Un’interessante inchiesta svolta da Federico Fubini e
apparsa oggi, 11 Ottobre, sulle colonne di “Repubblica” dimostra l’ennesimo
ritorno dell’eterno e sempre uguale spirito di sfruttamento e di accumulazione
degli esponenti del capitalismo italiano.
Fubini denuncia, infatti, come sia ripresa in grande stile
la fuga dei capitali dall’Italia all’estero e indica una cifra abbastanza
impressionante: 67 miliardi negli ultimi due mesi.
Il Paese scelto per “parcheggiare” questa ingente massa di
capitali è proprio la Germania ,quella Germania campione dell’austerità contro
la quale il presidente del consiglio e segretario del PD Renzi ha ingaggiato
una lotta “da faccia feroce” per strappare margini di flessibilità nel contesto
complessivo delle istanze finanziarie dell’UE.
Il dato denunciato da Fubini, alla luce delle tante
dichiarazioni di Renzi e di esponenti del suo governo, dimostra come si stia
assistendo auna gigantesca commedia tesa proprio a favorire la speculazione e
l’evasione da parte del solito gruppo di “pescecani”.
Nulla di nuovo sotto il sole, da un certo punto di vista: il
capitalismo italiano continua in quella sua forma di espressione che era stata
definita come “stracciona”. Escamotage per evadere il fisco, opacità,
sottrazione di risorse nella vecchia logica della privatizzazione dei profitti
e socializzazione delle perdite.
La borghesia capitalistica, per il profitto, è capace tranquillamente a trasformare un popolo in carne da macello e non modifica mai il proprio atteggiamento, non c’è mutamento del ciclo produttivo, innovazione tecnologica, modificazione sociale che faccia uscire dalla realtà di perseguire l’obiettivo di finanziarizzare l’economia e costituire “fondi neri” anche per foraggiare chi, di professione, bada a tener tranquillo il popolo. Con varie armi nel corso del tempo, ma con lo stesso obiettivo di fondo : la sopraffazione sociale e lo sfruttamento.
Nello stesso tempo questa vicenda italiana mostra un altro
segnale da cogliere e di cui far tesoro: al di là dei sondaggi di gradimento
che lo portano a tutti i vertici possibili e immaginabili, l’affidabilità di
Renzi appare già in forte declino perché sono gli stessi industriali e
finanzieri a non aver fiducia nell’esecutivo trasferendo, nel più classico dei
casi, il proprio malloppo all’estero.
Evidentemente lorsignori non sono ancora soddisfatti delle
politiche antipopolari di questo Governo e preferirebbero un commissariamento
diretto da parte di BCE e Troika.
Nel frattempo proseguono gli annunci e la crisi produttiva,
occupazionale, economica, morale.
Cosa importa.
Se ci sono i
quattrini intanto si aspetta la buona occasione.
Nessun commento:
Posta un commento
La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie