domenica 16 novembre 2014

INSORGENZE SOCIALI E SOGGETTO POLITICO di Franco Astengo



Nei mesi scorsi si era tentato di proporre un ragionamento relativo alla necessità e urgenza di avviare la costruzione di un soggetto politico di opposizione per l’alternativa.

Un ragionamento che s’intendeva rivolto alle parti più avanzate della sinistra comunista e anticapitalista in Italia e fondato, essenzialmente, su 4 punti:

 

1)      Un ritorno di centralità di un “caso italiano” di retroguardia sul piano internazionale, spostandosi l’asse complessivo del sistema di relazioni internazionali con il ritorno all’atlantismo e al bipolarismo tra le superpotenze;

2)      L’esprimersi, all’interno di questo rinnovato “caso italiano”, di una forte accentuazione nell’offensiva del capitalismo italiano che avrebbe oltrepassato i confini della sudditanza europea muovendosi, sia sul piano istituzionale che su quello economico-sociale, su di un terreno di vero e proprio “regime autoritario” messo in piedi attraverso una sorta di colpo di stato occulto di stampo presidenzialista;

3)      Il verificarsi, nelle forme spurie oggi permesse da questa drammatica situazione sociale e politica, di forme d’insorgenza sociale di diversa e complessa tipologia, al riguardo delle quali sarebbe stato necessario e urgente offrire una sintesi e una prospettiva politica;

4)      Questa sintesi e questa prospettiva politica avrebbe dovuto esprimersi attraverso un progetto di costruzione di nuova soggettività. I soggetti politici già presenti nell’area politica di possibile riferimento di queste insorgenze sociali risultavano, infatti, scaduti di capacità di presenza e di credibilità per via delle vicende pregresse da almeno un quindicennio e altri soggetti si sarebbero visti costretti a rincorrere “a sinistra” in maniera strumentale avendo sempre rivolta la loro elaborazione e il loro pensiero al recupero di rapporto con il PD in una logica che, però, appare ormai del tutto “antistorica” (il riferimento è a CGIL, FIOM, Lista Tsipras, Società e Lavoro e quant’altro, mentre il PRC sta confermando del tutto le analisi fin qui portate avanti di sostanziale subalternità al quadro esistente).Nel frattempo la grande parte del quadro militante della sinistra italiana e un gran numero di giovani accostatisi per varie vie al conflitto sociale risultano privi di una qualche plausibile soggettività politica di riferimento, in una fase nella quale forme nuove e diverse di protagonismo politico stanno emergendo.

La proposta di nuova soggettività è stata sostanzialmente accantonata perché si riteneva non condivisibile l’analisi rispetto al mutamento del quadro internazionale e al livello d’inasprimento democratico e sociale nella situazione interna.

Pare, invece, che i fatti stiano dimostrando il contrario: sia dal punto di vista dell’atteggiamento delle forze dominanti del capitalismo italiano e delle loro espressioni politico – istituzionali, sia di converso dalle espressioni d’insorgenza sociale messe in campo dalla situazione.

Se n’è accorto il “Corriere della Sera” che oggi richiama all’assenza di soggetti in grado di dialogare con la piazza: naturalmente il Corriere si augura qualcosa di molto moderato che si prenda il compito di spegnere i fuochi e incanalarli in un’opposizione del tipo “nuovo mare della tranquillità”.

Dal nostro punto di vista, invece, non sarà forse il caso di rivedere esitazioni e ritardi conseguenza degli esiti della “paura della politica” e della “sindrome della sconfitta” accumulati nel corso di questi anni.

4 commenti:

Patrizia Turchi ha detto...

"Marx ed Engels hanno scritto nella Sacra famiglia: "Se l'uomo è formato dalle circostanze, allora bisogna formare le circostanze umanamente". Niente di più chiaro, niente di più eloquente, niente di più ricco di senso. Non avevo ancora trent'anni quando, per la prima volta, lessi quelle parole. Furono, per così dire, la mia via di Damasco. Capii che mi sarebbe stato impossibile tracciare una rotta per la mia vita al di fuori di quel principio e che solo un socialismo integralmente inteso (dunque, il comunismo) avrebbe potuto soddisfare i miei aneliti di giustizia sociale. Molti anni più tardi, in una intervista con Bernard Pivot, che voleva sapere perché continuassi a essere comunista dopo gli errori, i disastri e i crimini del sistema sovietico, risposi che, essendo un comunista "ormonale", mi era impossibile avere delle idee diverse: gli ormoni avevano deciso. La spiegazione è più seria di quanto sembri: e forse si capisce meglio se dico che, in qualche modo, ha un equivalente nel "non possumus" biblico. Recentemente, suscitando lo scandalo di certi compagni dediti alla più canonica ortodossia, ho osato scrivere che il socialismo – e a maggior ragione il comunismo – è uno stato dello spirito. Continuo a pensarlo. E la realtà si incarica giorno dopo giorno di darmi ragione." José Saramago

Unknown ha detto...

Cara Patrizia tante sono le vie che portano al Comunismo.
La tua è "spirituale" credo tu intenda nel senso più laico del termine, per altri è viscerale nel senso letterale del termine. Per me è razionale perché trovo in esso la possibilità di superamento di un ulteriore gradino dello sviluppo dell'umanità.
Il mio percorso è stato consolidato dalla lettura un libricino che riepilogava la vita di Togliatti. In una pagina un intellettuale svizzero di cui non ricordo il nome, ha descritto il Comunismo come un ulteriore gradino dello sviluppo dell'umanità. Quello e stato il fulmine che come te ha disarcionato anche me su quella famosa via "Cristiana".

PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO ha detto...

Se ho letto bene il disarcionato sulla via di Damasco è stato Josè Saramago e non Patrizia Turchi. Franco Astengo

Unknown ha detto...

Certamente, era chiaro. Ma sempre disarcionamento è stato verso Damasco.

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