sabato 29 dicembre 2012

PROVOCAZIONI di Lidia Menapace

   A me pare una vera provocazione, quella dell'Osservatore romano che di fatto si schiera con Monti e ne sostiene la candidatura. Benedetto XVI continua la sua insistente spinta verso il "superamento" della laicità dello stato e configura un nuovo periodo di potere temporale . E' un bel guaio. 
   Soprattutto perchè si mostra come un potere dispotico e capriccioso: si occupa della candidatura della presidenza del consiglio della Repubblica italiana e non del parroco che considera provocatorio il comportamento delle donne che abbandonano o si separano dai mariti compagni fidanzati ecc. e vengono per questo uccise: quasi una apologia di reato, quella forma di arcaico pensiero patriarcale che considerando la donna un pezzo della proprietà, la vuole "nuova", cioé vergine e sua : non sarebbe il caso che il detto prete venga ridotto allo stato taicale e impedito di esercitare il ministero CON ANNESSO POTERE, nella messa e nel confessionale? possibile mai che sostenga che una eventuale provocazione femminile, come dice, scusi addirittura la morte inferta violentemente? Non credevo alle mie orecchie quando ho sentito la notizia in Tv; ma peggio ancora quando ho visto che vescovi cardinali stampa vaticana o di chiesa invece di dare un giudizio preciso di rifiuto e condanna, esprimono trisezza, che anime belle! Se le donne mollano la Chiesa, poco resta. 
   Che intorno al femminicidio e alla storia della famiglia si stia giocando una pericolosa partita é evidente. Le donne autonome, libere, cittadine di pieno diritto disturbano, fanno paura o disordine e allora perchè non ripristinare il discorso che era così chiaro nel codice Rocco? un uomo, padre, marito, fratello, figlio, che vede la propria congiunta con un altro uomo perde il ben dell'intelletto giusto il tempo per ammazzarla con raptus e poi torna "razionale", ma non può essere punito per aver commesso un delitto che si chiamava addirttura "d'onore" e che poteva essere estinto se la donna accondiscendeva al matrimonio riparatore?

   Poche cose sono tanto miserabili quanto la concezione della relazione tra i generi nella tradizione cattolica: le passioni e il piacere sessuale considerati cosa da vergognarsi e disordinate, sicchè il matrimonio ha una funzione terapeutica come "rimedio", medicina appunto, contro le passioni disordinate (concupiscenza) e le donne colpevoli di essere portatrici -magari sane- di esse provocano con la loro stessa esistenza. Mi ricordo quando ci veniva detto che eravamo responsabili dei "cattivi pensieri" che suscitavamo col nostro vestire, attentamente comandato: maniche sotto il gomito e gonne sotto il ginoccho, abiti non trasparenti e non attillati, insomma una tortura che per fortuna prendevamo con spirito, chiamando il gomito "l'osso del peccato". ma era una magra consolazione. 
   Sicché alla ricca letteratura misogina e alla parificazione della donna con il patrimonio che sta nella legge mosaica si aggiunge con il Vangelo, soprattutto per opera di Paolo doppiamente misogino come Ebreo di cultura greca , una ossessione verso il sesso che non è mai scomparsa e ora riciccia: il fine primario del matrimonio era stato definito in dottrina la riproduzione e la relazione tra i sessi ordinata solo a quel fine primario; soltanto col Concilio Vaticano II, cinquanta anni fa, ieri mattina, era stato capovolto l'ordine delle priorità e il fine del reciproco amore passava avanti a quello riproduttivo, ma questa importante riforma conciliare non è mai pratica pastorale, elemento della formazione, sicché quando la crisi capitalistica rimuove il fondo della storia e fa rispuntare tutto il vecchio che lì stava sconfitto , ma non morto, ecco tornare la barbarie dei ruoli prefissati, la posizione subordinata della donna, il rilancio della famiglia tradizionale detta "naturale", il rinvio delle donne a casa nella funzione di doppio esercito di riserva, sia a proposito di diritto al lavoro, sia per adempiere al "Welfare famigliare", insomma ci sarebbe da parlare un bel po'. 
   Ma non serve, nessuno tra i progressisti o i riformisti, insomma in tutta l'area politica che non è tutta e solo di destra si leva contro il femminicidio per ciò che significa socialmente politicamente economicamente, nè rinnova la sua cultura politica inserendo i diritti delle donne tra quelli fondamentali non negoziabili; né gli alternativi sono meglio. La crisi stutturale e globale del capitalismo imperversa diffondendo confusione culturale e barbarie, esprimendo aspiranti laeders che al massimo sono patriarchi gentili, che non dicono parolacce e non danno sberle e pugni per eccitarsi, nonsi vede nemmeno da lontano una riflessione da parte di maschi che non si decidono a diventare uomini, sulla loro sessualità maschile classica e stabilita. 
Sicché quasi la metà della specie umana è indietro di un anello nella catena evolutiva, qualche millennio appena.

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