1) Nonostante
la ridda di dichiarazioni, smentite, ordini, contrordini, inchieste, analisi le
cariche della polizia di ieri con bersaglio gli operai della Terni hanno
segnato un punto insieme di sintesi e di svolta nella tormentata vicenda
politica italiana di questi ultimi anni. Partendo da punto di estrema sintesi
possiamo affermare che ci troviamo,
infatti, tenuto conto del quadro europeo e internazionale all’evidenziarsi di
una nuova qualità del “caso italiano” fatto di miseria e disperazione. I dati
resi pubblici dallo SVIMEZ sulla situazione del Mezzogiorno evidenziano con
grandissima chiarezza il dato di un Paese allo sbando, con seri rischi di tenuta
sociale. E’ questo il frutto delle politiche di questi ultimi vent’anni (senza
voler risalire più indietro nel tempo, anche se sarebbe il caso) imperniate
sulle privatizzazioni, sulla precarietà del lavoro, sull’intensificazione dello
sfruttamento, sull’abbattimento dello stato sociale;
2) Politiche
portate avanti, beninteso da centrodestra e centrosinistra, con governi nei
quali hanno seduto tutti; dai fascisti di Ordine Nuovo alla sinistra estrema di
Democrazia Proletaria, con un brillante intreccio di complicità/subalternità da
parte dei sindacati confederali e degli altri corpi intermedi;
3) In
questo quadro tragico ha fatto particolarmente spicco l’operazione Unione
Europea condotta dai “padri della patria” Prodi (già protagonista della
privatizzazione della siderurgia ai tempi dell’IRI) e Ciampi ben avallati dal
centrodestra guidato da Silvio Berlusconi;
4) Su
questa situazione si è innestato un fenomeno politico molto pericoloso, quello
del populismo personalistico: fenomeno dal quale è generata la trasformazione
del PD (dopo che altri soggetti avevano tracciato la strada da Forza Italia al
Movimento 5 Stelle) attraverso le primarie e una maldigerita “vocazione
maggioritaria” (figlia diretta dello sciagurato “sblocco del sistema politico”
sulla base del quale si sciolse il PCI);
5) Il
“populismo personalistico” ha prodotto il peggiore dei mostri possibili. Attraverso
lo schermo delle riforme istituzionali mascherate da lotta agli sprechi si è
costruito un meccanismo di formazione di un regime autoritario che, sfruttando
il vuoto politico, si è insediato e ieri, dopo tante parole, ha fornito la sua
prima prova sul campo;
6) Questo
regime autoritario che sta lavorando a smantellare tutti i presidi democratici
presenti nel Paese compresi gli Enti Locali mentre nel frattempo il sistema ha
costruito la degenerazione delle Regioni, oggi vero e proprio “buco nero” della
situazione italiana, necessita urgentemente di un’opposizione sociale e
politica;
7) Non
esiste, in questo momento (a differenza di Luglio’60 quando si poneva la
prospettiva del centro sinistra e i tragici fatti di quel mese sfociarono nel
governo, quello sì riformista, delle “convergenze parallele”) alcuna
possibilità di alternativa. Non ci sono margini per ripensare ad alleanze
“democratiche” o di ritorno al centrosinistra. Chi pensa, come purtroppo molti
pensano, a ipotesi di questo genere sono fuori strada e sbagliano l’analisi;
8) L’opposizione
necessita di un soggetto politico che faccia, insieme, sintesi e proposta
sviluppando un intenso processo di aggregazione e partecipazione politica nel
Paese con una forte proiezione a livello europeo e internazionale. In questo
momento non esiste embrione di questo soggetto, né tantomeno potrà
rappresentarlo la lista Tsipras lacerata al suo interno dalla presenza di SeL
(che su questo tema ha già subito una scissione) e debolissima sul piano della
proposta al riguardo dell’Unione Europea avendo sposato la tesi della
riformabilità e non della rottura. Gli altri soggetti compresi quelli in via di
formazione o che tentano di formarsi portano in sé la sindrome della sconfitta
e la paura della politica, retaggi mortali di questo disastroso ventennio che
minaccia di sfociare in un ventennio ancor più pericoloso;
9) Il
soggetto va costruito sottolineando con grande forza il tema dell’autonomia
politica e organizzativa in forme inedite di aggregazione sulle quali, come
sull’insieme dei temi fin qui esposti sicuramente in forma troppo schematica e
incompleta, andrebbe comunque aperta una discussione a tutto campo;
10) Siamo
in forte ritardo, attanagliati da personalismi e conservatorismi da piccolo
gruppo ,oltre che da tante idee sbagliate nate dalla subalternità culturale al
modello dell’avversario che ha prodotto in questi anni un formidabile processo
di rivoluzione passiva e un mutamento molto importante sul piano del rapporto
tra struttura e sovrastruttura. Per fare un esempio, il più importante: abbiamo
completamente smarrito i concetti di internazionalismo e di lotta di classe.
