In quel di
Venaria Reale (dove abito) si voterà per le amministrative la prossima
primavera. Mi pare, quindi, sia tempo di stilare programmi (per tutte le forze
politiche). Generalmente sono ben fatti, pieni di buoni propositi.
Personalmente ho contribuito al programma di SEL di Venaria. Mi sono stati
chiesti due contributi, uno sul Welfare di Venaria e uno sul Lavoro sempre a
Venaria. Ho fatto il mio compitino e adesso è agli atti. Per fare il programma
della nuova giunta bisognerà fare tante riunioni per trovare la mediazione sul
documento finale. Epperò…
Mi sa tanto
però che ancorché ben fatti, precisi, alla fine della fiera rimarranno sulla
carta. Così come è stato del programma di questa consigliatura. A Venaria c’è
una giunta di centrosinistra con Sindaco un medico esponente dell’Italia dei
Valori. Perché chi li ha stilati (e approvati) è uno che bara? Ma no! È che uno
qualsiasi di questi programmi “non fa i conti con l’oste”: i due patti di
stabilità, il primo (esterno) voluto dai burocrati della UE, il secondo
(interno) voluto, accettato, da qualsiasi governo in carica nel nostro paese,
che nei fatti si traduce nel fare diventare dei “gabellieri” i nostri futuri
amministratori.
C’è un test
da fare il primo giorno di insediamento della nuova consigliatura. Ed è il
seguente: il Sindaco (e ogni assessore) nel momento in cui si siederà sul suo
scranno come si sentirà? Come un AMMINISTRATORE o come un DELEGATO? Se si sente
come un Amministratore siamo alla “coazione a ripetere”: i tagli lineari, far quadrare i conti (non nostri) e un eccetera
sconfinato. Se invece si sentirà come un Delegato, capace che siamo sulla
strada giusta: Delegato dei propri
cittadini (che in maggioranza lo hanno eletto) nei confronti di altri
interlocutori e controparti (la Regione, lo Stato centrale, le organizzazioni
datoriali, ecc.).
In pratica si tratta di contrarre un
altro “patto di stabilità”: quello con la propria cittadinanza i cui problemi,
bisogni, devono venire sempre prima di ogni altro patto. Per fare questo, ovviamente, occorre
avviare con coraggio e determinazione un percorso di PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA
con i propri cittadini, di ascolto, in pratica di stabilire con loro una sorta
di “connessione sentimentale” (mi pare che l’ultima delibera sulla
“partecipazione” vada in questa direzione).
Occorre
cambiare paradigma. Passare da “amministratori” (per conto di altri) ad un
moderno “Consiglio di Fabbrica” (= la Giunta) che vive, certamente facendo
della buona amministrazione, ma impostando delle RIVENDICAZIONI a precisi
interlocutori e controparti. E se
necessario impostare delle manifestazioni e lotte con il consenso e la
partecipazione dei propri cittadini. È la fase di crisi epocale che motiva
tutto ciò.
Perché parlo
di “manifestazione e lotte” da promuovere: perché è il Sindaco e suoi Assessori
(per non dire i consiglieri tutti) CHE CI METTONO LA FACCIA, non sono altri. I
Sindaci e i loro Assessori sono il primo riferimento che i cittadini (specie
quelli oberati da problemi) a cui si rivolgono.
È chiaro che
da soli come Venaria il problema diventa più grande di noi. Però in tutta
Italia i comuni si contano per più di 8.000. Bisogna tentare di costruire una
serie di alleanze con l’obiettivo di creare un “movimento di sindaci disobbedienti”. Disobbedienti nel senso di
essere consapevoli che in questo modo di fare gli “amministratori” si corre il
rischio di essere commissariati.
E a questo proposito vanno previsti
due bilanci: il primo “obbediente” ai patti di stabilità, il secondo
“obbediente ai bisogni dei cittadini” (quindi disobbediente rispetto al primo),
che dovranno essere convolti e informati su ambedue.
È chiaro
allora che bisogna superare la fase attuale di scarsissima credibilità di
questa consigliatura tra i cittadini. Il sottoscritto ne è portatore, in quanto,
su mandato dell’Assessore alle Politiche Sociali e alla Partecipazione con la
mia Associazione Esperienza & Mappe Grezze sto conducendo un percorso di
ASCOLTO dei gruppi organizzati della città (si tratta di persone socialmente
attive, dai Sindacati, alle ACLI, alle Caritas, ai Comitati di Quartiere, ecc.)
al fine di socializzare il Piano Regolatore Sociale (è lo strumento di
programmazione dell’assistenza voluto dalla legge 328/2000) per tradurlo in una
Piattaforma Sociale che verrà presentata in pubblico ai cittadini di Venaria nel
prossimo autunno.
