venerdì 17 ottobre 2014

TERNI E TORINO, DUE ANTICHE CAPITALI DELL'INDUSTRIA ITALIANA: IN PIAZZA OPERAI, DISOCCUPATI, STUDENTI. UN SEGNALE DI MOBILITAZIONE E, INSIEME, DI REPRESSIONE POLIZIESCA con un commento della Redazione di PERCHE' LA SINISTRA (notizie da La Stampa.it e da Umbria Oggi) CON RIFERIMENTO ALL'ARTICOLO "ATTENZIONE! NELLA MANOVRA DEL GOVERNO RENZI C’E’ IL PERSEGUIMENTO DEL DISEGNO DI RIEDIFICAZIONE DELL’INTERA ARCHITETTURA SOCIALE NEL SEGNO DI UN TOTALITARISMO DEL XXI SECOLO di Franco Astengo

Torino e Terni due antiche capitali dell'industria italiana hanno vissuto una drammatica giornata con migliaia di operai, disoccupati, studenti in Piazza per difendere e chiedere il lavoro. 

Le notizie sottoriportate contengono tutti i particolari: dal nostro punto di vista non possiamo non fare riferimento all'articolo che nel blog precede immediatamente questo resoconto.

Parliamo di totalitarismo del XXI secolo, di repressione, di impoverimento generale: ecco gli esempi concreti di una situazione che giorno per giorno sentiamo come sempre più drammatica e insostenibile.

Mobilitiamoci per fermare questa spirale distruttiva, costruiamo l'opposizione ad un regime ferocemente capitalistico che non esita a usare la forza contro chi manifesta per la difesa delle proprie condizioni materiali di vita e di lavoro, per la solidarietà, per una alternativa possibile e necessaria.

 

Torino, alta tensione al corteo degli studenti. Contestazione al vertice europeo sul lavoro


Oggi e domani il summit del Consiglio d’Europa. In piazza Castello lancio di petardi e pomodori contro le forze dell’ordine. La Fiom: “Eccessivo l’uso dei lacrimogeni”.


ANSA
Scontri in piazza Castello a Torino tra studenti e forze dell’ordine


Scontri e alta tensione al corteo degli studenti a Torino alla manifestazione di protesta contro il vertice dei ministri europei del Lavoro che si svolgerà oggi pomeriggio e domani al Teatro Regio. Ferito il questore vicario di Torino, Giuseppe Ferrari, dall’esplosione di una bomba carta. Cinque autonomi sono stati fermati, sono in corso le identificazioni di altri antagonisti protagonisti degli scontri. Il primo contatto con le forze dell’ordine è avvenuto nella centrale piazza Castello: i dimostranti, con una mossa a sorpresa, hanno rimosso una parte delle transenne che sbarrano la strada verso il Teatro Regio che oggi ospita il vertice europeo sul lavoro. Poi hanno scagliato pomodori contro le forze dell’ordine che hanno risposto con alcuni lacrimogeni. Esplodono bombe carta tra polizia, carabinieri e antagonisti. È almeno di cinque fermati e di tre persone ferite il bilancio provvisorio degli scontri. Il segretario della Fiom Landini ha finito il comizio, nonostante il tentativo degli autonomi di coprire la sua voce con musica e comizi alternativi. 
IL REPORTAGE DELLA PROTESTA  

Sono i migliaia i lavoratori che partecipano alla manifestazione regionale organizzato dalla Fiom contro la riforma del lavoro. Presenti al corteo, che ha raggiunto piazza Castello, anche la Cgil di Torino e del Piemonte e molte categorie, dalla scuola alla funzione pubblica e ai pensionati. Molte bandiere di Rifondazione Comunista. Sul palco è stato messo uno striscione «Mai la nostra firma per i licenziamenti». Una delegazione della Fiom incontrerà il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che è a Torino per partecipare al vertice europeo sul lavoro. 
Secondo la versione della questura l’attacco di circa 300 antagonisti di area autonoma e anarchica è arrivato a sorpresa, in coda al corteo, quando la manifestazione Fiom si stava svolgendo in modo pacifico. Tre poliziotti appartenenti al Reparto Mobile di Padova hanno riportato ferite per lo scoppio di bombe carta. Sei autonomi sono stati fermati e portati in questura.  
Anche il vicario del Questore di Torino che si trovava davanti allo schieramento delle forze di polizia per sovrintendere i servizi d’ordine è stato colpito alla gamba sinistra, riportando una lesione giudicata guaribile in non meno di 15 giorni. È confermato che il ministro Poletti incontrerà una delegazione di lavoratori, mentre ormai piazza Castello è sotto il controllo delle forze dell’ordine. Il furgone dei centri sociali sarebbe stato sequestrato dalla polizia. Sono stati lanciati petardi da stadio o bombe carta, bulloni, sanpietrini e pietre. Numerose le cariche e i lanci di lacrimogeni per disperdere gli antagonisti. Adesso l’ora critica si sposta alle 17, quando è probabile che avvengano altri tentativi di sfondamento dei presidi attorno al vertice.  
Alla fine della manifestazione il segretario Fiom, Federico Bellono, stigmatizza chi ha cercato di macchiare la manifestazione e annuncia anche che chiederà un immediato incontro al questore perché ritiene che ci sia stato «un eccesso di reazione nella gestione dell’ordine pubblico fino al punto di lanciare lacrimogeni verso il nostro palco».


