Abbiamo partecipato all’assemblea organizzata da “Noi
Restiamo”, svoltasi il 19 Ottobre a Torino, alla quale erano presenti come
relatori Gattei, Formenti, Quadrelli e Santopadre.
La fitta platea giovanile presente ha dimostrato una
tensione verso una ripresa di compiuta iniziativa politica e un recupero di
afflato sul terreno dell’idealità e dell’organizzazione.
Un segnale positivo cui la maggior parte delle relazioni ha
risposto confermando l’analisi che il titolo di questo resoconto ha cercato di
riassumere: la vecchia sinistra antagonista in Italia sta svolgendo una
funzione da “cattiva maestra” avendo ormai introiettato stabilmente la sindrome
della sconfitta tramandando, ancora una
volta, una sorta di “paura della politica”.
Evitato dai relatori il tema dell’opposizione politica e
sociale da condurre rispetto alla costruzione di un regime autoritario portata
avanti dal governo Renzi e dal blocco di gestione capitalistica italiano ed
europeo il dibattito ha sfiorato il tema della costruzione della soggettività
politica, a sinistra.
Si sono così evidenziati, ancora una volta, i punti di confronto
sui quali si sta accumulando ritardo nell’apertura di una discussione di ampia
dimensione:
1) Viene
avanzata un’idea di parzialità “locale” delle lotte sociali che resta slegata
dalla necessaria prospettiva internazionalista. In questo modo, di fatto, s’impedisce,
all’opposizione di assumere il necessario carattere “sistemico”;
2) Emerge
una visione movimentista nell’idea di riunificazione di soggettività tra
partito e sindacato che finisce, oggettivamente, con l’assumere il significato
di una (perdurante) assenza di respiro nella prospettiva progettuale di un’alternativa
di sistema.
Da parte nostra non possiamo che ribadire le posizioni che
stiamo sostenendo ormai da molto tempo all’interno della battaglia politica in
corso nella sinistra antagonista italiana.
Riproponiamo allora i temi:
1) Dell’opposizione
politica e sociale di livello “sistemico”;
2) L’avvio
della costruzione di una soggettività politica organizzata (punto del resto
ripreso nella relazione di Emilio Quadrelli in una dimensione al riguardo della
quale può apparire possibile, almeno da parte nostra, un produttivo confronto);
3) La
proposizione della “questione comunista” in Italia da sviluppare attorno ai
nodi di fondo della lotta di classe e dell’internazionalismo.
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