Essendo uno che guadagnava poco contestavo allora questi
ragionamenti, esattamente come li contesto oggi.
Il pistolotto qui sopra per dire che c’è una lunga tradizione di “lotta e di governo” anche nella CGIL e che, quando il governo è congeniale alla dirigenza sindacale, la lotta si esaurisce in qualche sciopero simbolico.
Camusso esce dall’incontro con Renzi confermando lo sciopero del 24 ottobre: “non siamo soddisfatti”. Scandisce. Sono commosso da tanta comprensione. Davvero si pensa di salvare la faccia del sindacato mettendo insieme qualche frase roboante in un comizio garantito dal “servizio d’ordine”?
Il paese è in mano ad un gruppo di manutengoli che si spendono in nome degli interessi supremi… della borghesia e tutto quello che sappiamo mettere in campo è lo sciopero del 24?
La Costituzione calpestata, tutto l’impianto delle conquiste dei lavoratori al macero e, arrivo a dire, magari fosse solo l’art. 18! Il diritto ad una vita di lavoro, negato, il diritto ad avere un luogo in cui vivere, negato, la scuola volta a dare pari opportunità e pari conoscenze a tutti, negata, la sanità a costo zero e prestazioni uguali per tutti, negata, il diritto di approdare ad una pensione decente, negato. Lo stesso accorpamento del TFR in busta paga, ha il solo scopo di annullare l’ennesima conquista dei lavoratori.
Come se non bastasse, i fondamenti stessi dello Stato democratico, seppur ampiamente disattesi anche in precedenza, sotto i colpi di maglio del duo Napolitano-Renzi stanno finendo in poltiglia. Lo svilimento del Parlamento, peraltro composto col criterio fascista dei nominati, assume sempre più il carattere preminente della ribalta televisiva, cioè il posto dove, in cambio di qualche voto alla scelleratezza del momento è possibile accedere ai media per dire “ho votato, ma non sono d’accordo” e assurgersi così all’universo di quelli che contano, da prendere ad esempio.
In una situazione siffatta, immagino Camusso uscire dal prossimo incontro con una “vittoria”, magari una limatina al taglio di questo o quel diritto. E immagino i pretoriani nel sindacato che diranno, “lo so, abbiamo perso, ma come si fa a chiedere di continuare con gli scioperi chi già sta male”!
Osservo che, già così, la situazione è durata troppo a lungo. Non s’illuda Camusso di sfuggire all’inevitabile resa dei conti. E’ vero, la sinistra è ridotta ad un coacervo di apprendisti stregoni scarsamente pericolosi, ma non conterei su questo per evitarla. La storia insegna, anche se alcuni la considerano un inutile orpello.
Il pistolotto qui sopra per dire che c’è una lunga tradizione di “lotta e di governo” anche nella CGIL e che, quando il governo è congeniale alla dirigenza sindacale, la lotta si esaurisce in qualche sciopero simbolico.
Camusso esce dall’incontro con Renzi confermando lo sciopero del 24 ottobre: “non siamo soddisfatti”. Scandisce. Sono commosso da tanta comprensione. Davvero si pensa di salvare la faccia del sindacato mettendo insieme qualche frase roboante in un comizio garantito dal “servizio d’ordine”?
Il paese è in mano ad un gruppo di manutengoli che si spendono in nome degli interessi supremi… della borghesia e tutto quello che sappiamo mettere in campo è lo sciopero del 24?
La Costituzione calpestata, tutto l’impianto delle conquiste dei lavoratori al macero e, arrivo a dire, magari fosse solo l’art. 18! Il diritto ad una vita di lavoro, negato, il diritto ad avere un luogo in cui vivere, negato, la scuola volta a dare pari opportunità e pari conoscenze a tutti, negata, la sanità a costo zero e prestazioni uguali per tutti, negata, il diritto di approdare ad una pensione decente, negato. Lo stesso accorpamento del TFR in busta paga, ha il solo scopo di annullare l’ennesima conquista dei lavoratori.
Come se non bastasse, i fondamenti stessi dello Stato democratico, seppur ampiamente disattesi anche in precedenza, sotto i colpi di maglio del duo Napolitano-Renzi stanno finendo in poltiglia. Lo svilimento del Parlamento, peraltro composto col criterio fascista dei nominati, assume sempre più il carattere preminente della ribalta televisiva, cioè il posto dove, in cambio di qualche voto alla scelleratezza del momento è possibile accedere ai media per dire “ho votato, ma non sono d’accordo” e assurgersi così all’universo di quelli che contano, da prendere ad esempio.
In una situazione siffatta, immagino Camusso uscire dal prossimo incontro con una “vittoria”, magari una limatina al taglio di questo o quel diritto. E immagino i pretoriani nel sindacato che diranno, “lo so, abbiamo perso, ma come si fa a chiedere di continuare con gli scioperi chi già sta male”!
Osservo che, già così, la situazione è durata troppo a lungo. Non s’illuda Camusso di sfuggire all’inevitabile resa dei conti. E’ vero, la sinistra è ridotta ad un coacervo di apprendisti stregoni scarsamente pericolosi, ma non conterei su questo per evitarla. La storia insegna, anche se alcuni la considerano un inutile orpello.
1 commento:
Lo sciopero indetto da Cgil è il 25, non il 24 :-)
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