giovedì 27 novembre 2014

UNA NOTA SULL'ASTENSIONISMO ELETTORALE di Felice C. Besostri

Sulla astensione  attiro l'attenzione su quel passo della memoria presentata per l'audizione della Prima Commissione Senato sulla legge elettorale. Scritta prima delle elezioni regionali anticipate non ne ho parlato. Ora son per una regola che le elezioni se non partecipa il 50% vanno ripetute e con altri candidati. Premi di maggioranza e liste bloccate saltano se non partecipa la maggioranza assoluta degli aventi diritto, che serve anche per andare a ballottaggio. Penso al ruolo positivo che ha giocato la regola sovietica che le elezioni non fossero valide nei singoli collegi se non partecipava la maggioranza assoluta degli elettori. Era concepita come correttivo alla pratica del candidato unico. Nelle elezioni  SEMI-LIBERE del giugno 1989 in Polonia i risultati, grazie ad un accordo preelettorale avrebbero dovuto dare una maggioranza artificiale al POUP e partiti Alleati lasciando Solidarność minoranza nel Sejm. Grazie a QUELLA NORMA LA MAGGIORANZA FU RIBALTATA NELLA RIPETIZIONE DELLE ELEZIONI. Se non diamo un peso legale alle astensioni dal voto si faranno sempre commenti alla Renzi. Un precedente c'era ma solo per i piccoli comuni. In caso di una sola lista di candidati le elezioni dovevano essere ripetute se non andava a votare la maggioranza dei cittadini. Ovviamente dopo la riforma dei sindaci eletti direttamente e ballottaggi, quella norma saggia non c'è più


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