6 commenti:
condivido i contenuti dell'editoriale, tranne il riferimento su democrazia proletaria, che non ha mai partecipato ai governi di centrosinistra; dp si era sciolta ben prima del 1994, e parte di essa era confluita nel movimento della rifondazione comunista.
Neppure Ordine Nuovo è mai stato al governo. E' evidente che il riferimento è politico e non storico. Alemanno da un lato e Ferrero dall'altro hanno rappresentato al governo gli estremi opposti del sistema politico italiano. Del resto sono convinto che sono le prime scelte quelle che contano il resto, nella vita politica, è riciclaggio. Ferrero ha governato male come Alemanno. L'operazione di DP in Rifondazione fu una operazione politicista, come del resto il complesso della formazione e della fondazione di Rifondazione Comunista costruita nello stesso senso politicista fuori da ogni rapporto con la teoria e la storia della sinistra comunista in Italia. Rifondazione degenerata poi nel movimentismo/personalismo/governativismo con la segreteria Bertinotti. Franco Astengo
esattamente, anzi per la precisione Giuliano Ferrara è (non era )uno stalinista come suo padre, a lungo corrispondente dell'UNità da Mosca e Mussolini alla fine cercò, tramite Silvestri, il PSI perchè lo salvasse dato che lui era un compagno e l'ultimo suo decreto prima di fuggire fu quello del passaggio di tutti i poteri della RSI al Partito Socialista. Non c'è niente fare : la scelta che conta è la prima, poi come dice Fantozzi ci si può anche "truccare da bracco" per opportunismo, per far carriera, per tanti motivi. Incluse le conversioni religiose che originano nient'altro che genie di falsi fanatici. Franco Astengo
il fatto che ferrero sia stato ministro non vuol dire che dp abbia governato; mi spiace ma non condivido affatto; se il tuo modo di pensare è questo allora faresti bene a dire che coloro che hanno un trascorso politico in dp, farebbero bene a non accostarsi al soggetto politico che tu ritieni indispensabile per il riscatto del proletariato; ho miliato in dp, non sono stato per nulla d'accordo con il suo scioglimento, poi mi sono iscritto a rifondazione, perchè ritenevo importante l'esistenza di un oggetto politico comunista quale punto di riferimento per gli sfruttati e la mia iscrizione non è stata affatto una scelta politicista e in rifondazione sono sempre stato in minoranza perchè mi sono opposto ai pateracchi con il centro sinistra; ed infatti ho dato il mio voto al pcl; mi auguro che il soggetto politico di classe degli sfruttati che tu teorizzi non chiuda le porte a coloro che hanno come peccato originale la militanza in dp, rifondazione e via elencando; e poi fare un parallelo fra dp ed ordine nuovo è un modo settario di ragionare; astengo, pur riconoscendo le tue capacità politico teoriche devo dirti che mi hai deluso non poco; credi che così ragionando potrai contribuire a che i lavoratori possano riconoscere come loro punto di riferimento il soggetto politico che tu hai in mente?
Mi spaice per questo reiterato equivoco: la mia è un'allegoria riferita al fallimento reciproco di centrodestra e centrosinistra e non altro. Ciò non toglie che il mio giudizio su Rifondazione Comunista sia molto netto: il peggior prodotto nella storia della sinistra italiana. Poi tutti gli altri hanno le loro pecche figuriamoci. Oggi un trasformista professionale come Gentiloni è stato nominato ministro degli Esteri. In origine è stato nel Manifesto - PdUP: ebbene in quella formazione dove personalmente ho militato dal 1969 al 1984 il vizio era quello del politicismo e, si è visto nel percorso politico successivo di molti (esclusi coloro che avevano fatto parte del gruppo dirigente storico, ma anche in quel caso ci sarebbe da valutare attentamente). Mi auguro di aver chiarito definitivamente. Franco Astengo
equivoco chiarito, la tua onestà intellettuale non è in discussione; su rifondazione comunista la penso come te, una delusione totale, si è costituita come cuore dell'opposizione e si è rivelata un altro inganno ai danni di compagni e lavoratori; e pienamente d'accordo sul giudizio senza appello verso tutti i gentiloni che, partiti come rivoluzionari sono arrivati come reazionari; nel territorio sono tanti i gentiloni che, per la bramosia di poltrone e carriere politiche e professionali, sono passati armi i e bagagli con i nemici dei lavoratori, e gennarino migliore è uno degli ultimi casi.
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