domenica 5 ottobre 2014

AI CONFINI DELLA REALTA' di Marcello Pesarini




Scrivo spesso, come tanti,  per segnalare fatti e riflessioni e per uscire dalla solitudine che si vive anche se, un po' ci si aggrega per lottare. Io amo molto leggere fantascienza, ed ultimamente anche RAI 3 ha dato soddisfazione alla tribù di sognatori e visionari che popolano il Paese, riproponendo “Ai confini della realtà”, bellissima serie americana degli anni 50 e 60, maestra nell'approfondire vizi e paure dell'americano medio.
 
Allo stesso modo gli ultimi anni ci stanno riproponendo situazioni di quel tipo, senza neanche la via d'uscita di essere in una finzione. La popolazione è spesso scontenta, insofferente, accusa disturbi psichici ed anche fisici, ma non si ricorda il perchè. Mi sembra di essere in quei fumetti in cui gli eroi se ne partono per un altro spazio/tempo, portandosi dietro taccuini recanti nome, cognome, compiti da svolgere ed amici. Poi, nel giro di poco tempo, si chiedono perchè abbiano con loro quei fogli scritti con quei nomi a loro ignoti.
Mi capita sempre più spesso di sentire lamentele sullo stipendio, o sulla sanità, che non possono essere ricondotte ai governanti attuali, perchè essi, non essendo di nessun colore politico, non possono essere incolpati. Anche la crisi del 2008 è senza storia. Se però trovo ancora il coraggio di ricordare che quando c'era una sinistra e con essa un sindacato, le cose andavano meglio, vengo incolpato duramente perchè è proprio la sinistra, e qualche volta anche i comunisti, ad avere fatto tutto ciò, mettendo le regole, le gabbie. D'altronde, con un presidente del consiglio che  si allontana dalla sinistra, dichiarando che lo Statuto dei Lavoratori equivaleva al telefono in una casa si ed in una no, mentre ora coi padroni che hanno il vento in poppa, nuotiamo in mezzo a IPAD, IPOD, ci parliamo da un continente all'altro...e uccidiamo le nostre mogli a iosa.
Ma non sono contento se non termino lo sfogo: si è distrutto il senso della parola politica, della collettività, e se un mio collega si interessa del proprio corpo, della propria salute, fa yoga prima di venire a lavorare, l'importante è che non ne cerchi la ragione. Se si uniscono in gruppi di acquisto le persone, fatemelo dire, hanno per prima paura che non si infiltri un politico, a rovinargli la festa. Sono nelle condizioni ideali, gli smemorati di cui prima, a far si che un abile personaggio che sa fare politica senza nominarla, li indirizzi verso una copertura di tipo lobbystico dove a fare politica, cioè ad usare queste energie, ci pensi qualcun altro.
So che non è sempre così, ma so che alla demonizzazione della politica, alla dimenticanza delle cause dei meccanismi dello sfruttamento della terra e dell'uomo sull'uomo, abbiamo contribuito noi, comunisti più o meno pentiti, forse affaticati da quel duro lavoro che è cercare i propri simili ed organizzarci, sperando di poterlo fare con internet.
Ma ora non si può più rimandare, cari smemorati, o perderemo memoria di noi stessi: socialismo o barbarie.

Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie