sabato 25 ottobre 2014

VUOTO POLITICO di Franco Astengo



“Ormai spero nella mobilitazione, non più nel Parlamento, votano di tutto”: questa inaudita dichiarazione, pubblicata dal Manifesto oggi 25 Ottobre, non è stata rilasciata da un ignaro passante ma dal segretario generale della FIOM, Maurizio Landini, colui che nel pomeriggio dovrebbe guidare la “passeggiata romana” organizzata dalla CGIL per protestare “gentilmente” assieme ad una presunta sinistra PD e a un altrettanto presunta SeL contro il governo Renzi: il governo della svolta totalitaria, dell’uomo solo al comando, del partito Unico della Nazione, della gestione della ferocia capitalistica in Italia e in Europa.
La dichiarazione di Landini dimostra, in tutta la sua crudezza, il vuoto di analisi politica in cui si trovano i soggetti residuali del sindacato e della sinistra politica italiana: un vuoto al riguardo del quale paiono davvero esigue le forze capaci di contrapporre una lucida capacità d’analisi e di mobilitazione che dovrebbe essere insieme politica e sociale.
 
Sciopero generale proclamato dall’USB, manifestazione della CGIL, “Leopolda” : sono questi i tre punti attorno ai quali, in questo fine settimana, si è sviluppata la dinamica politica a dimostrazione tra l’altro (nonostante le roboanti dichiarazioni di Renzi al ritorno da Bruxelles) come la partita si giochi prima di tutto qui, all’interno di un “caso italiano” di vera retroguardia rispetto al quadro europeo.
Una situazione da cercare di risolvere, prima di tutto, al nostro interno ponendo con grande chiarezza il tema del “vuoto politico” e cercando, appunto, di sviluppare analisi e proposta.
L’analisi ci dice di un secco spostamento a destra del nostro quadro politico: spostamento a destra che si verifica nel posizionamento dei diversi soggetti attraverso il recupero della Lega Nord che si realizza proprio attraverso di una riappropriazione dei temi originari però in chiave nazionalista e anti-europea.
La crescita della Lega Nord (pronta a trasformarsi in “Lega Italia” raccogliendo tutte le frange dell’estrema destra) riduce in una condizione di completa minorità Forza Italia e frange varie consentendo al PD-R (sigla felicemente coniata da Ilvo Diamanti) di occupare totalmente il centro del sistema: un’occupazione che si verifica affermando i principi fondamentali del potere personale, di una politica di potenza che svilisce e derubrica qualsiasi sistema di valori, afferma un nuovo totalitarismo anche sfruttando l’insieme della subalternità al potere dimostrata ampiamente dal sistema dei mezzi di comunicazione di massa, complessivamente intesi (giornali, TV, web e quant’altro).
Uno straordinario processo di manipolazione collettiva  che poggia le sue fondamenta sulla misera condizione materiale di vita di gran parte della società italiana che, sfinita, non riesce a far altro che affidarsi a quello che cercava da tempo e di cui si era già scritto in tempi meno sospetti: una sorta di Lord Protettore, contornato da una cerchia modellata sull’idea di una vera e propria oligarchia, al centro come in periferia.
L’impoverimento generale non provoca conflitto se non in alcune frange politicamente più coscienti: si possono prevedere esplosioni isolate, ma senza organizzazione non ci potrà essere una “raccolta” complessiva delle istanze di conflitto e un rilancio di un’aggregazione antagonista.
Le voci di contrasto a questo stato di cose appaiono poche e isolate: si ravvede anche da questa parte (come nel caso delle dichiarazioni di Landini appena riportate) un irritante gioco alla mistificazione di chi pensa ancora a ritagliarsi spazi ormai totalmente inesistenti.
In una società nella quale gli spazi di partecipazione e iniziativa politica appaiono davvero drasticamente ridotti e poco (e mal) frequentati c’è un unico tema da porre all’ordine del giorno: quello della costruzione dell’opposizione politica.
Il limite delle manifestazioni indette in molte città d’Italia (il cui esito ha complessivamente dimostrato l’esistenza, perlomeno, di una non trascurabile “avanguardia sociale”) in occasione dello sciopero generale indetto dall’USB è stato quello di non aver posto questa questione: dell’opposizione politica , tra l’altro dopo mesi di disquisizioni sul rapporto tra soggetto politico e soggetto sindacale.
Il vuoto politico presente nel sistema italiano nel suo versante di sinistra è davvero rilevante e potrebbe pregiudicare tutti gli sforzi relegando la protesta nell’ambito della subalternità e dell’ambiguità della CGIL, in un quadro del tutto illusorio di ricostituzione di un fantomatico centrosinistra senza comprendere i caratteri di assoluta novità che si stanno presentando sul piano politico: quelli di un regime totalitario (magari legittimato da un esito elettorale “truccato” attraverso la messa in opera di una formula di tipo plebiscitario) con l’assoluta “via libera” al dominio dei padroni.
Senza un’opposizione coerente, rigorosa, capace di aggregare l’insieme dei soggetti di lotta pur presenti nel Paese attraverso una proposta adeguata di costruzione di soggettività il rischio è quello del precipitare definitivo in un regime autoritario di imposizione capitalistica.
Su questa analisi deve essere chiesta una chiara opinione da parte degli esponenti di quella parte di sinistra comunista, anticapitalista, d’opposizione e d’alternativa che sta cercando forme organizzative incerte, assolutamente al di sotto della necessità dell’ora, tendenti a imitare modelli di “apertura” al confronto che si riducono, alla fine, a esprimere Associazioni il massimo della cui attività consiste nella raccolta di firme.
Le leggi della politica sono impietose: il vuoto viene sempre riempito magari, come in questo caso appare assai probabile, dal peggio di un arretramento storico.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Il guaio è che chi vota tutto andrà a passeggiare a Roma con chi tenta una protesta.
Alludo a chi gioca ad essere a sinistra nel PD, poi vota tutto.
Sottolineo "tenta una protesta" perchè questa giornata è stata fortemente voluta dalla CGIL , ma CGIL con Camusso in testa non è la più affidabile delle "ditte" quanto a controbattere con serietà e severità nei fatti questo governo. evamaio

PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO ha detto...

Il commento di evamaio interpreta esattamente il senso dell'articolo e della proposta politica dell'opposizione. Grazie Franco Astengo

PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO ha detto...

Non entro nel merito, in questa sede, della soluzione politica proposta, mi interessa sottolineare altri elementi di prospettiva, di previsione,anche di scenari alternativi: 1) il centrosinistra non potrà più "essere resuscitato", è fuori dell'orizzonte politico e storico; 2) il livello di consapevolezza, anche tra di noi, del "nemico principale" (l'Unione Europea) è scarso, per non dire nullo: non ho sentito (sarò sordo?) nel corteo dell'USB di Genova slogans che connettessero le lotte, qui e ora, allo scontro contro il "pilota automatico europeo"; 3) penso che Renzi non durerà a lungo, ma il renzismo, magari rimodulato in termini tecnocratici (Draghi?), avrà vita lunga; 4) credo però che alla lunga potrebbe configurarsi uno scenario B, rispetto al renzismo corretto, e cioè uno scenario lepeniano, causa ed effetto ad un tempo di una possibile implosione dell'eurozona e dell'euro. In effetti, aggravandosi la crisi, l'arma di "distrazione di massa" rappresentata dal razzismo e dalla xenofobia è destinata ad avere sempre maggiore appeal in una popolazione che dire depoliticizzata è un eufemismo, potendo essa riunificare in un fronte unico la Lega, la destra antieuropea, parte (credo minoritaria) dell'elettorato grillino e, forse, prosciugare gran parte dell'astensionismo. Secondo me, dobbiamo tenere presente questo eventuale scenario alternativo, che, evidentemente presuppone la crisi, il disfacimento dell'UE. L'eterogenesi dei fini potrebbe (ammetto che sia un'ipotesi plasmata sul modello Weimar) trasformare il totalitarismo filo-UE di Renzi in un regime dichiaratamente fascista (il caso ungherese non è molto lontano). Giacomo Casarino

PERCHE' LA SINISTRA D'ALTERNATIVA RITORNI NEL PARLAMENTO ITALIANO ha detto...

Tre punti di risposta telegrafica al compagno Casarino:
1) d'accordo sul centrosinistra che non resusciterà più (è mutato complessivamente il sistema dei partiti);
2) non c'è pilota automatico europeo, si tratta di un grosso equivoco, ma dominio politico del ciclo capitalistico in quella dimensione (con grossi scontri al suo interno: la cosiddetta "contesa europea"). Questo non vuol dire, ovviamente, che non si debbano contrastare le imposizioni che arrivano da Bruxelles e/o Francoforte, ma ridursi a quelle sarebbe riduttivo all'interno di uno scenario molto complesso (nell'articolo ho omesso per ragioni di economia del discorso il ragionamento riguardante il neo-bipolarismo e il riallineamento atlantico);
3) Renzi durerà perchè la prospettiva Draghi sarebbe di ritorno all'indietro: al conflitto tecnocrazia/politica. Lo scenario italiano è forse già peggiore di quello ungherese perchè da noi è assente il punto di equilibrio politico a sinistra, partendo dall'opposizione.