Da questo
percorso di ascolto cosa ne viene già: IL LAVORO (come mancanza o come crisi
dovuta a CIG/O, CIG/S, CIG/Deroga, ecc.) viene indicato da tutti come la prima
priorità, oltre ai giovani in cerca di prima occupazione investe pure una
fascia di età oltre i 40 anni che espulsi dal lavoro, determinano una vero muro
insormontabile: chi dà lavoro a queste persone? La seconda è rappresentata
dalla CASA in termini “morosità incolpevole”, di mutui non pagati, in ultima
analisi di sfratti in continuo aumento. La terza riguarda i problemi degli ANZIANI:
da quelli non autosufficienti, dalla esigenza di avere i servizi sanitari
efficienti (vedi il problema della navetta per l’Ospedale di Rivoli), per
finire con quelli che stanno esaurendo i loro risparmi per far fronte a figli e
parenti senza lavoro.
E come
risponde il Comune con i suoi Servizi Sociali (o con i Servizi erogati dal
CISSA)? In maniera molto inadeguata. Perché questa “officina di riparazioni”
funzionava con una certa efficienza ed efficacia prima della crisi, ma adesso
le “auto danneggiate” (i cittadini con bisogni) la crisi li ha fatti aumentare
in modo esponenziale e “l’officina” è in crisi!
Problema del LAVORO. Com’è la situazione
attuale? Sulle 385 aziende manifatturiere presenti nel territorio di Venaria (una
cinquantina delle quali supera i
|
(Dati al 2011)
|
Numero
|
|
Unità locali, di cui:
|
2.931
|
|
Attività manifatturiere
|
385
|
|
Costruzioni
|
459
|
|
Commercio
|
961
|
|
Turismo
|
163
|
|
Altri servizi
|
794
|
|
Altre attività
|
39
|
|
Alimentari
|
40
|
|
Non alimentari
|
224
|
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Esercizi misti
|
46
|
|
Medie, grandi centri commerciali (N°)
|
16
|
|
Bar e Ristoranti
|
120
|
15 addetti)
la crisi morde in profondità. Parecchie sono in CIG/O, in CIG/S o in CIG/Deroga
per non dire quelle che sono fallite e che chiuderanno a breve. Il tutto
coinvolge ca. 10.000 addetti, tra i quali sono presenti un numero più che cospicuo
di contratti precari. Ci sono pure nel territorio di Venaria 459 imprese edili
tutte al di sotto dei 5 addetti. La struttura della manifattura in questo
territorio è prevalentemente metalmeccanica e all’interno di questa la faceva
da padrone il settore auto motive. Ambedue sono in crisi nera.
Domanda:
quale probabilità esiste di ritornare alla situazione pre-ante? Io credo
nessuna. Allora è prevedibile una situazione molto preoccupante. Però la Reggia
e i suoi Giardini sono diventati “Patrimonio dell’Umanità”. Per la presenza
della Mandria come polo ecologico che insieme appunto alla Reggia, ai suoi
Giardini rappresenta un “unicum” nel panorama della provincia di Torino.
Occorre
allora pensare (almeno nel medio lungo periodo) ad una riconversione produttiva
di questo territorio: da manifatturiero industriale ad una vocazione
all’artigianato di qualità, ai servizi, al turismo, ecc.
Come fare
questa riconversione, visto che nel territorio manca l’esperienza? IMPARANDO da
quelle realtà che lo hanno fatto nei decenni passati.
Proposta: sulla base di un accordo con la
Regione (e il Ministero dei Beni Culturali) indire una serie di Convegni da effettuarsi
nella nostra Città mettendo assieme tutte quelle esperienze (di città di arte,
di turismo qualificato) presenti nel territorio nazionale, prevendendo anche la
presenza di città come Versailles (Francia) e Postdam (Germania).
Per prima approssimazione la proposta
sarebbe quella di dotare il Comune di un “Osservatorio
sulla crisi e la recessione” con l’uso dei dati e delle informazioni
provenienti dagli archivi della Provincia di Torino in merito alle aziende (del
comune di Venaria), all’uso della CIG/O, CIGS, Mobilità e varie forme di
assunzione.
Obiettivo: 1° monitorare l’andamento della crisi e osservare le
aziende virtuose presenti sul nostro territorio al fine di esaltarne le
performance; 2° andare alla promozione (trovando degli sponsor interessati) di
una “mostra” delle attività produttive, commerciali e di servizio presenti nel
territorio di Venaria.
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