Questa denuncia viene dagli stessi uomini e donne che si
sono impegnati negli anni per vivere l'immigrazione come un arricchimento ed un
insegnamento perchè la diversa origine e ricchezza sia d'aiuto per il mondo
futuro e non da ostacolo.
Oltre 500 persone nelle Marche, oltre 20.000 in tutt’Italia
stanno per vedere la fine di un’emergenza durata 2 anni, quella seguita alle
primavere arabe ed alla guerra di Libia. Molti di loro sono stati accolti nelle
Marche in piccole strutture, dove hanno anche potuto studiare, socializzare,
prendere titoli di studio. Quasi tutti sono ancora in attesa della risposta
alla richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato, lo stesso per cui
il Governo ha per due anni col DPCM 5.4.2011 finanziato le regioni e le
strutture.
Ora questi ragazzi non sanno nulla del loro futuro, come non
l osanno molti degli operatori che li hanno seguiti in vari modi. Dal 1 gennaio
2013 la loro sorte passera al Ministero dell’Interno, cioè alle prefetture, che
non hanno manifestato per ora nessuna intenzione al riguardo.
Molti attivisti antirazzisti ed operatori sociali chiedono
alle regioni ed al Ministero dell’Interno che comunichino alle associazioni
impegnate nella accoglienza ed ai rifugiati i loro programmi, accelerino le
risposte delle commissioni richiedenti asilo sia per mantenere i buoni rapporti
instaurati da operatori e volontari da una parte e rifugiati dall’altra sia per
dire la parola fine per un’emergenza che dura da due anni.
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