Si sprecano i commenti alla clamorosa sentenza Eternit:
tutti rivolti però (come del resto nell’attualità potrebbe anche apparire
giusto) alla sottile diatriba tra giustizia e diritto.
Quella diatriba, anzi quel dilemma sciolto alla fine dalla
Corte di Cassazione con la scelta del diritto: scelta opinabile in sé, drammatica
nella fattispecie considerata la realtà delle questioni in atto e le loro
drammatiche connessioni con la vita di tante persone. Una vita segnata da
lutti, umiliazioni, sofferenze.
Nelle analisi che si stanno sviluppando è però trascurato un
elemento fondamentale che non può avere, in questo momento, valore giuridico ma
che ne ha sicuramente sul terreno morale, politico, storico.
L’elemento riguarda le motivazioni per le quali il reato
(riconosciuto, del resto) è stato perseguito e reiterato.
Motivazioni che possono essere ridotta a una: la logica del
profitto.
Una logica del profitto che ha, ancora una volta, trionfato
sulla giustizia, sul diritto, su quanto dal punto di vista umano possa essere
espresso a garanzia dell’umanità.
I grandi pensatori dell’economia, da Smith a Ricardo, a Marx
avevano analizzato il tema del profitto nel senso di una sua determinazione
realizzata attraverso la sottrazione dei costi di produzione.
In una fase successiva, quella del momento del distacco
della figura dell’imprenditore da quella del capitalista, è stata presa in
esame la realtà del capitale da intendere come fattore di produzione.
Di conseguenza il capitale assumeva il fattore di rischio
derivante appunto dalla produzione.
Allora la produzione non può essere fermata, proprio per non
rappresentare un danno al capitale: da qui lo sfruttamento di tutto del lavoro
dell’uomo, del tempo, del territorio e della vita stessa, non solo dei
lavoratori ma di tutta indistinta l’umanità.
Fermare la Morte, come nel caso dell’Eternit (ma lo stesso
valeva per le miniere che Zola descrive in Germinale) avrebbe significato
fermare la produzione e quindi mettere a rischio il capitale.
I poveri padroni non potevano proprio permetterselo e quindi
per salvare il capitale la Morte doveva andare avanti.
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