "d'onore" e che poteva
essere estinto se la donna accondiscendeva al matrimonio riparatore?
Poche cose sono tanto miserabili quanto
la concezione della relazione tra i generi nella tradizione cattolica:
le passioni e il piacere sessuale considerati cosa da vergognarsi e
disordinate, sicchè il matrimonio ha una funzione terapeutica come
"rimedio", medicina appunto, contro le passioni disordinate
(concupiscenza) e le donne colpevoli di essere portatrici -magari sane-
di esse provocano con la loro stessa esistenza. Mi ricordo quando ci
veniva detto che eravamo responsabili dei "cattivi pensieri" che
suscitavamo col nostro vestire, attentamente comandato: maniche sotto il
gomito e gonne sotto il ginoccho, abiti non trasparenti e non
attillati, insomma una tortura che per fortuna prendevamo con spirito,
chiamando il gomito "l'osso del peccato". ma era una magra consolazione.
Sicché alla ricca letteratura misogina e alla parificazione della donna
con il patrimonio che sta nella legge mosaica si aggiunge con il
Vangelo, soprattutto per opera di Paolo doppiamente misogino come Ebreo
di cultura greca , una ossessione verso il sesso che non è mai scomparsa
e ora riciccia: il fine primario del matrimonio era stato definito in
dottrina la riproduzione e la relazione tra i sessi ordinata solo a quel
fine primario; soltanto col Concilio Vaticano II, cinquanta anni fa,
ieri mattina, era stato capovolto l'ordine delle priorità e il fine del
reciproco amore passava avanti a quello riproduttivo, ma questa
importante riforma conciliare non è mai pratica pastorale, elemento
della formazione, sicché quando la crisi capitalistica rimuove il fondo
della storia e fa rispuntare tutto il vecchio che lì stava sconfitto ,
ma non morto, ecco tornare la barbarie dei ruoli prefissati, la
posizione subordinata della donna, il rilancio della famiglia
tradizionale detta "naturale", il rinvio delle donne a casa nella
funzione di doppio esercito di riserva, sia a proposito di diritto al
lavoro, sia per adempiere al "Welfare famigliare", insomma ci sarebbe da
parlare un bel po'.
Ma non serve, nessuno tra i progressisti o i
riformisti, insomma in tutta l'area politica che non è tutta e solo di
destra si leva contro il femminicidio per ciò che significa socialmente
politicamente economicamente, nè rinnova la sua cultura politica
inserendo i diritti delle donne tra quelli fondamentali non negoziabili;
né gli alternativi sono meglio. La crisi stutturale e globale del
capitalismo imperversa diffondendo confusione culturale e barbarie,
esprimendo aspiranti laeders che al massimo sono patriarchi gentili, che
non dicono parolacce e non danno sberle e pugni per eccitarsi, nonsi
vede nemmeno da lontano una riflessione da parte di maschi che non si
decidono a diventare uomini, sulla loro sessualità maschile classica e
stabilita.
Sicché quasi la metà della specie umana è indietro di un
anello nella catena evolutiva, qualche millennio appena.
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