mercoledì 26 dicembre 2012

E' AGGHIACCIANTE, HO PAURA di Adriano Ottaviani




Non so voi ma per me la piega che sta prendendo l’iniziativa arancione ha dei tratti inquietanti, dopo tanti ragionamenti e tante elaborazioni a favore di visioni “alte” e “altre” della politica cosa ci troviamo a fare ?

Pare, nel senso che sembra così ma potrei sbagliarmi, che senza nessuna consultazione sia stato scelto un importantissimo personaggio della lotta per la legalità, tanto di cappello, e che a lui si siano affidati i destini di un riscatto umano e sociale della povera Italia e dei suoi poveri cittadini.
E questo importante personaggio, che fa ? In un primo momento fa il prezioso, perché lui sa che questo povero quarto popolo se vuole inserirsi nell’attuale “gioco democratico” deve avere un uomo immagine da proporre, poi, sempre senza sbilanciarsi del tutto , tira fuori un decalogo a cui il suddetto quarto polo se vuole averlo come portabandiera deve conformarsi. Non solo , in un evidente contraddizione logica, ai partiti che sottoscriveranno il suo decalogo viene chiesto di fare “un passo indietro, anzi un passo incontro”.
Insomma, il parallelo è agghiacciante : anche il quarto polo ha il suo Monti !
Ho paura : possibile che la galassia culturale di cui faccio parte non riesca a produrre un suo modo innovativo e diverso di partecipazione democratica ?
Può essere che anche noi per andare avanti non possiamo esimerci dall’avere un uomo-forte che ci tolga le castagne dal fuoco ? Rinunciando a qualsiasi visione di trasformazione sociale ?
E’ questa la nostra idea di azione politica? E’ la riproposizione da sinistra dello stato di eccezione ? Di uno stato di eccezione che ci assolve sempre dal pensare e fare diversamente ?
Abbiamo bisogno di uno così ? Di uno da ringraziare per il fatto che ha deciso di spendersi con noi ?
Sì , mi si risponderà, ne abbiamo bisogno perché è una persona conosciuta per la sua integrità e professionalità, perché con lui potremo andare in parlamento e vigilare.
Ma siamo sicuri che per vigilare si debba per forza andare in parlamento ?
E a che prezzo ?
Ma io mi ricordo che dicevamo altre cose, che non esistono gli individui senza le comunità, che nessun uomo è un’isola, che le grosse individualità non sono altro che incidenti , giochi per allodole, e che nostro compito dovrebbe essere anche quello di depotenziare questi meccanismi tardo-borghesi di mitizzazione dell’individuo/genio/mostro , anche a costo di procedere più lentamente, facendo crescere le coscienze in processi veramente conviviali e “delicati”.
Insomma cari compagni l’immagine paradossale dei Greci che sceglievano i loro rappresentanti sorteggiandoli non vi ispira più niente ? Anche ammettendo che sia solo un mito oppure solo un frutto di un particolare momento di quell’esperienza storica, non vi dice qualcosa ?
Ci siamo fatti mettere fretta, ci siamo fatti terrorizzare dall’appuntamento elettorale, ci siamo cascati.
E pensare che guardavamo con tanta sufficienza i nostri concittadini allochi che si erano lasciati impaurire dallo spread…
Ma non era meglio proseguire sull’onda del No-Monti Day ? Non era stata più “vera” quell’esperienza ?
Non c’era lì più vita e più sangue ?
Invece no, anche noi dobbiamo avere il nostro duce.
E’ agghiacciante , ho paura.


Adriano Ottaviani

1 commento:

Unknown ha detto...

spesso in quanto storica sociale del mondo del lavoro sono un pò perplessa delle analisi "dietrologiche" di Aldo, ma in questo caso purtroppo mi sembra che abbia analizzato con chiarezza i limiti soprattutto sociali dell' "adunata dei vecchi ribelli" che rischia di essere il IV Polo che invece dovrebbe essere semplicemente il Polo della sinistra dei lavoratori...

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