giovedì 9 ottobre 2014

LIGURIA LABORATORIO POLITICO: DAL "VOCIFERATO" PATTO BURLANDO - SCAJOLA ALLA CONFLUENZA DI FORZA ITALIA NEL PD di Franco Astengo






“Forza Italia non esiste più e sostengo Raffaella Paita (assessore regionale uscente, supercandidata alle primarie del PD n.d.r.) ”.

Parole e musica di Franco Orsi, sindaco di Albisola Superiore, ex-senatore ed ex-vicepresidente della Regione ai tempi della giunta di centrodestra guidata da Sandro Biasotti: ex-democristiano, proconsole di Scajola per l’area centrale della Regione.


Una dichiarazione di particolare importanza a dimostrare come la vocazione alla “gestione del potere” in Liguria continui a esercitarsi in una situazione di vero e proprio “Laboratorio Politico”.

E’ la piena affermazione del modello Burlando/CARIGE: ce n’è per tutti, un poco, in proporzioni giuste, ma ce n’è per tutti.

Se si pensa che l’attuale maggioranza regionale tiene assieme tutti dalla Federazione della Sinistra all’UDC con l’esercizio di un’opposizione che definire particolarmente blanda è un semplice eufemismo.

Un Laboratorio di larghe intese, questo della Liguria, ben dimostratosi tra l’altro nell’occasione delle recenti elezioni “da ceto politico a ceto politico” per il consiglio della Città Metropolitana di Genova, laddove l’alleanza comprendeva dalla Lista Doria (una Lista “arancione” derivante dalla stagione di quello che doveva essere un grande cambiamento) al Nuovo Centro Destra.

Una trasversalità “opaca” quella eternamente in sella alla Regione Liguria, alimentatasi di cementificazioni e porticcioli nel corso degli anni ed erede di una grande storia: quella degli anni ’80, delle “giunte bilanciate” fino al clamoroso “affaire Teardo”, 1983 la primogenitura non riconosciuta di Tangentopoli.

Poi le Colombiane e tanti altri passaggi significativi, almeno dal punto di vista che cerchiamo di esporre.

Adesso, dopo tanti sottobanco siamo all’outing, alla dichiarazione finale: Forza Italia confluisce nel PD e appoggia la candidata più forte del lotto di aspiranti alle primarie.

Lotto di aspiranti alle primarie all’interno del quale non si ravvede comunque uno sprazzo di una qualche diversità: il “competitor” dichiarato, infatti, è Federico Berruti, sindaco di Savona, un “renziano del cemento” che nel corso di questi anni ha continuato imperterrito sulla strada dei suoi predecessori.

E La Sinistra radicale e SeL? in giunta naturalmente, in Regione come al Comune di Savona. Pronti, magari, a uscire dalla sala giunta quando arrivano le pratiche scomode. Una tattica che ha reso celebre un pluri-poltronista di Rifondazione che ha svolto, nella legislatura precedente all’attuale, addirittura l’incarico di Assessore all’Ambiente in una giunta comprendente Claudio Burlando e Carlo Ruggeri (ex- sindaco di Savona e padre – padrino della costruzione degli ecomostri oggi in vista nella Darsena della Città della Torretta). Quella giunta nata appunto da un tanto "ventilato" e "vociferato" patto Burlando _ Scajola.

Una sinistra radicale che ha fatto efa politica”: quella del posticino garantito. Listino o assessore nominato dal Presidente o dal Sindaco non fa differenza: l’importante è il posticino.

Nessun commento:

Posta un commento

La redazione del blog ha scelto di moderare i commenti dei lettori. I commenti inerenti gli articoli saranno pubblicati Grazie