martedì 18 dicembre 2012

LA SUPPLENZA DELLA MAGISTRATURA di Franco Astengo


Allora il dado sembra proprio tratto: alle prossime elezioni politiche anticipate la sinistra sarà rappresentata dal una “Lista civica nazionale” di colore arancione, rappresentata nei suoi vertici da esponenti della magistratura.

Giunge così a suo compimento, anche dal punto di vista formale, un processo di vera e propria “supplenza” che la magistratura ha esercitato, in Italia, nei confronti della politica da oltre trent’anni, ben prima di Tangentopoli: se pensiamo, ad esempio, al “caso Teardo” scoppiato in Liguria nel 1983 (diverso fu il caso, contemporaneo, di Torino, perché in quel frangente fu il sindaco Diego Novelli ad attivare il percorso giudiziario, e quindi fu la politica a “investire” la magistratura).
Un ruolo di “supplenza” che non è stato esercitato soltanto nei confronti del classico rapporto tra “questione morale” e “questione politica”, quella delle tangenti tanto per intenderci (nel frattempo mutata di segno, come hanno dimostrato i casi più recenti) ma sull’insieme delle contraddizioni sociali più rilevanti, pensiamo, tanto per fare un esempio al conflitto (un orrore chiamarlo così e mi scuso di usare un termine meramente giornalistico) tra ambiente e lavoro, com’è stato nel caso ultimo (ma soltanto ultimo, perché i precedenti sono davvero molti) dell’Ilva di Taranto.
Nel frattempo che la magistratura svolgeva questo compito, deperivano, via, via, i soggetti politici ridotti a espressione di mera “geografia elettorale” (tanto per sintetizzare con una sola battuta) del tutto subalterni, a sinistra, ai meccanismi della personalizzazione e alle sirene del movimentismo.
Non rifacciamo qui la storia di questi anni, che del resto abbiamo già affrontato più volte e da diversi punti di vista, e andiamo subito all’esito finale, quello appunto della “Lista Civica Nazionale”.
Rimangono tutti interi gli interrogativi che ci eravamo permessi di avanzare nell’occasione della prima Assemblea Nazionale di “Cambiare si può”: chi si intende rappresentare e come si intende rappresentare, su quali basi con quali prospettive.
Una questione, fondamentale riguardante le “fratture” sulle quali agire politicamente prospettando un’alternativa che non sia di “governo”, ma di società e di sistema.
Per le forze della sinistra si apre così un momento di riflessione profonda, alla quale sarà necessario contribuire tutti con attenzione: certo che “Lista Civica Nazionale” appare del tutto al di sotto delle aspettative, anche dal punto di vista nominalistico.
Meglio sarebbe stato, includendo tutte le sensibilità, una “Lista per l’alternativa”.

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