sabato 22 dicembre 2012

L'ASSEMBLEA DI "CAMBIARE SI PUÒ" di Franco Astengo

Dal punto di vista più strettamente politico l'andamento della riunione ha indicato due elementi che riteniamo possano essere sottolineati

L'assemblea nazionale di "Cambiare si può, svoltasi oggi 22 dicembre, non ha sciolto il nodo della presentazione di una lista collocata al di fuori del centrosinistra che dovrebbe comprendere anche gli "arancioni" del sindaco di Napoli, De Magistris, e "Io ci sto" del magistrato Ingroia, che ha proposto la propria candidatura "a capo della coalizione".
Nei prossimi giorni verificheremo come potrà essere possibile la concretizzazione del èercorso avviato oggi, al riguardo del quale appaiono ancora incerte le regole per stabilire le candidature e le sedi decisionali, a cavallo tra le consultazioni via web e le assemblee locali.
Un punto specifico di approfondimento merita sicuramente l'immaturità delle procedure democratiche agite nel corso dell'assemblea, sottolineate anche da rumoreggiamenti da parte degli intervenuti.
Alla fine nel più classico stile delle vecchie metodologie partitocratiche si è affidato un "mandato esplorativo" a tre tra i promotori dell'appello, al fine di verificare con gli altri soggetti e i partiti politici, la condivisione delle regole utili alla presentazione elettorale. Rimane anche incerta la platea che dovrà esprimersi in merito all'esito del mandato.
Dal punto di vista più strettamente politico l'andamento della riunione ha indicato due elementi che riteniamo possano essere sottolineati:
a) non è stata ancora fornita una risposta compiuta al tema sollevato fin dalla precedente assemblea del 1° dicembre: chi si intende rappresentare e come. Una domanda riunificata dall'esigenza di individuare la realtà dell'intreccio di contraddizioni sociali alle quali si intende riferirci e che sicuramente non sono adeguatamente comprese, nè nei dieci punti proposti da Ingroia, né negli altri dieci punti a suo tempo elaborati da "Cambiare si può" sui quali la discussione dell'assemblea nazionale ha avuto un esito indefinito.
b) in questo modo è emersa una distinzione netta tra la proposta politico-elettorale che abbiamo ascoltato e l'esigenza di aprire un dibattito, che si collochi ben oltre la scadenza delle urne, sulla presenza politica organizzata, nel nostro Paese, della sinistra d'alternativa.
Sinistra d'alternativa che i Partiti dichiaratisi disponibili a conflluire nel contenitore elettorale, non riescono adesso e ancor meno nel futuro (indipendentemente da quello che sarà l'esito delle elezioni) a rappresentare compiutamente sul piano della prospettiva anticapitalistica, della progettualità, della struttura organizzativa.

Su questo ed altri punti avviamo un dibattito il cui primo appuntamento è previsto per giovedì 27 dicembre alle ore 20,30 presso la SMS 24 Aprile, via Verdi Savona.


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