sabato 4 ottobre 2014

A PROPOSITO DI TFR di G.Angelo Billia


Dunque, le cose stanno così, siccome la rapina sulle buste paga è arrivata alle estreme conseguenze, ( riduzione di fatto degli stipendi, contratti capestro, beni d’acquisto di prima necessità che assorbono tutte le entrate, quando bastano, disoccupati che non sanno più come comprare il necessario, ecc.) la trovata fondamentalmente sta nel chiedere in anticipo il TFR. Contrariamente a quello che si vuole far credere, l’obiettivo non è finanziare la disperazione, bensì far entrare nelle capaci tasche dai ladroni ciò che al momento non è ancora nella disponibilità dei lavoratori. Pochi hanno compreso che Renzi, dopo aver portato i lavoratori ai livelli del primo novecento, con questa mossa, senza nessun infingimento sta vendendo anche il loro futuro. Immaginate che accadrà quando saranno terminati i risparmi che i lavoratori più anziani, (una parte), stanno usando per sostenere i figli disoccupati, pensate alle riforme pensionistiche che di fatto impediranno anche a chi avrà avuto la fortuna di lavorare, di godere di una pensione minimamente utile alla sopravvivenza, a quando i TFR del passato, serviti spesso a garantirsi il bene primario dell’abitazione finiranno al macero, inghiottiti dai debiti contratti per rinviare la fine accuratamente pianificata dai padroni di Renzi. Pensateci, e vi renderete conto che siamo in guerra, una guerra non dichiarata che ha l’unico scopo di mantenere e aumentare le ricchezze nelle mani di pochi. In guerra, come si sa, anche quelli che credono di essersi imboscati prima o poi finiscono sotto il fuoco. Pensateci, sappiate che quello che ancora molti ritengono essere un modo di pensare e agire da persone per bene, è semplicemente politica dello struzzo, o, per meglio dire, vigliaccheria.

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