lunedì 21 luglio 2014

LA PROCURA DI SAVONA NEGA IL DISSEQUESTRO DELL'IMPIANTO TIRRENO POWER A VADO LIGURE (dal sito Nuova Informazione Indipendente)

"Nè serio, nè concreto"

 

E' questa la definizione che il Gip Fiorenza Giorgi scrive a proposito del progetto industriale di Tirreno Power. A riferirlo in tarda mattinata il Procuratore capo in persona, dopo che il Giudice Giorgi, depositato il provvedimento che nega il dissequestro dei gruppi a carbone della centrale di Vado / Quiliano, si è concessa un periodo di vacanza. Emerge il cinismo dell'azienda che aveva già deciso tutto, inclusi i licenziamenti

Ha una spanna di querele in partenza il Procuratore Granero sul suo tavolo. Molte riguarderebbero l'inchiesta Tirreno Power. La rabbia dei buoni è la peggior cosa.
Ma querele a parte, di è delineato tutto il cinismo dell'azienda, che blaterava di un nuovo gruppo da 480 MegaWatts per un miliardi e duecentomila euro di investimento mentre aveva già deciso in ben due consigli di amministrazione la crudezza di un business plan che prevedeva il licenziamento di 120 lavoratori tra il 2014 e il 2016, nessun investimento neppure sugli attuali gruppi 3 e 4 e il licenziamento di altri 11 lavoratori alla cessazione dell'attività. A dirlo è il procuratore di Savona Francantonio Granero ricevendo i giornalisti.
Resta il problema della bonifica e copertura del carbonile, grande più di mezza Vado Ligure, prevista conclusa per marzo 2015 "e quindi già ampiamente fuori termine" conclude il Procuratore con la riservatezza che da sempre lo contraddistingue. Un collega prova a chiamare il Gip Fiorenza Giorgi in vivavoce, ma il telefono squilla a vuoto. Il Giudice è in ferie. E' partita lasciando un macigno, forse l'ultimo, sulle ceneri tossiche di questa vicenda.
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Il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi ha negato il dissequestro dei gruppi a carbone di Vado Ligure, richiesto il 14 maggio dai legali di Tirreno Power, con l’ex ministro Paola Severino in testa.
La decisione depositata stamane.
L'azienda non piò offrire garanzie sull'applicazioni delle migliori tecnologie disponibili. In caso di riapertura quindi si avrebbe una reiterazione del reato, che la Procura non può permettere.
Avrebbe pesato anche la dichiarazione di Tirreno Power in sede AIA di NON poter far nulla per migliorare i due gruppi esistenti a carbone.

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