Secondo me stiamo tutti sottovalutando il quadro e, molto sinceramente, baloccandoci con abbozzi di tentativi politicisti senza affrontare la questione cruciale: quella del soggetto politico dell'opposizione di sinistra. Nessuno ha il coraggio di lanciare la proposta con la determinazione e la nettezza necessaria, basandosi su di una analisi compiuta, che non è certo la mia beninteso, ma da ricercare in un contesto collettivo che risulti gà finalizzato verso l'obiettivo, Certo è roba da avanguardie: ieri proprio Giacomo nella manifestazione diceva che siamo troppo avanti per la media e troppo indietro rispetto alla gravità della situazione. Una sintesi efficace ma non stiamo pensando seriamente nè a quanto e come siamo avanti, nè a quanto e come siamo indietro. Del resto questo può stabilirlo soltanto un dibattitto interno ad un soggetto politico compiuto, un partito per l'appunto che non può nascere dai soggetti della ex-sinistra radicale esistenti perchè tutti compromessi con un politicismo deteriore e ancora ammaliati da sirene che non cantano più. Pensiamoci, ma sul serio non per conservare le nostre piccole riserve personali o di gruppo.
Grazie Franco Astengo

roberto ha detto...

io una proposta ce l'avrei da fare: nonostante sia già un problema fare crescere ross@ e darle vigore per avere più capacità di radicarsi nel territorio, (esempio nella mia provincia, siracusa, forse in pochi sono a conoscenza della esistenza di ross@), perchè non chiedere un incontro con le dirigenze dei vari soggetti politici anticapitalisti e comunisti, per verificare la possibilità di un agire comune?

Unknown ha detto...

Caro Roberto, forse qualcuno pensa già ad un ulteriore passo avanti rispetto alle scelte di Ross@, scelte a mio avviso sono scelte di basso profilo e forse gestite da altre menti pensanti "altrove". Qui mi fermo sul discorso Ross@.
Il problema di fase e posto in maniera esaustiva dal compagno Astengo e sui temi proposti da astengo che, secondo me, bisogna riflettere e discutere con una certa urgenza e dare, conseguentemente e tempestivamente, le necessarie risposte tattiche e strategiche. Oggi il nemico di classe dispone di rapidità decisionale ed operativa mostruosa, al contrario, le classi proletarie sono incapaci di risposte altrettanto efficaci e tempestive per la mancanza di un centro di analisi ed indirizzo. E' questo che bisogna chiarire e su ciò che bisogna celermente elaborare e rispondere.

roberto ha detto...

appunto perchè manca un centro di analisi ed indirizzo, che occorre verificare la possibilità di un agire comune, che potrebbe essere catalizzatore del centro di cui tu parli; siamo messi proprio male, l'organizzazione proletaria è assente in gran parte del paese, e la dove è presente si manifesta in tanti modi diversi, e spesso in modo molto vanesio; e la vanità non è che produca effetti propulsivi; insisto a parlare della mia provincia, la sinistra comunista è del tutto assente ne vi è alcuna prospettiva che qualche compagna/o abbia la funzione del seme colonizzatore; qui la crisi del lavoro è endemica, ed il petrolchimico ha devastato il territorio che va da siracusa ad augusta, e rimarrà devastato chissà per quanti decenni a venire, intanto le morti per cancro sono all'ordine del giorno; il sistema di potere dc è ancora in piedi, e determina le esistenze dei 400 mila abitanti; purtroppo non si intravvede lontanamente una rossa aurora, il cielo è plumbeo, la regressione culturale ha contagiato centri una volta rossi, come lentini ed avola la città del 2 dicembre 1968, quando due braccianti vennero assassinati dalla repressione dello stato; per cui penso che coloro che ne hanno la possibilità, perchè sono stati in grado di poter costituire nei loro luoghi di residenza un minimo di organizzazione, facciano il tentativo di proporre un approccio di dialogo fra le troppe componenti antagoniste esistenti; c'è bisogno che gli emarginati e le classi sociali subalterne percepiscano che qualcosa si muove.

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