mercoledì 19 dicembre 2012

Lettera ai compagni della Terra di Adriano Ottaviani


... Diciamolo chiaramente , non ci piace la vostra interpretazione di Hegel, no, noi non crediamo che abbiate capito , voi avete volutamente frainteso “ciò che è reale è razionale”, voi volutamente volete fingere di non  sapere che per Lui quello che voi considerate “reale” non sarebbe stato più “reale” di quanto sia “reale” un discorso di Maurizio Gasparri....

Cari compagni e compagne vi scrivo da qui dal mio ritiro sul pianeta Melancolia.
Sono fuggito , ho preso il primo missile e sono scappato su questo pianeta lucente ed azzurrino che mi ha subito attirato con il suo latteo splendore diverso da quello della Luna .
Sì perché quel biancore del nostro satellite mi ha sempre inquietato.
Ora me ne sto qui con alcuni compagni dell’MLS e a qualche indiano metropolitano, gente tosta, stiamo stilando un documento a favore della rivoluzione culturale di Mao, che qui non è ancora arrivata.


E’ bella la Terra , vista da qui, a volte ci prende un po’ di nostalgia, pensiamo a certi prati verdi che qui non  ci sono perché l’erba è azzurra, e a certe canzoni che non possiamo suonare perché purtroppo  qui non abbiamo né  chitarre né pianoforti, ma anche perché la memoria comincia a far cilecca e l’unica canzone che tutti si ricordano è l’inno di Mameli, che però tutti si vergognano di cantare.
Le notizie ci arrivano a fatica , dopo mesi, non c’è TV né Internet né facebook , viviamo così , semplicemente , con i pochi compagni che hanno deciso di tentare la sorte , ma non per questo ci siamo dimenticati di voi e ci dispiacerebbe alquanto sapere che ci considerate con malanimo, come coloro che sono fuggiti o peggio, che hanno tradito, ma il fatto è che non ne potevamo più, di quel  degrado, di quella bassezza culturale, di quella noia, di quella disperazione.
Sì, è proprio il caso di dirlo, non ne potevamo più della vostra atmosfera.
E’ che noi non ne potevamo più di quel vostro atteggiamento al ribasso , di quel vostro sano pragmatismo che vi fa sempre scegliere la cosa più saggia, quella più probabile a realizzarsi, perché noi , forse perché siamo vecchi, vogliamo ancora sognare.
Diciamolo chiaramente , non ci piace la vostra interpretazione di Hegel, no, noi non crediamo che abbiate capito , voi avete volutamente frainteso “ciò che è reale è razionale”, voi volutamente volete fingere di non  sapere che per Lui quello che voi considerate “reale” non sarebbe stato più “reale” di quanto sia “reale” un discorso di Maurizio Gasparri.
E allora ce ne siamo andati, perché non potevamo più sopportare quel mondo governato da pochi iper-ricchi bavosi, sempre affamati di tutto , mai sazi, e soprattutto non sopportavamo più voi , che avevate rinunciato a dire le cose più semplici, le verità più immediate, che vi vergognavate di dire le cose anche le più innocenti , tipo che il capitalismo è omicidio o che il potere è in ultima analisi sempre un sopruso.
Ce ne siamo andati ma dovreste essercene grati non dovrete più ascoltare i nostri lamenti di gente mai soddisfatta, non dovrete più sorbirvi le nostre ipercritiche sempre così irritantemente puntuali, noi purtroppo non ce la facciamo a nasconderci sotto le sottane di qualche magistrato benintenzionato, noi non vogliamo più accontentarci, noi vogliamo tutto , noi vogliamo la favola, come Julia Roberts in Pretty Woman, noi non ci accontentiamo di un appartamentino.
E’ vero , forse leggiamo troppo, a volte straparliamo di comunismo, a volte ci affascina il mito di una comunità solidale, senza denaro, a volte ci piace rileggere Stato e Rivoluzione anche se voi dite che è lo scritto più sentimentale di Lenin, quello più inutile e irrealizzabile.
Sarà, forse avete ragione, ma sta di fatto che Editori Riuniti aveva pubblicato quel libro come numero 1, ci sarà stato pure un motivo.

Ora siamo qui , siamo in pochi e siamo lontani, ma non cambiamo idea, meglio questa Melancolia che vedere quella lenta morte del pensiero che avete scelto di inseguire, noi non rinunciamo a dire come stanno le cose, saremo pure  bastiani contrari ma purtroppo abbiamo avuto sempre ragione, quando avete voluto per forza andare al governo con Prodi, quando avete votato per le missioni “di pace”, e poi  recentemente quando avete continuato a considerare il PD una costola della sinistra anche mentre approvava provvedimenti che se Berlusconi ci avesse solo provato avreste gridato al colpo di stato.
Eppure sarebbe stato facile, bisognava solo avere idee chiare e la pazienza di perseguirle, bisognava essere sognatori cocciuti e fiduciosi negli esseri umani, come lo siamo qui a Melancolia, e invece no, voi siete i primi a dubitare di quello che declamate, voi raccontate favole a cui non credete, lo fate solo per incantare qualche gonzo.
Ma noi non siamo idioti , lo sapevamo che quello che ci stavate preparando sarebbe stata l’ennesima delusione, che dopo un po’ ci saremmo ritrovati a chiederci come mai dopo tanti sforzi non fosse  ancora il momento di parlare di rivoluzione, a chiederci dove avevamo sbagliato.
E allora siamo partiti, con pochissime cose , obbligati a viaggiare leggeri ma pesanti nel cuore, perché anche se  ce ne siamo andati senza rimorsi dal vostro mondo di delusioni annunciate, noi non abbiamo del tutto tagliato i ponti col vostro pianeta, c’è ancora più di un filo che ci lega a voi, se volete potremmo ancora tornare, ma dovrete provate a convincerci.
Ce lo dovrete chiedere con gentilezza.
Saluti dal Soviet di Melancolia.
Saluti dalle stelle.

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