Tk-Ast, in piazza 15 mila «cuori d’acciaio». Ultimatum dei sindacati, ma fischiati i leader

Un corteo pacifico di un chilometro e mezzo ha attraversato una città stretta intorno alle acciaierie. Le Rsu: «Risposte entro lunedì o nuovi scioperi»i Redazione Umbria24
Una giornata straordinaria, quella vissuta da Terni. E che ha dato nuovo coraggio ai sindacalisti di base delle acciaierie. Che prendono spunto da quanto accaduto per dare un autentico ultimatum al governo.
Lunedì Dopo aver ringraziato quanti hanno partecipato alla manifestazione, infatti, le rappresentanze sindacali unitarie dell’Ast, dicono di «ritenere che debba essere riconvocato in tempi rapidi il tavolo governativo» e che «se entro lunedì non avranno una risposta in merito», organizzeranno tempestive iniziative di lotta tese ad ottenere tale convocazione».
IL RACCONTO DELLA GIORNATA

12.30 Nel corso della giornata altri servizi e approfondimenti.
12.00 Comizi finiti, la piazza si sta svuotando mentre una sorta di piccolo ‘contro-comizio’ di un gruppo di No Tav si è tenuto nella piazzetta adiacente.
11.50 «Da Terni a Taranto – ha detto una Camusso fischiata a più riprese -, forse il governo non si è accorto che tutta la siderurgia è in grande difficoltà. Al governo diciamo che non c’è una politica industriale per il Paese se non c’è una politica della siderurgia, un’idea del settore, una siderurgia che funzioni. A tutti i metalmeccanici diciamo che sarebbe bene andare allo sciopero generale del settore». «All’incontro che il governo ha annunciato – ha detto Camusso – ci andremo con tutti i lavoratori dell’acciaieria. La convocazione delle parti sociali non può essere solo un governo che si limita ad ascoltare cosa dice l’azienda. Ci auguriamo che ieri Renzi abbia ricordato alla Merkerl che loro hanno guadagnato dalla Tk-Ast. Forse non si è accorto che Terni e tutta la siderurgia italiana sono in una grande difficoltà. Al governo diciamo che non c’è politica industriale se non c’è un’idea della siderurgia. C’è poi un’assenza che ci preoccupa, quella di Confindustria che non sostiene il futuro della produzione industriale di questo Paese. Ad Ast diciamo che ci devono essere i volumi che garantiscono il secondo forno. Dietro questo piano industriale c’è un’idea di progressivo smantellamento delle acciaierie. A governo e Ast diciamo che noi la trattativa l’abbiamo fatta seriamente sapendo qual era obiettivo, invece non abbiamo visto volontà di Thyssen di investire. Perché il governo non chiede all’Ast di fare contratti di solidarietà? Sarebbe uno strumento per sostenere una fase di ampliamento del piano industriale mentre sembra invece prevalere l’idea del progressivo smantellamento dell’acciaieria. Noi non lo permetteremo».
11.50 Lunghi e rumorosi fischi hanno accolto gli interventi dei leader di Cgil e Uil, Susanna Camusso e Luigi Angeletti. Un folto gruppo di manifestanti ha fischiato a lungo soprattutto all’inizio dell’intervento di Camusso. «Credo ci siamo stati alcuni che militano in organizzazioni diverse e credo nei centri sociali», ha detto Angeletti sulla contestazione.
11.40 Tra qualche applauso e qualche fischio ha preso la parola Susanna Camusso.
11.33 Si susseguono gli interventi sul palco, dopo uno studente a prendere la parola è una lavoratrice della All food che gestisce il servizio mensa delle acciaierie.
11.25 «È stata una trattativa sbagliata, con una controparte rigida e spigolosa e un governo volenteroso ma inefficace, è un’infamia questa trattativa così impostata. Non si può chiedere sacrifici ai lavoratori senza dire loro che questo servirà a salvare il lavoro». Lo ha detto il segretario della Fim Cisl Giuseppe Farina dal palco in cui i sindacalisti stanno parlando ai manifestanti che sono scesi in strada per salvare le acciaierie di Terni. «E poi – ha aggiunto – basta che per salvare il lavoro bisogna tagliare i salari. Non si può avere un’industria competitiva con operai precari e malpagati». Inoltre, per Farina, «il Governo deve fare di più, non deve fare il mediatore». Ai giornalisti, prima si salire sul palco, Susanna Camusso ha detto che «è indubbio che se per un governo il tema fondamentale è dare alle imprese la libertà di licenziare, certo poi fa più fatica a spiegare alle aziende perché devono investire».
11.19 Secondo le stime i partecipanti alla manifestazione sono quasi 15 mila. A Parlare ora è Giuseppe Farina, segretario nazionale della Fim Cisl
11.14 Dopo Angeletti ha preso la parola un delegato delle Rsu aziendali e ora sta parlando un collega della ex Antonio Merloni, dove a rischiare il posto sono oltre 1.400 persone
Ore 11.10 Qualche fischio e alcune contestazioni all’indirizzo dei leader dei sindacati nazionali. Quando ha preso la parola il segretario della Uil, Luigi Angeletti, dalla platea alcuni manifestanti hanno urlato: «Ci avete rovinato voi, buffoni». Non una contestazione generalizzata, ma di singoli partecipanti disseminati nella piazza. Prima che il corteo giungesse in piazza della Repubblica qualche espressione dello stesso genere era stata rivolta anche al segretario della Cgil, Susanna Camusso, che chiuderà gli interventi dal palco.
Ore 11 «Togliamo l’Ast dalle mani di Thyssen. Riprendiamoci Terni. Commissariamento e fondo strategico», chiede il Movimento di Grillo. «La ripubblicizzazione è l’unica soluzione», sostiene Rifondazione. «Governo e padroni in esubero siete voi», recita il manifesto di Occupay Terni. «Non uccidete l’Ast», invocano gli studenti del liceo Enaudi. In piazza anche una bara di legno rossa con un cartello: «La fine di Terni».

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